Il 19 novembre 2012, Moody’s, un’agenzia di rating, ha declassato il debito pubblico della Francia. Il 12 gennaio era stata preceduta da Standard & Poor’s.

Ecco cosa aveva detto Alain Parguez, durante il summit ME-MMT di Cagliari, sul rapporto tra la Francia e queste società:

L’attività di spesa di uno Stato a moneta sovrana, necessaria per creare prosperità e benessere verso la collettività, non può subire alcuna pressione o minaccia. Uno Stato a moneta sovrana non può essere costretto a fallire, poiché crea la sua moneta dal nulla. È cosi, ma non è detto che le agenzie lo comprendano, tant’è vero che nell’estate del 2011 hanno declassato gli Stati Uniti d’America (USA).
Con quali effetti? Nulli, gli USA hanno diminuito i loro tassi sui titoli a 10 anni proprio dal 2011 in poi, dimostrando come le agenzie di rating non possano influenzare le nazioni monetariamente sovrane (figura sotto).

Il contrario vale per gli Stati che hanno adottato l’euro, i quali sono fortemente condizionati dalle agenzie di rating. Queste ultime, periodicamente, valutano il grado di solvibilità di un Paese, non importa che sia monetariamente sovrano o meno e ciò è di per sé comico. Nel momento in cui una nazione del sistema euro subisce un declassamento, ciò significa che il suo “merito creditizio” viene considerato meno affidabile e, di conseguenza, le banche esigeranno un tasso di rendimento superiore per acquistarne i titoli di Stato. Questo meccanismo incrementerà la difficoltà di spesa per lo Stato che ha subito la “bocciatura”. Da qui, dalla mancanza di sovranità monetaria, dall’appartenenza al sistema euro, nasce l’esigenza sia di incrementare esponenzialmente la tassazione sia di diminuire la spesa.

L’Unione europea è una aberrazione della Democrazia e del diritto pubblico poiché favorisce tutto questo. È stato creato un sistema in cui alcune società hanno la possibilità di decidere se un Paese e i cittadini che lo compongono devono vivere dignitosamente o meno. I mercati sono sovrani, gli Stati no. Le agenzie di rating rappresentano uno strumento per imporre delle pressioni aggiuntive a quelle nazioni che non volessero adottare le riforme di austerità imposte dalla Troika (BCE+UE+FMI) ed è da considerare sotto quest’ottica la dichiarazione di Pierre Moscovici, ministro delle finanze francese che considera il downgrade “un invito a continuare e a ampliare in maniera rapida e risolutiva le riforme iniziate dal governo”. Oggi, il sistema euro ha fatto si che gli strozzini possano decidere il futuro dei popoli. Guardiamo la Grecia, l’Irlanda o la Spagna: devono elemosinare risorse da enti sovranazionali composti da non eletti.
Vogliamo porre fine a quest’incubo? Io lo voglio.

Comments

  1. io sono statoa Rimini,e da prima che ci andassi avevo gia’ cominciato a descrivere la situazione economica,grazie alle info di Barnard,e da quando sono tornato dal summit,ogni santo giorno non faccio altro che diffondere e cercare di informare sulla MMT e sul disastro economico di questo governo

  2. Forza ragazzi, dobbiamo essere centinaia, migliaia, milioni!
    Parlate con la gente, insidiate il germe del dubbio, commentate le notizie dei tg facendo capire come stanno veramente le cose, iscrivetevi ai forum e intervenite (io lo faccio sul Sole24ore e su Repubblica)…
    Più si sente parlare di queste cose e più diventeranno normali.
    AORITE GLI OCCHI DELLA GENTE!

  3. Quando discutete con gli altri bisogna essere precisi, dare info sicure e confermate, non teorie, citare le fonti e possibilmente dare i link delle notizie.
    Nominate Paolo Barnard, i grandi economisti Warren Mosler, Alain Parguez, Paul Krugman, fate eco alle notizie come lo studio di Merrill Lynch (e di Goldman Sach) sull’uscita dall’euro dell’Italia …
    Parlatene più che potete ma siate competenti e inattaccabili.
    E se qualcuno vi dice : “vabbeh, le solite teorie del complotto”, fermatelo dicendo che non sono TEORIE perchè è tutto scritto nei trattati e nelle leggi, basta andarlo a leggere!
    Forza!

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