(Tratto da billyblog: “banksters misbehaving again but Portugal offers hope“, professor William Mitchell MMT, 23 Ottobre 2015).

Bloco de Ezquerda

La notizia che arriva dal Portogallo è potenzialmente molto buona, con il partito Socialista che supera le storiche ostilità con il partito Comunista per formare una coalizione con il supporto addizionale del blocco di sinistra.

Bloco de Ezquerda ha il diritto di governare il Portogallo dopo le recenti elezioni,  con le quali hanno conquistato la maggioranza in Parlamento. La maggior parte degli elettori portoghesi ha rigettato i precedenti regimi ossessionati dall’austerità e stanno pretendendo un cambiamento.

I partners della coalizione del Partito Socialista supportano un’uscita dall’Eurozona e hanno visto la capitolazione di Syriza in Grecia. Sanno che l’uscita (dall’Unione monetaria europea ndt), è il solo modo di ripristinare la democrazia in Portogallo e di impedire alla Troika di rovinare ulteriormente la loro nazione.

I Comunisti hanno asserito che abbandoneranno l’austerità e i suoi strumenti – il Patto di stabilità e di crescita (e le sue estensioni come il Six e Two Pack e il Fiscal Compact). Rigettano anche le privatizzazioni e si muoveranno per ripristinare la proprietà pubblica delle banche, dell’energia, delle reti di comunicazione e dei trasporti.

I Socialisti, che costituiscono i moderati di questa coalizione, nondimeno pianificano di restaurare i diritti e le tutele dei lavoratori e di incrementare il salario minimo (così che i datori di lavoro non possano eludere le leggi servendosi di terzisti/appaltatori indipendenti).

Essi hanno parimenti proposto sostanziali spinte alla spesa pubblica per poter dare una spinta all’economia depressa.

Seguiremo gli eventi con interesse. Almeno, la sinistra in Portogallo al momento non sembra che si rivelerà di essere quello che Syriza è diventata.

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