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La stampa nazionale suona la gran cassa a vuoto. Articolo del professor Andrea Terzi: “Non si crea lavoro per i disoccupati, né nuova domanda. Scendono i redditi dei risparmiatori. L’Eurozona è condannata a esportare più di quanto importi, quindi a dipendere dalle scelte altrui mancando una politica propria”

Da anni neii documenti ufficiali la Banca Centrale Europea chiede ai governi dell’Eurozona di ridurre salari e stipendi. Una politica dichiaratamente “deflazionistica” che sta portando il continente intero all’autodistruzione. Quando vedi un disoccupato, sai dove è stato voluto

Si dimostra che uno Stato dotato di una propria banca centrale: a) non può mai finire i soldi; b) non deve chiederli in prestito a nessuno; c) non deve tassare nessuno né tagliare le spese dello Stato per procurarseli.
Semplicemente, la quantità di denaro è virtualmente infinita ma questa viene utilizzata, quando serve, soltanto per finanziare l’1% più ricco e non per aiutare l’economia e la società reali

Dal 2008 al 2015, passo dopo passo promettendo sempre quello che poi non avviene. Nel “film” Berlusconi, Monti, Draghi, Confindustria, Letta, Renzi…

Citazioni del passato e del presente di Prodi, D’Alema, Draghi, Zingales, Ichino e Giavazzi. Prima hanno (s)venduto il patrimonio pubblico, imposto manovre lacrime e sangue, approvato le austerità comandate da Berlino. Adesso invece…

Draghi, D’Alema, Ciampi, Prodi hanno venduto (o svenduto) il patrimonio pubblico negli anni ’90. Nessuna conseguenza positiva su salari, Pil, e altri indicatori economici. Anzi: i prezzi di tutti i servizi privatizzati sono aumentati: così i cittadini prima hanno visto vendere beni pubblici, e poi hanno pagato tariffe superiori

Il presidente Bce fu allievo del grande economista italiano. Scrisse una tesi contraria alla moneta unica, poi viaggiò negli Usa, organizzò la svendita delle imprese dello Stato nel 1992, fu consulente di Goldman Sachs e oggi scrive che occorre ridurre salari e stipendi nei paesi del Sud Europa. No, per favore

Articolo dell’economista statunitense sulla situazione dell’Eurozona: “Bel Paese costretto ad alzare le tasse, tagliare la spesa e privatizzare, così distrugge qualsiasi prospettiva. L’unica soluzione è al di fuori dell’immaginazione dei neoliberisti al potere”

Di Paolo Barnard: “Cosa vi avevamo detto noi della Mosler Economics per anni? Senza politiche economiche di spesa di Stato, la politica monetaria non può fare niente. Serra e Alesina colpiti da psoriasi fulminante

Non vi è alcuna politica monetaria in grado di modificare il collasso storico europeo. L’unica politica è di natura fiscale: riduzione delle tasse e aumento investimento pubblici con aumento dei deficit di bilancio garantiti dalla banca centrale e quindi non attraverso il sistema dell’indebitamento degli Stati con le grandi corporation bancarie mondiali.