Fonte:http://www.theguardian.com/commentisfree/2014/mar/18/truth-money-iou-bank-of-england-austerity

Traduzione Michele CBank of Englanducca

La verità è uscita: i soldi non sono altro che dei pagherò, e le banche ne traggono la loro ricchezza

Quella dose di onestà della Banca d’Inghilterra che butta dalla finestra le basi teoriche dell’austerità

Sembra che Henry Ford, negli anni 30, avesse osservato come fosse una buona cosa il fatto che la maggior parte degli americani ignorassero come funzioni davvero il mondo bancario, perché altrimenti “avrebbero dato inizio ad una rivoluzione prima di domani mattina”.

La scorsa settimana è successo qualcosa di notevole. La Banca d’Inghilterra ha vuotato il sacco. In un documento intitolato “La creazione della moneta nell’economia moderna”, redatto da tre economisti del dipartimento di Analisi Monetaria della banca, hanno dichiarato in maniera inequivocabile che le convinzioni generali riguardanti le modalità con cui lavorano le banche sono sbagliate, e che invece le posizioni del tipo più eterodosso e populista, più comunemente associate a gruppi come ad esempio Occupy Wall Street, sono corrette. In questo modo, hanno di fatto gettato dalla finestra l’intera teoria alla base dell’austerità.

Per rendersi conto di quanto siano radicali le nuove posizioni della Banca d’Inghilterra, considerate il punto di vista convenzionalmente accettato, che continua ad essere alla base di tutti i rispettabili dibattiti della politica.

La gente mette i suoi soldi in banca. Le banche prestano poi questo denaro a un certo tasso di interesse sia al consumatore finale che agli imprenditori che vogliano investire in qualche attività redditizia. E’ vero: il sistema della riserva frazionaria permette alle banche di prestare somme considerevolmente superiori a quelle che detengono nelle riserve, ed è anche vero che, se i risparmi dei correntisti non bastano, le banche possono farsi prestare altro denaro dalla banca centrale. La banca centrale può stampare tutto il denaro che vuole. Ma deve anche fare attenzione a non stamparne troppo. Infatti, ci sentiamo spesso ripetere che questo è il motivo principale per il quale le banche centrali sono state rese indipendenti. Se i governi avessero il potere di stampare moneta, sicuramente ne metterebbero troppa in circolazione, e l’inflazione che ne risulterebbe porterebbe l’economia al caos. Istituzioni quali la Banca d’Inghilterra o la US Federal Reserve vennero create per regolare con attenzione la creazione della moneta allo scopo di prevenire l’inflazione. Ed è per questo che è loro vietato dare direttamente il denaro al governo, ad esempio comprando titoli di stato, e finanziano invece l’attività economica privata che il governo semplicemente tassa.

E’ questo che ci porta a continuare a parlare del denaro come se fosse una risorsa limitata, alla stregua della bauxite o del petrolio, a dire che “semplicemente non c’è abbastanza denaro” per finanziare lo stato sociale, a parlare dell’immoralità del debito pubblico o di una spesa pubblica che “svuota le tasche” al settore privato.

Quello che la Banca d’Inghilterra ha ammesso, questa settimana, è che niente di questo è vero. Per citare la loro stessa presentazione iniziale: “Le banche non ricevono i risparmi dai privati per poi successivamente prestarli, sono i prestiti delle banche a creare i depositi“…”In condizioni normali, la banca centrale non determina l’ammontare della moneta in circolazione, e la moneta della banca centrale non è nemmeno ‘moltiplicata’ sotto forma di prestiti e depositi”.

In altre parole, tutto ciò che pensiamo di sapere non solo è sbagliato, è arretrato. Quando le banche prestano, creano soldi. E questo è il motivo per il quale il denaro non è veramente nient’altro che un pagherò. Il ruolo della banca centrale è quello di presiedere questo ordine legale che garantisca effettivamente alle banche il diritto esclusivo alla creazione di pagherò di un certo tipo, un tipo che il governo riconoscerà come valuta legale dal fatto che sarà favorevole ad accettarli in pagamento delle tasse.

Non c’è davvero alcun limite alla quantità di denaro che una banca può creare, a patto che trovi persone che vogliano prendere in prestito quel denaro. Non rischieranno mai di finire senza soldi, per il semplice motivo che, in genere, i loro mutuatari non prenderanno mai il denaro per metterlo sotto al materasso: alla fine, tutto il denaro che una banca presta tornerà indietro in qualche modo in qualche altra banca.

Perciò, per il sistema bancario nel complesso, ogni prestito diventa semplicemente un altro deposito. Inoltre, nel caso le banche avessero bisogno di prelevare denaro dalla banca centrale, possono prenderne in prestito quanto ne vogliono; tutto ciò che fa quest’ultima è determinare il tasso di interesse, il costo del denaro, non la sua quantità.

Fin dall’inizio della recessione, le banche centrali degli USA e della Gran Bretagna hanno ridotto questo costo a quasi nulla. Infatti, attraverso l'”alleggerimento quantitativo” hanno pompato quanto più denaro potevano nelle banche, senza produrre alcun effetto inflattivo. Il significato di tutto questo è che il tetto dell’ammontare della moneta in circolazione non è dato da quanto le banche centrali siano disposte a prestare, ma da quanto denaro siano disposti a prendere in prestito governi, aziende, e cittadini ordinari.

La spesa dei governi ha il ruolo principale in tutto ciò (e il documento ammette, leggendolo con attenzione, che alla fine le banche centrali forniscono denaro ai governi).

Perciò non c’è alcuna spesa pubblica che “svuoti le tasche” al settore privato. E’ esattamente l’opposto. Perché, così all’improvviso, la Banca d’Inghilterra ammette tutto ciò? Beh, uno dei motivi è perché ovviamente è vero. Il ruolo delle banche è per la precisione quello di far andare avanti il sistema, e ultimamente il sistema non è che stia andando molto bene.

E’ probabile che la Banca d’Inghilterra decida che mantenere in vita la versione ‘fantasilandia’ dell’economia che si è rivelata così conveniente per i ricchi, sia semplicemente un lusso che non si può più permettere. Ma, politicamente, si sta prendendo un rischio enorme. Immaginate cosa potrebbe succedere se i titolari dei mutui si rendessero conto che il denaro che la banca ha prestato loro non proviene in realtà dai risparmi di una vita di qualche pensionato parsimonioso, ma sia invece un qualcosa creato dal nulla da una bacchetta magica in loro possesso, che noi gli abbiamo consegnato.

Storicamente, la Banca d’Inghilterra tende a essere un precursore, esternando quelle che possono sembrare posizioni radicali ma che poi finiscono per diventare la nuova ordotossia. Se questo è ciò che sta accadendo, potremmo trovarci presto nella posizione di scoprire se Henry Ford aveva ragione.

Comments

  1. Non oso sperare tanto … ma ogni segnale positivo è un toccasana per la nostra speranza di un futuro migliore.
    Il passaggio successivo, ovviamente, è far capire che il governo deve essere svincolato dalla logica del finanziamento a debito e possa finalmente tornare alla spesa autonoma.
    Servirà qualche altro luminare o basterà una seria divulgazione della MMT?
    Vedremo, nel frattempo continuiamo a divulgare !

  2. Leggo da un po’ gli articoli che trovo su questo sito, e quasi sempre rimiango affascinato dalla MMT.
    Ora però ho un cortocircuito che spero qualcuno possa risolvere:
    Se quello che ho appena letto è vero (e non ho nessun motivo per dubitarne), allora lo stato per creare spesa pubblica deve reperire il denaro dalle banche (d’altronde neppure gli Stati Uniti la emettono e spendono direttamente). E questo avviene sia ora con l’euro, sia prima con la lira o con qualunque altra moneta sovrana. Ma vengo subito al dunque, alla domanda chiara e precisa:
    Se quindi lo stato italiano a moneta sovrana non emetteva direttamente moneta per finanziare la spesa pubblica ma otteneva prestiti dalle banche che ottenevano prestiti dalla Banca D’Italia, allora il deficit dello stato Italiano era un VERO DEBITO. Quei soldi alle banche doveva restituirli. Giusto? Se li avesse stampati e spesi derettamente non avrebbe dovuto restituirli a nessuno, ma da quello che leggo sopra non è così.
    Ecco, questo è il mio cortocircuito.
    Grazie.

    1. Roberto: premetto che non ho letto le dichiarazioni della banca d’Inghilterra ma soltanto questo articolo. Lo Stato sovrano emette moneta di Stato. Le banche emettono credito bancario che non è altro che una promessa di pagamento in moneta di Stato. Quindi stiamo parlando di due cose diverse anche se il credito bancario è convertibile in moneta di Stato tanto che il credito bancario può essere utilizzato per pagare le tasse. Quando le cose vanno bene questa distinzione non si percepisce; quando le cose vanno male tutti vogliono la moneta di Stato e la differenza tra le due emerge. E’ sempre la moneta di Stato che da credibilità al credito bancario; senza la prima, la seconda perde di valore. Oggi con l’Euro la situazione è al quanto strana poichè di fatto gli Stati utilizzano credito bancario poichè hanno perso sovranità. La banca Centrale Europea, che ha il potere di emettere la moneta di Stato, non può finanziare gli Stati nazionali (art. 123 del trattato di Mastricht) ma può fornire liquidità illimitata sotto forma di prestiti al settore bancario.

  3. Rispondo a Roberto.
    L’articolo in sè è corretto, ma fornisce un’ottica limitata alla sola creazione del credito da parte delle banche.
    In verità esiste differenza tra il credito creato dalle banche e la base monetaria (le riserve, il denaro reale) creato dalla Banca Centrale e dal Governo. Le banche creano un denaro “fittizio”, creano un credito che quando sarà depositato sul conto corrente presso un’altra banca, dovrà essere onorato dalla banca che l’ha erogato con riserve reali che essa detiene, attraverso il meccanismo della compensazione (clearing) del sistema bancario.
    E’ chiaro che se a monte non c’è stata la spesa (creazione di riserve reali) da parte del settore consolidato Governo e Banca Centrale, le banche non posso operare questo meccanismo.

  4. Ciao Roberto qui trovi una prima risposta alla tua domanda su come spendeva l’Italia con la Lira: http://mmtitalia.info/come-si-finanziava-litalia-prima-del-divorzio-fra-tesoro-e-banca-ditalia-parte-5/. Il punto importante da comprendere, per citare Warren Mosler, è chi emette la moneta all’atto della spesa pubblica e questo è lo Stato o come lo chiama la MMT il settore governativo. Questa emissione avviene tramite delle istituzioni statali e pubbliche che possono essere Tesoro o Banca Centrale (lì dipende dalle regole e dalle legge e dalle procedure operative dei vari paesi). In ogni caso, tanto Tesoro quanto BC a chi rispondono? A quali leggi rispondono? Rispondono sempre al Parlamento, che legifera su di loro e decide cosa possono o non possono fare.

  5. Ti riporto le parole di Mosler a Siena il 15 marzo 2014:

    “La banca centrale è l’agente fiscale per l’intero governo, per l’intero sistema governativo. […] Il motivo per cui facciamo il consolidamento è per mostrare la posizione complessiva del sistema governativo. Non ho mai detto che il Tesoro prima spende e poi prende in prestito, ho detto che il governo americano prima spende e poi prende in prestito. Chiaramente, usa diversi organi per raggiungere i suoi obiettivi: per esempio, ordina alla Banca Centrale di spendere prima affinché il Tesoro possa poi prendere in prestito e dà istruzioni, tramite il Congresso, su come ciò debba avvenire. E lo stesso Congresso pone dei vincoli sulle modalità attraverso cui avvengono queste operazioni. […] Ma il Congresso non ha vincoli, mentre è vero che il Tesoro così come la Banca Centrale sono vincolati dal proprio capo, che è appunto il Congresso. Ma il capo non è affatto vincolato nel prendere decisioni sulla spesa di questi organi. Pertanto, per comprendere la posizione in cui si trova il capo, il Congresso, consolidiamo tutti i vari agenti del Congresso e li chiamiamo Governo”.

    Se hai altre domande chiedi pure.

    1. Per chiarire ulteriormente la cosa (che Mosler ha correttamente descritto) ritengo utile reperire i punti del regolamento della FED o gli altri regolamenti in cui si cita anche il ruolo delle Special Depositories nella spesa del governo.
      Se nessuno lo farà prima, è mia intenzione occuparmene. Magari lo possiamo fare anche assieme.

  6. il guaio è che molte persone hanno capito questa cosa, ti ascoltano e annuiscono quando la spieghi… ma non hanno nessuna intenzione di ribellarsi :(

    BOE, nel fare questa dichiarazione, ha ben presente questa circostanza, e non si aspetta di certo che scoppi una rivoluzione

    questa è la cosa che più mi sconcerta

  7. Resta comunque il fatto che tradurre per filo e per segno un articolo da “The Guardian” e cambiargli il titolo in “La Mmt ha ragione: parola di bank of England” quando nell’articolo in questione la parola Mmt non c’è manco di striscio è davvero poco edificante. Anche perché di fondo Boe non dice che la Mmt ha ragione (non valida la Mmt) ma chiarifica la giustezza di una posizione condivisa non esclusivamente dalla Mmt, che è una cosa ben diversa. Scusate ma questo è un esempio del retaggio culturale “giornalistico” all’Italiana bello e buono, avreste potuto far passare lo stesso messaggio assumendovi i meriti delle posizioni da voi assunte piuttosto che fare una roba del genere….O per lo meno questa è la mia opinione

    1. Sono anni che andiamo dicendo, ad esempio, che le tasse servono per rendere legale la moneta. E spesso veniamo derisi. Ogni tanto ci prendiamo delle rivincite. Ci perdoni se abbiamo forzato il titolo, ma dobbiamo anche urlare, talvolta.

  8. Grazie a tutti.

    Ero certo che mancasse qualche tassello. La semplicità con cui l’articolo spiega cose così complesse, mi ha tratto in inganno e mi ha portato a ragionare un maniera semplicistica.

    Avevo già letto delle riserve bancarie, del meccanismo del ‘clearing’ bancario e del sistema di controllo ‘macchinoso’ con cui la FED rende ‘difficile’ al governo americano spendere denaro pubblico, onde evitare abusi.

    Grazie a tutti per avermi aiutato e fornito spunti di lettura.

  9. Salve a tutti, leggendo il paper c’è un punto che non sembra molto chiaro: la tesi è che quando le banche fanno dei prestiti creano soldi dal nulla: poi però si ammette che uno dei limiti all’elargizione di prestiti è il fatto che ogni volta che si fa un prestito si sta perdendo un deposito e questo può creare problemi perché a lungo andare, se non ci sono nuovi depositi, si rischia di rimanere senza soldi. Ma se la tesi è che il denaro viene creato dal nulla dalle banche, come si può rimanere senza depositi? C’ è qualcosa che non mi ritorna. Grazie

  10. Cerco di essere più chiaro, perché la domanda poteva essere ambigua: se i prestiti fatti ai clienti sono soldi creati dal nulla, come può questo meccanismo intaccare i depositi?

    1. I “soldi” generati dal sistema bancario non sono denaro dello stato, ma “denaro aria fritta”. Solo Banca Centrale e Tesoro possono creare le riserve e le banche del sistema bancario di una nazione col meccanismo del clearing devono sempre onorare i loro debiti (tra di loro e con i creditori) con le riserve reali. Vedere la mia spiegazione di cui sopra.

      1. Però, scusami, non mi pare sia il meccanismo descritto dal paper. Mi sembra di aver capito che nel momento in cui qualcuno (A) chiede un prestito mettiamo per un mutuo immobiliare, e la banca lo concede, questa accredita una certa somma nella banca del proprietario dell’immobile (B), somma che dovrà essere poi ripagata da A con gli interessi. La somma equivalente al prestito viene automaticamente distrutta dalla banca, che si tiene invece gli interessi, ovvero quella parte di denaro che è poi la vera quantità creata dalla banca. Per questo, credo di aver capito, la banca centrale ha un ruolo fondamentale nella creazione del denaro nel momento in cui stabilisce i tassi d’interesse. Il clearing aveva forse senso col moltiplicatore monetario, che però secondo questo studio risulta sbagliato.

        1. Scusate, errore madornale. Gli interessi pagati dal debitore alla banca non sono soldi creati dal nulla, perché sono solo del debitore, ovviamente. I veri soldi creati attraverso la politica monetaria sono però i soldi creati – pur sempre – dalla banca centrale, nel momento in cui decide i tassi di interesse che paga sulle riserve tenute dalle banche commerciali presso di essa. Il meccanismo del prestito però mi sembra che rimanga quello descritto da me, cioè non mi pare che il paper affermi che le banche devono ripagare con le loro riserve reali, anzi.

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