Oltre gli slogan, cosa propone Zucco del Tea Party per ricostruire il ponte di Rubianello, nel FermanoSiamo costretti a replicare alle divertenti considerazioni di Giacomo Zucco (apparse su Stradeonline.it), presidente nazionale di Tea Party Italia, in merito alla Modern Money Theory (Mmt). Prima di affrontare quanto, purtroppo, specificato in malo modo nell’articolo di Zucco, occorre spiegare il motivo di questa rettifica. Zucco non arriva a contestare le conclusioni sociali ed economiche da cui deriverebbe l’applicazione della Mmt: ma usa la denigrazione gratuita e volgare e oltretutto palesemente falsa e distorta.

Innanzitutto Zucco palesa limiti conoscitivi, affiancando la Mmt ad una “teoria sul signoraggio bancario”: già dalle prime righe, è evidente che non ha cognizione di quel che sta scrivendo. Grave. Tutto quel che segue nel suo articolo, ovviamente, è deviato dalla reale conoscenza dei sistemi finanziari, monetari ed economici: purtroppo, fa la figura di uno spettatore che non conoscendo il basket si trova a vedere una partita di pallacanestro, applicando ad essa le regole del calcio: e, incredulo, reclamerà fallo ogni volta che qualcuno toccherà la palla con le mani.

Fuori dal piccolo contesto palesato da Zucco, infatti, bisogna far notare che la Mmt non ha nulla a che spartire con “una cospirazione mondiale dei banchieri (spesso e volentieri ebrei, in alcuni casi addirittura alieni)”, “moda”, “pretese di scientificità”, “pittoresca e sconclusionata”. Di questo Zucco dovrebbe scusarsi, e solo a questo punto si aprirebbe un confronto serio. Potremmo dilungarci, ma basti questo link del Washington Post che riporta ad una semplice e chiara infografica per aiutare anche chi ha difficoltà nella comprensione dei testi scritti.

Per approfondimenti, si leggano John Maynard Keynes, Georg Friederich Knapp, Abba Lerner, Hyman Minsky,Winne Godley fino agli odierni Warren Mosler, Randall Wray, Bill Mitchell, Stephanie Kelton, Mathew Forstater, Marshall Auerback, James Galbraith.

Prima di rispondere poi sui punti elencati, con certa approssimazione e confusione, da Zucco, ci sia consentito di porre di seguito un esempio pratico, per evitare la corsa all’astrattezza a cui altri sono maestri, che metta a confronto diverse posizioni possibili (e praticate) da uno Stato di fronte ad una necessità di investimento pubblico. Ad esempio, i recenti fenomeni atmosferici hanno provocato notevoli danni nel territorio italiano. Tra questi, cito il caso di un ponte crollato a Rubianello, piccola frazione nel Fermano.  Poniamo che lo Stato italiano, nella Legge di Stabilità 2012, abbia accantonato fondi in grado di coprire spese straordinarie a causa di maltempo e disastri naturali per una cifra che, purtroppo, non riuscirà a coprire emergenze ulteriori non previste.

A fronte del crollo del ponte di Rubianello, lo Stato italiano può: a) decidere di non intervenire, lasciando la strada interrotta; b) decidere di intervenire, prendendo a prestito dalle banche private la cifra necessaria per pagare imprese e lavoratori che vinceranno il bando, come avviene oggi in Eurozona, al tasso di interesse deciso dalle banche private; c) decidere di intervenire, attraverso denaro “creato dal nulla”, quindi senza indebitamento effettivo (lo Stato si indebita con se stesso); d) decidere di intervenire, con denaro preso in prestito da banche private ma al tasso di interesse stabilito dalla Banca Centrale (repressione finanziaria).

Non teniamo in considerazione altre “soluzioni” che aggirerebbero il tema centrale, come chiudere un asilo, licenziare infermieri, tagliare le pensioni o aumentare l’imposizione fiscale per pareggiare la nuova spesa. Dobbiamo capire come aumentare la ricchezza reale netta. Spostare risorse da ambiti meno efficienti ad altri più efficienti è sempre doveroso, ma non sempre immediatamente possibile e soprattutto socialmente e ambientalmente accettabile.

Non so qual sia la posizione del Tea Party: probabilmente quella di lasciare il ponte crollato perché la spesa pubblica è sempre deleteria, secondo Zucco. La soluzione attuale (in Italia comunque prassi dal 1981) è quella di ricorrere al prestito da istituti finanziari privati. A dicembre il tasso di interesse reale sui Btp in Italia è stato del 3,58%: in Danimarca dell’1,40%, in Gran Bretagna  0,82%, in Turchia 1,59%, in Giappone è negativo (-0,45%). In Italia e nell’Eurozona, dunque, la politica monetaria viene demandata alla discrezionalità degli istituti finanziari privati (Banca Imi, Barclays, Bnp Paribas, Citigroup, Commerzbank, Crédit Agricole, Credit Suisse Securities, Deutsche Bank, Goldman Sachs, HSBC France, Ing Bank, Jp Morgan, Merryl Lynch, Monte dei Paschi di Siena, Morgan Stanley, Nomura, Royal Bank of Scotland, Sociéte Générale, Ubs, Unicredit).

Si noti al riguardo che l’attuale ammontare del debito di Stato è, di fatto, inferiore al cumulo degli interessi degli ultimi trent’anni.

La Mmt (o Me-Mmt, Mosler Economics Mmt) prevede preferibilmente che la ricostruzione del ponte di Rubianello sia finanziata attraverso un ampliamento della base monetaria senza incidere su altri servizi pubblici né attraverso un aumento dell’imposizione fiscale.

Per far ciò è necessario che lo Stato sia il monopolista della moneta, ovvero possa emetterla, e non, come oggi, sia un mero fruitore della stessa, come una qualsiasi impresa. Quindi lo Stato accredita i conti correnti di imprese e lavoratori che ricostruiscono il ponte di Rubianello, con le seguenti ricadute:

1. E’ stata creata ricchezza reale (il ponte);

2. Sono stati pagati profitti e salari di chi ha lavorato per costruirlo (imprese/lavoratori)

3. Lo Stato si è indebitato (fittiziamente) soltanto con se stesso, ed eventualmente al tasso di interesse da lui stesso desiderato (il tasso naturale è zero). Se attraverso titoli di stato gravati da interesse o nuova moneta è una scelta che spetta allo Stato stesso. Gli interessi e l’ammontare di eventuali prestiti sono sempre solvibili.

4. La nuova massa monetaria non crea inflazione, in quanto ha il suo corrispettivo nella creazione di equivalenti beni reali (il ponte).

Questa è la realtà, alla quale Zucco dovrebbe contrapporre un altro modello maggiormente efficace nel garantire servizi, occupazione e ricchezza. Anticipiamo la critica che un siffatto sistema garantisca automatica corruzione: è dal 1981 che questo sistema di fatto non esiste nel nostro paese, ma i casi di corruzione non mancano di certo. Purtroppo, l’incapacità di capire cosa sia la fiat money costringe Zucco ad immaginare tagli di pensioni e di dipendenti pubblici a milioni, per ottenere una riduzione della tassazione.

Sembra assurdo inoltre che un paladino indefesso del libero mercato come Zucco non capisca che la fiat money ha tra le sue caratteristiche la libera fluttuazione della valuta nei mercati, mentre l’euro e la lira ancorata al Sistema Monetario Europeo dal 1979 sono una creazione statalista contro la quale dovrebbe insorgere, e invece è incredibilmente silente. E piacente.

RIGUARDO AI QUATTRO PUNTI DEL SUO ARTICOLO:

a) “Ricchezza e moneta non sono la stessa cosa”. Esatto. La Mmt spiega che esiste una differenza sostanziale tra ricchezza reale (cioè beni che hanno un’utilità intrinseca) e moneta (tutti i beni finanziari) la quale, a differenza dei primi, è replicabile, tecnicamente, all’infinito (non sarà mai terminata la carta per il conio di moneta, ed avremo sempre bit per riempire un foglio elettronico all’interno di un pc di una Banca Centrale). La Mmt, così come dicevano i cartalisti 150 anni fa, spiega perfettamente queste semplici nozioni. E’ forse Zucco che confonde ricchezza finanziaria e reale. Ma non è il solo; al suo pari tutte le persone (economiste e non) che credono che uno Stato possa finire i soldi e che, per finanziare la propria spesa, deve indebitarsi o aumentare le tasse. E purtroppo queste tipo di credenze di stampo medievale, oggi, dettano l’agenda economica in Europa.

b) “La moneta non è una creazione degli Stati”. “Date a Cesare quel che è di Cesare”, “Federal Reserve”, “Bce”, “Banca d’Italia”… ovviamente la moneta è usata dai mercati, ma ovviamente questa viene emessa dallo Stato. “Battere moneta” è gergo comune per indicare la funzione statale in ambito monetario, da sempre. Non serve dilungarsi.

c) Il punto 3 merita un approfondimento. Prendiamo questa frase: “Non è quindi possibile per uno Stato indebitarsi all’infinito, e i guai in cui si trovano oggi Stati “a moneta sovrana” come Argentina e Usa sono un esempio di questa impossibilità”. Verrebbe da sorridere, perché, basandoci solo su un dato di sintesi, in Argentina il Pil nel 2013 dovrebbe registrare +5,5% sul 2012, gli Stati Uniti oltre il 2%. Guardiamo agli Usa, nazione dove è nato il Tea Party di Zucco. Il movimento è nato come protesta contro i salvataggi delle banche americane, adducendo, come critica, il fatto che il sistema finanziario fosse salvato con le tasse pagate dai cittadini. Se così fosse stato, negli Stati Uniti la tassazione sarebbe a livelli insostenibili. Invece gli Usa hanno di fatto creato moneta dal nulla. Si veda l’intervista a Bernanke: Bernanke e la Fed, pur con i loro limiti, dimostrano che la spesa pubblica non dipende dalla tassazione, che l’inflazione non è correlata direttamente dalla quantità di moneta creata. Si può essere intellettualmente contrari a ciò, ma appunto, si spieghi ai sostenitori del Tea Party, che vorrebbero una tassazione al minimo, che con moneta fiat sarebbe possibile ridurre l’imposizione fiscale senza diminuire la spesa pubblica, se solo capissero la Mmt

d) “Nell’area Euro non vi è stata alcuna “privatizzazione” della moneta”. Zucco confonde i signoraggisti con la Modern Money Theory: grave per chi si arroga in una dissertazione del genere. I motivi per i quali le banche private sono state poste su una scala gerarchica superiore agli Stati sono stati precedentemente spiegati.

Chiediamo solo a Zucco maggiore consapevolezza dei temi che tratta, e meno approssimazione.

Lasciamo allo stesso Zucco e alla sua giovane amabilità slogan squinternati come quello con il quale chiude l’articolo.

Buona tassazione, se continua così, e buon 2014.

Comments

  1. Ottima risposta.
    Aggiungiamo anche che il solo e semplice taglio di stipendi e pensioni pubblici e dei cosiddetti sprechi della politica (es. le province) non farà altro che produrre nuovi disoccupati e quindi minore domanda aggregata, perchè le aziende italiane i loro prodotti e sevizi li vendono anche a queste persone Ma per chi come Zucco è convinto che il Dio creatore del denaro sia il risparmio privato (o qualche dote iniziale concessa all’umanità) queste sono cose dure da mandare giù.

  2. Condoglianze e auguroni di buona guarigione a mr Zucco.
    La cosa spaventosa è che Zucco crede realmente di essere dalla parte della ragione.

  3. Il Sig. Zucco è la dimostrazione che a volte lo “Zucco” può anche essere vuoto, cioè ignorare credendo di sapere …

  4. Credo che Zucco abbia le idee un po confuse su quello che sia bene per l’Italia e gli Italiani e ciò che, ora, si dimostra essere il male assoluto. E’ chiaro che se egli rimane mentalmente intrappolato nell’ottica del meccanismo attuale tutto ciò che afferma è paradossalmente reale, ma è un’amara realtà che la MMT vuole evitare. Io per vari motivi sono per l’uscita dall’euro, ma qualora ciò avvenisse e però continuassimo ad applicare i meccanismi di spesa statali attuali e non a deficit, non cambierebbe nulla, ma Zucco pare proprio non capire la differenza, perciò mente sapendo di mentire. Il presidente nazionale di Tea Party Italia ha una missione, la medesima che ha negli USA il Tea Party, cioè quella di spalleggiare il potere finanziario.

  5. Ringrazio il signor Flammini per l’attenzione che ha rivolto al mio articolo.
    Alcune delle repliche entrano effettivamente nel merito della teoria che intende propagandare e difendere: me ne occupo tra poche righe.
    La maggior parte delle critiche, tuttavia, si concentrano su una mia presunta incapacità di cogliere differenze tra la MMT “accademica” di Mosler, la MMT particolarmente cialtronesca propagandata da Barnard ogni settimana in tv, le varie teorie del complotto differenti dall’MMT (signoraggismo generico, teorie auritiane, ecc.), e possono essere risolte semplicemente rileggendo con più attenzione il mio articolo: non è che io non colga simili differenze, il punto è che non le considero interessanti.
    La mia tesi è che in questo momento, in Italia, siano diffuse parecchie deliranti teorie del complotto in ambito monetario, che la variante più famosa e diffusa (e quindi pericolosa) sia quella sostenuta da Barnard, e che la stessa si richiami (seppure in modo maldestro) alla MMT. Non c’è nulla di “falso e distorto” in quello che scrivo: per confermare che quella di Barnard è un’autentica teoria del complotto è sufficiente sentirlo parlare per pochi minuti; lo stesso per confermare il fatto che Barnard si richiami alla MMT di Mosler. Questo non implica certo per transitiva che la MMT di Mosler, e la tradizione del cartalismo in genere, assuma la forma di una teoria del complotto. Ma non è quello che dico nel mio articolo. Forse ai pochi sostenitori di una versione “accademica” della MMT converrebbe lamentarsi con Barnard, che ne sta diffondendo una versione complottistica e ulteriormente distorta (in alcuni casi addirittura a partire da pacchiani errori di traduzione: http://vonmises.it/2012/01/11/lost-in-translation-ovvero-barnard-e-la-mmt/), più che con me che ne prendo atto. Il fatto che lei scriva che “fuori dal piccolo contesto” a cui mi riferisco i legami tra complottiamo e MMT non esistono, significa non capire che il “piccolo contesto” del barnardismo non è affatto “piccolo”, e che è il principale focus del mio articolo ed il principale obiettivo del mio sforzo di debunking. Presso il pubblico generalista italiano, a cui l’articolo si rivolge, le farneticazioni di Barnard godono (purtroppo) di grande popolarità, mentre la versione “accademica” della MMT è del tutto sconosciuta e marginale. E non si offenda per questa mia considerazione: il fatto che una teoria economica sia sconosciuta e marginale, specie in Italia, non è per nulla indicativo del suo valore … gli stessi aggettivi si potrebbero utilizzare, e a maggior ragione, per le teorie della “scuola austriaca” che io condivido e difendo. Anche il mio ultimo punto (quello sulla “privatizzazione delle banche”) ha probabilmente poco a che fare, come lei rileva, con la teoria nel suo contesto originale, ma moltissimo a che fare con la divulgazione di Barnard, che è il fenomeno che mi interessa contrastare.
    Le critiche sulla mia presunta ignoranza dei sistemi finanziari, monetari ed economici è invece di merito.
    L’esempio pratico che lei porta sul ponte di Rubianello è molto istruttivo, perché conferma in tutto e per tutto la prima fallacia logica che ho elencato. Secondo la sua ricostruzione, tramite l’opzione “c”, una creazione di denaro dal nulla porta a una creazione di ricchezza dal nulla. Questa è la fallacia logica che pervade la MMT (tanto quella “maccheronica barnardiana” quanto la tradizione del cartalismo in generale). Il ragionamento contraddittorio che lei applica al caso del ponte di Rubianello può essere, senza perdita di generalità, rimodulato così: lo stato italiano decide di intervenire, anche senza che nessun ponte debba necessariamente crollare, attraverso denaro “creato dal nulla”, quindi senza indebitamento effettivo, per pagare la costruzione di una villa con piscina per ogni abitante di Rubianello. La MMT prevede preferibilmente che la costruzione di queste ville con piscina sia finanziata attraverso un ampliamento della base monetaria senza incidere su altri servizi pubblici né attraverso un aumento dell’imposizione fiscale. Quindi lo Stato accredita i conti correnti di imprese e lavoratori che costruiscono le ville con piscina a Rubianello, con le seguenti ricadute:
    1. è stata creata ricchezza reale (ville con piscina);
    2. sono stati pagati profitti e salari di chi ha lavorato per costruirle (imprese/lavoratori);
    3. lo Stato si è indebitato (fittiziamente) soltanto con se stesso, ed eventualmente al tasso di interesse da lui stesso desiderato (il tasso naturale è zero);
    4. la nuova massa monetaria non crea inflazione, in quanto ha il suo corrispettivo nella creazione di equivalenti beni reali (le ville con piscina).
    Come può vedere, non c’è NESSUN punto del ragionamento che non si sviluppi allo stesso modo. La sola differenza è quella di estendere lo spettro degli interventi a tutte quelle categorie che comportano un’utilità soggettiva per i beneficiari. A quel punto, perché fermarsi alla villa con piscina? I ragionamenti fallati della MMT “dimostrano” che QUALUNQUE spesa fatta espandendo la base monetaria e producendo utilità per qualcuno è possibile senza alcuna ricaduta negativa. Perché allora non costruire elicotteri per tutti gli abitanti di Rubianello, e pagare loro una fornitura a vita di caviale e champagne? Perché limitarsi a Rubianello, quando uno stile di vita da milionari può essere “regalato” magicamente a tutti gli individui del mondo, a partire dai poveracci che vivono nel terzo e nel quarto mondo?
    (Per inciso: la posizione del Tea Party nel caso del ponte crollato è, sfortunatamente, proprio una di quelle che lei non tiene in considerazione per non “aggirere il tema centrale”: ricostruire con le risorse reali create con il lavoro e distolte da altre attività, realisticamente da parte di chi trae utilità nella ricostruzione del ponte.)
    Lei afferma poi che io sarei silente sull’euro, sulla lira e sulle altre creazioni stataliste, ma farebbe meglio a fare prima una ricerca su google a riguardo. Io sono contrario all’euro, e a qualunque monopolio politico su servizi di mercato, compresi quelli monetari. Sono a favore di monete di mercato, scelte liberamente, scambiate liberamente e accettate liberamente. Una frase che comincia con “la fiat money ha tra le sue caratteristiche la libera fluttuazione della valuta nei mercati, mentre l’euro” mi fa capire, però, che lei non ha la più pallida idea di cosa sia la “fiat money”, dato che apparentemente crede che questa definizione non comprenda l’euro: le consiglio di riguardare il significato comunemente usato dell’espressione, prima di utilizzarla.
    Anche la seconda fallacia logica è confermata dalla sua risposta, ma senza argomentazioni, per quanto errate: solo con un atto di fede nella leggenda sconclusionate secondo cui la moneta sarebbe un’invenzione dei politicanti e degli stati nazionali. Le consiglio di studiare un po’ la storia di come le varie monete sono emerse dal mercato, e nel mercato sono rimaste (con alcune eccezioni geograficamente e temporalmente delimitate) fino alla fine del free banking ottocentesco. Se ha bisogno di qualche fonte storica per convincersi che non è stato uno stato nazionale a inventare l’oro e a imporne l’utilizzo per legge come moneta in quasi tutte le civiltà del mondo, sarò lieto di darle qualche riferimento.
    Sulla terza fallacia logica, devo dare atto di un punto debole nell’argomentazione di chi ricorda che “non esistono pasti gratis”: non tutte le forme di tassazione (nel senso generale di trasferimento di ricchezza dai sudditi alla macchina statale) hanno effetto in tempi brevi, e il buon senso che ci guida nel capire che l’inflazione è una forma di tassazione non è in grado di dirci quando effettivamente l’espansione della base monetaria operata da criminali come Ben Bernanke arriverà ad erodere il potere d’acquisto sui panieri più comuni. Per ora l’effetto già si vede sugli asset finanziari. Prima o poi arriverà anche sugli altri asset. Se lei ritiene che non sia così, sono più che lieto di proporle dei contratti future sul potere d’acquisto del dollaro rispetto all’oncia d’oro da qui a 5 anni.

    Buon 2014 anche a lei, e buona tassazione con tutti i metodi: dall’f24, alla cartella di equitalia, alla distruzione del valore dei soldi che tiene nel portafoglio tramite espansione della base monetaria in regime di legal tender e monopolio statale sulla moneta.

    1. Gentile signor Zucco, grazie della risposta (anche perché mi sono rivolto più volte al giornale che ha ospitato l’articolo originario senza avere alcuna replica).
      Cerco di essere brevissimo, perché tra articolo e commenti i lettori dovranno dedicare diverso tempo. Mi soffermo sulle tre questioni di base poste:
      a) Critica a Barnard: liberissimo di farlo, Barnard è un bravo giornalista e sa difendersi da solo, ma lei non può gettare fango a quel modo su un movimento e una corrente di pensiero. Il movimento Memmt nazionale si dedica alla diffusione degli approfondimenti di Mosler, degli studiosi della Umck, e comunque i post-keynesiani. Poi lei è libero di criticare i “metodi”, ma preferisco arrivare al cuore del merito
      b) che è nel secondo punto. Appunto, e sono felice che lei lo fa, il “cuore” della Mmt non è da lei confutato tecnicamente, anzi è rafforzato. Sarebbe possibile per via paradossale costruire una villa per ogni abitante (vi sarebbero problemi urbanistici: i problemi sono la disponibilità e l’uso ragionevole delle risorse, non la disponibilità della moneta) o che ognuno di loro abbia un elicottero, ma prima di arrivare a questa assurdità provocatoria sarebbe più realistico pensare che tramite il doppio binario meno tasse/più investimenti pubblici, ognuno di loro abbia un lavoro soddisfacente, una buona istruzione e una vita non precaria, fatti salvi eventi naturali (gestione sostenibile delle risorse) e bellici. E un nuovo ponte. Se una comunità nazionale decide, ad esempio, di adoperare la ricchezza per darsi all’alcol o alle droghe di massa, è libera di farlo adoperando il voto democratico. Naturalmente sopperirà rispetto a chi ha adoperato gli stessi strumenti per dotarsi di servizi, consentire alle imprese di prosperare, favorire l’istruzione, la ricerca, la tutela dell’ambiente. Sì, tutto questo è possibile, lo sa anche il signor Zucco del Tea Party. Ognuno possa scegliere.
      Nell’Eden vi fu la libertà di sbagliare, e di mangiare la mela: perché un iperliberista come lei dice di essere dovrebbe aver paura della discrezionalità delle scelte democratiche? Pensa che su questa Terra questo debba essere vietato?
      c) il quantitative easing non è Mmt: serve solo a dimostrare che “si può” espandere la base monetaria senza tassazione. Noi vogliamo che questa risaputa possibilità si trasformi in politiche fiscali e industriali e non vada invece a beneficio di certe lobby. http://mmtitalia.info/che-cosa-non-sta-succedendo-in-giappone/, http://mmtitalia.info/la-moneta-da-sola-non-basta/

      Piccole precisazioni: il riferimento all’euro era relativo al fatto che tra i vari stati che lo adoperano si è creato un meccanismo a “cambio fisso”, certamente all’esterno dell’eurozona l’euro è fluttuante nei mercati: il problema è interno. Sull’inflazione (o almeno iper-inflazione): aspettiamo il momento in cui nei supermercati non ci saranno merci da acquistare. Sulle “monete libere”: non è che io, personalmente, sia favorevole o contrario: so che ogni stato (o quasi, eurozona insegna) dei 198 attuali nel mondo ha la sua moneta e su questo ragiono.
      Cordialmente
      Pier Paolo Flammini

      1. Caro sig. Zucco.
        Non è mio compito difendere Paolo Barnard perchè una persona seria e autorevole come lui senz’altro non avrà alcun problema a replicare alle immani sciocchezze e offese gratuite da lei proferite.
        Il link che ha postato del sito di Von Mises, esponente di spicco della criminale scuola austriaca neoliberista e sociopatica, non entra nel merito di alcun aspetto delle questioni che Barnard affronta nel suo saggio, purtroppo per lei.
        Prendiamo come esempio il primo punto nel quale l’autore attacca il concetto che Barnard esprime secondo il quale uno stato che spende più di quanto tassa crea effettivamente ricchezza al netto all’interno del settore privato. L’autore del post replica con un frase citata dal sito News Economic Perspective in cui si afferma il solo principio generale che le passività di un settore corrispondono alle attività di un altro e poi afferma: “Ecco, Barnard non capisce niente perchè la MMT dice solo che se da una parte c’è un debitore, dall’altra c’è un creditore”.
        Assolutamente falso e pretestuoso il vostro modo di ragionare. Non si possono prendere delle frasette spezzettate e avulse dal contesto di un articolo e costruirci sopra dei ragionamenti astrusi e sconclusionati come fate voi, con lo scopo di confondere il lettore e di screditare l’unica scuola economica che di fatto spiega come funzionano veramente i sistemi monetari e gli stati a moneta sovrana. Paolo Barnard semplicemente intendeva affermare che lo stato deve spendere a deficit per far sì che la collettività possa godere di ricchezza finanziaria al netto per per poter pagare le tasse e acquistare beni e servizi in vendita presso l’economia privata.
        Per una corretta lettura delle posizioni dell’MMT le consiglio di leggersi bene gli articoli di Randall Wray sulle critiche all’MMT che sto traducendo, ma, mi raccomando, senza pregiudizi, attentamente e fino in fondo, non frasette singole spezzettate e citate fuori contesto e maneggiate per accomodare i vostri fini ideologici.
        Di seguito il link: http://neweconomicperspectives.org/2013/12/mmt-101-reply-critics-part-1.html
        L’articolo da lei postato non meriterebbe certo molta della nostra attenzione considerando il modo di sragionare del suo autore, ma veniamo anche al secondo punto sulle azioni tanto per far capire a chi ci legge che razza di mistificatori voi siate. Se una famiglia (come se le famiglie comuni giocassero tutte in borsa, si vede che non avete molto i piedi per terra) compra 1000 azioni al valore di 1,45 ciascuna mi risulta che il credito valga per l’appunto 1450 Euro. In questo caso la ricchezza netta della famiglia non è aumentata, prima aveva un lingotto che valeva sempre 1450 Euro, ora ha delle azioni dello stesso valore. La passività della famiglia (l’oro venduto) è stata compensata da un credito sottoforma di azioni. Se le azioni salgono di valore fino a 9 ciascuna e la famiglia le vende, semplicemente sostituisce dei pezzi di carta (le azioni) che valgono 9000 con liquidità per lo stesso ammontate, quindi zero creazione di ricchezza finanziaria al netto, solo una sostituzione della forma (da asset si passa alla moneta ordinaria). Anche in questo caso c’è sempre una passività (le azioni vendute) che eguaglia un credito, (il denaro ricevuto dalla vendita dei titoli). Non capisco proprio dove sia il “magheggio”, ma quando si vuole per forza parlar male degli altri in genere non si usano argomenti concreti.
        Tutte le altre cose che lei riporta sono false o distorte dalla vostra ideologia basata su presupposti fasulli e su mistificazioni circa le nostre posizioni.
        La MMT non dice affatto che la produzione di denaro da parte dello stato (che è comunque l’unica entità al mondo che lo può creare, in coordinamento o meno con la banca centrale) non porta mai a conseguenze negative e la sfido a trovare un singolo passo di tutti i nostri articoli (sia del sito che dei nostri economisti di riferimento) in cui si afferma ciò. Noi affermiamo semplicemente che uno stato a moneta sovrana deve spendere a deficit (di più di quanto tassa) per generare ricchezza finanziaria al netto all’interno dell’economia del settore privato, che non può produrre ricchezza finanziaria al netto, ma solo scambiarsela di mano in mano. Noi affermiamo che in momenti di crisi, lo stato deve spendere a deficit per raggiungere potenzialmente la piena occupazione, quindi creare posti di lavoro e nello stesso tempo aumentare la domanda aggregata per dare ossigeno anche al settore privato, senza la quale (la capacità di spesa) le aziende non vendono e non si crea lavoro e occupazione. Quando si è in regime di pieno impiego dei fattori produttivi (piena occupazione o utilizzo di tutte le risorse disponibili), solo allora la spesa a deficit si deve abbassare e questa è la vera funzione delle tasse, abbassarsi per dare ossigeno ad un’economia stagnante, alzarsi per calmare un’economia che corre troppo e per evitare quindi possibili fenomeni inflattivi, al di là del fatto comunque che l’inflazione da voi e dai vostri amici austriaci è usata come uno spauracchio per spaventare la gente ed evitare che lo stato possa intervenire con la sua spesa a deficit per regolare anche il settore privato (es. stipendi minimi e tutela dello stato sociale dei lavoratori). Uno stato a moneta sovrana in tempo di crisi le tasse per alcuni settori e per particolari situazioni le può anche azzerare, perchè per questo stato le tasse non costituiscono un mezzo per finanziarsi, dovendo esso spendere prima di poter raccogliere. Voi se non mi sbaglio siete contrari alle tasse, bene, noi abbiamo l’unica soluzione possibile anche per questo.
        Veniamo quindi all’ultimo esempio, ossia, l’utilizzo distorto della spesa da parte dello stato per creare eccessivi livelli di ricchezza. Inizio col constatare che anche voi siete contro la ricchezza e ne prendo atto, a meno che non siate favorevoli solo alla ricchezza dell’1% della popolazione (pensiero mio retorico). Comunque anche qui mistifazione allo stato puro, le spese improduttive, eccessive e non sostenibili ecologicamente le possono fare (e le fanno eccome) anche i privati. Solo uno stato a moneta sovrana che non deve seguire le logiche di profitto può puntare alla realizzazione di un’economia sostenibile, perchè ciò comporta l’intera ristrutturazione dell’attuale capitalismo e il privato che invece prima di spendere deve incassare e che è dedito alla massimizzazione del pofitto queste cose non le potrà mai fare. Ma non penso che voi abbiate particolarmente a cuore le tematiche dello sviluppo sostenibile perchè volete il potere di vita e di morte del libero mercato, quindi meglio che lasci perdere e ponga la sua ipocrisia da parte.
        Mi colpisce anche la sua posizione sul QE. Al di là del fatto che comunque non crea inflazione nell’economia reale e gli esempi nella letteratura scientifica ormai si sprecano (basti pensare che in Giappone viene applicato da più di 10 anni ed è ancora un paese in cui regna la deflazione più totale) e che non è di per sè la causa di bolle speculative (le banche non necessitano di depositi per realizzare prestiti), mi stupisce proprio il fatto che critichiate ancora una volta una misura che viene applicata per il puro vantaggio del settore privato finanziario, proprio voi che siete gli alfieri del libero mercato e che gridate a morte lo stato. Bene, ma se lo stato si mette da parte e lascia al libero mercato di fare quel cavolo che gli pare non ci si può poi lamentare se scoppiano le bolle immobiliari e se il settore finanziario va in crisi. In questo caso il settore pubblico USA è stato costretto ad intervenire con ben 29 trilioni di dollari per salvare il settore finanziario domestico di fatto fallito e anche in Europa, il settore finanziario privato sopravvive artificialmente solo grazie agli interventi di colui che al momento nel nostro continente è l’unico monopolista della valuta, ossia la BCE, ben disposta a salvare le banche, molto meno l’economia reale.

        1. “Il link che ha postato del sito di Von Mises, esponente di
          spicco della criminale scuola austriaca neoliberista e sociopatica”
          Vabbè…tu sei un fuoriclasse. Meraviglioso. E poi ci si lamenta se
          vi si liquida come barnardiani, signoraggisti e auritiani
          vari.

          1. Personalmente apprezzo molto Ludwig Von Mises FINCHE’ SI RESTA NELL’ALVEO DEL DIRITTO. Von Mises, cioè, spiega molto bene come una società liberale sia regolata sulla base del diritto.

            Quando invece Von Mises parla di questioni monetarie, le cose cambiano completamente. Detto in altri termini, Von Mises non riconosce la validità del principio sul quale il cartalismo è nato e sul quale la MMT è basata secondo cui: “LA MONETA E’ CREATURA DELLA LEGGE”.

            Per cui, caro Zucco, non è che per forza noi della MMT si debba gettare sempre la croce contro pensatori come Von Mises. Come vede vi è una pluralità di opinioni in proposito. Il problema, semmai, risiede nel CONTRASTO LATENTE, tra la concezione del diritto e la concezione dell’economia, che si può riscontrare in autori austriaci quali ad esempio Von Mises.

      2. Caspita!

        Per avere sesso, droga e rock’n’roll a volontà è sufficiente sceglierlo democraticamente… che bello! Chi non lo vorrebbe?!

        Adesso capisco perche’ avete tanti gonzi che vi vengono dietro.

        Solo una domanda: chi pensate debba produrre i beni che allegramente pensate di regalare a tutti, cosa pensate che debbano avere in cambio?

        La risposta non puo’ essere “la moneta”, perche’ questa vale solo in base alla aspettativa di poterla scambiare con altri beni (e quindi il problema si sposta, ma non si risolve: chi produrrà questi ulteriori beni?)

        Credo abbiate guardato troppi cartoni animati: mettere il ventilatore sul carrello aspettandosi che gonfi la vela, come fa Wil Coyote, non funziona.

        1. Invece di parlare come un cartone animato (con tutto il rispetto) ci dica come costruirebbe un ponte in provincia. Noi lo faremmo senza nuove tasse, a differenza di quanto il signor Zucco, che tanto disprezza la tassazione dello Stato.
          Grazie.

    2. I mercati non hanno la capacità di correggere da soli la
      situazione corrente. Non è logico pensare che gli imprenditori
      assumano più lavoratori e che i consumatori (che sono in sostanza i
      lavoratori stessi) acquistino più beni o servizi se con la loro
      retribuzione non arrivano a fine mese. L’obbiettivo unico di ogni
      imprenditore è quello di osservare e successivamente applicare
      tutti quei sistemi che abbasseranno i costi di produzione per
      soddisfare la domanda dei mercati, quindi non adotteranno mai
      politiche per creare posti di lavoro per tutti, è questo che ci
      insegnano a scuola, martellandoci nella testa che se sarai più
      scaltro degli altri sarai più facilitato ad avere grandi profitti.
      Per ottenere a lungo termine un cambiamento strutturale è
      necessaria una riforma del sistema scolastico, dove i docenti
      dovranno avere competenze macroeconomiche abbinate all’etica, così
      da poter insegnare agli studenti quali sono i meccanismi che
      permettono ad una società civile di mantenersi tale, a cominciare
      dall’asilo. La scuola si limita a seguire dei programmi
      prestabiliti dove ogni studente amplia le sue conoscenze in base
      alle sue capacità. Ma se le conoscenze acquisite dovranno essere
      applicate in un contesto dove le nostre capacità di comprensione
      sono state annullate dal sistema scolastico stesso non avremo
      capacità di sopravvivere. Vedo il sistema scolastico come una
      grande barca, dove ci insegnano con molto impegno una quantità di
      nozioni, ma dimenticano di affrontare il problema più importante,
      tutto quello che abbiamo imparato lo dovremo applicare in un
      ambiente a noi sconosciuto, e cioè dove galleggia la barca,
      l’acqua. Se nel corso della vita scolastica non ci hanno insegnato
      a nuotare siamo destinati ad affogare, sopravvivranno solo quelli
      che metteranno i piedi sopra la testa dei più deboli così da poter
      respirare. Aggiungo che le banche sono procicliche. Prestano se la
      domanda aggregata interna(capacità di spesa di famiglie ed imprese)
      ha capacità di restituzione. Non prestano se la domanda aggregata
      interna non ha capacità di restituzione. Allora dovrebbe
      intervenire la BCE, ma per statuto non può immettere liquidità sui
      mercati primari (gli Stati) ma solo sui mercati secondari(le
      banche) attraverso le LTRO; quindi essendo le banche aziende,
      ripeto il concetto sono procicliche, (rileggere il concetto
      precedente) avvitandoci in una spirale recessiva senza fine. Tu
      azienda con merce nei tuoi magazzini venderesti i tuoi prodotti a
      clienti che sai già non avranno possibilità di pagarti? Così fan le
      banche! E’ lo Stato stesso che DEVE garantire ad imprese e famiglie
      la possibilità di sviluppare capacità produttive ed intellettuali,
      direi anche unico suo obbiettivo. L’ unico compito di uno Stato è
      il bene comune della sua cittadinanza, avendo come imperativo di
      farci usufruire delle nostre capacità produttive ed intellettuali,
      e dei servizi che saremo in grado di realizzare a vantaggio di
      tutti, non in un futuro che probabilmente non arriverà mai, ma ora!
      Adesso! In questo momento! L’unico organismo in grado di effettuare
      un’operazione anticiclica con il 100% di probabilità di successo in
      questo momento è lo Stato, con un innalzamento della spesa pubblica
      almeno al 10/12% del PIL, e non quello strampalato 3% , purtroppo
      esistono trattati sovranazionali ratificati che non permettono ai
      governi di effettuare operazioni che aggiusterebbero la situazione.
      Per noi, per i nostri figli e per quelli che verranno! Quante vite
      pensiamo di avere?

    3. Questo dice Flammini:

      … “Sembra assurdo inoltre che un paladino indefesso del libero mercato come Zucco non capisca che la fiat money ha tra le sue caratteristiche la libera fluttuazione della valuta nei mercati, mentre l’euro e la lira ancorata al Sistema Monetario Europeo dal 1979 sono una creazione statalista contro la quale dovrebbe insorgere, e invece è incredibilmente silente. E piacente.”

      Questo risponde Zucco.:
      … “Una frase che comincia con “la fiat money ha tra le sue caratteristiche la libera fluttuazione della valuta nei mercati, mentre l’euro” mi fa capire, però, che lei non ha la più pallida idea di cosa sia la “fiat money”, dato che apparentemente crede che questa definizione non comprenda l’euro: le consiglio di riguardare il significato comunemente usato dell’espressione, prima di utilizzarla.”

      DUNQUE: è chiaro che Flammini non intendesse scrivere che l’Euro non sia una moneta Fiat (o che non la sia stata la Lira ancorata al SME dal ’79) ma intendesse spiegarle (e lo si evince chiaramente) che: in un sistema di FIAT MONEY non ci sia un oggettivo limite finanziario alla spesa del governo, il quale non dipende più dalle entrate né dal debito pubblico, ma incontra solo dei limiti (auto imposti, eventualmente) per l’influenza che esercita sull’economia reale e l’inflazione.
      Questo sistema ha consentito agli Stati sovrani di poter immettere moneta nella società per rilanciare l’economia…. ergo: CON IL SISTEMA EURO QUESTO “OPPORTUNITA’” SI È BLOCCATA.

      Buone cose e per cortesia, rifletta. Lei ne esce alquanto male: l’impressione è che volutamente lei cerchi di “strumentalizzare” a suo favore informazioni che lei stesso, finora, ha ignorato o confuso.

      D.

  6. Per favore cara MeMMT non perdere tempo con certe persone. Per favore! Non sprechiamo tempo e menti preziose. Ricordate che non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.

  7. Nel mio precedente commento ho affermato che Il presidente nazionale di Tea Party Italia ha una missione da compiere e quanto da lui palesato nella risposta alla redazione ne è la dimostrazione.
    Il Sig. Zucco nella sua risposta tiene a precisare testualmente che: “il fatto che una teoria economica sia sconosciuta e marginale, specie in Italia, non è per nulla indicativo del suo valore … gli stessi aggettivi si potrebbero utilizzare, e a maggior ragione, per le teorie della “scuola austriaca” che io condivido e difendo”.
    Con ciò egli, forse, tende a creare un paragonare nell’immaginario del lettore, che le due scuole di pensiero non sono conosciute pur avendo la stessa valenza.
    Ma omette di dire che la scuola di pensiero austriaca, liberista fascista, in Italia, se spiegata, non avrebbe molto seguito tra il popolo e pertanto gli ispiratori , anche nostri governanti, non hanno interesse alcuno a palesare tali pensieri, a coloro basta che sia applicata.
    Diversamente, la MMT, che s’ispira alla scuola di pensiero Keynesiano ‘non perché egli fosse di sinistra, teorizza una più equa distribuzione della ricchezza (piena occupazione).
    Ecco la differenza che Zucco, svolgendo il suo compito di demolitore, tace.
    In altre parole la teoria MMT, colpevolmente, deve essere fatta tacere dal potere, affinchè il popolino, che elettoralmente ha il potere assoluto (attraverso il voto) in democrazia, non deve conoscerla, capirla ed imporla come dottrina ai suoi governanti.
    Suppongo che Barnard, nei modi e nelle espressioni condivisibili o meno, a questo si riferisce, il potere cospira e occulta la grande verità della MMT, complici la stragrande maggioranza dei media che ritengo assimilati e spesso asserviti al potere in molte forme espresso.
    Ma, come io credo, anche le grandi verità prima o poi vengono ad essere conosciute ed oggi il messaggio è: che è venuto il momento di divulgarle e sottoporle come scelta al popolino, il quale, democraticamente dovrà scegliere, chi avrà il coraggio di farlo?
    Per quanto sopra, condivido a pieno la risposta data dalla redazione.

  8. La mmt è materia tecnicamente ineccepibile. Poi uno può
    cercare di infilarci dentro i ragionamenti più balzani (mi
    riferisco agli elicotteri a cui ha alluso G.Zucco) o tirare in
    ballo politiche economiche espansive (il QE della Fed, sempre
    secondo Zucco) e dargli la veste di mmt (che non è assolutamente
    tale), ma, di fatto, l’ assioma principale è inconfutabile. Uno
    Stato che controlla la sua moneta,può spenderla senza vincoli,
    creando beni e servizi per la collettività al fine di raggiungere
    la piena capacità occupazionale (che gli intimi mmt non considerano
    turbocapitalismo all’ ennesima potenza), bensì un’ economia sana
    che gode dei migliori servizi possibli. La mmt è mai stata adottata
    pienamente fino ad ora? Non mi risulta. Ma questa NON E’ ALTRO CHE
    UNA SCELTA POLITICA. Lo strumento per raggiungere gli obiettivi
    sopradescritti esiste, ed è la moneta. Sta alla governance di un
    paese essere abile ad utilizzarla. E mi ripeto, QUESTO NON E’ MAI
    STATO SMENTITO DA NESSUNO. Perchè G.Zucco non cerca di attaccare
    quanto scritto, visto che lo ritiene fallace? Almeno questo è l’
    aggettivo che ha usato. Poi alla fine della fera però, mi pare di
    intravedere un RAFFORZAMENTO della tesi che contesta, e infatti
    sono pienamente daccordo con Pier Paolo Flammini. Comunque faccio a
    Zucco un plauso: almeno ha iniziato un dibattito. Solo con il
    confronto si può crescere. Saluti.

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