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Documento da inviare a giornalisti, commentatori, politici. Tutti i dati dal 2013 al 2018 voluti e firmati da Renzi e Padoan su tasse e pressione fiscale prevista in aumento fino al 43,6% nel 2016. Altro che Rottamatore: così si “rottama” la speranza

Così è stato sovvertito l’ordine istituzionale. Da una parte uno Stato che regola l’economia garantendo di che vivere, risparmiare e pagare le tasse. Dall’altra uno Stato-Tiranno costretto a tassare fino all’ultimo centesimo per restituire prestiti e interesse alle banche. Cosa preferisci?

La perdita dei diritti degli uni equivale ad un arricchimento della minoranza che vede preservato il proprio status sociale grazie alla penuria di denaro. Per questo va ribaltato il paradigma del neoliberismo

Tutto così semplice semplice da essere capito da panettieri, baristi, imprenditori, fornai, muratori, casalinghe, insegnanti, disoccupati, studenti, nonne, impiegati pubblici e privati, operai… ma a fatica dai principali giornali nazionali

Senti le promesse roboanti e vai a controllare le previsioni scritte una decina di giorni fa dal governo: nel 2013 la pressione fiscale con Letta toccò il 44%, quest’anno salirà al 44,3% e l’anno prossimo – se tutto va bene, il che è dubitabile – eccoci al 44,2%. Il gioco delle tre carte sta confondendo il banco

Per L’Aquila non ci sono i soldi.
Per il fango di Genova non ci sono i soldi. Anzi no, ci sono 2 miliardi, ma non sono stati spesi. Ora ci pensa Renzi a spalarli, meno male.
Con una moneta sovrana (cambio flessibile sui mercati valutari, non convertibile in oro o altri beni, monopolio di Stato) la soluzione del problema del dissesto idrogeologico a Genova (o in altre città italiane) o ad esempio la ricostruzione de L’Aquila avverrebbe attraverso uno stanziamento di denaro pubblico con centinaia di imprese e migliaia di lavoratori coinvolti.
Uno stanziamento siffatto:
a) renderebbe le due città (e l’Italia intera) più sicure, vivibili e quindi in grado di attrarre nuova ricchezza e cultura;
b) non provocherebbe alcun problema alle finanze pubbliche;
c) produrrebbe reddito per circa 3 volte lo stanziamento iniziale (chi riceve il denaro lo rispende in consumi e quindi la ricchezza “circola”);
d) non provocherebbe inflazione in quanto la quantità di moneta immessa sarebbe pari ai beni e servizi prodotti.
e) fondamentale, il denaro stanziato sarebbe uno stanziamento garantito dallo Stato senza la necessità di reperire il denaro con nuove tasse o con prestiti da ripagare con gli interessi
Non capendo la Mmt e non applicandola, avendo anzi l’euro come moneta che impedisce queste operazioni di investimento pubblico persino in casi di urgenza come questi, dobbiamo accettare di ascoltare barzellette come “abbiamo finito i soldi“, oppure “i soldi c’erano ma sono bloccati dalla burocrazia“, o addirittura “non possiamo vivere sulle spalle dei nostri figli“.
Ma ad esempio David Cameron, premier inglese, in una situazione simile a quella che sta colpendo Genova, ovvero le alluvioni nel sud dell’Inghilterra lo scorso mese di febbraio, non fu costretto a scrivere barzellette su Facebook su 2 miliardi improvvisamente comparsi (…) ma poté annunciare, di fronte alle proteste dell’opinione pubblica: “Qualsiasi cosa serva, il denaro non sarà un problema – ha detto Cameron – Siamo un paese ricco, abbiamo un’economia in crescita. Se c’è bisogno di soldi per il risanamento, questi saranno messi a disposizione. Se il denaro è necessario per aiutare le famiglie a rimettersi in piedi, che il denaro sia reso disponibile”.
Fango a Genova foto ilgiornale
 

Pillola dall’economista Modern Money Theory dell’Università di Newcastle, in Australia: “Esse rappresentano invece un drenaggio di liquidità qualora il governo voglia ridurre la capacità di spesa del settore non governativo”

La disinformazione si diffonde non solo nei grandi canali di comunicazione ma anche nei fogli di provincia, dove i falsi miti vengono venduti come verità assolute.

Nella puntata de La Gabbia, trasmissione televisiva de La 7, Paolo Barnard ha spiegato al ministro dell’Economia Carlo Padoan come funziona l’economia in uno Stato che privilegi la ricchezza dei cittadini. E’ semplice, Carlo.

Warren Mosler: “I deficit non pongono alcun rischio di finanziamento dal momento che prendere a prestito può necessariamente verificarsi solo dopo la spesa, e solo per supportare e mantenere un tasso di interesse desiderato”