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Premessa:
Lollo, capire chi sono gli uomini che hanno pensato l’economia del mondo ti permette di capire perché oggi hai un calo di fatturato, di reddito, devi licenziare, e soprattutto ti permette di agire per salvarti il sedere. Se no rimani un cittadino coglione che tutti possono prendere per il deretano. Ok Lollo? Dai, mettiti d’impegno.
Lollo, ho visto che nel bagno del bar usi l’Amuchina, e fai bene. Pensando ai batteri, ti informo che ci fu un’epoca molti milioni di anni fa in cui l’intero pianeta Terra fu avvolto da una specie di brodo biologico dove proliferarono trilioni di trilioni di batteri, al punto da soffocare qualsiasi altra forma vivente. La Terra era un unico brodo batterico da cima a fondo. Bè, più o meno la stessa cosa avvenne all’economia sulla Terra dal 1980 circa in poi. A quel punto Marx era solo una macchietta ricordata da 4 intellettuali che si rifiutavano di morire, Keynes pure, e così altri grandi nomi dell’economia che sosteneva il primato dell’interesse sociale, come Joan Robinson, Abba Lerner, Piero Sraffa, Dugger o Garagnani. Le nuove star del firmamento economico a senso unico, cioè quel brodo batterico che avrebbe presto dominato tutto il mondo, stavano nascendo.
Vediamole. Primo fra tutti un tal Milton Friedman, americano, fondatore della Scuola di Chicago, che oggi significa Neoliberismo puro, quel Neoliberismo accanito e impenitente nonostante abbia portato devastazioni addirittura grottesche in ogni singolo Paese che ha toccato, inclusa la nostra Eurozona. Poi Karl Brunner, e poi Gerard Debreu, Kenneth Arrow, Frank Hahn (i Neoclassici), poi Alan Greenspan, con Mankiw, Rogoff, e infine gli esponenti della scuola austriaca come Friedrich Hayek e Ludwig von Mises, cioè Neoliberisti e Neoclassici di partenza, ma mooooolto mooooolto più estremisti. Ho già detto che tutti questi, rappresentanti delle relative scuole di economia pro-elite al 350%, avevano, grazie al lavoro delle Think Tanks e dei relativi finanziamenti, infiltrato praticamente tutte le università che contano al mondo, tutti i Ministeri che contano, tutte le Banche Centrali che contano. Insomma, avevano già vinto 30 anni fa, praticamente. Immagina oggi.
Ma nel 1958, in una capanna al freddo, nasceva il vendicatore dell’umanità, colui che vi salverà tutti… My name is Barnard, Paolo Barnard!…………… Ehhh nnnnooooo Lollo, idiota!!!!!  Questa l’hai mollata che puzza da vomitare!… ma che cazzz mangi uomo? Daiiiiiiiiiii….. che schifo!
Ok, torno serio. Tu ricordi che una delle caratteristiche dei Neoclassici e dei Neoliberisti fu di convincere quasi tutti che lo Stato è ingombrante, che mette le mani dappertutto e che rovina tutto come un pachiderma in una cristalleria; che se l’economia fosse stata lasciata al Libero Mercato, cioè quel mercato che secondo i Neoclassici si regola da solo per il bene di tutti, ogni cosa sarebbe andata a posto. Nota che, come già spiegato prima, questi ultimi passarono quasi cent’anni a sputacchiare formule matematiche astruse per provare che avevano ragione, ma senza successo. Poi alla fine, in accordo col famoso detto di un fisico americano secondo cui “se prendi i dati e li torturi abbastanza, alla fine confessano”, proclamarono di aver avuto ragione. Ma la cosa straordinaria dei Neoclassici è che non contemplavano mai nelle loro formule che vi fosse il denaro! Ma veramente, il denaro non esisteva per loro. Tutto funzionava a domande e offerte di prodotti e servizi che si bilanciavano. Basta.
Ma si arrivò in un’epoca, anni ’70-’80, dove negare il denaro era diventato ridicolo. Ecco che allora arrivano i Monetaristi. E chi sono? Bè, sono cugini dei Neoclassici, sono fratelli dei Neoliberisti, ma si occupano del denaro, eccome. Numero uno: il già citato Milton Friedman. Una carogna di uomo come pochi al mondo, pensa Lollo che fu amico intimo di due Vampiri assassini come Margaret Thatcher (quella che distrusse le vite di metà degli inglesi e che armava Pol Pot in Cambogia, quella che definì Nelson Mandela un terrorista- sic!) e di Augusto Pinochet (quello che in Cile si divertiva a fare i campi di concentramento dove si torturavano i bambini di 11 anni davanti ai loro genitori, colpevoli di chiedere democrazia). Friedman (scusa Lollo, pausa vomito), fu il padre del monetarismo moderno. Lui accettò che il denaro emesso dallo Stato in effetti contava, ma si accorse che poteva essere speso bene per l’interesse pubblico, come aveva detto Keynes. Non sia mai! Vade retro Satana. E dunque Friedman s’inventò un paio di cosette che ancora oggi dominano le nostre vite, ovviamente in peggio. Eccole:
– Ok, il denaro c’è. Troppo poco denaro in circolo causa depressione economica, ma troppo causa inflazione. L’inflazione è il male di tutti i mali esistenti nell’universo, per cui va combattuta controllando l’emissione di denaro da parte dei governi.
– Ogni Paese ha la disoccupazione, ma se i relativi governi usano l’emissione di moneta per ridurre la disoccupazione sotto un “livello naturale”, allora si avrà l’esplosione dell’inflazione a livelli galattici, fuori controllo.
– Ovviamente tutto ciò che è regolamentazione statale è inefficiente, fallimentare e va abolita. Il Libero Mercato è una creatura meravigliosa, cui va data briglia sciolta dal Canada al Burkina Faso, dalla Lituania alla Korea, dagli USA alle isole Pago Pago.
Ok, due parole su ciascun punto. Che l’inflazione sia il male di tutti i mali se l’era inventato lui. Intanto sappi Lollo che nel 1980, proprio mentre Friedman spadroneggiava, l’Italia aveva il… 21% di inflazione! (oggi il 4%), ma aveva anche il più ricco risparmio delle famiglie del mondo! (25%), più del Giappone. Oggi col 4% d’inflazione siamo ridotti ai Maiali-PIIGS d’Europa. Poi fu un banchiere centrale americano della presidenza Carter a dare retta a Friedman, un tal Volcker, che pur di combattere l’inflazione USA portò i tassi d’interesse sul denaro al… al….?? al 21% Lollo! Praticamente il denaro in America costava così tanto che conveniva pagare in denti d’oro… Risultato? L’economia collassò, per questo Carter fu spazzato via da Reagan, ma Friedman rimase un eroe. Certo, come Prodi qui da noi: ci ha dato l’Eurozona, siamo tutti alla canna del gas, ma lo vogliono fare presidente della Repubblica. Ok…
Friedman parlò di un “livello naturale di disoccupazione”. Fermo: hai idea di cosa significhi non poter lavorare? In USA significa essere messi peggio dei sudanesi, perché là se non lavori praticamente non hai neppure diritto a un cerotto al pronto soccorso. Ma anche qui da noi, significa devastazione familiare, costi sociali tremendi e sprecati, suicidi ecc. Ma per sto bastardo di Friedman un po’ di sto orrore era giusto, non doveva essere curato. E’ come se un famoso sociologo avesse detto che ci deve essere un “livello naturale di stupri”… Yes! Perché no? Fra l’altro la storia recente ha dimostrato che con la piena occupazione (quasi) l’inflazione può rimanere bassissima, vedi gli USA della fine degli anni ’90, quando praticamente i disoccupati erano a zero e l’inflazione pure.
La favoletta secondo cui tutto ciò che è Stato e regolamentazione pubblica vada abolita nel nome del Libero Mercato è forse la peggiore. Sai che significa? Questo: far fare ai Vampiri di Wall Street e delle multinazionali quel cavolo che gli pare, tanto la gente è massa informe e possono crepare. Poi però quando sono le elite dei Vampiri a finire nella cacca fin sopra i capelli… HAAA! Allora quelli come Friedman scoprono che dopo tutto lo Stato ci deve essere, certo! a salvargli il deretano. Ma se lo Stato fa la stessa cosa con una comunità di lavoratori sardi… HAAA! No! Quello è ingombro statale, vecchio, parassitario statalismo! ecc. L’intellettuale dissidente americano Noam Chomsky ha chiamato questa mentalità così: “Socialismo al limone, cioè Capitalismo per i poveri e Socialismo per i ricchi”. Altro non aggiungo.
Poi, mentre sto signor Friedman furoreggiava al punto da beccarsi un Nobel (vabbè, l’hanno dato a Kissinger che ha più morti sulla coscienza di Adolf Eichmann), e mentre i Neoliberisti crescevano come funghi, nella stanza di fianco lavoravano gli economisti della scuola Austriaca, come Friedrich Hayek e Ludwig von Mises. Guarda Lollo, questi sono talmente disgustosi da essere quasi simpatici. Perché erano dei maniaci da legare, veramente, studiosi che avanzavano con idee talmente grottesche e antisociali da sembrare una farsa dei Monty Python. Ora ti dico due cose sull’idea che aveva per esempio Hayek di giustizia sociale:
una formula vuota… strettamente e interamente vuota e senza significato… una superstizione… un incubo che oggi rende bei sentimenti come strumenti per la distruzione di tutti i valori della civiltà libera… un’insinuazione disonesta di cui gli intellettuali onesti dovrebbero vergognarsi…”
Fra l’altro Hayek arrivò anche a dire che un’Unione Monetaria Europea come quella che abbiamo oggi, cioè sta tragedia senza fine per famiglie e aziende, era sbagliata, ma non perché avrebbe distrutto le sovranità degli Stati, al contrario, perché avrebbe lasciato troppa sovranità agli Stati, mentre nel suo sogno doveva esistere solo un ordine gestito dal puro mercato delle banche in competizione fra loro.
Gli economisti ‘Austriaci’ ebbero però almeno il merito di criticare i Neoclassici nella loro assurda pretesa di sostenere che il Libero Mercato si equilibra sempre da solo. Hayek e Mises dissero no, in effetti ci saranno sempre sbilanciamenti, ma in ogni caso se si deve scegliere fra crisi economiche da disequlibrio e la perdita delle libertà individuali dovute alle regolamentazioni governative, sono meglio le prime. Per gli ‘Austriaci’, Lollo, ogni persona è praticamente il proprio Stato, ma così dicendo hanno poi creato le aberrazioni estreme degli USA, dove veramente esistono comunità che non riconoscono neppure di essere americani, tanto odiano l’idea dello Stato federale.
Ultima cosa su sti ‘cranks’, ovvero fuori di testa come si dice in inglese: vogliono a tutti i costi che i governi tornino allo standard aureo. Ricordi Lollo? Era quella regola morta nel 1971 per cui ogni singola moneta emessa da un governo doveva sempre essere garantita da altrettanto oro che quel governo doveva procurarsi. Cioè: come rendere la spesa di Stato una specie di gimcana angosciante. Loro dicono che questo servirebbe a contenere i deficit statali, ma come sempre non capiscono che i deficit statali sono precisamente la ricchezza dei cittadini e delle aziende di quella nazione. Ignoranti? Bè, sì, anche, ma di peggio.
Infatti pensa un attimo a cosa hanno in comune sia i Neoclassici, che i Neoliberisti, che i Monetaristi, che gli ‘Austriaci’. Bè, ovvio: tutti e quattro in qualche modo vogliono legare le mani dello Stato dietro la schiena in tutto, ma in particolare quando si tratta di… spendere. E, ripeto, questo è mooooooolto sospetto Lollone, perché se è vero, ed E’ VERO, che la spesa dello Stato a deficit è la ricchezza dei cittadini e delle aziende, allora si capisce il disegno pro-elite di tutti sti trionfatori dell’economia moderna: fottere l’Interesse Pubblico, a favore delle speculazioni delle banche e delle loro elite. Alè.
(Lollo si china verso di me e mi dice: “Sai chi sono i veri monetaristi? Noi che facciamo 230 caffè al giorno e diventiamo scemi con ste monetine per il resto…” Ok, domani lo uccido. PB)
FONTE: www.paolobarnard.info

Summit Rimini 2012 - Alain Parguez

Il tentativo di negare le teorie amorali di Hayek accusando Parguez di imprecisioni, è come sostenere che la Santa Inquisizione fu giusta perché uno studioso ha sbagliato le citazioni dai verbali dei processi alle streghe

Il Libero Mercato è possibile solo e unicamente a condizione che lo Stato cessi di esistere, poiché lo Stato moderno è nato con la funzione primaria di proteggere la gente dalla furia predatoria del Libero Mercato.

La settimana scorsa ho avuto modo di parlare della stessa questione all’Ordine dei Gesuiti a Parigi, quindi parlando degli austriaci mi concentrerò su Hayek, Von Hayek, ma non quello della Teoria pura del capitale, di quello post 1948, il teorizzatore della Costituzione del diritto e dell’economia.
Nel 1948 Hayek scrive un’opera sulla teoria del mercato, appunto pubblicata nel 1988 dalla University of Chicago Press. Egli scrive: “E’ evidentemente impossibile dimostrare l’esistenza del mercato, i vantaggi della concorrenza; il semplice fatto di dubitarne o cercare di giustificarsi vuol dire negare l’esistenza del mercato come valore supremo. Il mercato è un atto di fede”.
Questo è il motivo per cui Hayek entra in rotta con Friedman e con i liberisti americani; infatti questi ha detto no, non esiste prova tangibile dei vantaggi dell’esistenza del mercato. I mercato non riuscirà a garantire il benessere di tutti, ma solo il trionfo dei meritevoli. Da qui trae il concetto dell’Ordine Supremo, cfr. dall’opera del 1948 pg. 14, “contrariamente a quanto si possa credere io sono a favore di uno stato minimo, ma anche a favore di uno stato che sia un despota, uno stato che imporrà le leggi eterne dell’ordine ad un popolo ignorante”. In un libro del 1960, “La teoria generale della Costituzione”, Hayek è ancora in merito più specifico, infatti a pagina 28, 29 dice: “Odio il modello economico e sociale degli Stati Uniti perché da quando costituiti dai padri fondatori essi non hanno fatto altro che andare in declino”, e questo appunto a causa del potere massonico (lui odiava i massoni ed era un cattolico fanatico). Ed ancora, aggiunge in modo ancora più netto: “qual è per me l’ideale di stato futuro? È quello che ho conosciuto in gioventù, ovvero la monarchia, ovvero l’Impero austro-ungarico in cui tutti obbedivano a tutti, bambini ai genitori, operai al padrone, il popolo alla nobiltà e la nobiltà al rappresentante di Dio in terra”.
Quindi Hayek emigra in Inghilterra perché dopo la caduta della Monarchia, dato che apparteneva al partito fascista austriaco, viene espulso dall’Austria per approdare in Inghilterra.
Quale era la visione dell’Europa di Hayek? Quella fondata sulla Santa Alleanza del Congresso di Vienna. Per lui era una ideologia, un ordine, come intendeva Metternich, per annientare ogni forza progressista, sia questa di sindacati, partito socialista, diritti umani, diritti sociali, repubblica (…). Hayek dal 1960 nei tre volumi di 600 pagine della Costituzione della Teoria generale del diritto, giunge a una conclusione: non amava l’Europa, non ci credeva, non ravvedendo appunto affinità culturali e sociali fra un paese civilizzato come può essere la Francia o la Germania rispetto all’Italia, per esempio. Non credeva all’esistenza di un sentimento, di un sentire europeo (NDR: “e nemmeno io”, dice Parguez,”e posso essere attaccato su questo punto“), comunque, lo scopo di Hayek sarebbe stato raggiunto solo attraverso la distruzione dello Stato Moderno, questo Stato che proveniva dal Risorgimento. Hayek non amava gli italiani, non amava il protestantesimo, non amava i massoni, né la repubblica, quindi per lui bisognava assolutamente distruggere lo stato quale mezzo che consenta al popolo ed agli ignoranti di accedere al potere. Su questo punto è veramente molto esplicito e questo è anche il motivo per cui egli odiava anche lo stesso Milton Fredman.
E’ inutile spiegare, perché appunto nelle conclusioni di questo suo libro che è praticamente illeggibile (Teoria pura del capitale, 1941) Hayek dice: “c’è qualcuno che odio, perché questo qualcuno ha osato aggredire le fondamenta dell’ordine economico. Questo qualcuno, è Keynes. Egli ha osato proporre una società in cui è possibile l’abbondanza, sopprimendo gli elementi fondamentali di governo che sono appunto il vincolo, la scarsità e quindi il sacrificio”. Sempre a chiarire questo concetto, nel 1984 egli aggiunge in un altro libro Collected to says: “confesso di essermi rallegrato nel sapere della morte di Keynes, nemico dell’economia e della morale in quanto omosessuale”.
Hayek aveva anche un altro sogno, quello di fondare questo Ordine; questo Ordine con la O maiuscola era la società ideale, società ideale sottoposta alle leggi eterne della ragione pura (era discepolo di Sant’Agostino). Come distruggere lo Stato? Distruggendo ogni possibilità, ogni mezzo di accesso da parte dello Stato alla moneta. Per permettere ciò occorre distruggere ogni forma di spesa pubblica e riportare lo Sato al rango di semplice azienda. Poiché lo Stato non serve a nulla tranne che ad eliminare i nemici dal mercato, bisogna assolutamente separare lo Stato dalla Moneta. Hayek ha anche avuto modo di dire: “mai ho incontrato persona più favorevole al lassez faire, che credeva così tanto alle virtù del mercato come Pinochet.
Paolo mi ha fatto una domanda, mi ha chiesto di parlarvi degli austriaci, ma parlarvi degli austriaci significa grosso modo parlarvi di Hayek perché nessuno oggi si ricorda degli altri come Von Mises o Von Wieser , anche loro straordinari.
Quindi per quale motivo dobbiamo parlare oggi degli austriaci e soprattutto di Hayek? Perché questi è molto popolare a due livelli: soprattutto a livello europeo e anche presso alcuni dei nostri amici della MMT. Come ho già avuto modo di dire rapidamente è ovvio che l’Unione Monetaria Europea è sicuramente il sogno di Hayek, e tutti gli economisti che sono artefici dell’origine di questa creazione, da Perroux a Rueff a Delors, tutti erano seguaci di Friedrich Hayek. Quindi che cosa è questa Unione Europea? Essa è esattamente il sogno di Metternich, un sistema finalizzato ad instaurare in modo dittatoriale l’ordine supremo, consistente nell’eliminazione totale di ogni forza che va contro il mercato, quindi spese di ordine sociale, educazione, ecc.. Come lo si può fare? Ancora una volta ripeto: annientando il potere dello Stato, quindi creando una Banca centrale che è totalmente indipendente e denazionalizzando la moneta. Infatti, nel suo ultimo libro del 1978, intitolato appunto “La denazionalizzazione della moneta”, egli spiega in modo esplicito che ciò porterà alla scomparsa dello Stato.
Mi ricordo che l’unica volta che lo incontrai fu quando fu invitato a Parigi nel 1978.
Concluse il suo intervento dicendoci: “voi, voi realizzerete il sogno della mia infanzia: la monarchia austro-ungarica” . Il che viene anche ripreso poi dall’Opus Dei, che ha un sito ed anche vari notiziari. In uno di questi, nel 1982, si dice che: lo Stato deve scomparire ed il mercato deve regnare soprattutto in quanto esso è opera divina. Contrariamente a quanto hanno fatto gli accademici economisti americani, Hayek ed i suoi discepoli hanno cominciato una vera crociata politica a favore delle élite reazionarie in Europa, per cui non si può pensare appunto che l’Unione Europea possa essere Keynesianizzata, o modificata, o cambiata, né si può pensare che la Chiesa cattolica possa esserlo, appunto.
Giunti a questo punto, vi parlerò dell’influenza degli austriaci su alcuni rappresentati della MMT. Sono popolari presso la classe dirigente francese perché appunto Hayek è colui che ha giustificato il potere assoluto monarchico e totalmente reazionario a nome della ragione, a nome dell’ordine economico, e perché Hayek mai ha abbandonato questo suo punto di vista. Per lui la politica deflattiva deve essere mantenuta per sempre e mai e poi mai si deve giungere alla piena occupazione. E’ un po’ quello che è successo quando è stato convertito l’Impero Romano al cattolicesimo.
Hayek non era contro il gold standard. E per quale motivo? Ciò era scritto nelle sue opere già nel 1948; lo scrive e poi lo riscrive anche nella Teoria della costituzione: “lo standard aureo non è mai stato un ostacolo alla crescita della spesa pubblica, mai un ostacolo per lo sviluppo dell’intervento statale”. Nel suo libro sulla “denazionalizzazione della moneta” aggiunge anche che bisogna fare un super gold standard in modo, appunto, che si paralizzi per sempre ogni possibilità che avrà lo Stato di svolgere una qualsiasi politica progressista.