Germany's Finance Minister Schauble smiles during a news conference before a seminar organized by the Konrad Adenauer Foundation in Santiago de CompostelaSchäuble chiede all’Italia di proseguire sul cammino delle riforme strutturali

Di Andrea Thomas

16 luglio (WSJ) – Il ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schäuble ha chiesto all’Italia di proseguire i suoi ambiziosi sforzi di riforma strutturale in modo da dare una spinta alle sue prospettive di crescita economica. “Soprattutto, dal momento le previsioni di crescita per l’Italia sono state recentemente ridotte, è importante che faccia le riforme e tagli in modo convincente il livello di indebitamento”, ha detto. Il primo ministro italiano Matteo Renzi ha presentato un progetto di riforme ambiziose e su ampia scala, ha aggiunto. “Il patto di stabilità e crescita è il fondamento per la coesione politico-economica in Europa”, ha detto il signor Schäuble. “Il patto di stabilità e crescita fornisce la flessibilità sufficiente. E non rappresenta un ostacolo alle riforme strutturali; al contrario, esso le promuove.

Questa è una risposta diretta al primo ministro Renzi che aveva chiesto quella che può essere definita come una piccola dose di flessibilità alle regole sul disavanzo. (Notate che Schäuble non ha affermato che le riforme potrebbero spingere la crescita, ma solo le “prospettive di crescita”, qualunque cosa significhi.)

Il problema è che per ogni dato livello di spesa pubblica (una decisione politica), le passività fiscali sono troppo elevate per permettere a chi “desidera risparmiare” di farlo. E, “il livello del debito” dovrebbe essere raffigurato in modo più ottimale come “l’offerta di moneta” (i depositi presso il Banca Centrale) “risparmiata” sotto forma di risparmi in euro/attività finanziarie nette del settore non governativo.

Detto in un altro modo, la valuta è di per se un monopolio pubblico dell’Unione Europea, e la disoccupazione di massa è necessariamente la prova del fatto che il monopolista sta restringendo “l’offerta” di attività finanziarie nette richieste dall’economia.

Detto altrimenti, per tutti gli scopi pratici va detto che le riforme non aumentano la domanda aggregata. Al massimo, sono inerenti a quelle che io chiamo questioni distribuzionali.

La mia proposta per l’Italia è quella di inviare un ultimatum all’Unione Europea, dando loro 30 giorni di tempo per rispondere, chiedendo che sia innalzato il limite di disavanzo oggi al 3% ed eliminato il limite del 60% nel rapporto debito/PIL.

Se l’Unione Europea rifiuta di farlo, l’Italia ha due scelte:

1) Non fare niente, mentre prosegue la distruzione della propria civiltà.

2) Iniziare a tassare e spendere con la  “nuova lira”, adottando una politica fiscale che promuova la produzione e l’occupazione.

Senza dimenticare che se si  passa alla “nuova lira” mantenendo l’obbligo del pareggio di bilancio imposto dalla Costituzione, le cose andranno ancora peggio.

Fonte originale: http://moslereconomics.com/2014/07/18/time-to-say-goodbye-shauble-calls-on-italy-to-pursue-structural-reform/

Traduzione di Daniele Della Bona

Comments

  1. Niente ultimatum. Torniamo ad essere un paese sovrano e non un’entità locale senza alcuna garanzia, non si può più perdere tempo.
    Anche sul punto della sovranità monetaria senza spesa a deficit, avrei un pò da ridire in quanto pareggiare il bilancio con una moneta troppo forte è comunque peggiorativo.
    Per il resto, d’accordo con te Warren.

  2. L’ultimatum avrebbe un fortissimo impatto politico, dal momento che metterebbe nelle mani delle istituzioni europee l’onere di dimostrare la loro volontà di risolvere il problema disoccupazione e, in caso di probabile rifiuto, permetterebbe al governo proponente di avere molta più credibilità e forza a livello di opinione pubblica. Della serie: “noi vi abbiamo dato la possibilità di cooperare, ma se voi non volete farlo…beh allora siamo costretti ad abbandonare la barca che affonda”.

    1. Non sono d’accordo su questo punto. La risposta probabile della UE all’ultimatum potrebbe essere benissimo anche un “sì furbo” legato al fatto che non ci vogliono lasciar uscire per poter così completare in seguito il loro progetto di spoliazione delle ricchezza del sud Europa, quando magari sarà troppo tardi per uscirne perchè le condizioni per proseguire su questa strada potrebbero essere ulteriori cessioni di sovranità, alle quali ho i miei seri dubbi che i nostri governati saprebbero opporsi con efficacia. Inoltre, proseguire sulla strada degli Stati Uniti d’Europa mi sembra non sia mai stata la nostra posizione alla luce anche di tutti gli articoli che abbiamo scritto e farlo, come messaggio politico sarebbe catastrofico dal punto di vista democratico. Significherebbe dare storicamente ragione in pieno a un signore che nel 1952 disse:”Le nazioni europee dovrebbero essere guidate verso la formazione di un superstato senza nemmeno che le popolazioni si rendano conto di quello che sta succedendo.”

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