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La MMT invece propone ai governi di porsi degli obiettivi di natura reale come ad esempio infrastrutture moderne e sicure, tutela ambientale, piena occupazione, un pieno stato sociale, dunque l’interesse pubblico

Credo di aver scritto sulla moneta, debito e banche 300 o 400 post tutti con grafici, tabelle, link, dati, bibliografie, citazioni di tutto da Keynes a Marx basandomi sul fatto che leggo di economia dal 1978 o 1979, ho fatto economia a sfondo econometrico, 3 anni di dottorato, un MBA a UCLA e dopo aver lavorato in consulenza di strategia aziendale seguo da 12 o 13 anni i mercati finanziari e faccio trading.
A mio avviso l’economia è 100 volte meno complicata della fisica, biologia, medicina o ingegneria meccanica, si impara in un anno o due e ha il difetto che non progredisce molto, anzi spesso regredisce a differenza delle scienze. Poi deve servire a qualcosa e cioè a 1) prevedere come vanno pil, inflazione, moneta, borsa, bonds e simili 2) suggerire soluzioni pratiche a problemi tipo la depressione attuale
Il difetto che vedo nelle vostre discussioni, Istwine, è che non avete esperienza pratica di come funzioni il business, le aziende, il mercato finanziario, le banche, non usate l’economia per prevedere (che è difficile…) e non cercate neanche molto di trovare soluzioni pratiche. L’economia non si presta alle esibizioni di cultura più di tanto, deve servire a qualche cosa.
Non mi sono mai preoccupato molto di economia teorica e pratica se non per, appunto, prevedere il mercato finanziario fino al 2007-2008, poi però ho avuto la sensazione che ci potesse un crac di tutto il sistema bancario e l’ho annunciato in dozzine di post, molto prima di Lehman e dopo ho continuato a cercare di prevedere questa crisi perché era drammatica e l’economia per una volta era diventata importante. Ho visto che l’approccio basato su Steve Keen funzionava bene per prevedere, ma c’era una cosa che sbagliavo ed era il QE che faceva scendere i rendimenti e salire i bonds a dispetto dello “stampare moneta” che gli attribuivano. Mosler me lo ha chiarito molto bene e non solo a me visto che è finito sul Washington Post ed Economist come economista di punta della scuola keynesiana alternativa a quella neoclassica di Krugman e soci. Ho invitato Mosler a Rimini a maggio (non con Barnard) a due dibattiti (con 6-700 persone) e parlandogli anche per diverse ore ho avuto la netta di impressione di avere a che fare con uno di qualche spanna superiore rispetto a tutti quelli che avevo incontrato a Modena, Roma, UCLA e anche letto per anni.
Questo non solo per la logica, chiarezza e semplicità ma per la capacità di prevedere gli eventi (leggi il suo blog e vedi che lui anticipa quello che succede bene) e per le proposte pratiche, di governo, che sforna.
Bagnai è un prof competente e preparato, ma ha un esperienza limitata ai libri e a fare lezioni ai ragazzi e tratta con fastidio e sufficienza uno come Mosler con 40 di esperienza pratica nelle banche, mercato finanziario e monetario, che ha discusso con ministri e banchieri centrali, guadagnato anche abbastanza sui mercati da finanziare un intero dipartimento di economia, una fabbrica di auto da corsa e ha trovato anche il tempo di scrivere di economia cose per le quali è finito sulla copertina dell’Economist come economista innovatore.
Il mondo reale è fatto di business, mercato monetario e finanziario, Financial Times, Economist, Banche centrali, Goldman e si cerca di capire come andranno le cose nella realtà, non nei libri che verranno stampati…. Chi non ha esperienza di moneta, debito, euro, tassi di interesse se non tramite libri dovrebbe essere meno arrogante e cercare di imparare qualcosa da chi invece l’ha accumulata. Keynes passò tutta la vita a speculare, tra parentesi. Se si parla di uscita dall’euro o di ristrutturare il debito o inflazionare e delle possibili conseguenze e delle varie soluzioni è bene prestare attenzione a chi capisce ANCHE il mercato finanziario e lo capisce perché è costretto a prevederlo e giocarci dentro. L’economia è prima di tutto un fatto pratico… serve a fare previsioni e a fornire soluzioni e in Italia adesso sarebbe urgente martellare una soluzione pratica e chiara per la Depressione in cui siamo. Mosler è oggi uno come Keynes da questo punto di vista, ma non perché ha letto più libri, perché ha l’esperienza pratica, la comprensione tecnica dei meccanismi monetari e quella del funzionamento macro. Bisognerebbe prendere la sua ricetta per l’Italia, che funziona ed è completa tecnicamente e diffonderla in tutti i modi.
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