Fonte: http://www.rivieraoggi.it/2015/04/11/201808/perche-quelli-del-pd-fingono-di-non-leggere-questi-numeri/

dEF 2015

 

Se si aumentano le tasse e si diminuisce la spesa pubblica si costringe famiglie e imprese a ridurre la propria ricchezza, ad indebitarsi se qualcuno di loro concede prestiti o, nella situazione europea, dove le banche ancora nel 2015 non possono prestare a causa dei bilanci negativi di famiglie e imprese, a ridurre i consumi.

Questi sono gli impegni ufficiali che il governo italiano presenterà alla Commissione Europea. Poi ci sono le dichiarazioni ad uso gossip del Presidente del Consiglio: “Non ci sono tagli e non c’è aumento delle tasse. Da quando siamo al governo l’operazione costante è di riduzione delle tasse”. “Abbiamo disattivato 3 miliardi di clausole che avevano previsto i governi precedenti”. “Nel 2015 riduciamo le tasse per 18 miliardi più i 3 di clausole che eliminiamo”. “Le tasse non aumenteranno, un’eventuale riduzione ci sarà nella legge di stabilità per il 2016, se saremo in condizione”. Clicca qui.

Di seguito una sintesi dei numeri del Def approvato da Renzi e Padoan il 10 aprile. Buona fortuna.

TOTALE ENTRATE: 48,1% del Pil nel 2014, previsto 48% del Pil nel 2015, 48,5% nel 2016, 48,4% nel 2017.

TOTALE SPESE AL NETTO INTERESSI PASSIVI: 47,4% nel 2014, quindi 46,3%, 45,7%,44,4%.

AVANZO PRIMARIO (SPESA MENO TASSE OVVERO SOLDI CHE I CITTADINI PAGANO A FAVORE DELLO STATO): 1,6% nel 2014, 1,7% nel 2015, 2,8% nel 2016, 3,8% nel 2017.

PRESSIONE FISCALE: 43,5% nel 2014, 43,5% nel 2015, 44,1% nel 2016, 44% nel 2017.

TASSO DI DISOCCUPAZIONE: 12,7% nel 2014, 12,3% nel 2015, 11,7% nel 2016, 11,2% nel 2017.

PIL: -0,4% nel 2014 (previsto +0,8%), +0,7% nel 2015, +1,4% nel 2016, +1,5% nel 2017.

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