Premetto, Tokyo sta sbagliando economia, ma rispetto all’Eurozona sono dei maghi, sia chiaro.

Ok, tutti parlano di questa nuova strategia economica del premier giapponese Abe, e molti dicono che promette mari e monti. Non è così, semplicemente perché come al solito pochissimi capiscono i sistemi monetari. Vediamo:

Abe sta

1) permettendo alla Banca Centrale di comprare enormi quantità di titoli di Stato giapponesi (il cosiddetto Quantitative Easing). Risultato reale: poca roba, si abbassano di un poco i rendimenti dei titoli per quelli che li possiedono (+ se ne comprano meno rendono). Poi, in effetti, ciò spaventa gli investitori che si mettono a loro volta a svendere i titoli giapponesi per paura che queste mosse di Abe causino in futuro un non-ben-specificato effetto negativo (es. inflazione, anche se non è vero, ma loro ci credono).

2) aumentando di poco la spesa pubblica a deficit, e questo potrebbe aiutare un po’ l’economia. Giusto questo, ma non il resto.

3) suggerendo alle mega assicurazioni, fondi pensione e fondi risparmio di disinvestire dai titoli e assets giapponesi per comprare titoli e assets denominati in dollari, euro e altre valute. Questo per indebolire il valore dello Yen, così i giapp sperano di esportare di più. Sempre il solito stupidissimo errore di un Paese che dopo 20 anni di super export e gli stessi 20 anni di stagnazione economica pazzesca non ha ancora fatto 2+2! Inoltre lo Yen che cala di valore indebolisce i redditi reali.

4) mantenendo i tassi d’interesse sul denaro bassissimi, nella speranza che essi permettano alla gente/aziende di far prestiti, e quindi di far circolare molto denaro, così da creare inflazione. Sì, il Giappone di Abe spera di creare inflazione, l’hanno troppo bassa (vuol dire che i consumi sono crollati e/o la gente risparmia troppo). Non capiscono che è totalmente inutile offrire soldi a poco a un Paese che non spenderà, perché è eternamente terrorizzato dalla stagnazione dell’economia. E’ un cane che si morde la coda, dove la marea di denaro emessa da Abe è molto poco spesa, per cui l’inflazione non si alza. Ma soprattutto non capiscono che nella realtà dei sistemi monetari sono i tassi d’interesse alti che creano inflazione, non quelli bassi, per due motivi: A) perché se il denaro costa di più, tutto ciò che le aziende fanno costa di più e quindi tendono a ricaricare sui prezzi. B) perché tassi d’interesse sui titoli di Stato più alti significano automaticamente più soldi intascati dai risparmiatori, che possono spenderli e quindi aumentare il denaro circolante e quindi creare + inflazione. Ma questo Tokyo non lo capisce.

Ecco perché Abe alla fine del giro, cioè fra qualche anno, si ritroverà con lo stesso Giappone di prima. Magari, se chiamasse Warren Mosler o chiunque della MEMMT…

Comments

  1. AH QUANTO VORREI CAPIRE MEGLIO L’ECONOMIA PER NON FARMI FOTTERE DA QUEI CIALTRONI CHE CI HANNO ROVINATO IL FUTURO

  2. Ma come mai ci si trova di fronte, così in Europa come in Giappone, a classi politiche che non capiscono meccanismi così semplici?
    Io ci ho pensato e ripensato, e l’unica risposta che ho trovato è che non c’i sia una seria volontà di risolvere i problemi, che si vada, da una parte come dall’altra, nella direzione del controllo delle masse, attraverso l’allargamento della forbice ricco/povero; che ci sia invece una volontà perversa di appropriarsi di tutto il possibile, cieco della rovina che si lascia dietro? Troppo facile: non credo nel male fine a se stesso, soprattutto a livelli nazionali e sovranazionali.
    Insomma, non ci credo che questi governanti siano così ciechi, così sprovveduti, credo piuttosto che perseguano il fine di qualcun altro, che non ha niente a che fare col bene comune, ma le cose che vanno avanti, nell’ignoranza e nell’indifferenza generale e che fanno male alla collettività, sono veramente tante.

    1. Diciamo che una buona chiave di lettura la dà il saggio di Paolo Barnard, se non l’hai già letto te lo consiglio, lo trovi su questo sito, scrivi “il più grande crimine” nella casella cerca in alto a destra. La versione aggiornata credo sia marzo 2013. E’ abbastanza impegnativo, ma moolto interessante per chi vuole capirci qualcosa in più del mondo in cui viviamo….
      Buona lettura

  3. Per ROBYBULGARO: io credo che non sono ciechi ma con un grande obiettivo preciso spiegato nel video di 1 ora di Paolo Barnard che si chiama il grande crimine: far gestire il mondo solamente a pochissime persone rendendo il cittadino piccolo, piccolo, povero e senza nessun potere di cambiamento in meglio.

  4. E’ così evidente che la classe politica non “sbaglia”.

    E’ solo complice di un sistema che continua a mandare soldi a chi già ne ha troppi, traendone la sua parte di bottino.

    Non è necessario scomodare premi nobel dell’economia per capire che se i soldi li metti nelle tasche di persone che hanno bisogno di consumare, si mette in moto l’economia reale.

    se, invece, li metti in tasca a ricchi risparmiatori che continuano ad investire sui mercati finanziari, l’economia reale non riparte (al massimo, ne raccoglie qualche briciola in più..)

  5. Più semplicemente non potrebbe essere che le classi politiche sono esse stesse l’espressione e la conseguenza di quello stato di cose che dovrebbero riformare ?
    Per la serie ‘il cappone non anticiperà mai il Natale’.

    Forse per fare il bene comune la democrazia ha i suoi limiti: laddove vi è una classe stabilmente dominante, l’interesse è a lungo termine, mentre laddove questa classe cambia facilmente, essa cerca di mantnere lo status che ne ha permesso l’emersione, ma contemporaneamente anzichè mungere la vacca da lasciare ai propri figli la spolpa, come in Italia, o la lascia invecchiare sempre meno fruttifera, come in Giappone. IMHO. naturalmente. .

  6. Sto leggendo il grande crimine ma trovo alcune parti poco chiare per potersi fare realmente una idea di come funziona tutto il sistema. Le banche per esempio non si capisce che differenza c e tra BCE BC banche commerciali, sembrerebbero istituti indipendenti ma poi leggendo il saggio sembra che siano tutte la stessa cosa.

    1. Le banche non possono creare nuova ricchezza finanziaria al netto (creano moneta orizzontale). La BCE è l’unica in Europa che può creare nuova ricchezza finanziaria al netto,cioè la cosiddetta moneta ad alto potenziale alla cui creazione non corrisponde un debito.

      1. Si’ , pero’ se non ho compreso male, la BCE potra’ pure creare ricchezza finanziaria al netto, ma la da’ alle banche centrali (cioe’ agli speculatori internazionali) invece di darla agli stati e cioe’ alla gente che lavora. E queste a loro volta danno i soldi alle banche commerciali e d’investimento, le quali non stanno piu’ trasferendo credito alla gente che lavora, e lo stato divenuto anch’esso soggetto privato prende a prestito e deve restituire con interessi. Cosi’ alla fine ci si impoverisce su due fronti, mancanza di credito per investimenti, e aumento delle tasse.
        Insomma si ha la sensazione che con la BCE la ricchezza finanziaria al netto vada tutta (o quasi) nelle casse degli speculatori nazionali ed internazionali, … gli unici veri vincitori.

        Correggetemi se sbaglio, anch’io come gli altri voglio capire.

  7. Avrei una domanda, sono gli alti tassi d’interesse a provocare inflazione? oppure sono i bassi tassi? In soft currency economics di Warren Mosler egli afferma che: Se la Fed dovesse decidere di gestire l’economia prendendo a riferimento il prezzo dell’oro, risponderebbe ad un aumento del prezzo dell’oro con tassi di interesse più elevati. Il loro scopo sarebbe quello di scoraggiare i prestiti, riducendo così la creazione di moneta. In effetti, la Fed cercherebbe di ridurre la quantità di soldi che tutti noi abbiamo per mantenere basso il prezzo dell’oro. Che può quindi deprimere la domanda di tutti gli altri beni e servizi, anche se possono essere in surplus. Aumentando i tassi, la Fed sta dicendo che c’è troppo denaro nell’economia e questo sta causando un problema.

  8. Ecco la solita ricetta, fare deficit e bruciare tutto sul fuoco della vanità monetaria detta anche inflazione. Mai nessuno che dica che uscire dalla stagnazione è difficile, duro e richiede sacrifici enormi. Mai nessuno che dica che i paesi oggi in stagnazione vengono da anni di vita al disopra delle proprie possibilità, di soldi facili fatti con mere speculazioni slegate dal reale valore degli oggetti, di bella vita comprata a debito dei figli.

    Un pezzettino della ricetta potrebbe essere di legare lo stipendio del politico di turno alle condizioni del paese: che ne sò, un fisso pari a 2 volte lo stipendio di un impiegato più una quota variabile legata a disoccupazione, vita media, inquinamento, investimenti stranieri, etc.

    Saluti a tutti

    1. Caro Riccardo,
      se lei deve costruire un ponte ha tre possibilità fondamentali di finanziamento:
      – tagliare spese o introdurre tasse (pareggio di bilancio);
      – chiedere denaro in prestito al tasso di interesse scelto dai mercati;
      – stanziare fondi attraverso la Banca Centrale, quindi senza vero debito.

      La terza opzione le dà: il ponte, reddito famiglie e imprese, nessuna impennata inflazionistica.
      Con la terza opzione nessuno credo potrà dire che “stiamo vivendo sopra le nostre possibilità”.
      Grazie del suo contributo.

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