Sebbene il sistema bancario sia visto con estremo sospetto, soprattutto negli ultimi anni, che coincidono con l’aggravarsi della crisi, è corretto ricordare e sottolinearne la funzione economico-sociale volta ad incentivare e promuovere gli investimenti dei soggetti operanti nel settore privato. Al pari di qualsiasi altra impresa, una banca persegue la logica del profitto, ma a differenza di cittadini ed aziende, gode di particolari salvaguardie che la rendono sensibilmente meno esposta a situazioni critiche dirette verso il fallimento. Gli istituti di credito, infatti, sono soggetti alla supervisione delle autorità governative che molto spesso dimenticano di indirizzare le proprie scelte a vantaggio del “public purpose”. E’ proprio questo privilegio che, inevitabilmente, pone particolare attenzione sulla regolamentazione riguardante gli investimenti propri del sistema bancario e le forme di tutela a garanzia dei depositi.

L’attuale grave situazione politico-economica evidenzia, semmai ce ne fosse bisogno, la natura pro-ciclica del settore privato ed in particolare del settore bancario. La politica dei prestiti, (i prestiti stessi rappresentano un investimento per il settore creditizio e dovrebbero essere la maggiore fonte di profitto), è strettamente legata all’alternanza delle fasi proprie del ciclo economico. Ciò significa che il “credit crunch”, ovvero la stretta, il blocco, il rallentamento nell’offerta del credito, avviene e si intensifica nelle fasi critiche come quella attuale, essendo gli istituti di credito preoccupati dalla mancanza di solvibilità dei soggetti beneficiari del prestito. Una situazione di questo tipo è certamente aggravata da una fase storica in cui i mercati finanziari padroneggiano sull’economia reale, quello che Hyman Minsky, saggiamente definiva “Money manager capitalism”, un capitalismo dominato dai gestori di fondi finanziari e caratterizzato da un’enorme fragilità. L’esigenza di profitto, venuta meno la possibilità dell’offerta creditizia, spinge gli istituti di credito a bussare, con maggiore insistenza, alle porte del sistema finanziario, esponendo tutto il sistema a rischi elevatissimi. Ci sembra di poter dire che tutto ciò renda necessaria una più rigida regolamentazione della gestione dei depositi, ovvero le passività bancarie, nonché dei mercati finanziari. Un intervento più che deciso da parte dei governi, che a ragione, viene, già da tempo, auspicato da più parti. Il lato delle passività bancarie dovrebbe essere sempre supportato e finanziato dalla banca centrale, anziché essere lasciato in balia dei mercati.

Perseguire lo scopo pubblico e riportare il mondo degli investimenti nella direzione dell’economia reale sono due degli obiettivi primari della Teoria Monetaria Moderna, contrariamente a quanto afferma qualcuno.

Il meccanismo della spesa in deficit, supportando in modo diretto redditi e risparmi, avrebbe un effetto positivo anche sull’espansione in leverage del credito e quindi l’incentivo agli investimenti grazie alla creazione di prestiti, che come abbiamo detto sono anch’essi investimenti di un soggetto ed in quanto tali equivalgono al risparmio di un altro soggetto. La MMT abbraccia il sistema endogeno di creazione della moneta e se consideriamo anche il credito bancario, non è corretto affermare che il denaro entri nel circuito prevalentemente perché creato dallo Stato, non c’è nulla che accomuna le teorie neocartaliste alle economie Sovietiche o Naziste. Il meccanismo di finanziamento degli investimenti è salvo, rimane in mano al sistema bancario ed il merito creditizio, ovvero la capacità di restituzione dei prestiti, è favorito da una situazione più florida dell’economia tutta. Ciò che si sostiene è semplicemente di tenere alti i deficit, da parte del governo, fino al raggiungimento della piena occupazione.

La spesa dello Stato deve avere, come anche Keynes ci ha insegnato, una funzione anti ciclica, l’innalzamento dei deficit è funzionale alla situazione contingente e non si spinge oltre. Per questo motivo, il raggiungimento della piena occupazione è da ritenersi uno spartiacque o, se vogliamo, un punto di rottura tra l’aumento del deficit e il rilassamento di quest’ultimo. La disoccupazione esiste laddove il monopolista della moneta, tenendo troppo bassi i deficit, impone forti restrizioni alla necessità di pagare le tasse e al desiderio di risparmio dei privati. Non esiste un tasso di disoccupazione naturale, la mancanza di lavoro è sempre la conseguenza di una politica economica sbagliata da parte dei governi.

Raggiunto il pieno impiego, o comunque un bassissimo livello di disoccupati, il ruolo dello Stato si ridimensiona fortemente avendo come obiettivo il mantenimento della situazione raggiunta.

Comments

  1. SOLIDARIETA’ A MATTEO CERASUOLO:

    http://www.youtube.com/watch?v=7dBkkHTXdpQ

    DENUNCIA IL COLPO DI STATO, VIENE POSTO SOTTO INDAGINE:
    FACCIAMO CONOSCERE QUESTA STORIA!

    Ricordate la denuncia presentata dall’avv. Paola Musu, Paolo Barnard e successivamente riproposta da numerosi cittadini nei confronti di Mario Monti, Napolitano, ed i vertici delle istituzioni per il golpe del 2012?

    I presentatori di tali denuncie nella maggioranza dei casi non hanno saputo più niente: non sono nemmeno state archiviate. Ma un giovane, Matteo, si è visto accusare di diffamazione da un giudice che ritiene infondate le accuse mosse. Di seguito l’articolo che illustra la vicenda:

    http://www.nocensura.com/2013/07/ho-denunciato-il-colpo-di-stato-e-sono.html

  2. —-
    il credito e quindi l’incentivo agli investimenti grazie alla creazione di prestiti, che come abbiamo detto sono anch’essi investimenti di un soggetto ed in quanto tali equivalgono al risparmio di un altro soggetto.
    —–
    la MMT dice il contrario

    “Loans create deposits” !
    i prestiti delle banche sono “creati” dal niente, non sono i risparmi di qualcuno che deposita che vengono prestati dalla banca a qualcun altro che riceve un mutuo o un affidamento

    ci sono dozzine di articoli sul modo in cui le banche creano il credito nella MMT

    Ad es. “….Mainstream economic theory considers banks to be institutions that take in deposits which then provides them with the funds to on-lend at a profit…” cioè quello che hai scritto qui sopra

    Ma invece “… Banks do NOT operate in this way. From the perspective of Modern Monetary Theory (MMT) private bank lending is unconstrained by the quantity of reserves the bank holds at any point in time. We say that loans create deposits….”

    The role of bank deposits in Modern Monetary Theory
    May 26, 2011 by Bill Mitchell
    http://bilbo.economicoutlook.net/blog/?p=14620

    Non pubblicate anche i quiz sulla MMT di Mitchell qui di fianco ?
    “Question: Does MMT therefore deny that deposits fund loans? Answer: Yes.””

    Non è chiaro ? Le banche non usano i depositi dei clienti per fare prestiti ! E’ scritto in ogni testo o libro della MMT quando si parla di banche

    Perché continuate a pubblicare queste stupidaggini sulle banche ?

    Ma capito cosa significa come dice Bill Mitchell che “…MMT therefore deny that deposits fund loans…” ? Che le banche CREANO i prestiti, li creano dal niente… Non prestano i soldi di qualcuno, non intermediano il risparmio, creano dal niente il deposito che ti aprono quando hai un mutuo o un affidamento,

    Sono circa 100 anni che da Wicksell a Schumpeter a ovviamente i riformatori come Gesell, Douglas, Soddick e anche Fischer, Simon, Knapp (anni ’30), Keynes in modo più obliquo, Minsky e poi i circuitisti ovviamente da Graziani a Parquez dicono che le banche creano i prestiti dal niente, senza relazione con i depositi.

    Tutta la crisi finanziaria globale viene dall’eccesso di debito creato dalle banche, il debito totale in Italia oggi è il 400% delPIL e come razzo si è creato questo debito se le banche si limitano a prendere i risparmi e prestarli ?

    Il discorso della “MMT Italia” non può funzionare se non si capisce il Debito e le Banche, se ti limiti a parlare di defici pubblico e poi credi alle stesse panzane degli economisti ufficiali riguardo alle banche e al debito

  3. premetto che io non ce l’ho con lei e con nessuno, vado solo fuori di testa quando vedo offuscato il problema
    principale oggi esistente, cioè la massa di debito che schiaccia l’economia, persino nel sito che spiega la MMT

    “la MMT dice invece “LOANS CREATE DEPOSITS”, cioè i prestiti delle banche creano i depositi che vengono accreditati a chi prende a prestito. Non, come si scrive qui,_ “I PRESTITI CHE….EQUIVALGONO AL RISPARMIO DI UN ALTRO SOGGETTO” _ che ha fatto un deposito in banca.

    Ad es qui Bill Mitchell:. “….Mainstream economic theory considers banks to be institutions that take in deposits which then provides them with the funds to on-lend at a profit…” cioè quello che hai scritto qui sopra”

    C’è molta confusione sui concetti espressi:

    1) L’obiettivo di questo articolo era quello di sottolineare il fatto che le banche dovrebbero tornare ad inseguire i propri guadagni concedendo prestiti alle imprese e ai cittadini in un sistema dove l’economia funziona, anziché investire in finanza speculativa

    OK, ma questo è un aspirazione condivisa da tutti….
    ——————–
    2) In questo senso, per una banca concedere un prestito significa investire il proprio denaro, anche se creato dal nulla. Il prestito, che crea un deposito, è un investimento per la banca che, corre il rischio imprenditoriale (il beneficiario potrebbe non rientrare del prestito) per avere un guadagno (gli interessi).

    ——-
    NO
    La banca ha il privilegio di creare denaro dal nulla e prestarlo. Se guarda il bilancio della banca nelle passività ci sono due cose essenzialmente: i Depositi dei clienti e il suo Capitale (o mezzi propri o equity), più a volte delle riserve che la BC le presta per saldare i pagamenti tra banche ecc….Ma il Capitale (o mezzi propri o equity), NON viene prestata o investita anche perchè se guardi è un 5% del totale dell’attivo della banca!. Se dovessero campare con gli investimenti del proprio capitale chiuderebbero domani Il capitale di una banca ciene usato, nel caso ci siano crediti incagliati o inesigibili che vanno in default per assorbire le perdite, ma non sono soldi che vengono trasferiti a qualcuno. Se non ci sono perdite sui crediti si accumulano e basta.

    Chi investe il proprio denaro sono le imprese, i negozi, i ristoranti chiunque metta su un attività e poi quelli del “venture capital” e” private equity” che non a caso si chiamano “capital” e “equity” che in inglese sta per “il proprio denaro”. Tutta questa gente usa il proprio capitale e poi prende a prestito dalla banca. E poi le banche d’affati come Goldman Sachs che non raccolgono depositi di clienti e investono il loro capitale usando una leva di 20 a 1 ecc…

    3) Il concetto di investimento che è uguale al risparmio è preso direttamente da “Soft Currencies Economics”: <> e ancora <>. Qualsiasi tipo di investimento fatto da un soggetto non governativo, corrisponde al risparmio di qualcun altro. L’investimento è uguale al risparmio. Quella frase che cita non significa che le banche prendono i soldi dei correntisti per concedere un prestito a qualcun altro.

    ——- L’investimento crea il risparmio, non viceversa, questo è Keynes, non è nemmeno MMT questo è il concetto base di tutti quelli che in qualche modo seguono Keynes, Ma significa che il credito crea gli investimenti i quali poi creano anche i risparmi. Il Circuitismo stile Graziani e Parquez è tutto costruito su questo “circuito” della moneta endogena, in appunto in cui inizialnmente c’è un PRESTITO E da lì poi si muove tutto il resto, si assume gente, si pagano salari e interessi, si investe e chi riceve interessi e salari poi risparmia e depposita in banca

    4) Nell’articolo c’è scritto esattamente <>. Lei invece ha interpretato che i prestiti sono concessi grazie al risparmio di un altro soggetto. Magari posso essermi espresso male in qualche punto, ma da parte sua c’è stato un totale misunderstanding.

    Il fatto che ex-post in contabilità nazionale S=I non c’entra. con il circuito del credito, del sistema bancario, dove il denaro viene creato DAL NIENTE, senza aspettare che qualcuno faccia un deposito.

    Se poi si vuole completare il discorso ed essere più precisi le banche hanno bisogno di depositi per far quadrare il bilancio contabilmente, perchè ci guadagnano a gestirli e perchè se non avessero i depositi di milioni di persone il governo le lascerebbe anche fallire. Non è che non interessa avere depositi ad una banca, il suo potere politico e il fatto che ricatta sempre i governi e si fa salvare quando combina disastri viene dal fatto ha i depositi di milioni di persone, ma NON sono soldi che vengono prestati. Quello che le banche prestano sono numeri che digitano nel computer come la banca centrale quando finanzia i deficit pubblici

    GZ

  4. se oggi si chiede alla gente in Italia chi crea la moneta ti dicono: “mah… lo stato…” e indicano forse le banconote che stampa la zecca, come diceva Monti in TV per spiegare che cosa è l’Euro. Se chiedi alla gente che segue la MMT Italia invece “chi crea la moneta ?” la risposta è: ” lo stato coi deficit pubblici… ma ne crea troppo poca…”. La risposta corretta è “Le banche hanno creato la moneta…” (da fine anni ’80 ad adesso….)

    In realtà (a parte appunto le banconote stampate alla zecca che sono un 5%, il contante) NEGLI ULTIMI 40 ANNI LA MONETA L’HANNO CREATA LE BANCHE E PER QUESTO OGGI IL DEBITO TOTALE DAL 150% DEL PIL negli anni ’80 è SALITO AL 400% DEL PIL (debito di banche, imprese, famiglie e stato)

    Lo stato NON ha creato moneta dagli anni ’80, anche se ha cumulato deficit perché creava invece “NFA”, net financial assets, cioè risparmi o ricchezza netta finanziaria, dato che pagava una montagna di cedole di interessi che dal 1990 al 1999 erano arrivati al 20% della spesa pubblica e al 10% del PIL. A chi andavano ? Per un 40% all’estero e poi ai benestanti essenzialmente, a chi voleva accumulare ricchezza finanziaria e non spenderla o investirla…

    Bisogna capire che i deficit pubblici venivano più che compensati dal pagamento di una montagna di interessi e al netto lo Stato non creava moneta, specialmente da fine anni ’80 e dal 1992 probabilmente al netto la riduceva

    Dal 1992 aveva deficit primari a 0% e interessi pari al 10% del PIL quindi creava ricchezza finanziaria per alcuni, ma riduceva la moneta per l’economia, quella che circola, che viene spesa

    Lo stato crea moneta coi deficit solo se NON emette bonds, quindi è dagli anni ’80 che NON crea moneta

    Sono le banche che hanno creato loro la moneta sotto forma di debito dagli anni ’80 e ora ne siamo sommersi

    Ora perchè è essenziale capire che le banche hanno creato la moneta sotto forma di debito sostituendosi allo stato ?

    Durante il miracolo economico il debito totale era il 100% del PIL

    Se il debito totale è il 400% del PIL come adesso significa che il costo della vita ad es è un 15% più alto almeno di quello che sarebbe se il debito fosse il 100% del PIL, che ogni cosa che paghi costa di più perché dentro ci sono interessi su interessi e che l’Italia è meno competitiva perchè c’è un costo di interessi incorporato in tutto…,che il tenore di vita è più basso e inoltre che le banche non prestano più perché appunto tutti sono indebitate, che i consumatori e chi ha mutui ha problemi a pagare le rate ecc…

    Ma questo è successo perché la Moneta viene creata al momento sotto forma di Debito dalle banche nel sistema attuale e non solo in Italia.

    Lo stato deve creare lui la moneta, ma ha smesso in Italia di crearla dagli anni ’80 ed è stato sostituito dalle banche. Solo che le banche creano debito per cui creano in realtà molta più moneta di quella necessaria, perchè ne creano poi anche per pagare gli interessi che si cumulano e in questo modo si crea inflazione nascosta e il costo di tutto aumenta e la gente non capisce come mai….

    Voi date l’impressione che lo stato creasse troppa poca moneta, ma in realtà non ne creava al netto anzi dal 1992 forse la riduceva al netto….e solo la svalutazione aiutava

    perchè fino a quando finanzia i deficit con emissione di bonds lo stato non crea moneta, paga interessi a chi vuole accumulare ricchezza con la rendita

    Questo discorso non è nelle presentazioni che fate, non è nel manifesto o nel programma, non è stato recepito

    ne dai militanti e neanche dal pubblico, ma se non capisci che le banche creano moneta sotto forma di debito non capisci molto di quello che succede

    GZ

  5. Concordo con Zibordi,
    e’ esattamente come io ho interpretato cio’ che gli MMTiers ci dicono nelle loro conferenze e articoli. Mosler stesso lo ripete spesso che le banche non prestano i nostri soldi depositati.

  6. Ho riletto l’articolo di Tomassetti e credo che la critica di Zibordi sia il frutto di un suo fraintendimento.

    La frase nell’articolo dice:

    “….. l’incentivo agli investimenti grazie alla creazione di prestiti, che come abbiamo detto sono anch’essi investimenti di un soggetto ed in quanto tali equivalgono al risparmio di un altro soggetto.”

    L’autore NON intendeva dire: che la creazione del credito da investimento viene finanziato dal risparmio di qualcun altro.

    L’autore a mio avviso INTENDEVA dire: che i prestiti diventano investimento di uno e risparmio di un altro perche’ quel prestito verra’ speso per investire e quindi andra’ nelle tasche di qualcun altro. E quel qualcun altro otterra’ un risparmio.

    Quindi caro Zibordi, anche se nessuno obbietta al problema del debito privato creato dalle banche da lei spiegato molto bene qui sopra, il suo ragionamento e la paternale agli MMTisti come Tomassetti sono forse fuori luogo perche’ loro (incluso Tomassetti)NON sostengono che “i prestiti sono concessi grazie al risparmio di un altro soggetto”.

    Nirvana

  7. ciò che dice zibordi è vero, ma… e allora?
    la moneta è sempre stata debito/credito/fiat/creata dal nulla, era così già ai tempi dei sumeri, quando le “banche” (gli orafi) emettevano lettere di credito in argilla in quantità esorbitante sia il loro capitale che i metalli depositati.
    la cosa importante da capire è invece questa: PUO’ L’EMISSIONE DI MONETA DAL NULLA STIMOLARE LAVORO E PRODUZIONE REALE?
    secondo me sì, entro certi limiti.
    ecco perchè da almeno 4000 anni funziona così. se in un dato luogo in un dato momento si esagera/sbaglia qualcosa viene una crisi, ma ciò che importa è il trend di lungo periodo, ovvero meglio beccarsi una crisi ogni 50 anni che vivere come i neanderthal.
    è un po’ come le popolazioni che si stabiliscono presso i vulcani: la sommatoria dei maggiori raccolti di x anni garantiti dal terreno vulcanico è maggiore della distruzione periodica dell’eruzione.

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