In questa pagina troverai articoli per capire l’MMT, articoli semplici o approfonditi che spiegano la MMT, l’economia, i concetti base o avanzati.

Coloro che hanno veramente inventato la teoria del valore-lavoro e forse anche la MMT sono due geni: l’economista Muhammad Ibn Kaldhoun, che scrive nel 1350 la seguente frase: “L’unico ruolo del buono sovrano non è quello di emettere imposte ma di spendere”, e quindi che la moneta si fonda sulla creazione di valore-lavoro produttivo; e l’altro è Isaac Newton, che nel libro “Principia mathematica” scrive che in natura esistono la legge della gravità e quella del circuito, secondo cui lo Stato esiste solo nella misura in cui è sovrano nella creazione monetaria. Per Newton, inoltre, la ragion d’essere della moneta è creare ricchezza per il lavoro.
Ora riprendiamo il filo della tragica storia di stamattina, con la figura di Jacques Attali.
Il progetto di Unione Monetaria è opera di Jacques Attali, primo ministro effettivo di Mitterrand, grazie al quale quest’ultimo venne eletto. In occasione della prima elezione di Mitterrand, questo venne eletto grazie all’appoggio di multinazionali e banche americane.
Attali, attraverso Perroux, era un fanatico seguace di Hayek e credeva che attraverso la creazione dell’Unione Monetaria si potesse creare un sistema che non più dipendente dal controllo delle folle: “La folla ignorante assetata di consumi deve imparare la virtù della redenzione e della sofferenza; il popolo deve imparare ad avviarsi sulla via del sacrificio senza consumare”. Mai la classe dirigente francese aveva accettato il fordismo ed i consumi di massa.
Kalecki iniziò uno studio proseguito da alcuni dei suoi assistenti, il quale dimostra che all’inizio dell’epoca Mitterrand il potere d’acquisto delle masse era inferiore a quello del 1938. Attali credeva che la Francia avrebbe potuto dominare l’Europa, e l’Europa il mondo, per fondare una società nuova basata sull’austerità. “Solo la magia e la stregoneria avrebbero potuto creare un uomo nuovo”.
Il concetto di “ordine supremo” è noto ad Attali per mezzo di Hayek. Autore di una Teoria Generale del Diritto e della Costituzione, in essa afferma che il suo ideale è creare un ordine supremo (pag. 214, volume I), un concetto che non si può dimostrare ma a cui bisogna credere, così come il mercato, che scompare ogni volta che si provi a dimostrarne l’esistenza. Affinché il mercato continui ad esistere, c’è bisogno di un ordine trascendentale che sopprima ogni libertà (volume III). Per Hayek la libertà è essere costretto a fare ciò che si deve, non fare ciò che si vuole.
Hayek, ormai molto vecchio, fu invitato a Parigi nel 1978, parlava a malapena inglese ma tutta Parigi era completamente ai suoi piedi: se volete sapere qual è la visione del futuro, disse in occasione di quella conferenza, è quella dell’impero austriaco basato su autorità ed obbedienza sull’Imperatore con diritto divino.
A questo punto, è necessario porsi due domande.
1)      Perchè la classe dirigente francese ha avuto bisogno di quella politica italiana?
2)      Perchè essa ha ottenuto il supporto della classe politica italiana?
Qui entra in gioco Jacques Delors, amico intimo della DC e del Vaticano. Nell’ottobre 1987 crea il think tank Notre Europe, che nella prima pubblicazione con un’introduzione di 20 pagine cita molti politici italiani (Monti, Prodi, D’Alema, Draghi).
Risposte alle domande.
1)      A giudicare dalla prefazione di Delors, si evince che la Francia e la classe dirigente volevano dominare l’Europa, vincendo i nemici USA e Germania. In primo luogo, la Germania non poteva sopravvivere ad una politica di deflazione basata sulla deflazione a lungo termine: fino all’inizio dei ’90 la Germania ha promosso politiche molto più keynesiane di quelle francesi: il deficit tedesco era più elevato di quello francese. In secondo luogo, la Francia non aveva bisogno di domanda effettiva nel mercato interno, poiché c’erano già molte infrastrutture come centrali nucleari sovvenzionate dallo Stato.
2)      Per Delors l’Italia doveva essere ammodernata, bisognava sopprimere ogni traccia della vecchia cultura della corruzione democristiana, in una sorta di propensione al futurismo dannunziano. Per Delors bisognava sopprimere il governo centrale, affrancarsi dell’inutile Sud, liberarsi dei sindacati e del welfare. Grazie all’integrazione Francia-Italia sarebbe stato possibile governare l’Europa. Di questo ho parlato con Marcello Messori.
Il vero artefice dello strapotere della Commissione è però Jacques Delors, che lasciò il governo francese per divenirne presidente. Delors avrebbe poi imposto il suo successore Romano Prodi, attraverso cui la Commissione diventa una sorta di condominio franco-italiano, ossessionato dall’ammodernamento e la lotta contro la corruzione. Molti economisti di sinistra italiani sono caduti nella trappola dell’arretratezza causata dalla mafia, sollevata dai tecnocrati (nessuno parlava invece del Vaticano).
Tutta questa mitologia venne sviluppata da Delors in Notre Europe, che esiste ancora, ed è un think tank che ha molti mezzi finanziari: l’idea era quella di giungere a creare una società più moderna. e Delors è un personaggio enigmatico, Ministro delle Finanze sotto Mitterrand, e nonostante i suoi 83 anni ritorna al potere oggi grazie ad Hollande. Inizialmente Delors aveva lavorato con un gruppo lobbistico influente ed estremamente reazionario, Previsions pour le Future presieduto da Bertrand de Jouvenel: si tratta di un think tank che era stato fortemente nazista nella WWII.
Forse avrete sentito parlare di Martine Aubry, figlia di Delors che avrà un’influenza determinante sul futuro governo francese.
A che punto siamo giunti con l’UE e i trattati?
Rasentiamo la follia, vi spiego.
Un nuovo trattato è stato firmato da Merkel e Sarkozy, approvato dalla maggior parte dei Parlamenti europei (Francia, Spagna, Grecia), in base a cui ogni politica di bilancio nazionale deve essere approvata dalla Commissione Europea: si realizza il sogno di Perroux del 1943.
Perchè siamo giunti a questo punto? Siamo entrati in un’era che né Marx né Minsky avrebbero immaginato: i soli governi europei che contano sono quello francese e quello tedesco, poiché nessuna decisione sarà mai adottata se non previamente condivisa ed adottata da questi.
Dalla relazione di Alain Parguez – Seminario Milano maggio 2012:

Molte persone mi inviano e-mail chiedendomi di spiegare perché non dovremmo aver paura dei deficit e perché essi non devono essere finanziati dal debito

Analizziamo quanto abbiamo imparato da un esempio reale: l’economia clintoniana dei riccioli d’oro per cercare il seme della crisi finanziaria globale. Utilizzeremo l’approccio dei bilanci settoriali. Già nel 2002, io (Randall Wray, nda), parlavo di una crisi di bilancio sia a livello statale che locale. L’economia era caratterizzata da una bolla guidata da un’insostenibile spesa a deficit privata. Dal 1996 al 2006 il settore privato ha speso più del suo reddito. Fino a quando l’economia è collassata; quello che non avevo chiaro era quanto depravata era diventata Wall Street. Hanno condotto la bolla-debito attraverso ogni sorte di frode. Oggi vediamo le conseguenze.
Dal periodo “riccioli d’oro” possiamo tratte una lezione. Con Bush senior il deficit era del 5% rispetto al PIL. Questo era utile per attuare una ripresa economica ma nel frattempo il settore privato si è spostato verso un deficit alimentato dai prestiti-frode che hanno permesso un boom immobiliare e dei consumi. Utilizzando l’approccio dei bilanci settoriali, nell’era di Clinton lo stato aveva un surplus di bilancio.
Tale surplus rappresenta l’immagine riflessa del deficit privato + deficit delle partite correnti (import>export, nda).
Dopo il collasso finanziario:
il settore privato è andato in surplus;
il deficit del saldo delle partite correnti è diminuito (i consumatori hanno comprato meno prodotti importati);
il deficit di bilancio è cresciuto perché è crollato il gettito fiscale come conseguenza del collasso delle vendite domestiche che ha aumentato la disoccupazione.
Purtroppo la lezione dell’era Clinton basata sul surplus di bilancio e quella della crisi finanziaria globale non è bastata. I politici sono convinti che il problema nasca da sperpero statale. Quindi procedono con tagli alla spesa e aumento delle tasse per ridurre il deficit di bilancio.
La realtà: gli eccessi di Wall Street hanno condotto all’aumento dell’indebitamento privato. La bolla, una volta esplosa, ha fatto crollare l’economia e ha causato la diminuzione delle entrate fiscali. Questo ha prodotto un notevole aumento del deficit di bilancio statale. La crisi ha ferito le entrate dello stato, che ha tagliato i servizi e ha aumentato le tasse (capirete in seguito che uno stato a moneta sovrana non  fronteggia problemi di solvibilità).
Ricordate sempre che:
Bilancio privato + Bilancio statale + Bilancio estero = 0
Primer 3 tratto da:
Recent USA Sectoral Balances: Goldilocks, the Global Crash, and the Perfect Fiscal Storm
http://neweconomicperspectives.org/2011/06/recent-usa-sectoral-balances-goldilocks.html

LA RICCHEZZA FINANZIARIA DI UN SOGGETTO E’ IL DEBITO DI UN ALTRO SOGGETTO
Il deposito bancario è un asset finanziario, a fronte del debito della banca verso il depositante (IoTiDevo)
Il Titolo di Stato o l’obbligazione di una Società è un debito dell’emittente e un credito del detentore.
SOMMA ASSET FINANZIARI DETENUTI – SOMMA DEBITI FINANZIARI EMESSI = RICCHEZZA FINANZIARIA NETTA.
Se ha valore > 0, abbiamo Ricchezza finanziaria al netto.
SUDDIVISIONE IN 2 SETTORI
Dividiamo l’economia in 2 settori:
Governativo (tutti i livelli di governo e amministrazione): GOV
Privato (famiglie+imprese): PRIV
Consideriamo tutti i debiti e crediti emessi nel settore privato: la somma dei debiti emessi deve essere uguale a una corrispondente somma di crediti esistenti. La ricchezza complessiva del settore quindi deve essere obbligatoriamente Ricchezza interna = 0.
Per avere Ricchezza interna>0, deve esistere credito di PRIV verso un settore esterno in debito: GOV.
Il debito di GOV (ITD) è detenuto da PRIV come “ricchezza finanziaria”: moneta o Titoli di Stato.
NOTA SU BENI REALI (NON FINANZIARI)
Se la ricchezza finanziaria di uno è debito di un altro, a livello aggregato la ricchezza finanziaria netta deve essere = 0.
Il bene reale è una ricchezza di un soggetto non controbilanciata da un debito di un altro soggetto.
Quindi a livello aggregato la ricchezza netta è uguale al valore dei beni reali (non finanziari).
RICCHEZZA FINANZIARIA NETTA = DEBITO PUBBLICO
I flussi di reddito o spesa si accumulano in stocks. Il settore privato può accumulare ricchezza finanziaria netta nel corso dell’anno se spende meno di quello che guadagna. Questi “assets” finanziari (crediti) accumulati sono debiti di GOV: moneta e titoli di stato.
Questi ITD emessi da GOV possono essere accumulati da PRIV solo se GOV spende più di quello che raccoglie con le tasse, ovvero solo se GOV è in deficit.
Se GOV spende verso PRIV meno di quello che incassa da PRIV (e ottiene un surplus), PRIV deve andare in deficit.
Nel modello a 2 settori è impossibile che entrambi, pubblico e privato, ottengano un surplus.
DA 2 A 3 SETTORI
Passiamo a una divisione dell’economia in 3 settori: PRIV, GOV, e Estero (EST).
EST è costituito da governi, privati, imprese ubicate all’estero.
Se GOV spende quanto incassa (spesa=tasse), l’accumulo di ricchezza finanziaria netta di PRIV è uguale all’indebitamento di EST.
PRIV quindi può cumulare ricchezza finanziaria consistente nel deficit di GOV o EST.
Inoltre PRIV può accumulare Debito di GOV come ricchezza, ed emettere debito verso EST (riducendo così la propria ricchezza netta).
BASI DELLA CONTABILITA’SETTORIALE, RELAZIONI STOCKS-FLUSSI
Ogni settore (PRIV,GOV,EST) ha un flusso di entrate e un flusso di uscite lungo un certo periodo di tempo, poniamo 1 anno.
Il settore non deve bilanciare obbligatoriamente entrate e uscite nello stesso anno. Può spendere meno delle entrate, e ottenere così un surplus, che è accumulazione di ricchezza finanziaria netta. Un deficit invece riduce la ricchezza finanziaria netta. Il settore in deficit deve usare parte della ricchezza accumulata in precedenza, o deve emettere nuovi ITD.
ANNOTAZIONE SUI BENI REALI
Se i risparmi (surplus finanziario) sono usati per acquistare beni reali, questi asset finanziari passano da un soggetto a un altro. Se spendi meno del tuo reddito, accumuli depositi sul tuo c/c. Puoi decidere di convertire queste somme in un bene reale acquistando un quadro, ad esempio.
Contestualmente, il venditore converte il suo bene reale in una ricchezza finanziaria. All’interno dello stesso settore tutte le transazioni spostano gli assets finanziari da una tasca all’altra. Perché il settore nel complesso abbia un surplus, deve esserci qualcuno che accumula assets finanziari VERSO UN ALTRO SETTORE.
IL DEFICIT DI UN SETTORE E’ UGUALE AL SURPLUS DI UN ALTRO SETTORE (W.Godley)
BILANCIO INTERNO PRIVATO + BILANCIO INTERNO GOVERNATIVO + BILANCIO ESTERO = 0
Esempio 1:      ipotizziamo che EST abbia un bilancio=0 (Entrate=uscite). Se PRIV incassa 100 e spende 90, ottiene un surplus di 10 nell’anno in corso. Da dove provengono questi 10? GOV deve essere in deficit di 10, per identità matematica.
Esempio 2:     EST spende meno di quanto incassa, e ha un surplus di 20.
Contemporaneamente GOV spende meno di quanto incassa, e ha un surplus di 10
PRIV deve essere in deficit di 30 (20 verso ESTERO, 10 verso GOVERNO)
Se un settore va in surplus, almeno un altro settore deve essere in deficit. Perchè un settore accumuli uno stock di ricchezza finanziaria, almeno un altro settore deve incrementare il proprio stock cumulato di debito, dello stesso importo. E’ come se ci fossero 3 bambini: se uno è più alto della loro altezza media, deve per forza esisterne un altro che è più basso della loro altezza media.
TERMINOLOGIA:
MONETA: è “moneta unità di conto”
OGGETTI MONETA: moneta, banconote, conto corrente. Possono essere tangibili o registrazioni elettroniche su un bilancio. Sono “IoTiDevo” denominati in “Moneta”
MONETA NAZIONALE DI CONTO: $, Yen, Yuan, €
VALUTA: monete metalliche, banconote, riserve bancarie emesse dal Governo (Tesoro e Banca Centrale)
RICCHEZZA FINANZIARIA AL NETTO: ricchezza finanziaria meno debiti finanziari. NON si considerano i beni reali
ITD (IoTiDevo) : debito/obbligazione finanziaria denominate in moneta unità di conto. E’ una ricchezza finanziaria del detentore. Può essere tangibile (stampato, scritto su carta) o registrato elettronicamente (su un bilancio bancario.
Il primer 2 è tratto dall’articolo di L. Randall Wray:
MMP Blog 2: THE BASICS OF MACRO ACCOUNTING
http://neweconomicperspectives.org/2011/06/mmp-blog-2-basics-of-macro-accounting.html
I saldi settoriali