Media: audio e video sulla MMT e su notizie di economia dall’Italia, dall’Europa e da tutto il mondo. Interviste, dirette sui social, video e audio degli economisti e degli attivisti MMT.

Audio e video anche introdotti da brevi articoli di commento o di sintetica cornice non a carattere di prevalenza rispetto all’audio o al video.

La MMT come è vista dal mondo dei media ? Cosa dicono telegiornali, talk show, trasmissioni di attualità sulla MMT ? Ci sono delle trasmissioni dove si parla di MMT ? Quali sono gli economisti e gli attivisti che hanno partecipato a queste trasmissioni ? Di conseguenza, di cosa si è discusso ?

Quali sono le interviste realizzate sulla MMT ? Chi ha risposto alle domande dei giornalisti e cosa ha detto ? Di conseguenza, su che canali sono state trasmesse ? Sono disponibili delle registrazioni audio e video ?

Ci sono delle dirette social che parlano di economia e di MMT ? Di conseguenza, su che canali sono consultabili ? Chi ha parlato in occasione di queste dirette e cosa ha detto ?

Ci sono video e audio in cui si è parlato di economia e di MMT ? Di conseguenza, chi ha parlato e cosa è stato detto ? Chi sono gli economisti e gli attivisti MMT che parlano di economia attraverso video o audio ?

Ci sono video e audio che spiegano la MMT ? Di conseguenza, chi li ha realizzati e di cosa si parla in queste occasioni ?

Ci sono video in cui si attacca pubblicamente la MMT ? Di conseguenza, cosa è stato detto ? Quali sono gli spezzoni di questi video o audio e come replica la MMT ? E ancora, ci sono video e audio di confronto tra gli economisti MMT e gli economisti appartenenti ad altre scuole di economia ?

Primo incontro incentrato direttamente sui rapporti tra la Costituzione Italiana e i Trattati Europei da parte dell’associazione Me-Mmt Italia, in Toscana, attraverso il referente Filippo Abbate. Da una parte la “tutela del cittadino”, dall’altra la “tutela del profitto”. Per questo motivo presto l’associazione sarà in prima fila, con quanti lo vorranno, per sensibilizzare in vista del referendum costituzionale del prossimo autunno

Si ringraziano i giornalisti Roberto Santilli e Marianna Gianforte per la collaborazione nell’intervista video.
Per una lettura puntuale della cronaca dell’incontro, si legga l’articolo di AbruzzoWeb.
Articolo originario: RivieraOggi .
https://youtu.be/Wbi3KUBXsDw
 
L’AQUILA – Un impianto da “utopia concreta”, come la chiama lui stesso, un piano di azione immediato che combacia con il classico keynesismo, ovviamente da ventunesimo secolo e dunque verde. Serge Latouche, invitato dal dipartimento di Scienze Umane de L’Aquila per una conferenza che si è svolta martedì 23 febbraio, ha avuto modo di relazionare sui classici temi della “decrescita“, termine lanciato da lui stesso, ha spiegato, “perché nel 2002 tutti parlavano di sviluppo sostenibile, che è uno slogan ma anche un ossimoro, per cui abbiamo contrapposto un altro termine che ha avuto successo”.
Ma quando dallo scenario utopico Latouche è sceso a quello dell’attuazione dello stesso nelle nostre società, le azioni evidenziate non sono state estremistiche: “La decrescita è un cammino, bisogna avviarsi nel suo sentiero”, ha detto l’intellettuale francese. E dunque “una riconversione ecologica delle economie”, “la fine della globalizzazione ultra-liberistache mette in guerra gli uni contro gli altri”, “la fine del mito delle esportazioni e unarivalutazione delle economie interne, come spiegava il più grande economista del Ventesimo Secolo, John Maynard Keynes“, alcune delle sue affermazioni. E inoltre: “L’obiettivo è quello di dare a tutti un lavoro“. Keynesismo, di fatto, o post-keynesismo, ovviamente “green“.
Nulla di molto diverso rispetto alle visioni programmatiche di buona parte della sinistra (ma non solo) che aspira ad un “New Deal verde“, oppure agli scenari di piena occupazione “verde” come quelli descritti in questo lavoro dall’economista statunitense della MMT Mathew Forstater Paper_Green_Jobs, tra l’altro presente qualche anno fa proprio a L’Aquila nell’ambito di un altro convegno partecipatissimo.
Quanto esposto sopra non è una critica a Latouche e ai pensatori e a coloro che si battono per un modello di vita ecologico. Anzi. Il pensiero latouchiano è sempre stimolante. Tuttavia crediamo che i veri intellettuali non siano coloro in grado di disegnare utopie, ma chi a partire da una nuova concezione del mondo riesca a individuare le azioni di cambiamento reali.
Da qui deriva il problema che i grandi sostenitori della decrescita hanno introiettato l’idea di un mondo “altro” da raggiungere e di conseguenza respingono le azioni utili al miglioramento dell’esistente poiché le ritengono figlie di una politica della crescita tout-court. Confondono strumenti con fini politici e rifiutando gli strumenti contrastano quei risultati politici che auspicano nelle intenzioni e rischiano di impedire nei fatti. Si tratta di una grande perdita di risorse ed energie umane ed intellettuali, purtroppo chiuse in un rischio di autoreferenzialità e sottratte alla sfida politica contemporanea.
Sottrazione che parte dallo stesso Latouche, come evidente dalla intervista video. Quando si risponde che vanno bene le politiche keynesiane “ma non per la crescita, bisogna dare lavoro a tutti e poi cercare di vivere bene”, si afferma un concetto lapalissiano, incontestabile. Oserei dire costituzionale: piena occupazione.
Oppure, alla domanda: “In che modo si possono attuare queste politiche, demandandole al mercato, allo Stato, o ad una via mediana tra questi due elementi”, la sottrazione latouchiana è tanto palese quanto poco concreta: “Né Stato né mercato, deve agire la società civile” e alle mie ulteriori richieste di comprensione dello slogan, stavolta, ha detto: “La società civile deve andare contro lo Stato e il mercato“. Il che purtroppo non significa nulla. Potrebbe essere una evasione dalla realtà, oppure il rifiuto di aderire a correnti di pensiero avversate pubblicamente per questioni di predominio intellettuale, quanto poi ricalcate una volta usciti dalla speculazione intellettuale.
Su un concetto, espresso sotto forma di domanda nell’intervista, vorrei invece approfondire la riflessione dei lettori. La “decrescita” è un concetto che si aggancia parimenti alla “crescita”, e dunque è speculare al tema del Pil. I “decrescisti” vorrebbero “uscire dall’economia”, anche se dovrebbero ammettere loro stessi che questa “fuga” dall’economia, per quando non definita, non significa in alcun modo la fine dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo, o, meglio ancora, la fine del capitalismo. La fine delle fonti fossili non significa fine del capitalismo, ad esempio.
Ho fatto presente a Latouche come le teorie post-keynesiane, ribadite coerenti con la realtà in documenti ufficiali della Bank of England, affermino chiaramente cosa avviene almeno negli Stati con moneta sovrana (quindi non nell’Eurozona): “Le tasse non pagano la spesa pubblica“.
Questo assunto libera l’economia dall’ultimo “numerino magico“, ovvero il dato della crescita del Prodotto Interno Lordo. Dato fondamentale, soprattutto in Eurozona (fortemente avversata da Latouche, va detto, come tempio dell’ultra-liberismo) perché ad esso sono rapportate le entrate dello Stato necessarie a garantire gli stipendi dei dipendenti pubblici, la Sanità, le pensioni, i servizi, gli investimenti.
Una volta invece separate queste due grandezze (Pil e imposte) e rese indipendenti, l’unico elemento da perseguire è davvero “l’interesse pubblico”, attraverso l’uso della “finanza funzionale” come descritto dall’economista Abba Lerner.
E l’interesse pubblico è una società dove tutti lavorano e dove si vive bene rispettando i vincoli naturali, per dirla con le parole di Latouche. Ma in tutto questo non si capisce cosa c’entri un termine come decrescita, quando parliamo invece di buon vecchio keynesismo adeguato alle esigenze ambientali e consapevole delle potenzialità della moneta moderna. 
 

Di seguito la trasmissione “L’Approdo”, andata in onda sulla televisione digitale terrestre abruzzese-marchigiana Super J venerdì 15 gennaio, avente per oggetto il tema della crisi bancaria seguente al cosiddetto decreto salvabanche dello scorso mese di novembre e gli effetti generati a livello economico, politico e finanziario.
Invitato Pier Paolo Flammini, referente per la Me-Mmt della Regione Marche, il quale ha criticato duramente la decisione del governo e della Commissione Europea che hanno condotto al decreto:  “Il governo prende ordini e fa quello che gli viene scritto, non tutela il risparmio secondo l’articolo 47 della Costituzione” ha esordito. Presenti in studio, con la conduttrice Daniela Facciolini, il deputato di Scelta Civica Giulio Cesare Sottanelli, presidente della Banca del Vomano, il giornalista economico Stefano Cianciotta e il referente per la Federconsumatori della Provincia di Ascoli Piceno Antonio Ficcadenti.

Servizio televisivo di Tv Centro Marche sull’incontro organizzato da Me-Mmt Marche a Senigallia lo scorso 19 dicembre. Interviste all’avvocato Marco Mori, al giornalista Pier Paolo Flammini, al trader Giovanni Zibordi e al presidente dell’associazione regionale Me-Mmt Tiziano Tanari

Nella sua intervista Zibordi illustra i Certificati di Credito Fiscale come possibile soluzione iniziale in previsione di un recupero pieno della sovranità monetaria e prevede che a breve si potrà riaprire una nuova fase di turbolenza finanziaria

Laura Agea si disse positivamente impressionata rispetto ai piani di lavoro transitorio illustrati durante la conferenza tenuta da Mosler a Bruxelles e affermò come quell’incontro non rappresentasse un momento finale quanto, piuttosto, l’avvio di un dialogo con il movimento italiano della MMT.

Sabato 5 dicembre si è svolto a Recanati un importante convegno organizzato dall’associazione Me-Mmt Marche Economia per la Piena Occupazione. Patrocinato dal Comune di Recanati e appoggiato dalla Confartigianato, l’evento si è svolto nell’Aula Magna del Municipio e si è incentrato sulla proiezione del docu-film “Lasciateci fare” realizzato dal regista Ruggero Arenella, e sul seguente dibattito che ha visto coinvolti oltre che lo stesso Arenella, il trader e blogger Giovanni Zibordi, l’economista Nino Galloni, con la moderazione e partecipazione di Pier Paolo Flammini, giornalista e referente regionale della Me-Mmt.
 
Proponiamo di seguito il video integrale del dibattito. Nei prossimi giorni proporremo delle interviste realizzate a Zibordi, Galloni e Arenella prima della proiezione.

Alcuni dei temi affrontati sono stati:

  • l’evoluzione del pensiero neoliberista, la conquista del suo predominio a livello mondiale fino al Trattato di Maastricht;
  • le ragioni dell’attuali crisi economica;
  • come riconquistare la sovranità monetaria e qual è il modo migliore a livello tecnico;
  • i CCF-Certificati di Credito Fiscale;
  • oltre la tecnica, come agire a livello politico.

Si raccomanda a tutti gli attivisti della MMT, se possibile, di attivarsi per la proiezione del docu-film di Arenella, in quando realizzato con passione, serietà, competenza e aderenza alle vicende storiche. Particolarmente rilevanti i passaggi storici con le dichiarazioni di Milton Friedman, Margaret Thatcher, Ronald Reagan, il colpo di Stato nel Cile di Allende nel 1973.
L’associazione Me-Mmt Marche ringrazia particolarmente l’associata Cristina Di Massimo per il grande impegno speso nella realizzazione dell’evento.

Di seguito il video integrale della relazione “Euro, the moment of Truth” tenuta da Warren Mosler assieme a Daniele Della Bona (Me-Mmt) e Giacomo Bracci (Epic) al Parlamento Europeo mercoledì 18 novembre.
Presto avremo modo di approfondire ulteriormente le informazioni grazie ad altre interviste, dichiarazioni e informazioni relativi all’incontro di Bruxelles. L’associazione Me-Mmt ringrazia in particolar modo il gruppo umbro della Me-Mmt per il grande lavoro svolto e l’europarlamentare del M5S Laura Agea che ha consentito lo svolgimento dell’evento.

 

Il canale regionale Tvrs ha realizzato un servizio di 11 minuti con interviste ai relatori Tiziano Tanari, presidente Me-Mmt Marche, Pier Paolo Flammini, referente regionale Me-Mmt e l’avvocato Marco Mori di Riscossa Italiana