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Fonte: http://www.perugiaonline.net/societa/lavoro-transitorio-garantito-la-proposta-di-warren-mosler-40311/#
Autore: Alessandro Catanzaro
“Sono stato a Pompei qualche anno fa e la guida turistica mostrò al nostro gruppo un’antica moneta. Ci disse che lo Stato romano raccoglieva le monete con le tasse e grazie a queste pagava i servizi ai cittadini. Al che io obiettai che succedeva l’esatto contrario: lo Stato prima pagava i servizi e poi tassava. La guida non era convinta. Allora chiesi chi fosse a coniare le monete. La guida mi rispose che era lo Stato, e subito se ne andò via”
L’incontro Comincia con un aneddoto l’esposizione di Warren Mosler, l’economista statunitense fondatore della Mosler Economics-Modern Money Theory, invitato ieri (sabato 25 febbraio) alla Sala dei Notari dal Movimento 5 Stelle. È stata l’occasione per parlare del report sulle politiche di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale che verrà presentato la prossima settimana in Commissione Occupazione e Affari Sociali al Parlamento Europeo. Tale report è stato commissionato dal M5s Europa, tramite il gruppo Efdd, alla Fef Academy, che gravita sempre nell’orbita Me-Mmt. Durante l’incontro, Mosler ha avuto poi modo di far conoscere al pubblico la sua teoria economica, soffermandosi in particolare sui piani di lavoro transitorio garantito. Accanto a lui sedevano il suo collaboratore italiano Daniele Della Bona (che ha contribuito alla stesura del report insieme a Giacomo Bracci), la europarlamentare umbra del M5s Laura Agea, la deputata Tiziana Ciprini e la consigliera comunale Cristina Rosetti. Abbiamo avuto modo di parlare con i primi tre delle questioni oggetto del dibattito e non solo.
Intervista a Warren Mosler
Qual è la differenza tra la Sua idea e la nozione di reddito minimo garantito?
Quest’ultimo, nella sua formulazione di base, è slegato dal lavoro. Se le persone non lavorano, non producono: il rischio in questo modo è di causare iperinflazione, perché la ricchezza creata non corrisponde ad un aumento dei beni e servizi disponibili.
I piani di lavoro transitorio garantito come funzionerebbero invece?
In un momento di forte disoccupazione come quello attuale, il settore privato non riesce ad assorbire tutta la forza lavoro disponibile. Ecco perché creare dei piani pubblici, finanziati con risorse provenienti dalla banca centrale, che diano un lavoro temporaneo ai disoccupati, garantendo loro un salario minimo. Questo per consentire alle persone di recuperare potere d’acquisto e all’economia di ripartire. Create queste condizioni, avverrà poi la graduale transizione di questi lavoratori dal settore pubblico a quello privato. Per permettere tutto ciò c’è però bisogno di spesa a deficit.
Ritiene che una misura del genere sia applicabile nell’Europa attuale, estremamente attenta alla tenuta dei conti?
Questo programma non andrebbe contro i valori fondanti dell’Unione Europea. Il principale compito che ha la Banca Centrale Europea è quello di mantenere la stabilità dei prezzi e la mia proposta va proprio in questo senso, dato che combatte tanto l’inflazione quanto la deflazione. Semmai, il problema è di ordine politico.
Intervista a Daniele Della Bona
La Me-Mmt, nata negli Stati Uniti, ha avuto una grande diffusione in Italia. C’è qualche ragione particolare?
Tutto è dovuto all’impegno, qualche anno fa, di un giornalista, Paolo Barnard, e insieme a lui di alcuni attivisti. Da lì si sono creati dei gruppi di promozione e quindi delle associazioni. Queste idee hanno attecchito insomma, anche se Barnard ormai si è distaccato dai gruppi. Ma gli scritti di Mosler stanno via via venendo tradotti in varie lingue (l’ultima in ordine di tempo è il danese), segno che l’interesse è diffuso.
Ci sono altre forze politiche con cui state dialogando, oltre che col M5s?
In Italia non siamo mai andati oltre gli abboccamenti con singoli esponenti di vari partiti, nulla che si sia poi concretizzato. Invece, si è appena aperto un discorso in Spagna con Izquierda Unida: ci hanno fatto un endorsement pubblico e hanno invitato Warren a parlare nel paese iberico.
Intervista a Laura Agea
Mosler parla di piani di lavoro transitorio, che è cosa diversa dal reddito di cittadinanza. Voi puntate sempre su quest’ultimo?
Sì, ma siamo pronti a valutare ogni proposta che punti a redistribuire la ricchezza. Un quarto della popolazione europea è sotto la soglia di povertà: questa cosa non è tollerabile. Ecco perché abbiamo preso contatti con diversi esperti che condividono con noi una visione di un certo tipo, incluso Mosler. Faremo un approfondimento sui piani di lavoro transitorio garantito: è il metodo a 5 stelle. E questo metodo ci servirà qualora dovessimo arrivare al governo, cosa che ci auguriamo.
 Se ciò dovesse accadere, lancereste l’annunciato referendum consultivo sull’euro?
Sì, ma anche qui non parliamo solo di euro, ma di politiche economiche. Quelle fin qui dominanti, impostate sulla stabilità non danno ossigeno al Paese: sono loro a creare le difficoltà, prima ancora che l’euro. Inoltre, c’è una concorrenza sleale all’interno della Ue, con gli Stati che si danneggiano vicendevolmente. A ciò dobbiamo aggiungere le pressioni esterne che subiamo, come avvenuto con l’approvazione del Ceta o nel dibattito sulla concessione dello status di economia di mercato alla Cina. Qui, è il paradigma a dover cambiare.

Il Gruppo Territoriale Umbria continua ad essere una avanguardia importante per tutto il movimento MMT italiano.
Ne è dimostrazione il “Mese dell’Economia”, organizzato dall’associazione Me-Mmt Umbria insieme al Comune di Trevi e che si svilupperà in tre incontri, il 4, l’11 e il 17 aprile e che vedrà la relazione di attivisti della Me-Mmt Umbria, di Epic Umbria e della Fef Academy, assieme ai professori dell’Università degli Studi di Perugia Paolo Polinori e Amedeo Argentiero.

Laura Agea si disse positivamente impressionata rispetto ai piani di lavoro transitorio illustrati durante la conferenza tenuta da Mosler a Bruxelles e affermò come quell’incontro non rappresentasse un momento finale quanto, piuttosto, l’avvio di un dialogo con il movimento italiano della MMT.

Mercoledì 18 novembre alle ore 15 l’economista della MMT assieme a Daniele Della Bona e Giacomo Bracci relazionerà al Parlamento Europeo su invito del gruppo parlamentare EFDD e grazie al lavoro dell’associazione Me-Mmt Umbria e dell’interesse della parlamentare del M5S Laura Agea. Delegazione di attivisti al seguito. Segui la diretta streaming sul link di Youtube https://www.youtube.com/watch?v=N1F9b4Lwv_0&feature

Riportiamo un documento relativo al recente “Mosler Tour”, in riferimento ad un incontro avvenuto in Trentino

di Trentino MMT.

Ha toccato anche Pergine Valsugana, il tour trentino dell’economista americano Warren Mosler, padre della Modern Money Theory (MMT). Nella serata di mercoledì 20 maggio è stato ospite della Cassa Rurale di Pergine, che lo ha invitato per parlare della struttura neoliberista del sistema europeo e delle sue conseguenze sull’economia reale.

Mosler, sollecitato anche dalle domande del moderatore – il professor Michele Andreaus dell’Università di Trento – e del numeroso pubblico accorso, ha ribadito alcuni concetti che, ormai, stanno diventando familiari alla popolazione trentina che lo ha seguito in questo mese.

Innanzi tutto, ha evidenziato l’assurdità del vincolo di bilancio europeo del 3% (rapporto deficit/Pil) che impedisce all’Italia e agli altri Paesi europei di abbassare la disoccupazione. Il tasso italiano del 13% di disoccupati, secondo l’economista americano, è dovuto al fatto che, dopo la crisi del 2008, l’indebitamento privato si è arrestato, contraendo i consumi e condannando alla chiusura moltissime aziende. Dal momento che ogni risparmio deve essere equilibrato da un corrispettivo indebitamento, se tale indebitamento non proviene dal settore privato, deve essere lo Stato ad aumentare il proprio deficit di spesa, attraverso il taglio delle tasse e l’aumento della spesa. Solo tali operazioni permettono di lasciare all’economia privata (cittadini e aziende) il denaro da investire in nuovi consumi, facendo ripartire il circolo economico. Se, al contrario, lo Stato è “soffocato” dal vincolo del 3%, i consumi restano bassi e il tasso di disoccupazione rimane alto. Nemmeno le politiche di taglio dei tassi di interesse della Banca Centrale Europea (pari allo zero, da molto tempo) consentiranno di abbassare la disoccupazione, per il semplice fatto che non è mai accaduto nella storia, e non si vede perché tale tendenza debba magicamente cambiare.

Di fronte alle perplessità di chi, presente in sala, ha espresso i timori verso il debito dello Stato, Mosler ha ribadito che il debito pubblico corrisponde al denaro in mano all’economia privata non ancora raccolto con le tasse, quindi azzerare il debito pubblico (come previsto dalla Costituzione italiana riformata, quasi all’unanimità, dal Parlamento nel 2012) significa impedire qualsiasi possibilità di risparmio ai cittadini. Senza tutti questi vincoli e con un’adeguata spesa pubblica, invece, la crisi italiana potrebbe finire in soli 90 giorni.

L’economista MMT, inoltre, ha posto l’attenzione sui rischi delle politiche mercantiliste basate sull’export: esse, infatti, non solo hanno costretto alle cosiddette riforme strutturali che hanno peggiorato le condizioni dei lavoratori, comprimendo i salari e deprimendo la domanda interna, ma alla fine tendono a rafforzare la moneta del Paese esportatore, rendendo inefficaci le stesse riforme strutturali e costringendo a ulteriori restrizioni salariali. Insomma, un circolo vizioso che grava soprattutto sulle spalle delle classi medio-basse e delle piccole aziende, vero tessuto nevralgico dell’economia italiana.

L’ultimo intervento, Mosler l’ha dedicato al concetto di “consumo” che, a suo avviso, deve trainare l’economia. Esso non coincide per forza di cose con la distruzione delle risorse naturali o con lo spreco, anzi. La spesa pubblica ha la possibilità di finanziare consumi immateriali e sostenibili, in grado di migliorare il benessere delle persone come, ad esempio, la sanità e la cura della persona, l’istruzione e la cultura, l’arte e l’intrattenimento, la tutela ambientale e paesaggistica. In fondo, tutto dipende dalle scelte politiche. Perché, con una moneta sovrana e l’assenza di vincoli arbitrari alla spesa pubblica, ogni Stato (o anche l’Unione Europea) ha la facoltà di progettare e costruire un sistema finalizzato al benessere dei cittadini. Ma senza moneta sovrana e libertà di spesa, allora il destino dei cittadini assomiglia, come ha detto Mosler, a quello di un podista che potrebbe vincere la gara, ma che si trova a correre con un sacchetto in testa che gli toglie il respiro fino a soffocarlo.

Più che una dichiarazione un manifesto ideologico: il presidente della Confindustria tedesca afferma che la convergenza del benessere e dei livelli di prestazioni sociali (scuole, ospedali, servizi…) a livello europeo deve avvenire verso il basso.
Mi domando: perché non potrebbe invece avvenire verso l’alto? Non sarebbe preferibile per tutti quanti (tedeschi in primis) arrivare allo stesso livello di prestazioni sociali della Grecia (ritenute più elevate), invece che livellare tutto verso il basso?
Per fare un esempio: tu preferiresti guadagnare quanto il tuo collega d’ufficio (che magari guadagna più di te) e quindi vedere il tuo stipendio che cresce oppure preferiresti che al tuo collega venga tagliato lo stipendio fino a raggiungere il tuo livello?

Mosler: “Se le banche hanno crediti a rischio (o sofferenze bancarie), la soluzione non dovrebbe essere chiedere alle banche più requisiti di capitale, come si sta facendo oggi; ma fare in modo che quei crediti non siano più rischiosi. E questo è possibile solo se i debitori avranno più reddito a disposizione e l’economia ripartirà. Il che necessità in questa fase più deficit da parte dei governi europei o nazionali”

Lo scorso mese di aprile a Pesaro interventi di Daniele Della Bona di Me-Mmt, Giacomo Bracci di Epic assieme a Antonio Rinaldi di Riscossa e Antonino Galloni