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Ed eccoci alla quarta parte di questa nostra serie di video, dedicata ad una cosa di cui quotidianamente sentiamo parlare e presentata da molti esponenti del mondo della politica, dei media e da vari economisti come una possibile soluzione alla grave crisi sanitaria ed economica che sta colpendo il nostro Paese.

Ma quanti di noi sanno cosa veramente sia il Meccanismo Europeo di Stabilità ?

Il nostro referente economico Filippo Abbate ci spiega le regole e le politiche sulle quali poggia questo strumento, basandosi su fonti ufficiali facilmente verificabili da chiunque.

Alla prossima !

Iniziamo questa serie di video con la prima parte, in cui parleremo di come funziona uno Stato, dell’assurdità delle regole dei trattati europei e dell’importanza della spesa pubblica, cosa oggi come oggi ancora più vera considerata l’emergenza sanitaria ed economica in corso.

La parola a Filippo Abbate, referente economico nazionale di MMT Italia.

Buona visione e buona divulgazione !

Altro contributo importante per far comprendere l’irrealismo politico e la faciloneria di chi pensa di poter modificare i trattati europei, per allentare i vincoli di bilancio causa della crisi economica.
Di Maria Luisa Visione. Fonte: http://www.sienanews.it/economia/ma-i-trattati-europei-sono-modificabili/
 
Rispondo con questo articolo alla domanda di molti lettori che cercano una spiegazione concreta, o quantomeno verificabile, da contrapporre al comune sentito dire, che oscilla tra mito e realtà.
Per ottenere maggiore flessibilità nelle regole di bilancio nazionale è necessario proporre modifiche ai trattati europei, che consentano di superare i vincoli comunitari imposti agli Stati membri.
Le possibili modifiche sono regolate dall’art. 48 del Trattato sul funzionamento dell’UE, nel quale sono disciplinate due procedure di revisione: quella ordinaria e quella semplificata. 
La revisione ordinaria parte dalle proposte (progetti) esercitabili da governi nazionali, Parlamento europeo o Commissione europea, da sottoporre al Consiglio dell’Unione che potrà decidere di esaminare o meno quanto ricevuto attraverso una convenzione (da convocare), composta da rappresentanti dei parlamenti nazionali, da capi di Stato o di governo degli Stati membri, dal Parlamento e dalla Commissione europei (anche BCE, in caso di modifiche istituzionali nel settore monetario).  I progetti presentati vengono trasmessi dal Consiglio dell’Unione al Consiglio europeo e notificati ai parlamenti nazionali. Il tutto allo scopo di convocare una conferenza dei rappresentanti dei governi degli Stati membri, per stabilire le modifiche di comune accordo da apportare ai trattati.  “Le modifiche entrano in vigore dopo essere state ratificate da tutti gli Stati membri, conformemente alle rispettive norme costituzionali”, e, se, nei due anni successivi dalla firma di un trattato che modifica i trattati, uno o più Stati membri non hanno ratificato, tutto è deferito al Consiglio europeo.
Nella procedura di revisione semplificata, invece, è il Consiglio europeo che delibera all’unanimità, ma la decisione entra in vigore solo previa approvazione degli Stati membri, conformemente alle rispettive norme costituzionali. Inoltre, la procedura semplificata, non può essere estesa a modificare le competenze assegnate all’Unione.
Ipotizziamo che il nostro Governo chieda di riformare i trattati con una procedura di revisione ordinaria, per realizzare politiche economiche espansive. Sottopone il progetto al Consiglio dell’Unione, anche se non ha alcun alleato tra gli altri Stati membri. Il Consiglio dell’Unione lo trasmette al Consiglio europeo e lo notifica ai parlamenti nazionali. A seguito di parere favorevole, il presidente del Consiglio europeo convoca la convenzione. Viene esaminato il progetto e adottata per consenso la raccomandazione alla conferenza dei rappresentanti dei governi degli Stati membri (CIG). Se tutti gli Stati membri ratificano (conformemente alle loro rispettive norme costituzionali), le modifiche entreranno in vigore.
Per trasformare quindi le parole in concretezza, quando con facilità si parla di ricevere flessibilità sull’applicazione dei trattati in tema di vincoli di bilancio e politiche economiche e sociali, che consentano di rivedere limiti contabili e di non applicare l’austerity, occorre:

  1. essere preparati e competenti, per essere presi in considerazione;
  2. proporre modifiche concrete e circostanziate, che possano ricevere parere favorevole;
  3. avere l’unanimità da parte degli altri Stati membri.

Diversamente è soltanto un’illusione.

Il professore australiano, uno dei massimi esperti mondiali di Mmt, attivo pubblicamente nella polemica contro il neoliberismo, sarà all’Università Roma Tre. Invitiamo tutti gli attivisti ad essere presenti e approfittare di questa irripetibile “lezione frontale”. Piena Occupazione, rilancio economico, opposizione alle austerità dell’Eurozona. Info: lazio@mmtitalia.info

“La Germania sta applicando le stesse regole dei due principali economisti tedeschi in epoca nazista, ma non per il suo popolo ma per il resto dell’Unione Europea” dice il giornalista a La Gabbia.

La disinformazione si diffonde non solo nei grandi canali di comunicazione ma anche nei fogli di provincia, dove i falsi miti vengono venduti come verità assolute.