Il coraggio della verità

Quelle al titolo sono state pressappoco le parole di una acuta spettatrice al convegno MMT tenuto il Venerdì 15 presso un Agriturismo di Ciriè, comune a poca distanza da Torino.

scritto da Roberto Alice

Vale la pena sottolineare il sempre maggior fermento della popolazione che si associa in gruppi, dove si parla, ci si confronta e si fa politica, quella vera, basata sulle esigenze reali delle persone.

Uno di questi gruppi ha chiamato noi, MMT si inserisce perfettamente nelle esigenze reali delle persone, disegna una economia funzionale ai bisogni, alla dignità, al pieno impiego.

Lavorare tutti non è solo uno slogan da portare nelle piazze, ma cela in se la più alta capacità umana, quella di collaborare insieme per divenire migliori, accrescere la propria consapevolezza e conoscenza singola ed aggregata.

Lavorare tutti non è uno slogan, ma l’applicazione di un principio sacrosanto, la dignità umana è inalienabile e non è una merce.

Per noi che come pellegrini andiamo in giro per le terre, è sempre un piacere vedere la platea scoprire dei concetti tanto semplici quanto naturali e potenti.

Gli stessi concetti che la grande diffusione mediatica ha tenuto nascosti, o peggio ancora, sui quali ha raccontato il contrario.

Abbiamo parlato di come lo stato può alimentare il benessere dell’intera comunità con la spesa pubblica, la quale non sta seduta sul divano ad aspettare la manna, ma si mette al lavoro per guadagnare i soldi messi a disposizione e contemporaneamente partecipa alla crescita di una nazione.

Si è discusso del grande inganno del deficit e del debito, quello pubblico se correttamente gestito all’interno di una comunità, non è “l’uomo nero dell’economia” anzi è il promotore della crescita dei singoli cittadini e di tutte le imprese.

Noi non amiamo ed il pubblico era concorde, il reddito da divano, ma la dignità del lavoratore e la meritocrazia, quello che vorrebbe anche la nostra costituzione ormai ridotta al rango di codice stradale, tanto viene violata.

Abbiamo parlato del fatto che i più grandi usufruttuari dei vari redditi di sussistenza non sono i poveracci disoccupati, ma i grandi gruppi finanziari, che incassano per decine e decine di anni i rendimenti dei titoli di stato.

Sono quelli i “divanisti” per eccellenza che dal loro trono dorato, costruito sulle spalle dei popoli vorrebbero regolare le politiche economiche, manco a dirlo a loro favore.

Sono le big company che vogliono comprimere il costo del lavoro per tener stabile il costo delle merci ed assicurare rendimenti ai loro grandi azionisti, che probabilmente siedono sullo stesso divano di prima.

MMT in fondo racconta la saggezza e l’umanità del modello economico previsto in costituzione, ammodernando i concetti e raffinando alcuni aspetti, perché ci hanno privato di queste conoscenze fondamentali?

Perché nascondere ai cittadini conoscenze di base?

Sembra un interrogativo retorico, ma non lo è.

Se le élites continueranno a trattarci come mandria una cosa sola otterranno, e chi di voi è abituato a fare passeggiate in alpeggio, sugli antichi tratturi ha già capito di cosa si tratta.

Se invece collaboriamo tutti insieme costruiremo il paradiso in terra, ad una condizione che sul loro divano d’oro ci stiano seduti solo la domenica, proprio come noi che lo abbiamo di stoffa.

Vorrei concludere con due cose, la prima riguardo al fatto che qualcuno ha obiettato che le élites pensano anche al pianeta ed alla sua ecologia.

Sbagliato, è il libero, liberissimo mercato ad aver scelto costosi ed ingombranti imballi che diventano rifiuto appena arrivati a casa per vendere un bene, quando bastava pagare un addetto in più per vendere lo stesso bene senza inquinare e sprecare risorse.

La seconda riguardo alla consapevolezza acquisita dal nostro pubblico che ogni punto percentuale di disoccupazione corrisponde a persone che muoiono.

Solo questa ultima cosa è bastata a ripagarci da tutti gli sforzi fatti.

Noi continueremo ad essere così, a stare in mezzo alla gente, per spiegare semplicemente e con umiltà il perché soffriamo e come potremmo stare meglio.

E prima di chiudere, ritornando al titolo “il coraggio della verità” vorrei ripetere le stesse parole di W. Mosler, le stesse pronunciate anche al convegno di Ciriè: “La disoccupazione è un crimine ed è una scelta politica”.

E’ doveroso un ringraziamento all’organizzazione del gruppo di cittadini di Ciriè (TO) che ci ha dato la possibilità di esprimerci, un ringraziamento alle “Lune di Avalon” che ci ha ospitato e a tutte le persone che hanno partecipato, rendendo questo posto migliore di quello che era prima.

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