Nonostante gli annunci di facciata a favore di politiche per la crescita, contro la disoccupazione e per il rinnovamento di un’Unione Europea che diventi più solidale, il nuovo governo di Enrico Letta ha dichiarato a più riprese di voler continuare sulla strada del “Più Europa” (ossia del più Euro), condannando in questo modo non solo l’Italia a un’altra stagione di lacrime e sangue ma anche se stesso (se posso azzardare una facile previsione) al suicidio politico, visto che promettere cose che sono irrealizzabili all’interno della gabbia dell’Eurozona porterà gli elettori, presto o tardi, ad azzerare il partito che Letta rappresenta (poco male direi).

Come dicevo Letta è stato chiarissimo sull’impronta del suo governo smaccatamente pro Euro (dopo tutto non ci si poteva aspettare niente di diverso da uno che ha scritto un libro nel 1997 dall’eloquente titolo Euro sì, morire per Maastricht, direi che sarà presto accontentato).

Ecco una rassegna delle sue dichiarazioni da neo premier:

29 aprile 2013

«Questo governo agirà come un padre di famiglia, un padre di famiglia non fa debiti» (fonte).

Peccato che lo Stato non sia affatto una famiglia e che il suo debito equivalga al credito dei cittadini, come si vede dal grafico sotto, (ovviamente quando non deve andare a coprire una spesa per interessi esorbitante che favorisce solo le banche come avviene con l’Euro oggi e come è accaduto da dopo il divorzio il divorzio fra Tesoro e Banca d’Italia, vedi qui).

Ma scusate, la spesa pubblica in deficit se rappresenta lo stipendio di un insegnante, di un medico, se è destinata alla costruzione di una scuola o alla riqualificazione ambientale come può essere dannosa per i cittadini?

saldi settoriali italiani

Ma andiamo avanti:

«Abbiamo accumulato in passato un debito pubblico che grava sulle generazioni presenti e future e che rischia di schiacciare per sempre le prospettive economiche del Paese. Il grande sforzo di risanamento compiuto da Monti e’ stato premessa della crescita» (fonte).

Sulla stessa falsariga di Mario Monti, Letta continua a imputare la causa della crisi all’eccessivo debito pubblico italiano. Una diagnosi smentita non solo dai dati (vedi grafico sotto) ma anche dalla stessa Commissione Europea (vedi qui e qui): il problema per i paesi più colpiti dalla crisi è stato l’indebitamento privato verso l’estero e l’Italia, in misura comunque minore, non fa eccezione, visto che il suo debito pubblico è calato a partire dal 1999 e fino allo scoppio della crisi finanziaria made in USA.

Figura 3.

30 aprile 2013

«Non vogliamo modificare il fiscal compact, rispetteremo gli impegni presi sul deficit, l’Italia continuerà sulla politica di contenimento e di risanamento dei conti, farà i suoi compiti a casa» (fonte).

Il fiscal compact obbligherà lo Stato italiano al pareggio di bilancio, che in conformità al trattato è stato inserito anche nella Costituzione, (nel primo grafico sui saldi settoriali avremo un settore pubblico obbligato a un saldo nullo e quindi il saldo del settore privato sarà positivo solo a patto di avere un surplus nei confronti dell’estero, cosa che ci costringe a una battaglia fratricida verso il basso per tagliare i salari dei lavoratori e diminuire così i costi per le imprese, in modo da rendere più convenienti all’estero i nostri prodotti). Inoltre, agli Stati con un rapporto debito pubblico/Pil superiore al 60% è imposto il rientro entro vent’anni al di sotto di questa soglia, con un ulteriore impoverimento del settore privato dato che il governo dovrà prelevare denaro dalle tasche dei cittadini a colpi di circa 45 miliardi di Euro l’anno per abbassare il proprio debito (in pratica il corrispettivo di due Imu all’anno).

L’impegno sul fronte dei conti pubblici è stato preso anche di fronte a chi conta davvero in Europa:

«L’Italia esce da questa crisi forte di un impegno: quello di continuare sulle politiche di risanamento e mantenimento dei conti pubblici» (fonte).

2 maggio 2013

Ma arriviamo alla vera perla, in senso negativo ovviamente.

«Nell’attuale normativa sul lavoro vi sono alcuni punti che in questa fase recessiva stanno creando problemi come ad esempio le limitazioni sui contratti a termine, che sono necessarie in una fase economica normale, ma che in una fase di straordinaria recessione come quella l’attuale non sono utili, e per questo è necessaria una minore rigidità per questo tipo di contratti» (fonte).

Per chi non avesse capito, un Presidente del Consiglio di “sinistra” (per quelli che ancora ci credono) dice pubblicamente che ci sono troppe limitazioni sui contratti a termine e che c’è bisogno di ancora minore rigidità (ossia maggiore flessibilità/precarietà), cioè sta dicendo agli elettori che dovrebbe rappresentare (mi riferisco ai lavoratori) che devono essere ancora più precari e flessibili e lo fa pubblicamente senza che nessuno dica niente.

Bene, adesso sappiamo cosa ci aspetta sulla strada per gli Stati Uniti d’Europa.

FONTE: http://memmttoscana.wordpress.com/

Comments

  1. Alcune domande/chiarimenti da neofita:
    1) Primo grafico: tra il 2011 e il 2012 diminuisce il deficit del settore stato e aumenta il saldo del settore privato, questo perchè diminuisce il saldo del settore estero? Se si quale è il legame tra settore estero e quello privato?
    2) Secondo grafico: il debito del settore estero rappresenta le nostre esportazioni? Se si, rispetterebbe l’andamento del grafico precedente che vede il saldo del settore estero in crescita dal 1999 al 2007 ?
    3) Sempre nel secondo grafico: C’è quindi un’analogia tra la crescita del debito pubblico tedesco e la diminuzione del debito del suo settore privato?
    4) Una variazione negativa del debito estero di un paese equivale ad una diminuzione delle sue esportazioni?

    GRAZIE COMUNQUE PER TUTTO RAGAZZI!!!

  2. Allora, provo a risponderti sperando di essere esauriente:
    1) Tra il 2011 e il 2012 il saldo del settore estero diminuisce. Tieni conto che il saldo estero viene rappresentato on segno invertito, ossia, un saldo in aumento, significa che il settore privato ha un debito in aumento con l’estero (oltre alle esportazioni, c’è il trasferimento di lavoratori e di capitali). Quindi sì, essendosi il settore privato indebitato meno con l’estero in quell’anno, il saldo del settore privato è leggermente aumentato.
    2) Come già detto, il saldo del settore estero nei bilanci settoriali (primo grafico) ha segno invertito rispetto gli altri due saldi.
    3) La diminuzione del debito del settore privato è favorita anche da una diminuzione del debito con l’estero.
    4) No, se le esportazioni aumentano rispetto le importazioni ciò fa diminuire il debito estero di un paese.

    Spero di essere stato chiaro.

  3. Per Letta, io non sono favorevole agli Stati Uniti d’Europa, sono favorevole agli Stati Uniti del Mondo (quando ci saranno le premesse). Uniti però nell’amicizia e nella reciproca collaborazione, non nell’autodistruzione delle loro sovranità e dei loro diritti a garantire in primis il bene di ciascuna popolazione, come d’altronde fa un buon padre o buona madre di famiglia, per richiamare anche le affermazioni di Letta di cui sopra.

  4. RISPOSTA A MAURIZIO.

    PREMESSA: Per una trattazione esaustiva e tecnica sui saldi settoriali ti rimando a questo mio lavoro http://mmtitalia.info/formula-dei-saldi-settoriali/.

    TERMINOLOGIA: I saldi settoriali indicano appunto i saldi di tre macro settori dell’economia (pubblico, privato ed estero). Un saldo è la diffrerenza fra entrate (segno +) e uscite (segno -) di ogni settore misurata in un determinato arco di tempo (nel nostro caso un anno). Ogni saldo determina l’accumulo o la diminuzione di attività finanziarie. Facciamo qualche esempio per capire meglio: se il governo registra un disavanzo (deficit) significa che in quell’arco di tempo le sue uscite sono state maggiori delle sue entrate e ovviamente in quel caso il suo debito lordo risulterà aumentato. Viceversa, se per esempio il settore estero (resto del mondo) riceve più soldi dall’Italia di quanti l’Italia ne riceva da lui il saldo italiano sarà negativo (quello del settore stero al contrario sarà positivo) e il debito estero lordo dell’Italia risulterà maggiore. I SALDI sono FLUSSI (se positivi si parla di surplus, se negativi si parla di deficit) mentre il DEBITO è uno STOCK (l’insieme di tutte le passività finanziarie accumulate nel corso del tempo). Per latri dettagli ti rimando al link sopra.

    RISPOSTA 1: Il saldo del settore è registrato dalla prospettiva del resto del mondo nei confronti dell’Italia: se positivo significa che l’Italia è in una situazione di indebitamento netto nei confronti del resto del mondo e che, dunque, il resto del mondo è in una situazione di accreditamento netto nei confronti dell’Italia. In ogni caso la somma dei tre saldi è sempre nulla .

    RISPOSTA 2: Il saldo estero è rappresentato dal saldo delle PARTITE CORRENTI (saldo commerciale, ossia importazioni con segno meno ed esportazioni con segno più + redditi esteri netti da lavoro e da capitali). Ovviamente se il saldo estero è negativo il paese si sta indebitando con l’estero, aumentano cioè le proprie passività dal momento che per finanziare un saldo negativo ci sono solo due modi: 1) mi faccio prestare i soldi e quindi mi indebito 2) erodo i miei risparmi e quindi diminuisco le mie attività finanziarie (denaro) che ho da parte.

    RISPOSTA 3: Il debito privato è costituito dai debiti contratti da imprese e famiglie verso il settore bancario (mutui e prestiti), se cala significa che il settore privato sta rimettendo, ossia ripagando questi debiti senza contrarne in aggregato di maggiori

    RISPOSTA 4: vedi la 2, le esportazioni sono una voce del saldo estero, bisogna vedere che succede alle altre voci. Esempio: esporto 10 e importo 8, saldo +2. Il giorno dopo esporto 9 ed importo 7, saldo sempre +2.

    Spero di averti chiarito un pò le idee altrimenti chiedi pure e ti sarà risposto. Un saluto.

    1. Grazie per la risposta. Capisco che non si può riassumere un corso di macroeconomia con un post, quindi approfondirò. Il problema è che quando vedo un grafico bisogna che capisca cosa rappresenta altrimenti sono costretto a prendere tutto per buono mentre dal mio percorso di studi sono stato abituato a dimostrare tutto ciò che si teorizza.
      Comunque adesso è molto più chiaro, avevo bisogno delle definizioni di base. Grazie anche a Marco.

      1. Cosa ne pensate dell’attacco alla borsa di Tokyo? Siete d’accordo con me che sia una risposta delle èlite alla recente scelta del governo giapponese di intraprendere la strada della spesa a deficit positivo realizzata con una massiccia emissione di moneta?

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