Proponiamo il video dell’incontro avvenuto nell’Aula Magna 2 dell’Università di Siena tra Warren Mosler, padre fondatore della Modern Money Theory, e Sergio Cesaratto, economista eterodosso italiano.

Durante il confronto, si veda attorno al minuto 44, Sergio Cesaratto ha confermato la linea della Me-Mmt: lo Stato a moneta sovrana non ha bisogno di tassare per spendere.

Presto la seconda parte.

MOSLER – CESARATTO: dibattito 14-3-2014

Comments

  1. premesso che ho versato contributi per:
    1) per la pubblicazione sul corriere della sera del programma mmt i(in data 24/11/2012),
    2) per il tour -mosler (in data 27/05/2013),
    3) per la formazione attivisti (in data 07/01/2014);
    vi chiederei informazioni sul pessimo comportamento di mosler nei confronti di barnard
    michele ruzittu

    1. Anch’io come Michele (io ho iniziato con il primo incontro di Rimini) vorrei capire. Dobbiamo molto a Barnard senza nulla togliere a Mosler, ovviamente.

  2. Anch’io vorrei avere chiarimenti… è vero che PB ha un carattere di “m…” ma è proprio grazie a questo che alla fine è stata possibile la nascita del movimento e ha aperto la mente a molti…
    No PB con il suo carattere No MeMMT

  3. “Lo Stato a moneta sovrana non ha bisogno di tassare per spendere” …. che bella scoperta; in qualsiasi manuale di macroeconomia al primo anno di università si dice! Dov’è la novità della MMT?
    P.S.: vi dice niente il teorema di Haavelmo che già parlava di un effetto ridotto sul Pil quando la spesa pubblica è interamente coperta da prelievo fiscale? Ha più di 70 anni e certo viene prima lui della mmt!!!!!

    1. Il teoriema di Haavelmo non tiene in alcuna considerazione il fenomeno della demand leakage (altrimenti chiamata “output gap”), vedere in proposito di tale fenomeno l’articolo qui:

      http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&t=59976

      Le novità della MMT sono tre, ossia l’affermare in modo limpido e cristallino:

      1) che LA MONETA E’ UN CHIARO MONOPOLIO PUBBLICO

      2) che la moneta si configura conseguentemente come un CREDITO FISCALE, cioè che in altri termini LA DISOCCUPAZIONE E’ EFFETTO DELL’IMPOSIZIONE FISCALE

      3) che, in base a quanto sopra affermato, il settore pubblico ha la capacità di eliminare ogni forma di disoccupazione involontaria attraverso l’implementazione del LAVORO GARANTITO
      ( http://en.wikipedia.org/wiki/Job_guarantee ) attraverso cui lo Stato si fa DATORE DI LAVORO DI ULTIMA ISTANZA
      ( http://it.wikipedia.org/wiki/Datore_di_lavoro_di_ultima_istanza )
      passando così dal fissare un salario minimo al fissare un lavoro minimo sotto il quale il settore privato non può, ovviamente, andare.

      1. … mi riferivo alla frase estrapolata dal discorso di Cesaratto “lo Stato a moneta sovrana non ha bisogno di tassare per spendere” che confermerebbe (secondo quanto scritto dalla redazione) la linea della Me-Mmt; ma così non è perchè tutti (keynesiani ed eterodossi) lo sanno e lo sostengono e quindi un’affermazione come quella di Cesaratto non legittima un bel niente sulla Me-mmt perchè è semplice sostegno della teoria del deficit spending vecchia come il cucco. Tutto qui!!!!!!!!

        1. Beh ad esempio un anno fa Brancaccio rispondendo a Mosler faceva dei distinguo su questo aspetto delle tasse che non finanziano la spesa pubblica. La “deficit spending” se capiamo quello che intende lei è semplicemente la classica spesa a deficit finanziata nei mercati di capitali privati; se invece si capisce che si può fare deficit senza prestiti – così come senza tasse – allora, ovviamente, si apre un altro orizzonte.

          1. Torno a dire che non c’è nulla di nuovo nel messaggio che la Redazione ha scitto nel presentare l’evento di questo post. Anche sul fatto che si può fare deficit senza prestiti e senza tasse ….. si sa ….. e si chiama monetizzazione del debito pubblico! Poi si può discutere se è giusto o sbagliato ma a me preme, per istinto di verità, dire che non è giusto che la Me-Mmt si appropri di concetti non suoi e che possono far parte di bagagli culturali di filoni di pensiaro a cui si ispirano dei vari Brancaccio, Cesaratto e poi dire …. “ah, avete visto? Dicono quello che diciamo noi” perchè, se proprio la mettiamo su questo livello, sarebbe, forse, più giusto affermare, almeno su alcuni pilasti: “beh, anche noi la pensiamo così”!

  4. Che vergogna questa vicenda di Barnard! L’avete isolato ed estromesso, comportamento infantile, tra persone adulte ci si parla… Penso che vi siate adeguati alle esigenze della comunicazione normalizzata e tranquillizzante per il popolino, pensavate che Barnard fosse troppo estremista nei modi? Dovevate parlarne ed al limite decidere un cambio di strategia insieme.
    Ricordate infine che la MEMMT è solo uno strumento. Al servizio di che volontà mettere questo strumento non è cosa secondaria, non solo l’austerità ma anche la MEMMT può essere usata contro la popolazione. Vedi l’uso che è stato fatto di strumenti keinesiani durante nazismo e fascismo. Barnard forse aiutava tutti a restare umani invece che vermi.

  5. Vedo che non sono il solo ad essere sconcertato e costernato dall’ostracismo operato nei confronti di Paolo Barnard.
    Il quale, pur avendo i suoi limiti, i suoi difetti, i lati spigolosi del carattere, ha il merito di aver portato certe idee in Italia. UNICO, per quanto ne so, fra i professionisti dell’informazione a denunciare l’economicidio in atto.
    Perché non avere provato a chiarirvi davvero con lui invece di “farlo fuori” con un colpo alla schiena? Tutto questo fa male, davvero molto male.

  6. inizio dicendo che anche io sono rimasto basito da tutta la storia Paolo-Mosler

    certamente a Barnard vanno riconosciuti tanti meriti, ma anche tante pecche

    e’ troppo impulsivo , non sa dosare la diplomazia, manca di strategia,
    ecc ecc

    lui attacca subito chiunque, e questo e’ sbagliato per ovvie ragioni
    molto spesso le persone prima insultano gli altri e poi si ravvedano, e’ una reazione alla paura….se a loro volta subito si passa al contrattacco, si perde la guerra

    in una guerra, perche questa e’ una guerra per la sopravvivenza dignitosa dei popoli, si deve usare la strategia , a volte macchiarsi le mani per arrivare alla vittoria….tutto questo non macchia l’anima dei “buoni”, MA ANZI

    beh che dire……anche io sono convinto che senza Paolo si vada poco lontano

    saluti a tutti e speriamo bene

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