Summit Rimini 2012 - Alain Parguez

L’economista austriaco Friedrich August Hayek così definì il concetto di giustizia sociale:
– la giustizia sociale è un miraggio (vol II, Law, Legislation and Liberty)
– una formula vuota… strettamente e interamente vuota e senza significato… (II: 68, 69, xi)
– una frase che non significa assolutamente nulla… (II: xii, 33)
– un antropomorfismo primitivo… (II: 62, 75)
– una superstizione… (II: 66)
– come credere alle streghe… (II: 75)
– un incubo che oggi rende bei sentimenti come strumenti per la distruzione di tutti i valori della civiltà libera… (II: xii) – una insinuazione disonesta, intellettualmente sconcia, il segno di una demagogia e di un giornalismo squallido di cui gli intellettuali onesti dovrebbero vergognarsi… (II: 97).

(da Social Justice, Socialism and Democracy, di F. A. Hayek. I numeri romani si riferiscono ai volumi dove si trovano le citazioni.)

Hayek, l’economista più sociopatico della Storia, ispira il tuo Premier di oggi. Mario Monti è un suo adepto, ed è stato premiato per la sua dedizione all’austriaco nel 2005, col premio della Friedrich August von Hayek Foundation:
Onoriamo oggi un uomo (Monti) che è stato fedele nelle parole e nei fatti ai principi di Friedrich August Hayek. La sua vita, il suo lavoro, e la sua personalità non potrebbero essere meglio caratterizzati e onorati se non da un premio che porta il nome del grande economista Friedrich August Hayek”.
Questo è il tuo Premier. Odia la giustizia sociale.

Hayek sostiene apertamente che il concetto di giustizia sociale non ha senso se le diseguaglianze fra persone sono causate dall’ “ordine spontaneo” di una società di mercato libera, che è assolutamente preferibile agli altri sistemi sociali. Il problema con Hayek, dal punto di vista filosofico, è che lui pone la libertà dell’ordine spontaneo di mercato come Dio supremo, poi se sotto a questo altare c’è giustizia o meno, si debba aiutare o meno, esista la compassione o meno, per lui è solo puro caso. Hayek rigetta drasticamente qualunque cosa noi abbiamo conosciuto come intervento della collettività/Stato per la giustizia sociale. Rigetta la civiltà per come la conosciamo.

Ora il punto è che questa a-moralità assoluta è ciò che gli ha permesso di sposare orrori umani pari al nazismo, come il Cile di Pinochet. E’ ciò che ha permesso ai suoi seguaci di creare filosofie economiche responsabili di centinaia di milioni di morti. In questo Hayek è stato un mostro, lo ribadisco. Fra l’altro Hayek arrivò anche a dire che una unione monetaria europea come quella che abbiamo oggi era sbagliata, ma non perché avrebbe distrutto le sovranità degli Stati, al contrario, perché avrebbe lasciato troppa sovranità agli Stati, mentre nel suo sogno doveva esistere solo un ordine gestito dal puro mercato delle banche in competizione fra loro.

Il tentativo di un blog di negare quanto sopra accusando Parguez di imprecisioni, è come sostenere che la Santa Inquisizione fu giusta perché uno studioso ha sbagliato le citazioni dai verbali dei processi alle streghe (ammesso che Parguez abbia sbagliato). Hayek fu un mostro che nella sua ossessione purista sposò mostruosità, e che ha creato mostruosità. Fine del dibattito. [1]

[1] Paolo Barnard fa riferimento a un post di un blog dove il professor Alain Parguez viene attaccato per le sue posizioni e le sue citazioni nei confronti dell’economista austriaco Friedrich August Hayek.

In questo video, l’intervento del professor Alain Paruez su F.A. Hayek

Comments

  1. Egregi

    Ci ho pensato molto prima di scrivere questo commento, ho tentennato fino all’ultimo momento, ma alla fine ho deciso si scriverlo.

    Vorrei precisare che la mia stima per il movimento MMT, per Paolo Barnard ed il suo importante lavoro finalizzato a “far aprire gli occhi alla gente comune”, e per il Prof. Parguez rimangono immutati.

    Ma ritengo scorrette le modalità con le quali voi e Paolo Barnard avete reagito alle affermazioni del blog oraliberale.

    Innanzitutto voglio sperare che l’errore nel link necessario a raggiungere l’articolo che contesta le citazioni di Parguez sia involontario e non un atto di censura, infatti cliccandolo non si raggiunge nessuna pagina, il link corretto è il seguente:
    http://oraliberale.wordpress.com/2012/07/25/chi-mena-per-primo-mena-due-volte-mahatma-gandhi/

    Nell’articolo viene affermato chiaramente che le citazioni riportate dal Prof. Parguez durante il convegno di Milano, sono errate oppure inesistenti, inoltre vengono forniti i link alle versioni in pdf degli scritti di Hayek in lingua inglese.

    Io, come molti, non sono in grado di leggere testi di tale complessità in lingua inglese, e quindi non riesco ad appurare chi abbia effettivamente ragione.

    Ritengo però che la controdeduzione di Paolo Barnard, da voi riecheggiata, che propone la similitudine con Santa inquisizione e la precisazione “ammesso che Parguez abbia sbagliato”, siano degli atteggiamenti da “parrocchia”.

    Perchè non date voce al Prof. Parguez affinchè “spieghi le proprie ragioni”? argomentanodole con altrettanta precisione?

    Perchè non spiegate quali siano stati gli errori di valutazione del blogger di oraliberale?

    Perchè anche voi non avete messo a disposizione di tutti i link alle opere originali per permettere, a coloro che sono in grado di leggerle, di capire da soli quale sia la verita?

    Ritengo che se il prof. Parguez avesse sbagliato, sia in malafede che in buonafede, la cosa andrebbe riferita con trasparenza, e senza chiudersi in atteggiamenti che ritorno a definire “parrocchiali”.

    Mi auguro che questa mia “critica” nei vostri confronti, che vi assicuro essere molto sofferta da parte mia, possa aiutarvi a continuare il vostro lavoro meritorio per il bene del nostro paese.

    robmxmlxxvi

    1. Il link è corretto,sarà stato un errore. Trovo assurdo che per un attacco di un qualsiasi blogger si pretenda che ci sia una risposta che analizzi punto per punto le accuse fatte. Ti sei mosso per appurare le fonti, cercale, studiarle? Oppure sempre ad aspettare che altri lo facciano.
      Il professor Parguez è in Italia per i summit, mi pare, sia a Rimini che a Cagliari, potrai chiederglielo direttamente se sarai presente. Parli di chiusura, ma scusa per quale motivo hanno pubblicato questo pezzo se ci fosse stata chiusura? Non capisco queste polemiche… Davvero. Mi sembra come sia come dice Barnard “sostenere che la Santa Inquisizione fu giusta perché uno studioso ha sbagliato le citazioni dai verbali dei processi alle streghe “.

      1. Mi dispiace tanto di aver turbato la pace e la serenità della “Parrocchia” di democraziaMMT.

        Sicuramente mi metterò a lavoro sugli astrusi testi in inglese di Hayek, e continuerà a cercare la verita sia sulla MMT che sul neroliberismo, altrove e non quì dove qualcuno dice: “se anche avessi sbagliato ho comunque ragione lo stesso” e sono l’unico a non capirne il motivo.

        1. Turbato? No, tranquillo. Mi accusi di far parte di una parrocchia, mi chiedo con quale criterio. Dato che sono solo un lettore appassionato. Ti sto dando il mio parere, di individuo. Perchè ti ho detto che vuoi la pappa pronta anziché sbatterti in prima persona? A me sembra sterile polemica… Riguardo a “se anche avessi sbagliato ho comunque ragione lo stesso” , Barnard mi sembra stia rispondendo per sè e non per Parguez.

  2. VFORS,

    scusami, ma non è per nulla assurdo e credo che la richiesta di robmxmlxxvi sia legittima: ha letto delle informazioni contrastanti e sta chiedendo aiuto per risolvere la cosa, ha espresso delle proprie perplessità, dei propri timori, come lui stesso dice ha delle difficoltà con testi in inglese di questa complessità e quindi sta chiedendo aiuto al sito, cioè a persone più esperte di lui, per dipanare la questione.

    Rispondere con delle frasi tipo “Ti sei mosso per appurare le fonti, cercale, studiarle? Oppure sempre ad aspettare che altri lo facciano.” è un po’ come dirgli arrangiati… ma se uno deve arrangiarsi, allora che ci dovrebbe fare qui?
    Siamo in un blog dove gente esperta di MMT, e non solo, tenta di farci capire come stanno le cose, come dovrebbero essere cambiate, insomma un blog in cui si DIVULGA la MMT.

    Se una divulgazione (di qualsiasi tipo) viene fatta partendo da delle basi errate, errate citazioni, errate informazioni che portano a errate conclusioni, dobbiamo dire che quella divulgazione è errata!
    Se non lo facciamo saremo smentiti da chiunque alla prima occasione.

    Quindi mi associo pure io alla richiesta di robmxmlxxvi e spero da parte vostra in un post che spieghi perché ha ragione Alain Paruez.

    Grazie a tutti.

  3. Io ho “accusato” democraziaMMT di comportarsi come una “Parrocchia” e non so quale sia il tuo ruolo nel Blog, se sei un semplice lettore e non un autore del blog, la risposta al tuo commento è stata solo il vettore di un’affermazione diretta al blog in genere.

    Trovo che in un blog, dove un lettore chiede chiarezza (ammettendo difficoltà nell’ottenerla da solo), l’intervento di un altro lettore che lo invita ad ARRANGIARSI, sia quantomeno bizzarro e contro lo spirito di collaborazione che dovrebbe aleggiare nel blog stesso.

    Se mi devo arrangiare perchè qui trovo gli utilissimi video dei vari interventi degli ottimi economisti della MMT?

    perchè trovo le preziosissime traduzioni in italiano dei loro articoli che altrimenti impazzirei a capire da solo?

    perchè normalmente quanto scritto è sempre circostanziato? e nel caso della critica a Parguez no?

    Forse vengo aiutato a apprendere quello che “fa comodo a democrazia MMT” mentre per capire se Parguez a fatto citazioni sballate o fasulle devo arrangiarmi? questo non sarebbe un atteggiamento parrocchiale?

    Perlopiù atteggiamento “parrocchiale” ed assolutamente incomprensibile, da parte anche di un giornalista come Barnard, che ha fatto della “ANTI parrochialità” la propria bandiera, pagandone gravemente le conseguenze di persona.

    Ti do ragione solo sul definire tutto questa un “sterile polemica” perchè quello che voleva essere un mio accorato e sofferto appello al blog nell’essere più trasparente, rischia di diventare un specie di “rissa” fra noi due, che non ho nessuna voglia di continuare, e che di sicuro non porterà niente di buono a nessuno.

    Evidentemente gli altri lettori del blog, che non intervengono sulla questione, si sentono soddistatti della reazione alle critiche verso Parguez, basata sulla similitudine con la Santa inquisizione, e non sentono “l’odore di parrocchia” che sento io. Meglio per loro.

    Per quanto mi riguarda, da ora in avantt, leggerò quanto scritto in queste pagine con maggiore diffidenza, cercando sempre di verificarle da solo.

  4. idee di destra o di sinistra, neoliberiste o keynesiane, bene e male…sono concetti non leggi

    hayek la pensava in un modo, vederlo come un “mostro” e’ solo un idea

    di certo non era un uomo di “sinistra” , era per una civilta’ molto “darwiniana” dove il piu forte sopravvive e il piu debole si estingue, che in fin dei conti e’ la legge della natura……cosa c’e’ di sbagliato? semplice: la civilta’ umana non e’ mai come quella della foresta, ci consideriamo creature “diverse” dagli altri animali ( cosa molto discutibile) in ogni caso siamo piu’ complessi

    in merito alle “parrocchie” io penso che sia impossibile non crearle, ma si possono tenere sotto controllo, cioe’ non forzare i pensieri delle persone, ma affermare che un movimento non sia una parocchia e’ sbagliato, lo e’ di natura, la differenza sta nei “dogmi”….se si impone i dogmi si crea parrocchie chiuse, se si lascia liberta’ di pensiero si creano parrocchie libere, ma chiunque segua un idea e si associ ad altre persone che la pensano come lui fa parte di una parrocchia( in senso lato e letterale)

    saluti

    1. In tutti i miei riferimenti alle “parrochie” io intendevo quelle che tu definisci “parrocchie chiuse”.

      Questa terminologia l’ho presa in prestito da Paolo Barnard, che criticava giustamente gli atteggiamente di gente come Sabina Guzzanti, sempre pronta a dare addosso a Berlusconi o chi per lui ma guai a chi parlasse male di Milena Gabbanelli, che andava difesa a prescindere in quanto amica sua.

      Ed è per questo che mi sono fortemente stupito nel leggere la difesa acritica ed oltranzista, proprio di Barnard, verso Alain Parguez.

      Secondo me, se ci si mette insieme cercando la verità, senza avere secondi fini, e se quando si sbaglia lo si ammette liberamente, senza avere nulla da nascondere, non si crea una Parrocchia.

      Se si forniscono a tutti gli strumenti per farsi una propria idea, senza tentare di “indirizzare il consenso”, non si crea una Parrochia.

      Per questo auspico che democraziaMMT non diventi una Parrocchia.

    2. A proposito di Hayek e dei liberisti sfrenati… riporto un mio vecchio post, perché, mostri o non mostri, in buona o malafede, ci sono troppi ignoranti che credono che meno stato significhi più concorrenza, mentre è l’esatto opposto come dimostrato dai dati empirici: la “competizione” è sempre più falsata proprio dalle politiche cieche messe in atto dalle istituzioni sovranazionali (secondo il volere di finanza e multinazionali). In nome della concorrenza e del mercato si è favorita ad ogni costo la globalizzazione, ma chi ha studiato i classici (non c’è neppure bisogno di scomodare keynes) sa benissimo che per avere concorrenza perfetta (e quindi rendere valide le leggi del mercato) c’è bisogno, oltre agli altri correttivi dei fallimenti del mercato), di coprire i costi “esterni” della produzione di beni e servizi: i costi dell’inquinamento (guarda a Genova i danni di un’alluvione…), i costi delle infrastrutture necessarie agli scambi, i costi della circolazione delle informazioni per superare le asimmetrie informative, anche solo per la regolamentazione (altrimenti un chianti doc è uguale al vino in bustina liofilizzata), i costi dell’istruzione di coloro che quei beni e servizi progetteranno e produrranno (e saranno pure stati bambini…), e anche i costi di tutto ciò che rende possibile gli scambi (la giustizia, le forze dell’ordine, ecc. ecc.) e la produzione o regolamentazione di tutti quei beni che non possono essere assoggettati (almeno non completamente) alle regole pure del mercato (es, sanità). la genialata degli economisti liberisti (a partire dai chicago boy, una manica di ignoranti o in malafede) è stata quella di dimenticarsi di tutti i fallimenti del mercato , sponsorizzando la globalizzazione come strumento per arrivare (o avvicinarsi) alla concorrenza perfetta banalizzando le teorie economiche fondamentali (pure smith si rivolterebbe nella tomba) con la semplicistica ricetta di mercato più grande, più concorrenza, prezzi più bassi, ecc. ecc. (e vi ricordo che in concorrenza perfetta, al punto di arrivo, non ci sono extraprofitti, è quasi come il comunismo… :-)). Dov’è l’inganno? L’inganno è che i prezzi sono scesi non per la concorrenza, ma solo perchè grazie alla “multinazionalità (e allocazione furbesca di produzione e reddito…) i prezzi dei beni sono dati dai soli costi interni (più un buon margine di profitto) e non contengono più i costi esterni (TASSE, ovvero il costo dei fallimenti del mercato!). Ma quei costi si devono sostenere per forza. Gli Stati non ricevono più da tutta quella parte di produzione, sempre più ampia (anche se in mano a pochi, alla faccia della concorrenza), i contributi necessari, e si indebitano. con grande sollazzo dei potenti del signoraggio…. (sarà mica per quello che han fatto tutto sto castello?). Questa non è competizione, non è concorrenza, è dumping. è concorrenza sleale. avvallata dalle politiche europee e da una serie di pidioti al seguito, che hanno accolto la follia delle privatizzazioni, (hanno privatizzato pure la sovranità monetaria!!!!!!!!! porca puttana) e del sempre meno stato in economia

  5. Trovo improbabile che Parguez si sia inventato di sana pianta i passaggi da lui citati, per di più indicando precisamente l’opera e la pagina 28 per le idee di Hayek. D’altronde lui fa riferimento ad un’opera diversa da quella citata dal blogger del 196o e potrebbe trattarsi di un saggio economico e non di un libro, libro che comunque mi risulta sia presente in due edizioni di cui una più completa. Propongo di contattare Parguez per fare chiarezza.
    Per il resto i distinguo del blogger il più delle volte sono meri sofismi gesuitici.

  6. Fermo restando il mio apprezzamento per il sano e rispettoso senso critico si Rob…posto un commento interessante di un certo Sergio R.

    I primi a mistificare sono proprio gli austriaci, a cominciare dall’uso estensivo che fanno del termine socialismo (fin da Hayek) per indicare tutto ciò che ha anche minimamente a che fare con lo Stato.Il socialismo può piacere o non piacere, ma ha una sua connotazione storica e politica abbastanza precisa. Per gli austriaci, invece, la semplice presenza di uno Stato come entità sovraindividuale con autonomia impositiva è già di per sé un segnale di socialismo. Poco importa, poi, se all’atto pratico lo Stato non redistribuisce affatto il reddito, anzi, sistematicamente ruba ai poveri per pagare i lussi dei ricchi, come ci insegna il bailout del 2008 o come ci conferma la diversa aliquota alla quale sei soggetto negli USA se hai una normale attività produttiva rispetto a chi, invece, vive di rendite finanziarie. Per gli austriaci vale la formula Stato = socialismo. In realtà, questo uso estensivo del termine “socialista” risponde a una precisa e deliberata strategia di mistificazione. Bisogna tener conto, infatti, che negli Stati Uniti (dove il libertarismo si è diffuso inizialmente) il termine “socialista” provoca incubi anche al più radical e al più liberal (quelli che da noi si definiscono genericamente “di sinistra”). Si inventa, insomma, uno spauracchio (lo Stato totalitario socialista) per giustificare di fatto il laissez-faire, ossia per giustificare che chi è più ricco non è tenuto a pagare per chi è più povero. È il solito trucco: fai paura alla gente e la gente farà quello che vuoi. Devi far credere ai gonzi che lo Stato limita la libertà dell’individuo, così i gonzi accetteranno di buon grado di rinunciare allo stato sociale e a quel poco di diritti che ancora rimangono loro.Il manganello non sarà più quello della FED o dello sceriffo locale, sarà quello dell’agenzia di mercenari, ma il manganello privato è notoriamente più efficiente di quello pubblico e, soprattutto, non costa un cent alla collettività. Inoltre, non ci sarà coercizione. Ci sarà un libero contratto, per cui il manganellato accetterà preventivamente di farsi bastonare a piacimento. Hayek contesta che la maggioranza abbia diritto a prendere decisioni anche per la minoranza, mentre ritiene assolutamente naturale che una minoranza di non meglio definiti saggi, o eletti, “ispiri la maggioranza”, di fatto decidendo per tutti. Ma certo che se uno non legge mai il testo può credere a quello che vuole e far dire a Hayek quello che vuole. Quello che impropriamente viene definito anarcocapitalismo è di fatto la giustificazione teorica del diritto del più forte a decidere anche per il più debole. Hayek non accetta che i pezzenti abbiano diritto di voto e, in tal modo, possano obbligare i più ricchi a cedere una parte della propria ricchezza a chi ha di meno. Il povero, per lui, è uno sfigato che è stato incapace di provvedere a se stesso, non merita alcuna assistenza se non quel minimo che lo renda innocuo e lo faccia desistere dal rubare al più ricco. Ma per non apparire elitarista, Hayek aggira abilmente il problema rovesciando i valori. Si inventa il concetto di “dittatura della maggioranza” creando una vittima della coercizione (la povera minoranza di più ricchi che deve sottostare alla volontà della maggioranza di poveri e scemi) per giustificare, di fatto, il diritto di quella stessa minoranza a sfruttare eternamente i meno fortunati.L’anti-statalismo degli austriaci, come non mi stancherò mai di ripetere, è solo fuffa, è solo una cortina fumogena dietro cui nascondere l’unico vero intento, eliminare lo stato sociale. Lo Stato esisterà sempre, non foss’altro per sancire il diritto (naturale e inviolabile per tutti gli austriaci) alla proprietà privata.

  7. Hayek sulla giustizia sociale:
    Hayek disapproved of the notion of ‘social justice’. He compared the market to a game in which ‘there is no point in calling the outcome just or unjust'[68] and argued that ‘social justice is an empty phrase with no determinable content’;[69] likewise “the results of the individual’s efforts are necessarily unpredictable, and the question as to whether the resulting distribution of incomes is just has no meaning.”[70] He generally regarded government redistribution of income or capital as an unacceptable intrusion upon individual freedom: “the principle of distributive justice, once introduced, would not be fulfilled until the whole of society was organized in accordance with it. This would produce a kind of society which in all essential respects would be the opposite of a free society.”[69]

    e sulla democrazia:
    A limited democracy might indeed be the best protector of individual liberty and be better than any other form of limited government, but an unlimited democracy is probably worse than any other form of unlimited government, because its government loses the power even to do what it thinks right if any group on which its majority depends thinks otherwise. If Mrs. Thatcher said that free choice is to be exercised more in the market place than in the ballot box, she has merely uttered the truism that the first is indispensable for individual freedom, while the second is not: free choice can at least exist under a dictatorship that can limit itself but not under the government of an unlimited democracy which cannot.[87]

    riferimenti bibliografici:
    http://en.wikipedia.org/wiki/Friedrich_Hayek

  8. Barnard non è antisemita, critica sologli errori di Israele, anche se dal mio p.to di vista sbaglia se ritiene che le società islamiche siano dalla parte dei diritti umani…

    1. Certamente.
      Però se guardi l’autore ha fatto come Parguez con Von Hayek, prendendo una frase di Barnard, ha tolto qualche parola ed ecco una frase antisemita.

  9. Certo, è vero che Parguez non ha riportato l’intera frase, ma ha tolto la parte della frase in cui si dice che “nelle società occidentali si ritiene”, nelle “società industriali si ritiene” ma da nessuna parte Hayek nega di non condividere le idee dominanti nelle società industriali e anzi sostiene il libero mercato e la non intromissione dello stato nel grantire la distribuzione della ricchezza.
    L’autore invece ha tolto la parte in cui Barnard dice che Israele ha un diritto di fatto di esistere. Però Barnard non considera (o sottovaluta) che Hamas gli nega anche quello.
    Ciao, ti saluto.
    Devo scappare al lavoro.

  10. Veramente ha tolto “è una pratica oramai accettata come dovere dalla comunità” che era riferito all’aiuto ai bisognosi.

    Poi già che c’era ha pensato bene di togliere pure “In una società industriale nessuno dubita che una qualche forma di intervento sia in questi casi necessaria”

    Quindi è esattamente speculare a quello che Bastiat Contrario ha fatto con Barnard.

    Che poi Von Hayek non sia a favore della redistribuzione della ricchezza è un’altro paio di maniche ma non è quello che gli contestava Parguez, che invece lo vuole far passare per filonazista padre spirituale dell’euro e usa questi mezzucci veramente scadenti.

    Sulla redistribuzione della ricchezza.. poi … TANSTAAFL

  11. Veramente ha tolto “è una pratica oramai accettata come dovere dalla comunità”
    ma poi è scritto “fosse anche solo nell’interesse di coloro che devono essere protetti da eventuali atti di disperazione da parte dei bisognosi”

    … quindi non di certo perchè Hayek pensi innanzitutto ai bisognosi.
    E’ la stessa logoca applicata da Draghi; deflazioniamo le economie, permettiamo agli investotiori di guadagnare coi prestiti e con le scommesse sugli aumenti dell’interesse sul debito, ma stiamo bene attenti ogni tanto a concedere qualche contentino sia pure fittizio perchè il nostro euro non cada.

  12. Se Hayek sia il padre dell’euro a tutti gli effetti non so, fatto sta che Monti nel 2005 ha ricevuto un premio per la sua lode e i padri fondatori, Perroux, Monè, ecc. erano tutti seguaci di quella scuola.
    Se era proprio un nazista forse no… ma sicuramente era un fervente ammiratore dell’impero austroungarico. Si arruolò nella prima guerra mondiale mentendo sulla sua età.

    1. Quella di Hayek nazista o ammiratore dell’Impero austroungarico è sia una boutade di Parguez e pure della peggior specie. Dall’articolo di ora liberale:

      “fu chiamato a Londra nel 1931, vi andò per accettare una cattedra alla London School of Economics e nel 1938 rimase in Inghilterra e divenne cittadino britannico proprio per non tornare in Austria dopo l’Anschluss con la Germania nazista.”

      ed effettivamente Hayek è andata proprio così… altro che nazista! La via della schiavitù è un libro scritto contro il nazismo!

      Riguardo l’euro.. sempre dall’articolo (ma l’hai letto??)

      “I started remarking against the idea of a common European currency, saying why not simply admit all the other currencies competing with yours, and then you don’t need a standard currency. People will choose the one which is best. That, of course, led me to the extension: Why confine it to other government moneys and not let private enterprise supply the money?”
      Intervista con Alex Leijonhufvud – 1978
      http://hayek.ufm.edu/index.php?title=Axel_Leijonhufvud

      “though I strongly sympathise with the desire to complete the economic unification of Western Europe by completely freeing the flow of money between them, I have grave doubts about doing so by creating a new European currency managed by any sort of supra-national authority. Quite apart from the extreme unlikelihood that the member countries would agree on the policy to be pursued in practice by a common monetary authority (and the practical inevitability of some countries getting a worse currency than they have now), it seems highly unlikely that it would be better administered than the present national currencies.”
      1978 – The Denationalisation of money

      1. Non è una boutade di Parguez quella dell’impero austroungarico, tantochè entrò nell’esercito per combattere nella prima guerra mondiale addirittura mentendo sulla sua età, controlla le fonti sulla pagina italiana di wikipedia.
        Sulla moneta unica, già nel presente articolo abbiamo affermato che è vero che era contrario, ma voleva comunque un sistema in cui erano i privati ad emetterla, quindi un puro ordine basato sulle banche in competizione tra di loro.

  13. In generale, aggiungo un’ultima cosa e poi chiudo.
    Francamente, mi fido molto di più di Parguez che queste cose le segue da una vita che di un blogger qualsiasi.
    Sono sicuro che le cose non se le è inventate e che in tutti i suoi anni di esperienza è molto verosimile che abbia avuto accesso a fonti molto maggiori di quelle reperibili in rete. In genere gli economisti scrivono molti saggi e lettere oltre che libri.
    Ciao a tutti e grazie per il confronto.

    1. Fammi capire… Parguez dice che Hayek ha scritto X nel libro Y ma nel libro Y non trovi quella frase. Anzi ne trovi una di significato opposto ottenuta cancellando delle parole dalla frase originale.

      Per controllare ho guardato anche le altre citazioni di Hayek sul reddito minimo (le prendo dal link di quel blog, nei commenti): le lascio in inglese ma il significato si capisce.

      http://oraliberale.wordpress.com/2012/07/25/chi-mena-per-primo-mena-due-volte-mahatma-gandhi/

      “There is no reason why in a society which has reached the general level of wealth which ours has attained security against severe physical privation the certainty of a given minimum of sustenance should not be guaranteed to all without endangering general freedom” (Road to Serfdom – 1944)

      ““The assurance of a certain minimum income for everyone, or a sort of floor below which nobody need fall even when he is unable to provide for himself, appears not only to be a wholly legitimate protection against a risk common to all, but a necessary part of the Great Society in which the individual no longer has specific claims on the members of the particular small group into which he was born.”
      (Law, legislation and liberty – 1979)

      Tu dici, mi fido di Parguez che queste cose le segue e non del blogger qualsiasi.. bene, puoi aver ragione. Allora come dice robmcmlxxvi vado a controllare.

      Google libri ci aiuta.

      The Road to serfdom (a pag. 124)
      http://books.google.it/books?id=eTve6XEUbYIC&printsec=frontcover&dq=the+road+to+serfdom&source=bl&ots=zOOTRyLJim&sig=dxkrf_LgqRM3l7bbR6wFWbyQRKw&hl=it&sa=X&ei=wlRcUL6vNKfR4QSO6IDgDg&ved=0CDEQ6AEwAA#v=onepage&q=the%20road%20to%20serfdom&f=false

      Law, legislation and liberty (a pag. 55 la trovate)
      http://books.google.it/books?id=nclLLOfnGqAC&printsec=frontcover&hl=it#v=onepage&q&f=false

      Scusate i link incasinati ma con copia e incolla dovrebbe andare lo stesso.

      Insomma, sarà anche un blogger qualsiasi ma ha messo delle citazioni con riferimenti che sono corretti e le frasi hanno un significato ben preciso che è diverso da quello che dice Parguez.

      La citazione di Parguez di cui ti fidi molto di più invece l’ha presa tagliuzzando una frase che aveva significato opposto a quel che gli vuole far dire. Quindi Parguez perché non fa dele conferenze sul circuitismo parlando di ciò che sa invece di inventarsi frasi per inventarsi dei nemici e additarli come se fossero il diavolo?

  14. Le due frasi da te riportate sono altre, non quella oggetto della discussione di Parguez. Comunque il concetto è sempre lo stesso, Ossia, garantire un reddito (minimo) di sopravvivenza alle face più deboli, ma nel nome della libertà e la libertà principale per Hayek è quella economica, in cui lo stato praticamente non interviene quasi mai se non per garantire la stessa.

    Per il blogger è vero che le sue citazioni sono corrette, ma possono esistere molti altri testi meno famosi (come saggi, lettere) più difficili da conoscere tranne che da parte di economisti con un’esperienza didattica e politica di decenni, come ad es. Parguez.

    1. Confondi Hayek con i libertari italiani. Sempre da Legge, legislazione e libertà (e di nuovo questa citazione era presente nei commenti dell’articolo originale)

      “Lungi di propugnare «uno stato minimo» riteniamo indispensabile che in una società libera il governo debba usare il proprio potere di raccogliere fondi per le imposte per offrire una serie di servizi che per varie ragioni non possono essere forniti – o non possono esserlo in modo adeguato – dal mercato. Invero, si potrebbe sostenere che, anche se ci fossero altre necessità di coercizione, sussisterebbe ancora una ragione sufficiente per dare un potere alle autorità territoriale di far contribuire i cittadini ad un fondo comune con cui finanziare tali servizi.”

      1. Veramente a me risulta però che in Legge, costituzione e libertà dica questo:

        “There is no reason why in a free society government should not assure to all, protection against severe deprivation in the form of an assured minimum income, or a floor below which nobody need descend. To enter into such an insurance against extreme misfortune may well be in the interest of all; or it may be felt to be a clear moral duty of all to assist, within the organised community, those who cannot help themselves. So long as such a uniform minimum income is provided outside the market to all those who, for any reason, are unable to earn in the market an adequate maintenance, this need not lead to a restriction of freedom, or conflict with the Rule of Law.”[73]

        quindi di nuovo si parla di aiuti minimi, nell’interesse che il suo modello di società non crolli.
        In svariati altri passi viene ripreso questo concetto, così come la sua contrarietà alla distribuzione sociale del capitale da parte del governo. Forse non sarà paragonabile agli ultraliberisti cinesi e indiani che lasciano languire i lavoratori lungo le strade, ma di certo gli aiuti ai poveri bisognosi non stanno in vetta alle sue preoccupazioni.

        1. Quindi chi è contrario “alla distribuzione sociale del capitale da parte del governo” è un nazista?

          Non ti salta in mente che forse Hayek sta dicendo di lasciare alla gente di lavorare liberamente e tenersi i frutti del proprio lavoro (che si sono guadagnati onestamente!) Se poi invece si trovano in difficoltà per circostanze avverse o non possono guadagnarsi da vivere sul mercato, li aiutiamo con una rete di salvataggio.(sussidio di disoccupazione, pensione sociale, etc.)

          Ora per non essere “un nazista” che cosa doveva scrivere Hayek? Espropriamo chi lavora e guadagna per mantenere chi non lo fa? Guarda che il welfare state è una cosa ben diversa dal comunismo…

          1. La distribuzione sociale del capitale è una prassi seguita anche dai paesi europei più evoluti come Svezia, Danimarca, Norvegia, ecc. dove lo stato ti segue dalla culla alla tomba e non è per forza detto che ciò deva avvenire privando i ricchi di gran parte della loro ricchezza, dal momento in cui in uno stato a moneta sovrana le tasse non servono per pagare i servizi (forse Hayek non lo sapeva).
            Hayek poteva dire che lo stato deve gestire il suo denaro per assicurare la piena occupazione e condizioni di vita dignitose per tutti, non solo il minimo necessario per non finire in rovina, che sono le polithce Keynesiane. Il comunismo dice che i mezzi di produzione devono appartenere per forza allo stato, il che è un’altra cosa.

          2. Leggitelo sul serio Keynes, scoprirai qualcosa di leggermente diverso. Anche la Germania nazista ti seguiva dalla culla alla tomba ed assicurava la piena occupazione, anche gli schiavi nell’america ottocentesca avevano una occupazione ed erano mantenuti in condizioni di vita dignitose. Sicuro che sia quello l’obiettivo?

            E rileggiti pure Marx già che ci sei, perché l’ultima volta che l’ho letto i mezzi di produzione dovevano appartenere al proletariato, non allo stato e quest’ultima era solo una sovrastruttura che avrebbe dovuto essere poi eliminata.

            P.S. la Svezia ha una pressione fiscale del 46,4% mentre l’Italia al 45%… quindi anche qui si redistribuisce un sacco di capitale. Se poi fai il calcolo sul PIL emerso, si sale al 55% e non ci batte nessuno in Europa. Con meno di 100€ si vola a Stoccolma, se quello è il paradiso.

          3. Le condizioni di vita degli operai ai tempi del nazismo e ai tempi della schiavitù in America non mi risulta fossero così dignitose come tu le dipingi.
            Su Marx non ho detto nulla, stavo parlando del comunismo così come è stato applicato.
            Le tasse in Italia servono soprattutto per pagare gli interessi sul debito (quello reale, non quello farsa contratto quando avevamo ancora le lire), artificialmente gonfiato dalle lobbies finanziarie per le quali l’europa unita è stata costruita. Guardati il funzionamento dei credit default swaps per capire esattamente di cosa parlo e questo è solo un esempio.
            Su Keynes basta leggere la sua Teoria Generale per capire come non avesse fiducia che il libero mercato potesse produrre la domanda sufficiente per la piena occupazione e che lo stato poteva invece fare ciò con la spesa a deficit positivo.

          4. Su Keynes: la Teoria Generale vale durante una crisi con deflazione dei prezzi, quando sopraggiunge la ripresa lo stato deve, per Keynes fare surplus e ripagare il debito.

            La Germania nazista è citata dagli adepti della MMT come un fulgido esempio di come con una moneta sovrana si ottiene la piena occupazione… quindi fatti i tuoi conti.

            Infine, il debito pubblico italiano paga in media il 4,5% di interesse, mentre con la lira pagava sopra il 10%. Tanto per capirci nel 1997 si pagavano per interessi più di 100 miliardi di euro (convertendo al cambio 1936,27) mentre oggi ne paghiamo 80 e siamo arrivati a pagarne 60 negli scorsi anni, con un debito pubblico quasi raddoppiato.

            I Cds non sai manco cosa sono :)

          5. Su Keynes direi che hai scoperto l’acqua calda. In un’economia che va già bene e ha la piena occupazione non serve emettere moneta a deficit più di tanto. Ciò può causare l’inflazione e quindi è opportuno che lo stato distrugga un pò di ricchezza con le tasse perchè pochi beni reali confrontati con molti soldi in giro possono causare aumento di prezzo elevato, anche se ciò in realtà è smentito in moltissimi casi e comunque il vero parametro da monitorare è il tasso effettivo di risparmio delle famiglie, ad esempio negli anni ’80 avevamo la più alta inflazione e il tasso di risparmio del 25%, il paese più ricco del mondo (il secondo negli anni ’90), mentre nel 2009 avevamo un’inflazione dello 0,6% con un tasso di risparmio del 6% (dati OCSE). Ciò significa che il vostro bell’euro forte nei confronti della povera liretta ha distrutto l’effettivo potere di risparmio di più del 400%. Per non parlare poi del metodo di calcolo truffaldino dell’inflazione assunto nel 1999 che guarda le variazioni dei prezzi solo di anno in anno (l’indice di Laspeyres concatenato contro quello a base fissa valevole per più anni usato in precedenza).
            Che la Germania nazista usò uno specie di politica keynesiana militare è una realtà storica e non centra niente col difendere Hitler, altrimenti potrei dire che anche voi neoliberisti siete tutti pro Pinochet (e forse non mi sbaglierei nemmeno tanto, a giudicare da quanto ho sopra riportato riguardo Hayek).
            Sul debito pubblico, l’andamento degli interessi in realtà con la lira ha subito molte variazioni (a causa dei parametri già sottoscritti di Maastrict e della speculazione) e nel 1998 il valore “da pagare” (in verità non lo pagavamo, come accade ora) era già sceso sotto gli 80.000 Euro. Tuttavia ti sfugge la differenza abissale su cosa significhi pagare un titolo in uno stato a moneta sovrana rispetto ad uno stato che acquista ogni soldo che spende dai mercati dei capitali, come succede ora, ma mi rendo conto che forse non sono argomenti alla tua portata, per la vostra logica limitata che nulla capisce e nulla sa di come funzionano veramente i sistemi monetari. Forse un giorno te lo spiegherò. Considera solo che nel 1997 lo spread era a 700 % ma nessuno sapeva cos’era, l’agenzia di rating Sandard and Poors a metà anni 90 ci definiva come uno dei paesi più stabili dell’eurozona (mentre ora siamo i PIIGS con un debito perlopiù minore e meno interessi) e la produzione industriale Italiana poco prima dell’entrata in vigore dell’euro era la più alta d’Europa (dati di Banca Italia). Considera poi il Giappone che con un debito/PIL del 245% riesce a piazzare i suoi titoli a meno dell’ 1% di interesse…e poniti qualche sana domanda. E non mi rispondere “è ma è perchè loro i titoli li vendono soprattutto all’interno” (come se al loro interno non ci fossero banche e finanzieri), perchè sarebbe l’ennesima prova che di come funzionano i sistemi monetari voi non capite assolutamente nulla.
            Per i credit dafault swaps, forse non sai di come gli speculatori li usino per gonfiare artificialmente gli interessi e abbassare il valore intrinseco del debito (quando veramente lo acquistano per poi rivenderlo)… un giorno di spiegherò anche questo, non ti preoccupare (ricambio la faccina dispettosa).

          6. “Infine, il debito pubblico italiano paga in media il 4,5% di interesse, mentre con la lira pagava sopra il 10%. ” infatti gli INTERESSI e il DEBITO PUBBLICO sono AUMENTATI proprio IN CONSEGUENZA del DIVORZIO tra TESORO e BANCA D’ITALIA che di fatto IMPEDISCE al Governo di CONTROLLARE i TASSI DI INTERESSE sui propri Titoli e lasciando al cosiddetto MERCATO di FISSARLI sulla base della DOMANDA e dell’OFFERTA dei PRIVATI, indi per cui 1 chiara idea di MATRICE LIBERISTA e MERCATISTA in perfetta lINEA con ciò che diceva il TUO MENTORE HAYEK. Ergo il DEBITO PUBBLICO in Italia è ESPLOSO non A CAUSA di KEYNES ma A CAUSA di HAYEK.

  15. Per la “Teoria Generale della Costituzione” non è vero che Parguez (come dice il blogger) lo cita come un libro di 600 pagine, Parguez dice solo che è un testo del 1960 e si potrebbe trattare quindi di un saggio diverso da “The Costitution of Libery”, libro che comunque è presente in 2 edizioni.

    1. Oppure è la traduzione in italiano (della traduttrice) della traduzione in francese di Constitution of Liberty. Cosa molto più probabile visto che la citazione è presente proprio in quel libro, con le dovute manipolazioni del caso fatte da Parguez.

      Insomma.. sento rumore di specchi…

      1. No. Sto parlando dell’altra citazione, quella della nobilità che comanda e il blogger dice che quel passo in Constitution of Liberty non esiste affatto.

      2. La traduttrice commette un’omissione nella traduzione di Parguez, che nel descrivere la sua società ideale, prima dell’obbedienza alla nobiltà parla anche dell’obbedienza delle donne nei confronti dei mariti.

  16. PIÙ STATO MENO MERCATO

    DI JOHN KLEEVES

    Estratto

    Immaginiamo ogni grande azienda, di qualunque settore, ai suoi albori. L’industria dell’auto per esempio. Dopo l’invenzione del semovente in vari Paesi degli imprenditori pensarono alla produzione di massa. Hanno venduto bene le prime serie, ma poi avrebbero dovuto fermarsi: era necessaria una rete stradale adatta. Ma in un mercato libero lo Stato non ti fa le strade perché devi vendere le tue auto ma ti dice: se le vuoi compra i terreni e asfalta, caro il mio imprenditore privato, e rispetta i diritti dei confinanti, che sono liberi cittadini in un libero mercato.

    Avrei voluto vedere come avrebbero potuto svilupparsi i colossi del settore, come la Ford o la Fiat: avrebbero dovuto comprare striscia di terra dopo striscia di terra, asfaltarla, recintarla e dotarla di un’infinità di sottopassaggi e cavalcavia, curarne la manutenzione, rendere conto degli incidenti che vi avvenivano. Sarebbe stato impossibile anche il primo passo, l’acquisto dei terreni, perché ogni contadino avrebbe chiesto cifre esorbitanti è ovvio.
    Sarebbe rimasto al nostro candidato capitalista delle quattro ruote il mercato militare: jeep e camion per l’Esercito, che viaggiavano sulle strade da lui fatte, per i suoi scopi. E il tutto vincolato dallo Stato (divieto di esportare, tipi di prodotti, eccetera), perché è roba di importanza strategica.
    Oppure pensiamo all’industria aeronautica e alle compagnie aeree. Begli oggetti gli aerei passeggeri, ma richiedono aeroporti e in un libero mercato lo Stato ti risponde come prima: Cosa c’entro io? Fatteli! E in luoghi deserti, dove non infastidiscano nessuno col rumore, perché i miei cittadini sono liberi cittadini in un libero mercato, e hanno dei diritti.

    Rimarrebbe come prima solo il mercato militare, con basi escluse ai voli civili. Poca cosa e coi soliti vincoli.
    Oppure pensiamo all’energia elettrica da portare a ogni domicilio: grandioso, ma occorre attraversare con i cavi le proprietà degli altri, che potrebbero rifiutare o chiedere un tot, perché sono liberi cittadini in un libero mercato. Lo stesso per telefoni e telefonate: bisogna attaccare cavi alle case altrui. O per il trasporto via mare, per l’import-export e per le crociere turistiche: hai bisogno di porti attrezzati e in un libero mercato o te li fai o non trasporti. Lo stesso per ogni altro settore potenzialmente atto a dar luogo a grandi aziende, al grande capitale. Semplicemente in un libero mercato, e ripeto libero, queste non possono neanche nascere.

    Si obietterà: ma così sarebbe impossibile lo sviluppo economico e civile! L’osservazione è irrilevante: questi sono gli esiti di un libero mercato di liberi uomini. E poi lo sviluppo economico e civile non sarebbe impossibile; solo, dipenderebbe dalla volontà dello Stato, che comincerebbe a fare i patti con le aspiranti grandi aziende o imprese: faccio le strade, i porti, eccetera, ma voglio la maggioranza della proprietà delle vostre aziende perché sono io che vi faccio vivere. In breve – sorpresa – l’esito fisiologico di un veramente libero mercato è la statalizzazione di ogni attività economica rilevante. Puoi possedere tutti i mezzi di produzione che vuoi, ma se il mercato è proprio libero non vai da nessuna parte.

    Le Vere Leggi del libero mercato

    E anche se per mera ipotesi, per passatempo speculativo, concediamo che in un libero mercato possano nascere grandi aziende private, come farebbero poi a mantenersi? Un libero mercato è un mercato dove la gente per quanto riguarda i fatti economici fa e disfà a suo piacimento, e lo Stato non interviene, non premia e non punisce. Non lo ha detto Adam Smith, il profeta del Capitalismo, che lo Stato non deve interferire, che ci pensa la invisible hand (la “mano invisibile”) del libero mercato a regolare tutto per il meglio?
    Bene, allora io compro a credito e non pago: è un atto economico e lo Stato non deve intervenire. Dirà il medesimo: Non c’è stato furto (non ha preso la roba dallo scaffale ed è scappato) ma il mancato rispetto di un patto economico fra le parti: il mercato è libero, per definizione non possono esserci leggi che lo regolino, e quindi arrangiatevi; neanche chiedo la restituzione della merce, perché la vostra transazione, non essendo regolamentata, non ha valore giuridico e perciò chi ha dato ha dato e chi ha avuto ha avuto, ma se in seguito alle recriminazioni ci sono violenze su persone o cose interverrò invece immancabilmente, a punirne l’autore.

    Cosa rimane ai produttori e ai venditori in questo regime di libertà economica?

    Cosa fa la invisible hand?

    Dice di consegnare la merce solo a fronte di un pagamento immediato e in contanti, ecco cosa dice. Come fa il contadino al mercato: nella mia mano il cavolfiore, nella tua il soldo. E questa è la Prima Vera Legge dell’economia di libero mercato.
    Ma così, appunto, addio grandi aziende, addio banche, addio Capitalismo. L’invisible hand di Adam Smith protende il medio, gli gira dietro la schiena, e va su.
    Oppure io vedo sul libero mercato un bell’oggetto, lo faccio uguale e lo vendo, magari a un prezzo più basso, perché sono un mago nell’arte della concorrenza. Strilli e strepiti del fabbricante originale, ma cosa deve dire lo Stato in un mercato libero? Che la cosa non lo riguarda perché io non ho rubato oggetti (ho pagato il campione ostentatamente, o meglio, l’ho comprato a credito), non ho fatto violenze né altro, ma solo lavorato, da cittadino libero in un libero mercato, dove si può fare nell’economico tutto quello che si vuole.

    Cosa dice ora l’invisible hand? Dice che non val la pena di far niente che possa essere riprodotto a costo inferiore dal primo napoletano che passa, che è la Seconda Vera Legge dell’economia di libero mercato. E ripete il suo gesto su Adam Smith.
    Oppure io sono un bambino ignorante, che non vuole andare a scuola. Il Capitalista protesta con lo Stato: Obbliga i genitori a mandarlo a scuola almeno sino ai 16 anni, dove insegnerai queste e queste materie, e poi allettali a mandarlo all’università, perché mi servono operai, quadri e dirigenti per la mia azienda; beninteso, io non garantisco il posto a nessuno, perché c’è il libero mercato!

    Ma in un Paese a libera economia di mercato lo Stato per mere ragioni di civiltà impone un’istruzione di base, che a 12 anni è senz’altro soddisfatta, e poi non obbliga più nessuno a continuare perché non deve raggiungere alcun obiettivo economico: il mercato fa da sé, non è vero? Se chi continua non è sufficiente per le esigenze dello Stato (scuole, ospedali, ricerca, Esercito, eccetera), questi pagherà studenti perché continuino, garantendo anche l’impiego. Cosa dice l’invisible hand ? Che al massimo si può possedere una fattoria con tanti braccianti agricoli perché per il resto bisognerebbe formarsi il personale a proprie spese, cosa proibitiva: la Terza Vera Legge dell’economia di libero mercato. Ancora la mano invisibile torna su Adam Smith.
    Oppure io sono un ladruncolo di supermercato, come ce ne sono decine di migliaia. Ho rubato e lo Stato è disposto a processarmi, ma vuole la presenza fisica del proprietario leso, che dica che la merce era sua, perché in un libero mercato, dato che l’economico non è regolamentato, solo le persone fisiche sono anche persone giuridiche, che possano promuovere azioni giudiziarie. Se si tratta del proprietario di una catena di supermercati dovrà passare la vita fra un processo e l’altro in tutte le città del Paese. Se è una società per azioni con tanti azionisti dovranno muoversi tutti: sono i proprietari. Ovvio che ogni volta bisogna lasciare perdere. L’invisible hand ? Dice che non si deve sorpassare la dimensione del negozietto di famiglia, perché altrimenti si è spolpati dai furti: la Quarta Vera Legge dell’economia di libero mercato.

    Il capitalismo è un fatto politico

    Si potrebbe continuare a lungo, ma il concetto è chiaro: il Capitalismo non è per niente un frutto dell’economia di libero mercato. Adam Smith si è sbagliato di grosso e tutti gli altri gli sono andati dietro su questa impostazione, anche il signor Karl Marx.

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  18. Scusate, ma dopo una sbugiardata del genere, bisognerebbe avere la classe di fare un mea culpa e non continuare ad arrampicarsi sugli specchi . E questo a prescindere delle diversità ideologiche, macroeconomiche o socio-politiche.

  19. Nessuna sbugiardata. Hayek è di fatto uno degli economisti più sociopatici mai esistiti e se ti leggi i suoi scritti lo si evince chiaramente. Le goffe difese da parte del blogger (del quale mi sfugge la sua autorevolezza) non fanno altro che testimoniare la sua malafede. Leggi anche tutte le mi risposte a De la Paz (mi ero firmato che Near).

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