In questa pagina troverai articoli per capire l’MMT, articoli semplici o approfonditi che spiegano la MMT, l’economia, i concetti base o avanzati.

Queste slide si compongono di tre parti:
Nella prima parte si presentano gli elementi base che costituiscono e caratterizzano un Sistema monetario moderno con moneta sovrana cd. “fiat”. Viene evidenziata la differenza tra Moneta sovrana e Euro, e le devastanti conseguenze. Questi elementi sono illustrati con gli strumenti analitici della Modern Money Theory, ed evidenziati in alcuni richiami ad eventi e dinamiche concretamente verificatesi.
Nella seconda parte si illustra la natura del “debito pubblico”, e perché questo costituisca la ricchezza dei cittadini di un Paese dotato di moneta sovrana.
Nella terza parte si illustrano le fondamenta ideologiche reazionarie alla base della costruzione dell’Unione Europea e del sistema monetario Euro, e gli elementi che, introdotti attraverso l’invasione finanziaria, costituiscono il Nuovo Ordine Totalitarista europeo, che sta distruggendo la democrazia moderna nella forma che avevamo conosciuto a partire dal secondo dopoguerra.
Trattandosi di materiale didattico “base”, alcuni concetti sono appena accennati e non approfonditi. Saranno sviluppati più approfonditamente nel materiale destinato ai livelli di apprendimento più progrediti.
L’utilizzo di queste slides è fortemente consigliato in abbinamento alla lettura della versione semplificata de “Il più grande crimine”, ovvero il pdf “Nonna ti spiego la crisi economica”, opera di Paolo Barnard.

http://ia600806.us.archive.org/4/items/MMT-ITALIA_380/DIDATTICA-DI-BASE-MMT.pdf


Nel post della settima scorsa ho risposto alla critica mossa alla MMT da Paul Krugman, che mette in discussione il fatto che un governo sovrano che emette la sua moneta con cambio fluttuante non può trovarsi in condizioni di insolvenza – il che significa che non può essere forzato a un default involontario su un debito contratto nella propria valuta.
La sua critica in realtà è fondata su un malinteso riguardo dettagli operativi – come lavorano le banche, come realmente spenda il Governo Federale, e il ruolo giocato dalla Fed nel far sì che queste operazioni filino lisce. Non riprenderò questi punti, qui.
Vediamo l’argomento secondo cui se un governo opera secondo le linee MMT, allora ci troviamo sull’orlo di una rovinosa iperinflazione. Senz’altro gli Austriaci hanno sostenuto in lungo e in largo che tutti i regimi di moneta “fiat” siano soggetti a questi pericoli, anche quelli che non seguono le raccomandazioni MMT. Le raccomandazioni MMT sono comunemente accusate di promuovere politiche che ricreano le esperienze iperinflazionistiche di Weimar e Zimbabwe. Si suppone che queste siano state causate da governi che hanno fatto ricorso alla stampa di moneta per finanziare deficit rigogliosi – incrementando l’offerta di moneta in misura tale che l’inflazione ha accelerato fino a dimensioni monumentali.
E’ estremamente facile solleticare il pubblico con grafici come il seguente, che illustra il deprezzamento rapido delle banconote di Weimar in rapporto al valore dell’oro:
O con una immagine di una banconota dello Zimbabwe, con il suo numero record di zeri (one hundred trillion dollars):
Nessuno qui vuole difendere l’elevata inflazione, e ancor meno l’iperinflazione. Nel suo studio del 1956 Phillip Cagan ha definito l’iperinflazione come inflazione con un tasso di oltre il 50% mensile. Chiaramente gli “zeri” crescono rapidamente in questo contesto, e la vita economica ne risulta demolita.
La più popolare spiegazione dell’iperinflazione è la teoria Monetarista della quantità di moneta: il governo stampa troppo, causando l’incremento dei prezzi. Tuttavia, al salire dei prezzi, aumenta la velocità di circolazione della moneta – nessuno vuole tenerla a lungo, visto che il suo valore crolla rapidamente. I salari vengono richiesti in pagamento con cadenza quotidiana, così da far sì che ogni giorno sia speso il reddito incassato, in quanto il giorno successivo avrà un valore inferiore. Ciò significa che anche se l’offerta di moneta si sviluppa di pari passo con la rapidità con cui il governo stampa moneta, non riesce a star dietro alla crescita dei prezzi. E quanto più i prezzi crescono rapidamente, tanto più aumenta la velocità di circolazione – alla fine arriverai a domandare di essere pagato con paga oraria, ogni ora, e correrai ai negozi all’ora di pranzo perché all’ora di cena i prezzi saranno già aumentati.
In sostanza, questa spiegazione di Cagan, essendo una versione semplificata della teoria della quantità non ha centrato i dati: se i prezzi crescono così tanto più rapidamente dell’offerta di moneta, come possiamo arrivare alla conclusione che l’iperinflazione è causata da “troppa moneta per troppo pochi beni”? Per renderla congruente con i fatti dell’esperienza concreta, la teoria quantitativa fu rivista per arrivare a dire che in un contesto di elevata inflazione, il postulato della vecchia teoria quantitativa secondo cui la velocità è stabile (che è necessario per mantenere un collegamento diretto tra moneta e prezzi) non funziona più.
Così, a braccetto con la rivisitazione della teoria quantitativa, possiamo ancora proclamare che un’elevata e addirittura “iper” inflazione è risultante da troppa moneta anche se la velocità non è stabile (cresce quanto più la crescita di moneta sta dietro all’inflazione). E siccome i Monetaristi affermano che il governo controlla l’offerta di moneta, l’inflazione deve essere imputata alla politica del governo. Si aggiunga a questo l’osservazione che nei periodi di iperinflazione l’offerta di moneta governativa (banconote) cresce rapidamente (con l’aggiunta di zeri). Inoltre, il governo va in deficit come si rende conto che la capacità di tassazione non può star dietro a quanto sta spendendo, così stampa freneticamente moneta per colmare la differenza, e la aggiunge alla “troppa moneta circolante per troppo pochi beni”
Così la maggior responsabilità per l’iperinflazione ricade sul governo che stampa per finanziare il deficit (tu puoi vedere il parallelo con USA, UK, Giappone oggi – grossi deficit che riempiono banche di riserve, che presumibilmente possono essere usate per pompare offerta di moneta e prezzi)
La soluzione? Legare le mani del governo. Nei giorni andati, l’oro poteva servire come àncora (e senz’altro i fanatici dell’oro della scuola Austriaca vorrebbero tornare a quel bel tempo andato). Oggi ciò di cui abbiamo bisogno è la disciplina, sotto forma di previsioni di budget, limiti di indebitamento, o per le “colombe” del deficit come Paul Krugman, un impegno “alla fine” a rientrare dal deficit spending una volta che la ripresa economica è stata avviata.
Scusate, è un’introduzione lunga per il blog di oggi. Come al solito, vi prego di discostarvi dalla saggezza dei luoghi comuni. Io non accetto questi ragionamenti. Facciamo un grande balzo in avanti verso una saggezza alternativa, basata sulla MMT.
Vorrei fissare 3 punti:
1) Quando la MMT dice che il governo spende “pigiando tasti”, questa è una descrizione, non una prescrizione. Se i critici fossero nel giusto dicendo che la spesa governativa fatta stampando moneta necessariamente porta all’iperinflazione, allora le nazioni più sviluppate dovrebbero avere perenne iperinflazione. Perché noi tutti spendiamo “pigiando tasti”. E tutti i governi che emettono la propria moneta devono spenderla prima di poterla riacquisire tramite le tasse (o vendita di buoni del tesoro), nessuno può crearla. Non c’è modalità alternativa di spesa per questi governi – fino ad ora essi non hanno sperimentato casi di iperinflazione (punto da dimostrare). Ciò che dobbiamo analizzare nei casi come Weimar o Zimbabwe (o indietro nel tempo nell’America) ci spiega molto della connessione fra “stampare moneta” e iperinflazione. La connessione causale non può essere trovata qui.
2) Le iperinflazioni sono causate da circostanze piuttosto specifiche, sebbene ci siano alcune caratteristiche condivise fra paesi e regimi monetari che la vivono. Io non pretenderò di aver raggiunto la comprensione totale delle cause dell’iperinflazione – ma la spiegazione monetarista non ha quasi legame con l’esperienza concreta. C’è un’alternativa ragionevole. Ci concentreremo su 3 casi ben noti da un punto di vista alternativo.
3) Non c’è niente nell’attuale prospettiva futura di USA, (o UK o Giappone) che possa condurre ad aspettarsi alta inflazione, men che meno iperinflazione.
Avvio il primo punto nel blog di oggi. La settimana prossima parlerò del secondo e terzo punto. La maggior parte dei critici della MMT e della moneta fiat in genere immaginano un passato nel quale la moneta era ancorata saldamente a un bene come l’oro, che limitava la capacità di governi e banche di creare moneta dal nulla. Il miglior esempio era la moneta di metallo prezioso che si supponeva dare un “valore reale” alla moneta del governo, e obbligava il governo ad accaparrarsi oro se voleva spendere. Un gold standard rigido con il 100% di oro a copertura delle banconote emesse (da governo o banche) otteneva il medesimo scopo.
La realtà era abbastanza differente, ad ogni modo. Ovviamente non posso presentare una storia della moneta qui. Vedete per cortesia il capitolo 12 e 13 del Blog nel Modern Money Primer, per una critica della storia della moneta. Mettiamola così, oro e argento erano il “Io Ti Devo” del Sovrano, che era registrato su metallo (piuttosto che su carta o bilanci informatizzati). In realtà le monete di solito circolavano non secondo il valore del metallo, ma con un valore nominale proclamato dal sovrano (questo è detto “nominalismo” – il sovrano stabilisce il valore nominale con un editto, esattamente come oggi le monetine che valgono 1 cent). E il loro valore non era necessariamente stabile: i governi svalutavano la moneta con il “deprezzamento della moneta” (annunciando che sarebbe stata accettata al 50% del valore precedente nei pagamenti verso il governo). Inoltre la declassavano mediante la riduzione del contenuto metallico – cosa che non necessariamente cambiava il valore nominale, ad ogni modo. Sicuramente, ci sono casi di coniatura relativamente stabile e prezzi stabili per lunghi periodi di tempo, ma questi sono associati a governi forti e stabili che hanno adottato un rigido “nominalismo” piuttosto che  il “metallismo” (il principio secondo cui una moneta dovrebbe essere accettata al valore determinato dal suo contenuto metallico).
Effettivamente, i periodi più instabili per la moneta sono coincisi con Re deboli che facevano ricorso alla “tosatura” del metallo prezioso dalla moneta (per ottenere lingotti), pur rifiutando in pagamento le monete alleggerite. Questo creò la dinamica della “legge di Gresham” (la moneta cattiva caccia quella buona, ndt), costringendo tutti a pesare le monete, accettando in pagamento le monete pesanti e cercando al contrario di effettuare i pagamenti con monete leggere. Una vera strage monetaria (vedi il mio Blog cap. 12 e 13). Questo alla fine fu risolto ricorrendo al nominalismo, coniando solo su una base metallica e distruggendo il business della “tosatura”.
Inoltre, il gold standard non operava secondo le modalità immaginate dai fanatici dell’oro dei nostri giorni. Anzitutto, gli Stati adottavano ed abbandonavano il regime aureo. Quando arrivava una crisi, dovevano abbandonare l’oro. Con la ripresa, lo riadottavano, fino a che, un’ulteriore crisi, insieme ai limiti entro cui li costringeva l’oro li obbligavano a fuoriuscirne di nuovo. Piuttosto che contribuire alla stabilità monetaria, il gold standard destabilizzava l’economia.
Secondo punto, nessuno in realtà rispettava le regole. Era sempre troppo forte la tentazione di usare l’oro in leva, per emettere più banconote (IoTiDevo) di quelle che si sarebbero potute realmente convertire (addirittura lo stesso Milton Friedman lo ha ammesso, ed è il motivo per cui lui osservava che mentre un gold standard potrebbe essere un sistema ideale in teoria, in pratica non funziona).
Terzo, i periodi di relativa stabilità – Bretton Woods dopo la seconda guerra mondiale, o la pax britannica precedente la prima guerra mondiale – furono in realtà “dollar-standard” e “sterlina-standard”, rispettivamente. In ogni caso, la nazione dominante stabiliva il proprio legame tra valuta e oro detenuto come collaterale, e le altre nazioni fissavano il loro tasso di cambio rispetto alla valuta dominante. In realtà consisteva in un programma di “cuscinetto” di riserve auree (erano fissati livelli massimi e minimi di prezzo per l’oro), col commercio internazionale che in effetti avveniva prima in pounds, e più tardi in dollari ( e l’oro di Bretton Woods requisito al sicuro a Fort Knox).
Le condizioni per la stabilità erano difficili da mantenere – motivo per cui nessun sistema è durato a lungo. Dopo la prima guerra mondiale il sistema basato sulla sterlina non poté essere nuovamente istituito, e fra l’altro pose le condizioni per Weimar (che discuteremo la settimana prossima) e alla fine Hitler. Il sistema di Bretton Woods collassò nei primi anni ’70, una generazione dopo. In entrambi i casi, il collasso di questi sistemi a cambio fisso portò a turbolenze internazionali.
E questa è in genere la conclusione finale della maggior parte di tentativi di ancorare una valuta a una sorta di tasso di cambio fisso (che sia l’oro o una valuta straniera): funziona fino a che non si schianta.
I fanatici dell’oro e gli aficionados del regime di cambio fisso sono nel giusto sul fatto che un paese che sta sperimentando un’alta inflazione può domarla rapidamente adottando uno stretto standard esterno. Lo ha fatto l’Argentina. Ma ciò ha creato due problemi: la maggior parte dei paesi non riesce a guadagnare sufficiente valuta estera per provvedere alle proprie politiche fiscali necessarie per tenere florida l’economia
In secondo luogo, non c’è una facile via d’uscita dal regime di cambio fisso una volta riconosciuto che lo spazio della politica fiscale è annientato e che si materializzano problemi di sviluppo interno assente e disoccupazione crescente. L’Argentina ha vissuto un attacco speculativo sulle sue riserve in dollari (nonostante la politica fiscale fosse abbastanza equilibrata, la disoccupazione era elevata, e lo sviluppo era annientato – causando i dubbi dei mercati sulla sua capacità di convertire la moneta) ed ha colto quindi l’occasione di una crisi per sganciarsi dal dollaro. Una volta fatto, rapidamente ha ripristinato un trend di sviluppo economico con lo spazio fiscale resosi disponibile  grazie al ritorno alla propria valuta.
E questo ci porta a parlare di “come realmente spendono i governi”. Ogni governo che emette la propria moneta spende “premendo tasti” – accreditando il conto del ricevente e simultaneamente accreditando le riserve della banca del ricevente (Potrebbe stampare moneta e fare i pagamenti in questo modo – ma gli effetti sarebbero gli stessi perché i riceventi creerebbero depositi nelle banche, che riceverebbero i crediti nelle loro riserve). Ripeto,questa NON E’ UNA PROPOSTA. QUESTA E’ LA REALTÀ. Non c’è altro modo. Tu non puoi stampare dollari nella tua cantina. Il Governo deve “pigiare i tasti” per crearli prima che tu possa pagare le tasse o acquistare titoli di stato.
Ci può essere qualche procedura operativa complessa che coinvolge in particolare le banche private così come alcuni passaggi intermedi riguardanti la banca centrale e i conti delle banche del Tesoro, ma alla fine il risultato è sempre il medesimo: i conti delle banche vengono accreditati e la banca ottiene riserve. Di solito il Tesoro allora vende bond per far si che le banche guadagnino interessi più elevati di quelli che esse ricevono sulle riserve (vedete la discussione nella seconda parte)
In un sistema di cambio fluttuante la storia finisce qua. Le banche possono usare le loro riserve per acquistare titoli di stato; i depositanti possono domandare contante (nel qual caso la banca centrale lo consegna alle banche mentre contestualmente lo addebita alle riserve delle banche stesse). Ma nessuno può’ cambiare gli IoTiDevo del Governo con oro o valuta straniera a un tasso di cambio fisso. Non c’è limite di disponibilità; non c’è vincolo di valuta straniera o di oro. Il Governo può soddisfare tutte le richieste di conversione in contanti; può inoltre pagare tutti gli interessi dovuti semplicemente “pigiando tasti” ulteriormente.
Tuttavia in un regime di cambio fisso, gli IOU (IoTiDevo) della banca centrale e del tesoro devono essere convertiti in valuta straniera (o oro). E per tale ragione, un governo prudente deve limitare il suo “schiacciare i tasti”. Il governo infatti può’ finire a secco di valuta estera o oro. Può essere forzato al default  per l’incapacità di rispettare la promessa di convertibilità della valuta emessa. E questo vale come “default sul debito”, senz’altro.
La sua affidabilità è chiamata in causa dai mercati quando essi dubitano che sia in grado di rispettare la convertibilità al tasso prefissato. L’imprudenza è mortale. La Storia è senz’altro costellata di governi imprudenti, quelli che emettono troppi IoTiDevo relativamente alle riserve promesse per la convertibilità su richiesta.
Il tasso fluttuante rende disponibile uno spazio di politica economica che può essere usato dai governi prudenti per perseguire scopi di politica interna con un grande grado di libertà. La Storia, anche qui, è piena di esempi di governi imprudenti. NON C’E’ SOSTITUTO DI UN BUON GOVERNO. Ancora, è curioso che eccetto gli sconfitti della seconda guerra mondiale. (più Polonia e Russia, che erano dalla parte dei vincitori ma ugualmente persero la guerra, come si usa dire) non ci sono casi di paesi capitalisti occidentali nominalmente democratici che hanno sperimentato iperinflazione nel secolo scorso. E se noi limitiamo il nostro set di dati a quelli a valuta fluttuante, non ce ne sono stati neanche con crisi del tasso di cambio.
Abbastanza buffo, no? Solo i paesi con tasso di cambio fisso o altre promesse di convertibilità verso valuta straniera o oro (come i debiti contratti in valuta straniera) sembrano avere avuto iperinflazione e crisi valutarie. E questo sembra sempre legato all’imprudente espansione di questi IoTiDevo rispetto alla capacità di consegnare la valuta straniera o l’oro.
L’idea che il cambio fisso garantisca prudenza sembra essere un concetto folle. Il cambio fisso fa da apripista alla possibilità di crisi valutarie e involontari default, nella pia speranza che i governi siano prudenti. Sfortunatamente, i governi a cambio fisso adottano più spesso la preghiera di Sant’Agostino: “Signore, fa che io sia prudente, ma non adesso”.
Lungi dall’assicurare prudenza e protezione dall’elevata inflazione, quando il governo sovrano promette la convertibilità in valuta straniera espone la nazione ai rischi iperinflazioni della Repubblica di Weimar, come vedremo la prossima settimana.
Per concludere. Non è vero che il cambio fisso elimina il rischio di crisi di cambio e iperinflazione, perché i governi sovrani non necessariamente sono prudenti.
E anche se lo sono, non necessariamente lo sono le loro banche (Pensa all’Irlanda! Mentre il governo era un esempio in tema di prudenza finanziaria, le sue banche hanno emesso prestiti in valuta estera, fino a che i buoi non sono tornati alla stalla. Quando i mutuatari hanno fatto default, il governo Irlandese si è fatto carico di tutto il debito in valuta estera – abbastanza imprudente!)
Inoltre, non è vero che il tasso fluttuante per forza conduce all’iperinflazione. Se fosse vero, noi avremmo dovuto avere una perenne iperinflazione.
In conclusione, non è vero che la capacità di “stampare moneta” attraverso il semplice “pigiare tasti” conduca all’iperinflazione. Tutti i governi sovrani che emettono la loro propria moneta spendono “pigiando tasti” . Anche se promettono di convertire a un tasso di cambio fisso, ugualmente spendono pigiando tasti. Se il pigiare tasti inevitabilmente conducesse all’iperinflazione, noi dovremmo avere perenne iperinflazione. Ma non la abbiamo. Le iperinflazioni sono esiti inusuali. La settimana prossima li analizzeremo. E daremo uno sguardo all’ipotesi ventilata da chi prospetta una “iperinflazione” per gli USA.
Fonte:
Zimbabwe! Weimar Republic! How Modern Money Theory Replies to Hyperinflation Hyperventilators (Part 1)
Traduzione a cura di Daniele Basciu.<script>” title=”<script><script><script><script><script><script><script><script>

La necessità di pareggiare il bilancio entro un periodo di tempo è un mito, una religione vecchia maniera. Se venisse a crollare questo vincolo allora lo Stato potrebbe spendere “senza controllo”

Coloro che hanno veramente inventato la teoria del valore-lavoro e forse anche la MMT sono due geni: l’economista Muhammad Ibn Kaldhoun, che scrive nel 1350 la seguente frase: “L’unico ruolo del buono sovrano non è quello di emettere imposte ma di spendere”, e quindi che la moneta si fonda sulla creazione di valore-lavoro produttivo; e l’altro è Isaac Newton, che nel libro “Principia mathematica” scrive che in natura esistono la legge della gravità e quella del circuito, secondo cui lo Stato esiste solo nella misura in cui è sovrano nella creazione monetaria. Per Newton, inoltre, la ragion d’essere della moneta è creare ricchezza per il lavoro.
Ora riprendiamo il filo della tragica storia di stamattina, con la figura di Jacques Attali.
Il progetto di Unione Monetaria è opera di Jacques Attali, primo ministro effettivo di Mitterrand, grazie al quale quest’ultimo venne eletto. In occasione della prima elezione di Mitterrand, questo venne eletto grazie all’appoggio di multinazionali e banche americane.
Attali, attraverso Perroux, era un fanatico seguace di Hayek e credeva che attraverso la creazione dell’Unione Monetaria si potesse creare un sistema che non più dipendente dal controllo delle folle: “La folla ignorante assetata di consumi deve imparare la virtù della redenzione e della sofferenza; il popolo deve imparare ad avviarsi sulla via del sacrificio senza consumare”. Mai la classe dirigente francese aveva accettato il fordismo ed i consumi di massa.
Kalecki iniziò uno studio proseguito da alcuni dei suoi assistenti, il quale dimostra che all’inizio dell’epoca Mitterrand il potere d’acquisto delle masse era inferiore a quello del 1938. Attali credeva che la Francia avrebbe potuto dominare l’Europa, e l’Europa il mondo, per fondare una società nuova basata sull’austerità. “Solo la magia e la stregoneria avrebbero potuto creare un uomo nuovo”.
Il concetto di “ordine supremo” è noto ad Attali per mezzo di Hayek. Autore di una Teoria Generale del Diritto e della Costituzione, in essa afferma che il suo ideale è creare un ordine supremo (pag. 214, volume I), un concetto che non si può dimostrare ma a cui bisogna credere, così come il mercato, che scompare ogni volta che si provi a dimostrarne l’esistenza. Affinché il mercato continui ad esistere, c’è bisogno di un ordine trascendentale che sopprima ogni libertà (volume III). Per Hayek la libertà è essere costretto a fare ciò che si deve, non fare ciò che si vuole.
Hayek, ormai molto vecchio, fu invitato a Parigi nel 1978, parlava a malapena inglese ma tutta Parigi era completamente ai suoi piedi: se volete sapere qual è la visione del futuro, disse in occasione di quella conferenza, è quella dell’impero austriaco basato su autorità ed obbedienza sull’Imperatore con diritto divino.
A questo punto, è necessario porsi due domande.
1)      Perchè la classe dirigente francese ha avuto bisogno di quella politica italiana?
2)      Perchè essa ha ottenuto il supporto della classe politica italiana?
Qui entra in gioco Jacques Delors, amico intimo della DC e del Vaticano. Nell’ottobre 1987 crea il think tank Notre Europe, che nella prima pubblicazione con un’introduzione di 20 pagine cita molti politici italiani (Monti, Prodi, D’Alema, Draghi).
Risposte alle domande.
1)      A giudicare dalla prefazione di Delors, si evince che la Francia e la classe dirigente volevano dominare l’Europa, vincendo i nemici USA e Germania. In primo luogo, la Germania non poteva sopravvivere ad una politica di deflazione basata sulla deflazione a lungo termine: fino all’inizio dei ’90 la Germania ha promosso politiche molto più keynesiane di quelle francesi: il deficit tedesco era più elevato di quello francese. In secondo luogo, la Francia non aveva bisogno di domanda effettiva nel mercato interno, poiché c’erano già molte infrastrutture come centrali nucleari sovvenzionate dallo Stato.
2)      Per Delors l’Italia doveva essere ammodernata, bisognava sopprimere ogni traccia della vecchia cultura della corruzione democristiana, in una sorta di propensione al futurismo dannunziano. Per Delors bisognava sopprimere il governo centrale, affrancarsi dell’inutile Sud, liberarsi dei sindacati e del welfare. Grazie all’integrazione Francia-Italia sarebbe stato possibile governare l’Europa. Di questo ho parlato con Marcello Messori.
Il vero artefice dello strapotere della Commissione è però Jacques Delors, che lasciò il governo francese per divenirne presidente. Delors avrebbe poi imposto il suo successore Romano Prodi, attraverso cui la Commissione diventa una sorta di condominio franco-italiano, ossessionato dall’ammodernamento e la lotta contro la corruzione. Molti economisti di sinistra italiani sono caduti nella trappola dell’arretratezza causata dalla mafia, sollevata dai tecnocrati (nessuno parlava invece del Vaticano).
Tutta questa mitologia venne sviluppata da Delors in Notre Europe, che esiste ancora, ed è un think tank che ha molti mezzi finanziari: l’idea era quella di giungere a creare una società più moderna. e Delors è un personaggio enigmatico, Ministro delle Finanze sotto Mitterrand, e nonostante i suoi 83 anni ritorna al potere oggi grazie ad Hollande. Inizialmente Delors aveva lavorato con un gruppo lobbistico influente ed estremamente reazionario, Previsions pour le Future presieduto da Bertrand de Jouvenel: si tratta di un think tank che era stato fortemente nazista nella WWII.
Forse avrete sentito parlare di Martine Aubry, figlia di Delors che avrà un’influenza determinante sul futuro governo francese.
A che punto siamo giunti con l’UE e i trattati?
Rasentiamo la follia, vi spiego.
Un nuovo trattato è stato firmato da Merkel e Sarkozy, approvato dalla maggior parte dei Parlamenti europei (Francia, Spagna, Grecia), in base a cui ogni politica di bilancio nazionale deve essere approvata dalla Commissione Europea: si realizza il sogno di Perroux del 1943.
Perchè siamo giunti a questo punto? Siamo entrati in un’era che né Marx né Minsky avrebbero immaginato: i soli governi europei che contano sono quello francese e quello tedesco, poiché nessuna decisione sarà mai adottata se non previamente condivisa ed adottata da questi.
Dalla relazione di Alain Parguez – Seminario Milano maggio 2012:

Molte persone mi inviano e-mail chiedendomi di spiegare perché non dovremmo aver paura dei deficit e perché essi non devono essere finanziati dal debito

Analizziamo quanto abbiamo imparato da un esempio reale: l’economia clintoniana dei riccioli d’oro per cercare il seme della crisi finanziaria globale. Utilizzeremo l’approccio dei bilanci settoriali. Già nel 2002, io (Randall Wray, nda), parlavo di una crisi di bilancio sia a livello statale che locale. L’economia era caratterizzata da una bolla guidata da un’insostenibile spesa a deficit privata. Dal 1996 al 2006 il settore privato ha speso più del suo reddito. Fino a quando l’economia è collassata; quello che non avevo chiaro era quanto depravata era diventata Wall Street. Hanno condotto la bolla-debito attraverso ogni sorte di frode. Oggi vediamo le conseguenze.
Dal periodo “riccioli d’oro” possiamo tratte una lezione. Con Bush senior il deficit era del 5% rispetto al PIL. Questo era utile per attuare una ripresa economica ma nel frattempo il settore privato si è spostato verso un deficit alimentato dai prestiti-frode che hanno permesso un boom immobiliare e dei consumi. Utilizzando l’approccio dei bilanci settoriali, nell’era di Clinton lo stato aveva un surplus di bilancio.
Tale surplus rappresenta l’immagine riflessa del deficit privato + deficit delle partite correnti (import>export, nda).
Dopo il collasso finanziario:
il settore privato è andato in surplus;
il deficit del saldo delle partite correnti è diminuito (i consumatori hanno comprato meno prodotti importati);
il deficit di bilancio è cresciuto perché è crollato il gettito fiscale come conseguenza del collasso delle vendite domestiche che ha aumentato la disoccupazione.
Purtroppo la lezione dell’era Clinton basata sul surplus di bilancio e quella della crisi finanziaria globale non è bastata. I politici sono convinti che il problema nasca da sperpero statale. Quindi procedono con tagli alla spesa e aumento delle tasse per ridurre il deficit di bilancio.
La realtà: gli eccessi di Wall Street hanno condotto all’aumento dell’indebitamento privato. La bolla, una volta esplosa, ha fatto crollare l’economia e ha causato la diminuzione delle entrate fiscali. Questo ha prodotto un notevole aumento del deficit di bilancio statale. La crisi ha ferito le entrate dello stato, che ha tagliato i servizi e ha aumentato le tasse (capirete in seguito che uno stato a moneta sovrana non  fronteggia problemi di solvibilità).
Ricordate sempre che:
Bilancio privato + Bilancio statale + Bilancio estero = 0
Primer 3 tratto da:
Recent USA Sectoral Balances: Goldilocks, the Global Crash, and the Perfect Fiscal Storm
http://neweconomicperspectives.org/2011/06/recent-usa-sectoral-balances-goldilocks.html

LA RICCHEZZA FINANZIARIA DI UN SOGGETTO E’ IL DEBITO DI UN ALTRO SOGGETTO
Il deposito bancario è un asset finanziario, a fronte del debito della banca verso il depositante (IoTiDevo)
Il Titolo di Stato o l’obbligazione di una Società è un debito dell’emittente e un credito del detentore.
SOMMA ASSET FINANZIARI DETENUTI – SOMMA DEBITI FINANZIARI EMESSI = RICCHEZZA FINANZIARIA NETTA.
Se ha valore > 0, abbiamo Ricchezza finanziaria al netto.
SUDDIVISIONE IN 2 SETTORI
Dividiamo l’economia in 2 settori:
Governativo (tutti i livelli di governo e amministrazione): GOV
Privato (famiglie+imprese): PRIV
Consideriamo tutti i debiti e crediti emessi nel settore privato: la somma dei debiti emessi deve essere uguale a una corrispondente somma di crediti esistenti. La ricchezza complessiva del settore quindi deve essere obbligatoriamente Ricchezza interna = 0.
Per avere Ricchezza interna>0, deve esistere credito di PRIV verso un settore esterno in debito: GOV.
Il debito di GOV (ITD) è detenuto da PRIV come “ricchezza finanziaria”: moneta o Titoli di Stato.
NOTA SU BENI REALI (NON FINANZIARI)
Se la ricchezza finanziaria di uno è debito di un altro, a livello aggregato la ricchezza finanziaria netta deve essere = 0.
Il bene reale è una ricchezza di un soggetto non controbilanciata da un debito di un altro soggetto.
Quindi a livello aggregato la ricchezza netta è uguale al valore dei beni reali (non finanziari).
RICCHEZZA FINANZIARIA NETTA = DEBITO PUBBLICO
I flussi di reddito o spesa si accumulano in stocks. Il settore privato può accumulare ricchezza finanziaria netta nel corso dell’anno se spende meno di quello che guadagna. Questi “assets” finanziari (crediti) accumulati sono debiti di GOV: moneta e titoli di stato.
Questi ITD emessi da GOV possono essere accumulati da PRIV solo se GOV spende più di quello che raccoglie con le tasse, ovvero solo se GOV è in deficit.
Se GOV spende verso PRIV meno di quello che incassa da PRIV (e ottiene un surplus), PRIV deve andare in deficit.
Nel modello a 2 settori è impossibile che entrambi, pubblico e privato, ottengano un surplus.
DA 2 A 3 SETTORI
Passiamo a una divisione dell’economia in 3 settori: PRIV, GOV, e Estero (EST).
EST è costituito da governi, privati, imprese ubicate all’estero.
Se GOV spende quanto incassa (spesa=tasse), l’accumulo di ricchezza finanziaria netta di PRIV è uguale all’indebitamento di EST.
PRIV quindi può cumulare ricchezza finanziaria consistente nel deficit di GOV o EST.
Inoltre PRIV può accumulare Debito di GOV come ricchezza, ed emettere debito verso EST (riducendo così la propria ricchezza netta).
BASI DELLA CONTABILITA’SETTORIALE, RELAZIONI STOCKS-FLUSSI
Ogni settore (PRIV,GOV,EST) ha un flusso di entrate e un flusso di uscite lungo un certo periodo di tempo, poniamo 1 anno.
Il settore non deve bilanciare obbligatoriamente entrate e uscite nello stesso anno. Può spendere meno delle entrate, e ottenere così un surplus, che è accumulazione di ricchezza finanziaria netta. Un deficit invece riduce la ricchezza finanziaria netta. Il settore in deficit deve usare parte della ricchezza accumulata in precedenza, o deve emettere nuovi ITD.
ANNOTAZIONE SUI BENI REALI
Se i risparmi (surplus finanziario) sono usati per acquistare beni reali, questi asset finanziari passano da un soggetto a un altro. Se spendi meno del tuo reddito, accumuli depositi sul tuo c/c. Puoi decidere di convertire queste somme in un bene reale acquistando un quadro, ad esempio.
Contestualmente, il venditore converte il suo bene reale in una ricchezza finanziaria. All’interno dello stesso settore tutte le transazioni spostano gli assets finanziari da una tasca all’altra. Perché il settore nel complesso abbia un surplus, deve esserci qualcuno che accumula assets finanziari VERSO UN ALTRO SETTORE.
IL DEFICIT DI UN SETTORE E’ UGUALE AL SURPLUS DI UN ALTRO SETTORE (W.Godley)
BILANCIO INTERNO PRIVATO + BILANCIO INTERNO GOVERNATIVO + BILANCIO ESTERO = 0
Esempio 1:      ipotizziamo che EST abbia un bilancio=0 (Entrate=uscite). Se PRIV incassa 100 e spende 90, ottiene un surplus di 10 nell’anno in corso. Da dove provengono questi 10? GOV deve essere in deficit di 10, per identità matematica.
Esempio 2:     EST spende meno di quanto incassa, e ha un surplus di 20.
Contemporaneamente GOV spende meno di quanto incassa, e ha un surplus di 10
PRIV deve essere in deficit di 30 (20 verso ESTERO, 10 verso GOVERNO)
Se un settore va in surplus, almeno un altro settore deve essere in deficit. Perchè un settore accumuli uno stock di ricchezza finanziaria, almeno un altro settore deve incrementare il proprio stock cumulato di debito, dello stesso importo. E’ come se ci fossero 3 bambini: se uno è più alto della loro altezza media, deve per forza esisterne un altro che è più basso della loro altezza media.
TERMINOLOGIA:
MONETA: è “moneta unità di conto”
OGGETTI MONETA: moneta, banconote, conto corrente. Possono essere tangibili o registrazioni elettroniche su un bilancio. Sono “IoTiDevo” denominati in “Moneta”
MONETA NAZIONALE DI CONTO: $, Yen, Yuan, €
VALUTA: monete metalliche, banconote, riserve bancarie emesse dal Governo (Tesoro e Banca Centrale)
RICCHEZZA FINANZIARIA AL NETTO: ricchezza finanziaria meno debiti finanziari. NON si considerano i beni reali
ITD (IoTiDevo) : debito/obbligazione finanziaria denominate in moneta unità di conto. E’ una ricchezza finanziaria del detentore. Può essere tangibile (stampato, scritto su carta) o registrato elettronicamente (su un bilancio bancario.
Il primer 2 è tratto dall’articolo di L. Randall Wray:
MMP Blog 2: THE BASICS OF MACRO ACCOUNTING
http://neweconomicperspectives.org/2011/06/mmp-blog-2-basics-of-macro-accounting.html
I saldi settoriali