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EDIMBURGO – «Un’unione monetaria è incompatibile con la sovranità». Sono le parole del governatore della Banca d’Inghilterra, Mark Karney, interrogato pochi giorni fa da un giornalista nel corso di una conferenza a Liverpool che poneva la questione del referendum sull’indipendenza della Scozia.

Sì, perché in Scozia i politici che sostengono lo “Yes” all’indipendenza, come il Primo ministro scozzese Alex Salmond, vogliono l’indipendenza della Scozia ma mantenendo la sterlina inglese, ovvero una moneta che nel caso in cui vinca il “sì” all’indipendenza, verrebbe emessa da uno Stato estero per la nuova Scozia “indipendente”.

Un po’ come da oltre 12 anni sta accadendo agli Stati dell’Eurozona la cui indipendenza è un lontano ricordo. L’euro, infatti, è una moneta che per gli Stati dell’Eurozona è emessa da un ente di fatto straniero: la Banca Centrale Europea. I problemi che sta causando questa situazione sono di fronte agli occhi di tutti, anche di coloro che non vogliono vedere. Fortunatamente il governatore Karney ha le idee molto chiare: «Un’unione monetaria [l’Eurozona è un’unione monetaria] è incompatibile con la sovranità».

Gli scozzesi, dunque, diventerebbero soltanto degli utilizzatori della moneta emessa da uno Stato estero: il Regno Unito di Inghilterra, Galles e Irlanda del Nord. Esattamente come oggi avviene negli Stati dell’Eurozona.


Il monumento a William Wallce (Braveheart)

Insomma, questi politici scozzesi, che fanno appello all’orgoglio scozzese rappresentato da William Wallace altrimenti conosciuto come Braveheart, non sembrano molto “brave” (impavidi). Cioè: vogliono l’indipendenza ma con meno indipendenza rispetto a quella che oggi hanno. Con la sterlina inglese, infatti, gli scozzesi “indipendenti” sarebbero ancora più dipendenti da Londra di quanto non siano oggi. Una situazione paradossale che deriva dalla scarsa conoscenza dei sistemi monetari da parte di politici (scozzesi e non) e dei cittadini. Fin qui le considerazioni di un giornalista che si limita a osservare la situazione dalla capitale della Scozia.

Di seguito ecco le parole di un importante economista, Paul De Grauwe, docente della “London School of Economics”: «Quando il futuro governo scozzese emetterà obbligazioni (come fanno tutti i governi di nazioni indipendenti), lo farà in sterline. Ma questa sarà una valuta su cui il governo scozzese non avrà alcun controllo. Ai fini pratici la sterlina sarà come una valuta straniera, dal punto di vista del governo scozzese». Mi sembra che non ci sia bisogno di altre spiegazioni.

Ma è bene riportare ancora quanto scritto da De Grauwe: «Le implicazioni di tutto ciò sono di vasta portata. Ciò significa che il governo scozzese non sarà in grado di dare una seria garanzia ai suoi obbligazionisti che il denaro (in sterline) sarà sempre disponibile per i pagamenti alla scadenza. Di conseguenza, qualora l’economia scozzese vivesse momenti difficili con un bilancio pubblico in dissesto, si manifesterebbe la fragilità di questo accordo. Nei mercati finanziari potrebbe diffondersi la sfiducia e anche il panico, portando a vendite su larga scala dei titoli di Stato scozzesi e scatenando una crisi di liquidità».

Fortunatamente per la Scozia, sia il premier inglese David Cameron, sia il governatore della BoE Karney, hanno già detto che in caso di indipendenza, il Regno Unito non condividerà la sterlina. Questo paradossalmente potrebbe aiutare la Scozia che si troverebbe costretta ad adottare una propria moneta sovrana. A meno che i politici “brave” non decidano di entrare nell’Eurozona. In questo caso sarebbe bene ricominciare la lettura del presente articolo.

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Comments

  1. Dobbiamo sperare che vinca il sì all’indipendenza e che adottino una nuova moneta sovrana per vedere cosa capita in tempi moderni dopo la fuoriuscita da una unione monetaria sgradita come quella in cui si trovano (e ci troviamo) adesso !
    Sarà molto interessante da seguire.

  2. Semplicemente chiuderebbe i rubinetti, cioè’ la banca d’Inghilterra smetterebbe dalla sera alla mattina di emettere sterline per la Scozia.

    1. Non credo che una banca centrale possa impedirti di usare una moneta. Certo non la potrebbero emettere (ma non l’hanno già mai emessa) e quindi cosa impedisce alla Scozia di utilizzare una moneta estera come già fanno molte nazioni?

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