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Rispondiamo al tale Azul, purtroppo non diversamente qualificato, del blog “Comedonchisciotte.org”. Qui l’articolo iniziale
La lungimirante intelligenza di Gladstone Gender è consistita proprio in questo: sbaragliare e surclassare crudelmente ed impietosamente il povero Donald, con la finalità però ultima e nobile di sostituire nella vitale lotta per la nostra sovranità (non solo monetaria), una persona squilibrata e priva di credibilità, con se stesso: un prof saccente, ma autorevole, intelligente, furbo, ironico, cinico, lingua tagliente, colto e preparatissimo“.
Forse è vero, ad una analisi superficiale e speriamo non interessata, come quella scritta da Azul. Cosa però non tanto difficile visto la totale mancanza di intelligenza strategica di Barnard (Donald nel “gergo” di Azul…) e il suo “più grande crimine” commesso a danno di una causa di giustizia sociale che era molto più importante di lui: la personalizzazione della MMT.
E assecondare questa assurdità, veicolando costantemente il messaggio MMT = Barnard, è stato difatti vincente. Legare il proprio nemico alla schiena di un kamikaze è il modo più sicuro per schiantarlo.
Ma è una vittoria apparente. Perché la MMT è materia accademica in più università, e sempre più diffusa e sempre più autorevole. Per esempio la professoressa Stephanie Kelton è capo economista alla commissione bilancio del senato degli Stati Uniti, un incarico questo che neanche in sogno un personaggio come Bagnai (Gladstone Gender…) potrebbe assumere. Le recensioni autorevoli sulle pubblicazioni dei professori MMT si trovano facilmente, strano che lui, così colto e informato, non le veda http://www.breakingviews.com/review-another-minsky-moment-may-be-on-the-way/21227033.article, o forse, sempre così colto e preparato, non le capisca, semplicemente perché, mentre un Warren Mosler o Randall Wray, solo per citare due tra i massimi esponenti della MMT, già negli anni ’90 esprimevano forti critiche all’Unione Monetaria Europea, Bagnai non aveva ancora maturato le convinzioni d’oggidìleavventuredelpiccolobagnai
Il narcisista strategico ha vinto il narcisista istrionico. Ma i narcisisti fanno sempre danni incalcolabili e questa non è affatto una vittoria per gli italiani come vorrebbe far credere chi scrive. La storia è più profonda delle ridicole sceneggiate di superficie.
Bagnai non è “preparatissimo”. Con la MMT ci sono differenze tecniche notevoli che portano senza ombra di dubbio la MMT a essere la teoria economica attuale più innovativa e progressista, diciamo pure “socialista”, cosa che a Bagnai and co. proclami a parte (solo parole, nei fatti propongono il trionfo dello stato forte saldamente borghese) non piace. Lo scontro è sempre stato in realtà politico:
– per Bagnai & Co. il livello di occupazione è legato all’equilibrio delle partite correnti, all’euro viene quindi sostituito un altro “vincolo esterno“, quello delle importazioni. Molto esotico e piuttosto mitologico, in regime di cambi flessibili e valuta fiat, ma efficace mezzo di contenimento delle pretese dei lavoratori subordinati. La nuova frontiera della lotta di classe è la globalizzazione, ma già si sapeva, che gli eterodossi italiani vorrebbero combattere con il fucile rivolto al mercato interno: siatene consapevoli.
Bagnai sexy
La MMT dimostra con l’equazione dei saldi settoriali e l’utilizzo del Programma di Lavoro Garantito come stabilizzatore dei prezzi, che la spesa in deficit dello Stato può andare a compensare eventuali “squilibri”.
– a parte le assunzioni nel settore pubblico, per Bagnai & co. la creazione di lavoro viene affidata alla sola classe imprenditoriale, dandole così il solito coltello dalla parte del manico!
La MMT propone un programma di lavoro garantito permanente in settori che non richiedono grande qualifica professionale e sono per natura in perdita. Il PLG può essere una soluzione transitoria o comunque la garanzia di ultima istanza per i cittadini.
– Bagnai propone la ri-assimilazione della Banca d’Italia al Tesoro, la MMT va oltre, indicando persino l’emissione di titoli di stato come pratica obsoleta, che rende vulnerabili alla speculazione e propone una riforma del settore bancario decisamente più radicale, con la consulenza del professor Mosler – che quel mondo lo conosce bene – e nessuno meglio di lui è in grado di prevenire le conseguenze più tragiche.
Infine, due aspetti che vanno ribaditi.
Nell’articolo di Azul si legge: “Perché Barnard non invitava Bagnai ai suoi convegni di economia“. Falso. Bagnai fu formalmente invitato dagli organizzatori del primo summit di Rimini, e lo stesso Bagnai rispose cordialmente, pur se poi non partecipò come uditore all’incontro.
Secondo argomento: è vero, lo spettacolo delle reciproche offese ha avuto venature squallide. Ma i rapporti tra Barnard e Bagnai sono questioni loro personali, che ci riguardano poi nel caso di comunicazioni come quella di Azul, che limita la MMT alla traiettoria di una sola persona e danneggia tutti noi. Il problema di Bagnai riguarda invece una lunghissima serie di insulti e volgarità scritte nei confronti degli attivisti italiani della Modern Money Theory, persone che ci hanno messo loro tempo e denaro per diffondere un diverso modo di comprendere l’economia e che dal professore dell’università di Pescara ha ricevuto soltanto insulti e nomignoli indegni di chi, oggi, pensa di essere un Gastone ma, a noi, ricorda sempre la confusione di un Paperino, soltanto all’apparenza più furbo.

Il professore all’Università di Pescara ironizza su Stephanie Kelton e il movimento italiano denominato volgarmente “Memmeta”. E sancisce verità che crede innovative ai suoi attenti lettori. Peccato che sulla Mmt si inventi tutto e non abbia neanche letto chi – come ad esempio Bill Mitchell – sia arrivato anni prima rispetto alle sue odierne conclusioni spacciate per intuizioni genuiali. Male, Albè, male…