Disoccupazione

Traduzione Alessio Farinella

Qui le parti precedenti del Paper

Fonte: http://moslereconomics.com/mandatory-readings/full-employment-and-price-stability/

Prima parte: Piena occupazione e stabilità dei prezzi 1

Seconda parte Come e perché si determina il tasso di interesse sui titoli di Stato

Terza parte Il Monopolista della Moneta

 

Disoccupazione

 

La disoccupazione è definita come quantità di lavoro inutilizzato messo in vendita ma senza chi sia disposto a assumerlo a quel determinato prezzo. Essa si verifica quando il settore privato, in forma aggregata, vuole lavorare e guadagnare moneta, ma non desidera spendere tutto il reddito che sarebbe stato disponibile in regime di piena occupazione.

La Teoria monetaria post-keynesiana rivela l’essenza della disoccupazione involontaria. Il suo termine “endogenità radicale” afferma che tutti i depositi sono le registrazioni contabili dei prestiti, e i depositi sono possibili solo peché ci sono prestiti in essere. Se, dunque, nel settore privato un agente vuole aumentare le sue attività finanziarie nette, H (Beni Finanziari Netti), questo desiderio può essere soddisfatto solo dalla riduzione delle attività finanziarie di un altro agente di H (Beni Finanziari Netti). Le attività finanziarie nette di un agente sono ridotte ogni volta che l’agente aumenta il suo debito o riduce il suo stock di attività finanziarie. Le disponibilità finanziarie nette aumentano quando si ripaga un debito o dalla crescita dello stock attuale. In assenza di un intervento finanziario da parte del governo, se un agente vuole avere una occupazione, al fine di aumentare le sua attività finanziarie (ad esempio i risparmi), un altro deve decidere di ridurre le sue attività finanziarie nette (ad esempio indebitandosi). Se nessun agente è disposto a ridurre le sue attività finanziarie nette, la piena occupazione non si verifica. Questo è definito come disoccupazione involontaria.

Il sistema di partita doppia di iscrizione in contabilità nazionale è sempre in equilibrio. Le voci su un lato devono essere contabilizzate con contropartita dall’altro. L’investimento, per esempio, è registrato come risparmio nella contabilità nazionale, così, per definizione, gli investimenti complessivi saranno sempre uguali al risparmio totale. La spesa in deficit del governo è classificata come risparmio negativo del governo, e la voce contabile della contropartita è un aumento del risparmio nominale del settore privato al netto. Così, ogni volta che il governo spende in deficit, accresce l’aggregato del settore privato H (Beni Finanziari Netti) comprese le attività esterne denominate in dollari. Inoltre, il livello di spesa in deficit del settore pubblico determina il livello del reddito del settore privato H (Beni Finanziari Netti). Se il settore privato, desidera aumentare la sua H (Beni Finanziari Netti), questo desiderio può essere soddisfatto solo da un aumento della spesa in deficit del settore pubblico.

La disoccupazione può quindi essere riassunta come segue:

Disoccupazione involontaria è la prova che l’H desiderata (Beni Finanziari Netti) del settore privato supera la H (Beni Finanziari Netti) consentito dalla politica fiscale del governo.

Per essere franchi, la disoccupazione involontaria esiste perché il deficit del bilancio federale è troppo basso.

Inoltre, se un agente vuole vendere tutti i suoi beni reali, e quindi aumentare la sua H (Beni Finanziari Netti) , questo può essere realizzato solo da un altro agente che diminuisca la sua H (Beni Finanziari Netti). Se la H desiderata (Beni Finanziari Netti) è superiore ad H reale (Beni Finanziari Netti), ne consegue un accumulo di scorte invendute e contrazione della domanda aggregata.

H(Beni Finanziari Netti), Demanda e Offerta Aggregata

La comprensione che la disoccupazione è la prova che il disavanzo pubblico è troppo piccolo è coerente con il concetto standard dell’offerta e della domanda aggregata. La domanda aggregata è la somma di tutte le spese, e l’offerta aggregata è la somma di tutti i beni e servizi offerti in la vendita. Si può quindi affermare che, se il settore privato ha voluto utilizzare solo parte del suo reddito di piena occupazione ottenuto dalla vendita di beni e servizi reali che si terrà come H (Beni Finanziari Netti), ne sarà prova una combinazione di involontaria accumulo di scorte e disoccupazione involontaria. La disoccupazione involontaria è quindi riconducibile a una H desiderata (Beni Finanziari Netti) che supera H effettiva (Beni Finanziari Netti).

L’approccio di offerta e domanda aggregata permette cambiamenti di H desiderata (Beni Finanziari Netti) espressi come variazione della domanda aggregata o cambiamenti di offerta aggregata. L’approccio H (Beni Finanziari Netti) si concentra solo sulla variabile di controllo – la H desiderata (Beni Finanziari Netti) – indipendentemente dal fatto che sia l’offerta aggregata ad essere eccessiva o la domanda aggregata ad essere carente. In effetti, potrebbe essere persino impossibile distinguere una carenza di domanda aggregata da un eccesso di offerta aggregata, rendendo la distinzione superflua.

(continua)

 

Comments

  1. e’ talmente logico quello che viene detto in questo articolo che viene forte il sospetto, anzi la certezza , che la grossa crisi che stiamo vivendo è veramente voluta dal vero Potere; d’altra parte la contabilità come la matematica non è un opinione e se guardiamo il mondo in senso macroeconomico come un grande supermercato dobbiamo gioco forza avere una quantità di moneta sufficiente per far si che non rimanga neanche un prodotto invenduto altrimenti la logica conseguenza è la disoccupazione…..ora mi chiedo se fino a qaalche anno fa il tasso di disoccupazione era molto più basso e gioco forza la massa monetaria era in misura più sufficiente…..dove è finita la massa monetaria mancante?????? a parer mio ci sono due posti dove potrebbe essere finita:
    1) buona parte nelle mani dei propietari delle grosse banche (vero potere) che con i vari giochi dei derivati sono riusciti ad estorcere enormi quantità di risparmi dal settore privato concentrandolo in poche mani (le loro)…i quali oggi non sono disposti a reinvestirlo nell’economia reale;
    2) altra grosa quantità è stata prelevata con il prelievo fiscale per andare a salvare le stesse banche che gli stessi signori hanno lasciato vuote;
    In poche parole abbiamo assitito a quel famoso disegno neofeudale di cui parla Barnard nel suo saggio tornando indietro di 500 anni quando la moneta era concentrata ed ad uso esclusivo del signore……ora se aspettiamo che questi signori (che poi sono quelli che muovono i burattini della politica) come si dice rimettino in gioco il “cacio vinto” siamo veramente degli illusi…..ed allora, sempre se la contabilità non è un opinione, c’è un unica soluzione restituire con la forza la sovranità monetaria al popolo e risccendere le stamperie…stando attenti sopratutto a dare i soldi all’economia reale e non a quella finanziaria come è stato fatto fino ad ora.

    1. hai colto il segno….e sai come se ne esce??? la soluzione e’ semplice, il difficile ( quasi impossibile ) e’ cambiare l’opione di tutti sulla moneta……..ripeto quello che ho scritto prima e molte volte scritto in questo sito : la moneta e’ solo un codice, non una MERCE…..abolire i BOT ( titoli di stato ) e fare come dice la MEMMT, lo stato accredita e preleva la moneta tramite la sua BC e non emette piu BOT

  2. qualunque analisi si faccia , il problema di fondo e’ un altro
    occorre far capire a TUTTI la vera natura della MONETA MODERNA,
    non e’ un valore ma un CODICE, non e’ piu coperta da ORO o altro bene materiale, ma serve solo ad avere queste due cose, Ogni moneta e’ creata da uno STATO che la emette ( tranne EURO, ma anche l’euro in qualche modo e’ una moneta politica poiche le nazione aderenti danno l’OK alla sua esistenza)
    avere tanti soldi e’ come avere tante promesse di altri, non e’ come avere tanti beni reali, ma questo e’ difficile da far capire all’opinione pubblica….ma secondo me e’ il punto piu importante della questione…vedendo le presentazioni di Mosler, si capisce che anche lui , poiche parte sempre con l’esempio dei suoi biglietti da visita privi di valore, mette questo passaggio prima di tutti gli altri ……..
    in qualsiasi campo , prima si chiarisce la natura delle cose, poi se ne studia i vari comportamenti

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