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Un folgorante paper di Paul Davidson disponibile sul blog di Warren Mosler e risalente al 1997. Fondamentale per capire cosa è la Mmt

Una intervista a Mario Volpi da parte di “Free Press Perugia”: “I PLG hanno carattere transitorio: sono appunto da considerarsi come aiuti per le fasi critiche e funzionano come un ‘polmone’ che mantiene preparati ed efficienti i lavoratori”.


La crisi economica spiegata al cittadino che nulla sa di economia e finanza e il ruolo nefasto giocato dall’Euro, dall’Unione Europea e dal Professore – capitolo 8

Il crollo emotivo del Principe e il grido straziante scaturito dalla sua gola testimoniavano la rabbia per la consapevolezza di essere stato sconfitto e l’orrore provato nell’intravedere lo spettro di una società orfana della disoccupazione ma non erano, al contrario di quello che si potrebbe pensare, un sintomo di debolezza né di paura Nessuno, in verità, neppure uomini di rango inferiore, accettano volentieri di arrivare secondi, quanto anche fosse evidente la superiorità di chi prevale. Ammettere un insuccesso risulta ancora più difficile allorché , come nel caso del Principe, si sappia con certezza di essere superiori per nascita, cultura e intelletto;
Si rende conto Gran Ciambellano? Se lo Stato finanzia la piena occupazione, Io non avrò più manodopera a basso costo, il lavoro precario e a tempo ce lo sogneremo e lo spettro del licenziamento farà paura solo ai bambini.
Esatto Signore, per non parlare di tutte le opportunità di profitto che lo Stato Democratico, grazie alla Moneta Sovrana, ci potrà sottrarre!
Ma certo! Non potrò più lucrare sui servizi essenziali, i telefoni, i trasporti, l’acqua. Tutto questo potrebbe diventare pubblico. La Sanità pubblica e accessibile a tutti a basso costo e lo stesso sarà per la scuola. In pratica sono rovinato!
Lo disse con serenità. Come se improvvisamente la cosa non lo riguardasse. Era tornato sicuro di sé nonostante l’avversa fortuna e mostrando al Gran Ciambellano, lui sì vinto e rassegnato, la vera statura di un capo. Non sfugga, a chi ambisce a risultati eccezionali nella vita, quanta importanza riveste nel percorso verso il successo, la fiducia in se stessi e la consapevolezza, di là dalle soluzioni contingenti, di prevalere comunque, contando solo sul coraggio, la volontà e l’intelligenza, ma più di tutto sulla volontà;
Sì Padrone, hanno creato un mostro. Nessuno, neanche un megastraricco come lei, può nulla contro Lo Stato Democratico e la sua Moneta. La nostra sorte purtroppo è segnata. Siamo destinati a scomparire!
COL CACCHIO CHE SCOMPARIAMO!
Urlò il Principe, quasi a sottolineare l’uscita definitiva da uno stato di torpore durato troppo a lungo.
La mia stirpe non ha dominato il mondo per secoli per farsi sottomettere da un branco di puzzolenti omuncoli, plebei e ignoranti. La situazione è difficile, sì, lo ammetto, ma troveremo il modo di venirne fuori! In effetti avevo sottovalutato questa massa di subumani. Mi dica Gran Ciambellano, di questi Stati Democratici con Moneta Sovrana, ce ne sono molti?
Sempre di più Illustrissimo! I più importanti sono gli Stati Uniti che hanno il dollaro, La Germania con il Marco, l’Inghilterra con la Sterlina, il Giappone con lo Yen e così via, la Svezia, la Norvegia, perfino la Grecia.

Senti, senti, ma è proprio un’epidemia!
Sì, mio Signore e si diffonde sempre di più. C’è un paese poi che ha usato la Moneta Sovrana su larga scala portando il livello di benessere della popolazione a proporzioni impensabili.
Davvero? E quale sarebbe questo Paese così all’avanguardia?
L’Italia, mio Signore, l’Italia!
Non solo è il posto più bello del mondo, con migliaia di chilometri di spiagge meravigliose, valli, montagne, paesaggi di struggente bellezza e un patrimonio artistico immenso, ma si è messa a spendere a piene mani la sua stramaledettissima Lira per arricchire quel popolo di fannulloni e buoni a nulla.
L’Italia dice?
Sì, Padrone, l’Italia! Lì tutti se la passano bene. Lo Stato provvede a tutto. A tutti paga le cure mediche, garantisce una pensione, li accudisce per anni se perdono il lavoro. Inoltre finanzia le aziende nazionali illimitatamente per creare posti di lavoro, sostiene la cultura, garantisce l’istruzione, fornisce, a costi irrisori, i servizi essenziali: acqua, elettricità, gas, telefoni. Vivere in Italia è una vera pacchia!
Ma il suo Debito Pubblico non diventa sempre più grande?
E allora? Con la sua Lira potrà sempre ripagarlo. Come le avevo spiegato il Debito non è mai un problema per uno Stato a Moneta Sovrana. Rappresenta di fatto la misura della ricchezza immessa dallo Stato nel circuito economico Nazionale.
Certo, capisco. La situazione dunque è veramente grave, ma non tutto è perduto!
Cosa dobbiamo fare Santità? M’illumini.
Per il momento, continuiamo a restare nascosti e a studiare. Se le guerre, che ho condotto per secoli, mi hanno insegnato qualche cosa è che per vincere bisogna conoscere molto bene l’avversario, meglio di se stessi. Solo allora se ne potranno prevedere le mosse e batterlo sul suo stesso terreno. Abbia fede Gran Ciambellano, abbia fede.
IL PRINCIPE DELLE MONETE – CAP.7

L’economista Mmt americano: “L’inflazione è un problema solo se si è in piena occupazione (nulla che ci possa preoccupare per ora). Grossi deficit e debiti non sono la causa di alti tassi d’interesse (vai alla tua banca a controllare il tasso di riferimento corrente). I deficit creati dal governo creano i surplus nel settore privato.”

Non esiste un tasso di disoccupazione naturale, la mancanza di lavoro è sempre la conseguenza di una politica economica sbagliata da parte dei governi

La crisi economica spiegata al cittadino che nulla sa di economia e finanza e il ruolo nefasto giocato dall’Euro, dall’Unione Europea e dal Professore

TRATTO DAL PROGRAMMA ME-MMT DI SALVEZZA ECONOMICA PER L’ITALIA
Poiché il presupposto fondamentale del ritorno dell’Italia alla sovranità monetaria è la Spesa a Deficit Positivo in funzione del pieno impiego, uno sguardo va rivolto all’inflazione. Anche qui una breve premessa: l’inflazione è direttamente correlata ai prezzi pagati dal creatore e monopolista della moneta sovrana, cioè dallo Stato. Per esempio: se lo Stato decide di raddoppiare il salario pubblico per il medesimo lavoro, di fatto dimezza il valore della moneta. Tuttavia, questa azione inflattiva è limitata nel momento in cui il governo cessa di aumentare i salari. Dunque si può dire che la vera inflazione deve essere un processo permanente, e non limitato a singoli aumenti di prezzi, e
deve essere non pianificata dal governo.
Il governo italiano delle nuove Lire sa però che la Piena Occupazione (il PLG) rappresenta il maggior stabilizzatore dei prezzi di tutta l’economia, per le seguenti ragioni:
A. La Piena Occupazione aggiunge una spinta produttiva di beni e servizi enorme, ed essi vanno a pareggiare la massa monetaria circolante, impedendo alta inflazione.
B. La Piena Occupazione attraverso il PLG comporta per il governo un aumento di Spesa a Deficit Positiva quando esiste disoccupazione, e non di per sé. Ciò di nuovo impedisce all’inflazione di apparire. Infatti la Spesa a Deficit Positiva del governo nuovamente sovrano si ferma a fronte di Piena Occupazione con piena produzione nazionale (full capacity), proprio per impedire inflazione.
C. La Piena Occupazione, come già detto, riduce drasticamente la spesa a Deficit Negativa del governo, cioè il denaro sprecato per i costi sociali dei disoccupati, e questo significa meno denaro improduttivo circolante, quindi meno inflazione. È noto infatti che salari pagati a persone che non producono aumentano la domanda (denaro disponibile da spendere) ma non la produzione di beni e servizi, e questo può causare inflazione. Non con il PLG.
D. La temuta iperinflazione è impossibile se il Paese gode di Piena Occupazione. Essa è un fenomeno che si è verificato in contesti storici ben definiti (scenari di devastazione del sistema produttivo ed enormi debiti denominati in oro o in una valuta non controllata dallo Stato debitore).
Inoltre, la Piena Occupazione del nuovo governo sovrano italiano incoraggerà la produzione domestica del maggior numero di beni e servizi possibili, riducendo la dipendenza dell’Italia dall’acquisto estero di talibeni e servizi. Questo diminuisce in parte l’esposizione del Paese a shock dei prezzi (aumenti) causati da eventi esterni che non può controllare. Infine, il nuovo governo sovrano italiano sarà consapevole che l’inflazione non è mai un valore assoluto in economia. L’Italia del 1980 (con moneta sovrana) era uno dei sette Paesi più ricchi del mondo, col più alto risparmio delle famiglie del pianeta (25%) nonostante un’inflazione molto alta (21,2%). Oggi nell’Eurozona l’Italia ha inflazioni virtuose ma è crollata nell’economia al livello dei PIIGS (i ‘maiali’) e ha i redditi fra i più bassi
dell’OCSE. Lo stesso vale per il Giappone, che ristagna da oltre 10 anni nonostante inflazioni vicine allo 0%.

TRATTO DAL PROGRAMMA ME-MMT DI SALVEZZA ECONOMICA PER L’ITALIA
A. Come spende uno Stato. Il governo di uno Stato con moneta sovrana (che è non convertibile in oro o in altre valute a un tasso fisso, ed è scambiata a tasso variabile) prima spende la propria moneta e solo dopo la ritira tassando o prendendola in prestito. Impossibile che siano le tasse o i prestiti dei privati a finanziare lo Stato, perché lo Stato ha l’esclusiva nell’emissione di moneta, ne ha il monopolio. Si pensi ad esempio: chi emette in esclusiva i biglietti per uno spettacolo, deve prima distribuirli e solo poi li può ritirare. Impossibile il contrario. Ne consegue che lo Stato sovrano non necessita affatto di tasse e prestiti al fine di spendere per la Funzione Pubblica. Colui che ha il monopolio nell’emissione di qualcosa, non deve prenderla in prestito da altri.
Non si deve infatti confondere la condizione dello Stato che emette la propria moneta sovrana con quella dello Stato che usa una moneta altrui, come è oggi l’Italia nell’Eurozona.
È solo nel secondo caso che lo Stato è costretto a spendere tassando prima i cittadini o facendosi prestare i
fondi. Lo Stato a moneta sovrana ha come unici limiti di spesa l’ideologia economica vigente, non fattori obiettivi. Infatti è corretto dire che, poiché questo tipo di Stato ha l’esclusiva nell’emissione di moneta dal nulla, per esso la spesa e gli introiti sono solamente abitudini contabili, non ricchezza vera che entra o esce. Quindi preoccuparsi del fatto che lo Stato a moneta sovrana possa esaurirla, cioè fallire, è come pensare che un professore di matematica possa esaurire i numeri. Ne consegue infine che questo Stato non avrà mai problemi di solvibilità del proprio debito, sia che esso appartenga a creditori italiani che esteri.
B. La Piena Occupazione di Stato non costa troppo. Il governo di uno Stato con moneta sovrana può e deve finanziare senza limiti la Piena Occupazione, poiché essa rappresenta la ricchezza indistruttibile dell’economia nazionale. Non è mai vero che questa spesa pubblica penalizzi i conti dello Stato, né che crei inflazione. Al contrario, essa invariabilmente li migliora e li risana in termini di ricchezza reale creata per il Paese, poiché la Piena Occupazione è il massimo motore economico esistente.
C. Il default. È impossibile che uno Stato con moneta sovrana possa essere costretto al default. Questo perché essendo egli il detentore della propria moneta, ha capacità illimitata di onorare il suo debito puntuale e sempre. I mercati non possono mai in questo caso aggredire l’economia dello Stato.
D. Il debito ‘pubblico’ non è il debito dei cittadini. Lo Stato non è una famiglia. Il governo di uno Stato con moneta sovrana spende accreditando conti correnti, o emettendo titoli che costituiscono, fra le altre funzioni, il risparmio degli acquirenti. Quindi, non dovendo lo Stato prendere in prestito dai privati prima di spendere, è chiaro che il debito (la spesa) dello Stato con moneta sovrana è precisamente l’attivo dei cittadini (settore non-governativo).
Non è mai il debito di cittadini, delle aziende o dei nostri figli/nipoti. La regola secondo cui un buono Stato deve spendere come una brava famiglia è falsa e dannosa. Questo Stato si indebita solo con se stesso, il suo debito è solo una figura contabile denominata nel denaro che esso crea dal nulla. La famiglia, al contrario, non può inventare il suo denaro, e ha ben altri limiti di spesa.
E. La spesa a deficit dello Stato è il nostro risparmio. Ne risulta che se lo Stato spende per noi più di quanto ci tassa (deficit), esso ci lascia beni finanziari che sono esattamente il nostro attivo e il nostro risparmio al netto. Se lo Stato spende per noi tanto quanto ci tassa (pareggio di bilancio), esso ci lascerà nulla, e questo ci impoverisce impedendoci proprio il risparmio. Non si dimentichi che nessuno nel settore non-governativo di cittadini e aziende può creare il denaro dello Stato e con esso arricchirci al netto (le banche creano prestiti ma anche debiti). Se lo Stato poi spende per noi meno di quanto ci tassi (surplus di bilancio) il nostro impoverimento sarà ancora più estremo.
F. Le tasse. Contrariamente a quando si crede, uno Stato con moneta sovrana non usa le tasse per finanziarsi (punto A.). Le tasse servono in primo luogo per imporre al settore non-governativo la valuta dello Stato, che altrimenti sarebbe senza valore. Se infatti il settore non-governativo non fosse costretto a pagare le tasse in quella moneta, esso potrebbe rifiutarla o non accettarla in pagamento per i beni e i servizi che vende allo Stato. In secondo luogo le tasse servono allo Stato come regolatrici dell’economia. Si alzano per calmare un’economia che corre troppo, si abbassano per dare alimento a un’economia stagnante. Soprattutto, esse devono essere sempre a un livello che garantisca la Piena Occupazione.
G. Il Deficit Positivo è un dovere dello Stato. Poiché lo Stato con moneta sovrana ha il potere di imporci di lavorare per guadagnare la sua moneta al fine di pagare le sue tasse, ne consegue che è dovere imprescindibile di questo Stato far sì che vi sia lavoro sufficiente affinché tutti i cittadini possano pagare le loro tasse, vivere dignitosamente, e anche risparmiare. Ergo: la spesa dello Stato deve essere sufficientemente a deficit per garantirci quanto sopra (Deficit Positivo). Lo Stato che, al contrario, ci impone di lavorare per pagargli le tasse nella sua moneta ma non ce ne fornisce a sufficienza per appunto pagare le tasse e per vivere decorosamente, è tiranno, poiché ci costringe a lavorare interamente per lui senza altra possibilità di crescita.
H. Le esportazioni sono un costo, le importazioni sono vera ricchezza per il Paese. Il principio fondante di un’economia funzionale al bene del 99% dei cittadini è il seguente: la vera ricchezza sono i beni e i servizi prodotti internamente, più quelli che il resto del mondo ci invia. Questo principio è supportato non solo dall’evidenza logica, ma anche dall’analisi veritiera delle economie dei Paesi che si sono gettati sull’export, in primo luogo Cina, Giappone e Germania. Contrariamente a quanto di solito detto dai media genericisti, questi Paesi soffrono disfunzioni interne gravi, come il crollo dei consumi, cali significativi dei redditi reali, aumenti esasperanti dei ritmi lavorativi. Gli Stati Uniti, al contrario, sono e rimangono la prima potenza economica del mondo, e non per nulla dedicano alle esportazioni una quota minore dell’economia, che è all’89% domestica e basata sulle importazioni. Si deve comprendere che la corsa all’export implica la dedizione al lavoro di masse di lavoratori e di mezzi per produrre beni e servizi che saranno goduti da altri fuori dall’Italia, e non da noi. In cambio ne riceviamo beni finanziari, che non solo sono assai precari, ma che finiscono sempre nel basket dei profitti delle corporation e sono solo in minima parte re-distribuiti ai cittadini. Inoltre, la corsa all’export nell’economia globalizzata impone tagli al costo del lavoro sempre più esasperati, con conseguente calo dello standard di vita dei lavoratori italiani.
Non solo: la corsa all’export impone al governo di scoraggiare i consumi domestici il più possibile, per favorire l’esportazione dei beni prodotti dai lavoratori di casa. Anche questo danneggia l’economia.
Il principio fondante di cui sopra si può formulare anche nel seguente modo: un governo sovrano che mantenga sempre le Piena Occupazione interna deve permettere solo le esportazioni necessarie ad acquisire importazioni. La Piena Occupazione garantisce sempre un’economia domestica stabile, e le importazioni aggiungono ricchezza reale (real terms of trade). Le esportazioni sottraggono economia reale.
I. Il settore bancario e finanziario. Uno Stato pienamente sovrano deve regolamentare il settore bancario nell’ esclusivo Interesse Pubblico. Primo: eliminare interamente il settore finanziario che è parassita. Secondo: si eliminino tutte le funzioni bancarie che esulano dal pubblico interesse. Terzo: si elimini l’emissione di titoli del Tesoro, che con i moderni sistemi monetari sovrani sono del tutto anacronistici e che costano allo Stato cifre immense in interessi e parcelle di intermediari finanziari.
J. Uscire dall’Eurozona non basta. Ma si badi bene: se, come ci auguriamo, l’Italia tornerà alla sua sovranità monetaria abbandonando l’Eurozona, ma poi non applicherà il principio della Spesa a Deficit Positivo per la Piena Occupazione e per il rilancio di tutto il settore di cittadini e aziende, poco o nulla migliorerà, come infatti accade a Stati come gli USA o la GB che pur avendo sovranità monetaria non applicano la Spesa a Deficit Positivo.

  1. tornando alla lira il governo italiano potrà abbassare le tasse subito. Il dramma dell’euro risiede nel fatto che la sua adozione costringe a politiche pro-cicliche; significa che in un periodo di crisi il governo deve aumentare le tasse, peggiorando cosi la situazione della gente. Via l’IVA, decremento del costo del lavoro subito;
  2. tornando alla lira l’Italia potrà agire, attraverso incentivi/disincentivi o investimenti diretti, per migliorare la situazione ambientale del Paese. Sarà in grado di adottare quelle politiche di cui beneficia l’ambiente, quindi noi. Lo Stato deve essere in grado di agire nelle aree dove il privato latita perché non vede nessun profitto immediato;
  3. sarà possibile pagare immediatamente, sottolineo subito, i debiti che la pubblica amministrazione ha con le aziende. Dare loro respiro, ora;
  4. sarà ridotto il prezzo dei carburanti. Con la lira le accise diverranno inutili poiché uno Stato a moneta sovrana non si finanzia con le tasse. I soldi non vengono dal tuo portafoglio poiché li crea autonomamente lo Stato. Con l’euro, lo Stato italiano deve prendere in prestito denaro presso le banche come se fosse un qualsiasi privato, e per questo non può essere l’àncora di salvezza nei periodi di crisi. Oggi un cittadino in difficoltà è lasciato solo, a meno che non trovi assistenza all’interno del nucleo familiare;
  5. perché l’Unione Europea preleverà parte dei nostri risparmi, è questione di tempo. Ora ha eseguito un test a Cipro per valutare la fattibilità. Hanno visto che si può fare, i prossimi potremmo essere noi;
  6. sarà possibile adottare programmi di piena occupazione verso chiunque sia disposto a lavorare, uomo, donna, disabile, a un reddito lievemente inferiore a quello previsto per la stessa mansione nel settore privato;
  7. l’Italia, abbandonando l’euro, e potendo acquistare tutto ciò che è prezzato nella valuta che emette, potrà programmare miglioramenti infrastrutturali significativi, in grado di incrementare il benessere di tutti: sistemi fognari e distribuzione idrica, strade, ponti, marciapiedi, inoltre, trasporto pubblico, insegnanti, dottorandi, aule scolastiche, lampioni a efficienza energetica, attrezzature sanitarie, pulizia, sicurezza pubblica, cancellerie dei tribunali, ecc.ecc;
  8. diremo addio alla perniciosa strategia neomercantilista dell’export. Il guadagno reale è dato da tutto ciò che produciamo noi (fino alla piena occupazione) più quello che producono molto meglio soggetti esteri. Adottare la nuova lira è necessario per rigettare il piano dell’elite europee che prevede per i lavoratori europei condizioni di lavoro neo-feudali;
  9. lo Stato deve tornare ad adempiere all’unico compito per cui esiste: garantire ai cittadini la sicurezza del futuro, deve rappresentare la base per eliminare quell’ansia per cui domani potrebbe caderci il mondo addosso. I cittadini devono esigere questo e controllare il corretto funzionamento della macchina statale;
  10. tornare alla nuova lira perché dobbiamo tornare Italia, perché l’Europa e nessun altro continente merita questo scempio. L’Unione Europea non ce lo permetterà mai.

Questo articolo vuole rappresentare una proposta su cui riflettere. Ha avuto inizio un attacco durissimo per screditare chi sostiene un ritorno al benessere e alla prosperità, che passa esclusivamente attraverso il recupero della sovranità monetaria. Non c’è altra strada.


3%, un buon numero, un numero storico, che fa pensare alla trinità“.  Poi leggi che secondo il presidente della Confcommercio: «Nel 2013 avremo 4 milioni di poveri»
Te lo hanno mai detto che il tuo futuro è dipeso anche da quella riunione?  No, farci credere che tutto dipende dall’abolizione delle  province o dalla legge sull’ineleggibilità. Cose importanti come togliere l’IVA, l’IMU, le accise sulla benzina, cose importanti come la vita non vengono discusse e non mi sembra che l’aria sia cambiata. Ma li avete votati, sarete soddisfatti. Oggi questo 3% è regola considerata sacra da qualsiasi funzionario pubblico, tecnocrate o comune cittadino impallinato dai dogmi neoliberisti. Il Trattato di Maastricht è stata firmato nel 1992 e prevede proprio questa regola nata per caso come ha affermato Guy Abeille, ex funzionario della direzione del Bilancio del governo Mitterrand. Cosa significa questo 3%? Il deficit è la differenza tra la spesa dello Stato (creazione di ricchezza) e gli introiti fiscali (distruzione di ricchezza). Posto un PIL simbolico di 1000 lire, il deficit non dovrebbe superare la somma di 30. Tu, che sgobbi dalla mattina alla sera ti chiedi, “e cosa mi cambia?” Cambia tanto, perché il deficit deve variare di anno in anno, con l’unica motivazione di creare le condizioni affinché sia raggiungibile la piena occupazione. Ponendo un tetto al deficit comprendi come, coloro che tu voti, siano ideologicamente contrari al fatto che tu stia bene. I tuoi politici di riferimento ti hanno mai detto che questo 3% è una balla? Lavorano con una dedizione maniacale e la loro radicalità è ammirabile. Distruggerci uno a uno, costi quel che costi, mentre noi li osserviamo impotenti.
Faccio notare come il limite del 3%, oggi acuito a causa del Fiscal Compact, in base al quale anche quel 3% è eccessivo, non viene, infatti, rispettato da Paesi come Regno Unito (Deficit/PIL, -6,3%), USA (Deficit/PIL, -8,7%) o Giappone (dulcis in fundo, col più alto debito pubblico al mondo, Deficit/PIL, -9,7%). Non sarà mica che avendo la sovranità monetaria possono spendere senza limiti (abbastanza malamente)?
Mi rendo conto che molti non ci arrivano, ma a quel tetto corrispondono sofferenze indicibili ed è stato scelto a caso, “…in meno di un’ora”. Ti viene voglia di processare per alto tradimento i vari Monti, Prodi, Amato, Ciampi, Polillo? A me si.
A quel tetto, corrisponde una visita medica data tra 4 mesi e sono sicuro che ci sei passato anche tu. Quanto avresti bisogno di farla prima?  A quel deficit corrisponderebbe la messa in sicurezza di decine di zone in Italia, più tratte per gli autobus o meno aule-pollaio. Oggi il governo italiano deve tagliare, erodere una spesa già di per se virtuosa se eliminata quella per gli interessi sul debito pubblico. Ma non ci dicono neanche questo.
La cosa che a me più spaventa, non sono Prodi, Monti o Renzi, ma noi. Noto che possono farci tutto quello che vogliano e noi non reagiamo e forse non lo faremo mai. Destinati a soccombere. Buona domenica. Oggi chiudo con Paolo Barnard.
I Sistemi di Potere, brutali, corrotti, avidi sono la cosa più comune della Storia dell’umanità, nulla di nuovo, ci sono sempre stati: gli imperi coloniali, la schiavitù, la barbarie, l’Inquisizione, le tirannie, lo sfruttamento delle masse, dei bambini, i fascismi, certi comunismi, tutti fenomeni confronto a cui Berlusconi e la Camorra sono minuzie. Vogliamo forse paragonare i Conquistadores spagnoli alla Lega? I Gulag alla Campania?
Ma i popoli si sono organizzati, e li hanno sempre uno a uno spazzati via. Lo hanno fatto quando non c’era la Tv, non c’era Internet, non c’erano le democrazie. Lo hanno fatto quando rischiavano la tortura, lo sterminio, la sparizione nelle fosse comuni, e quando non esisteva una giustizia di alcun tipo a tutelarli. Ma lo hanno sempre saputo fare.
Il dramma del nostro tempo è che non siamo più capaci di farlo. Tutto qui. Pensateci.
Il dramma non è l’esistenza di Berlusconi o di Putin, del Fondo Monetario o di Wall Street. Il dramma non è che ci manca l’informazione, non è infatti che non sappiamo quanto brutali, corrotti, avidi essi siano.
Il dramma è che non sappiamo più spazzarli via. E siamo i primi nella Storia a essere così pavidi.