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Nascita, evoluzione, struttura, la svolta neoliberista, l’imposizione dell’ordine globalizzato nei paesi costretti alle austerità: uno dei pilastri della gestione economica mondiale ai raggi X

L’ex segretario di Stato americano e professore ad Harvard in un articolo sul Financial Times analizza l’inversione di marcia del Fondo Monetario Internazionale. Anche se è ancora timoroso rispetto agli assunti della Mmt, è importante sapere che l’austerità è bocciata concettualmente persino da chi l’ha richiesta per anni

Per favore, se leggete questo articolo e restate portatori d’acqua passivi e coscienti, in futuro non elogiate più Berlinguer, o i partigiani, o magari parenti che in passato hanno combattuto il fascismo. Per favore, o fate della vostra presenza un atto, non dico di coraggio, ma di verità, oppure evitate di infastidire la riflessione sull’Italia di oggi con la retorica romantica di quel che è stato ed oggi non è

Summit Rimini 2012 - Paolo Barnard

Due gli interventi del giornalista e attivista della Mosler Economics Mmt a La Gabbia del 12 febbraio: dal golpe finanziario del 2011 al ruolo di Napolitano già negli anni ’70, dalla trasformazione della sinistra in destra finanziaria fino all’indicazione del sindaco di Firenze come uomo che deve ridurre del 10% i salari

La “foglia di fico” evocata da Grillo nei giorni scorsi dovrebbe spettare al Ministro dell’Economia italiano, Vittorio Grilli. Dopo le precedenti “confessioni” da parte di Monti («Il rigore ha aggravato la crisi»), Draghi («risanare con tasse è recessivo»), Napolitano («sappiamo che i tagli alla spesa pubblica hanno conseguenze recessive sull’economia») e del capo economista del Fondo Monetario Internazionale, Olivier Blanchard («il rigore eccessivo blocca la crescita»), anche Grilli ha ammesso che la ripresa e la crescita, ormai invocate da mesi e sempre puntualmente rimandate, non arriveranno neanche nel 2013: «per il 2013 il Pil è previsto ancora in calo con un -1,3% e la crescita tornerà l’anno prossimo» (21 marzo 2013).
Anche il ministro, dunque, è costretto a riconoscere un fatto ormai innegabile: l’austerità genera un’inesorabile recessione economica. Meno spesa e più tasse riducono il reddito del settore privato (famiglie e imprese) e l’economia viene deliberatamente gettata in un pozzo senza fondo.
Siamo di fronte all’ennesimo autogol di un governo che continuare a definire “tecnico” senza cadere nel ridicolo appare assai ardito. Basta scorrere le dichiarazioni degli ultimi mesi del ministro per capirlo: «Riteniamo che dal secondo trimestre in avanti del prossimo anno riusciremo a riprendere a crescere» (31 ottobre 2012); («sappiamo che già nel 2013 si vedrà la ripresa […] dal secondo trimestre in poi» (11 novembre 2012); «Non ho elementi per cambiare le nostre previsioni di un ritorno alla crescita nella seconda metà del 2013» (11 dicembre 2012); «Mi sembra che tutti convergano sul fatto che la seconda metà del 2013 sarà in positivo» (11 marzo 2013).
Come abbiamo già visto per le previsioni della BCE, anche il Ministero dell’Economia non manca davvero di altrettanta incompetenza. Il Documento di Economia e Finanza del 18 aprile 2012, in cui sono contenute le linee programmatiche di politica economica da parte del Governo, prevedeva infatti una contrazione del Pil del 1,2% nel 2012 e una ripresa nel 2013, con un + 0,5% (vedi Figura 1).

Figura 1 - Documento di Economia e Finanza, 18 aprile 2012, p. 9.
Figura 1 – Documento di Economia e Finanza, 18 aprile 2012, p. 9.

La successiva nota di aggiornamento del 20 settembre 2012, a soli 5 mesi di distanza e in piena cura Monti, rivedeva le stime precedenti al ribasso, con una contrazione del Pil per il 2012 del 2,4% e un leggero ulteriore calo nel 2013 dello 0,2% (vedi Figura 2).

Figura 2 - Nota di aggiornamento al Documento di Economia e Finanza 2012, 20 settembre 2012, p. 5.
Figura 2 – Nota di aggiornamento al Documento di Economia e Finanza 2012, 20 settembre 2012, p. 5.

Ma Grilli, come abbiamo visto, rassicurava tutti e prometteva l’inizio della ripresa per la seconda metà dell’anno. Adesso arriva la doccia fredda e lo stesso Grilli dice: ci siamo sbagliati (ancora)! Niente ripresa nel 2013, anzi Pil giù dell’1,3%. Se ne parla il prossimo anno. Ovviamente, per quelli che ci credono ancora.
FONTE: http://memmttoscana.wordpress.com/

Non aspirando al Nobel possiamo parlare del sistema monetario. Dire che lo Stato con la propria moneta può risollevare la propria economia e il benessere dei cittadini

Il titolo delle serate che ho fatto sul Golpe Finanziario era “Un Manicomio Criminale a piede libero. Come l’Eurozona distrugge l’Italia, le famiglie, e le aziende, e per il profitto di chi”. L’idea era di trasmettere al pubblico il grado di pazzia predatrice di cui è pregno il progetto dell’euro. Un titolo forte, sicuramente per alcuni sopra le righe. Posso immaginare un Sergio Romano scuotere il capo con austera disapprovazione e liquidarmi in meno di un secondo come un esagitato del web. Ora ve lo dico: no, sono stato troppo pacato, leggete qui sotto.

Ciò che sta accadendo in Europa è oltre la psicopatologia finanziaria, molto oltre. Siamo arrivati a uno stato di grottesca follia allucinatoria. Il Re non è nudo, è morto e decomposto,
pullula di vermi, perde liquami per strada, ma la folla grida: Vita al Re!

E’ quello che ho sentito dentro di me oggi, quando ho letto le parole di Craig Beaumont, il capo della missione del Fondo Monetario Internazionale in Irlanda. Oggi il FMI ha detto a Dublino che non ce la farà a tornare alla vita, che se l’Eurozona non farà qualcosa di drastico, l’Irlanda è condannata al default. Ok, fermi. Stop. STOP!!
L’Irlanda chi? Quella che ha accettato il salvataggio della UE e del FMI, che ha applicato le Austerità da flagellazione a sangue e che le ha applicate con il 10 e lode del FMI stesso. Quella che adesso, dopo essersi scarnificata di sacrifici sociali orrendi, ha tutti i parametri deficit-debito-inflazione esattamente, ESATTAMENTE, come voleva la UE e il FMI, i parametri virtuosi che secondo la UE e il FMI sono la via del risanamento, del RISANAMENTO. Quella che ha impegnato le pensioni pubbliche per garantire il salvataggio delle banche, come dettato dalla UE e dal FMI. Quella che oggi Beaumont ha definito “un nostro studente modello”. Quella Irlanda lì, sì, è lei. Bene, ora le dicono che sorry my dear Ireland, muori lo stesso. No, ma peggio, peggio…
… le hanno detto oggi che la sua unica salvezza dipende, ascoltate bene, “dall’eventuale ritorno di fiducia degli investitori nell’intero progetto dell’Eurozona”. Ma come? COMEEEE????? Dopo aver predicato con perentoria e sprezzante certezza che è il rigore dei conti pubblici la via della salvezza per le cicale dell’Eurozona; dopo averci, averli, fatti sentire dei balordi MAIALI-PIIGS; dopo averci inflitto i volti ributtanti dei probi Draghi, Lagarde, Monti, Von Rompuy, e dei loro buffoni di corte alla Giavazzi, Giannino e Bini Smaghi; dopo averci costretti a respirare  il fiato fetido del rigore dei conti e dei necessari sacrifici che sono torture sociali in queste ore per milioni di irlandesi e italiani e greci e spagnoli e portoghesi… dopo tutto questo il FMI gli va a dire che no, era tutto sbagliato. Se gli investitori non si convinceranno che l’euro è un affare, in effetti, dice Beaumont, siamo punto e da capo. Le Austerità sono una pagliacciata di nessuna utilità, un nulla di fatto, l’Irlanda è al collasso come prima, peggio di prima, i tassi sui suoi titoli sono più alti oggi di quando si arrese al FMI e alla UE due anni fa. Firmato Fondo Monetario Internazionale.
Ma per noi è chiaro, chiarissimo: gli investitori non si convinceranno mai che l’euro è un affare, perché lo capiscono, lo conoscono, sanno chi l’ha creato e perché. Non se ne esce. Offriamo una preghiera per l’Irlanda che non ha scampo. Mi si stringe lo stomaco dalla furia. In coda ci siamo noi.
Oggi ho inviato una mail di una riga a Stephanie Kelton su tutto questo. La sua risposta è arrivata in meno di un minuto: “Lagarde is an atrocity. They all are”. Dimmi Gennaro Zezza, o tu Bellofiore, ditemi stuolo di opere incompiute marxiane, post-keynesiane, piddine, tisane, ansiolitici diuretici dei dibattiti italiani, ditemi se posso trovare nelle vostre dotte lagne di ore e ore su questa catastrofe europea sette parole così radicali, violente, e vere! Lagarde è una atrocità. Sono atrocità, tutti quei tecnocrati. Atrocità, non qualcosa di meno, ok? Ditemi quale intensità di sofferenza d’innocenti vi è necessaria per finalmente avere il coraggio di chiamare gli assassini con la parola assassini. Ce n’è una? Di quante altre ustioni all’80% sui corpi di imprenditori che si danno fuoco? Mi date un numero? Quanti altri bambini denutriti a due ore da Bari vi servono per rischiare la cattedra nel nome della decenza umana? Voi.
Stephanie, Warren, Michael, Alain, Paolo. E tutti quelli che come loro dicono “criminali”, “nuova inquisizione”, “golpe finanziario”, “atrocità”.

I lettori faranno la loro scelta di campo.
FONTE:  http://www.paolobarnard.info/