PACE, SOVRANITÀ E RAPPORTI INTERNAZIONALI
Il sistema internazionale oggi ha assunto un ruolo di ‘super-attore’, rispetto alle politiche estere nazionali, senza che si riconosca più l’eterogeneità dei singoli Stati.
Si tratta di un super attore omologante; globalizzazione s’identifica con omologazione.
Omologazione a UN solo modello culturale, sociale, economico: il modello liberista/libero-scambista.
La globalizzazione impone anche un comune codice normativo: le Nazioni Unite sono la conseguenza più vistosa di questo processo di ‘de-territorializzazione’
La logica della Globalizzazione è la logica ordinista egemonico- economistica che fonda la sua costruzione sull’equazione: interdipendenza economica = pace
Gli stringenti vincoli di bilancio imposti dalla politica europea agli Stati (conseguenza dell’apolide teoria neoclassica della concorrenza perfetta) hanno distrutto la domanda interna nazionale costringendo le aziende a ripiegare sull’export.
Gli stringenti vincoli di bilancio hanno portato alla creazione di una gabbia di flussi commerciali internazionali, e per questo motivo all’omologazione dei mercati mondiali e delle relative norme regolatrici.
Possiamo affermare che la multinazionalizzazione degli scambi è la forma modernizzata di Impero, un’aggregazione globale nata dalla competizione economica.
Gli imperi di oggi sono le istituzioni sovranazionali, come ad esempio, l’Onu (il governo mondiale) e l’unione Europea, la NATO, il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale.
Sappiamo che gli imperi si espandendo ininterrottamente per aumentare le proprie risorse sotto il vessillo di un GIUSTO multinazionale o multietnico:
la perdita del connotato essenziale della flessibilità in favore di uno status di permanenza e di irrigidimento è LA FINE della politica internazionale; si trasforma in dominio globale di tipo imperiale.
Lo Stato viene marginalizzato ad un mero ruolo attivo nella ‘guerra economica’, passivo nella difesa neomercantilista.
IL LIBERISMO È LA LOGICA DELL’AUSTERITÀ
La logica dell’austerità è una lucida scelta macroeconomica.
E’ la logica che infligge privazione, dissoluzione dello stato sociale, disoccupazione, costringe all’esportazione, trascina coercitivamente le persone alla competizione, crea schiavi e oligarchie.
Infligge violenza.
Il pensiero “mors tua, vita mea” si è insinuato, tende all’eliminazione dell’altro, comprime empatia, fiducia, fratellanza e democrazia, promuove rancore, angoscia, divisione.
Secondo questa logica non c’è abbastanza posto per tutti, le persone e popoli sono inadeguati, nonchè indegni di vivere bene e di partecipare alle scelte politiche.
Solo una parte, i piu’ competitivi, ne ha diritto.
NON È IL MOMENTO DI PENSARE IN PICCOLO
Costituzione Italiana.
Art. 3 c.2
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il PIENO SVILUPPO DELLA PERSONA UMANA e l’effettiva PARTECIPAZIONE di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
Il nostro obbiettivo è già scritto nella Costituzione Italiana del 1948.
La Repubblica deve tornare a svolgere il proprio compito: realizzare una società che consenta a tutti IL PIENO SVILUPPO DELLA PERSONA UMANA.
Cos’è il pieno sviluppo della persona umana?
Attorno a questo interrogativo devono svolgersi le riflessioni e le soluzioni della Repubblica Italiana.
Da un concetto di crescita economica dobbiamo volgere ad un concetto di sviluppo umano: questo è PROGRESSO
Piena occupazione dignitosa, pieno stato sociale ne sono i presupposti perchè su queste solide basi si costruisce il progresso etico-spirituale.
Ecco perché solo con la sovranità politica e monetaria possiamo realizzare il modello socio economico della Costituzione Italiana originaria: perché solo lo Stato a moneta sovrana è dotato della capacità finanziaria sufficiente a garantire sempre e comunque la piena occupazione e pieno stato sociale.
Non solo: a garantire anche quegli investimenti di natura collettiva che il settore privato, per sua natura, non può supportare dal momento che necessitano di un tale –importante- ammontare di spesa e di “pazienza” che solo il settore pubblico riesce ad assicurare.
Poiché la moneta non è un mero mezzo di scambio ma è “una creazione dello Stato”, essa è meccanismo sociale di distribuzione grazie al quale il nostro Stato puo’ – e DEVE – adottare un approccio funzionale (rif. Finanza funzionale-Abba Lerner) in cui livello e composizione di spesa pubblica e tassazione sono regolati per conseguire le finalità sopra menzionate.
Riflettiamo ora sulle conseguenze sociali che innescano disoccupazione, precarietà, privatizzazioni:
creano povertà, violenza, delinquenza, patologie psicofisiche;
creano un sistema fatto di ricche oligarchie da un lato e moltitudine di poveri dall’altro;
creano un sistema che è l’esatto opposto di un sistema che rispetta la dignità umana, che realizza coesione, equilibrio sociale.
E’ compito dello Stato dunque costruire il progresso, permettere di accedere ad un livello superiore di conoscenza, creando le condizioni corali per una PACIFICA coevoluzione tra uomini e tra Uomo e natura
PACE
Eirene (la Pace) era raffigurata con un ramoscello d’ulivo dentro una cornucopia, simbolo della ricchezza e dell’abbondanza, a significare che ricchezza e abbondanza si possono trovare solo in tempo di pace.
E viceversa, solo in tempo di pace si possono trovare ricchezza e abbondanza.
La pace non può essere intesa soltanto come assenza di conflitti armati, né può essere intesa come una condizione di rinuncia all’azione.
La pace nasce dal PIENO SVILUPPO DELLA PERSONA UMANA, dalla realizzazione del proprio senso esistenziale più autentico.
La pace emerge dalla psiche individuale e si riflette nelle relazioni sociali, nella possibilità di costruire fiducia reciproca.
Alla ricerca della natura umana
Cos’è il pieno sviluppo della persona umana?
Si…. attorno a questo interrogativo devono svolgersi le riflessioni e le soluzioni della politica dal momento che pace è una condizione individuale e collettiva: il singolo isolato non può essere felice, perché isolato cesserebbe di essere umano.
Se non si vive in comunità politiche, dice Aristotele, o si è bestie o si è dei.
Tutte le attività umane risultano potenziate dal fatto di essere condivise.
la pace è un fine da perseguire perché in pace si realizza la natura umana e allo stesso tempo la realizzazione della natura umana porta alla pace
La pace interna crea le condizioni per la pace esterna
E’ una tesi che possiamo applicare sia alla relazione individuo-società
sia alla relazione Stato-altri Stati.
Lo Stato viene così investito di compiti non solo politici ma anche morali, in quanto svolge la funzione precisa di realizzare le condizioni per il pieno sviluppo della persona umana e la pace:
INTERNA ED ESTERNA = NAZIONALE E INTER-NAZIONALE.
Gli illuministi pensavano di ottenere la pace imponendo l’interdipendenza delle risorse con la cosiddetta apertura degli scambi commerciali internazionali anticipando cosi’ l’idea che la pace doveva essere garantita da un organismo SUPERIORE sovrannazionale, oggi l’ue o l’ ONU:
Superiore in quanto oligarchia autoreferenziale in possesso delle qualità e delle capacità morali e tecniche per disporre regole sovranazionali, regole uguali per Stati diversi.
Unire con l’attrattiva del reciproco tornaconto, fare leva sulla parte più bassa dell’essere umano attraverso lo “spirito commerciale”, attraverso la violenza della guerra è una pace imposta.
Anzi: NON è PACE.
Non è pace se, al contrario, consideriamo che PACE sia “un punto di vista dal basso verso l’alto”, sia consapevolezza condivisa, sia partecipazione di tutti alle scelte della polis. Sia armonia che nasce dal senso di appartenenza, dalla coscienza che noi siamo la società.
Chiudo con una riflessione o forse meglio dire un invito a muovere dalla consapevolezza che se la società oggi è tale, è perché è il risultato del contributo di ognuno anche quando e soprattutto il contributo di ognuno non è dato e pertanto, per inerzia, lascia spazio alla violenza delle oligarchie.

Minerva scaccia Marte dalla Pace e dalla Prosperità (Tintoretto)


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