MMT Italia sbarca in Turchia: la teoria del sovranismo monetario.

Modern Money Theory: la teoria del sovranismo monetario.
Intervista a Giuseppe Nasone

La giustificazione dell’austerità è che lo Stato non ha i soldi sufficienti per cui bisogna aumentare le tasse e diminuire i salari. Invece gli economisti della Modern Money Theory (MMT) sostengono che “i governi che emettono la propria valuta non possono mai finire i soldi; quando i soldi finiscono si stampano”.

  • Chi è l’ideatore della teoria MMT? E quando e in che contesto economico sociale è nata questa teoria?

La Modern Money (o Monetary) Theory viene fatta convenzionalmente risalire allo statunitense Warren Bruce Mosler, padre putativo della Teoria, e al suo documento Soft Currency Economics, elaborato nel 1993. In esso, l’autore fa confluire la summa delle sue personali e pluridecennali esperienze – e relative osservazioni e deduzioni – nel mondo dell’alta finanza, soprattutto quale gestore di hedge fund. Questa attività lo portò a contatto con le più svariate realtà in ambito internazionale. Pertanto, si può dire che la MMT è frutto di un contesto d’indagine molto più ampio e variegato dei soli U.S.A.. Per esempio, esperienze importanti per lo sviluppo della Teoria si sono avute in Italia e in Argentina.

  • In Europa è conosciuta MMT? Chi sono dei massimi esponenti accademici della MMT? Come è la situazione in Italia e in altri Paesi?

Non è un caso che la MMT, che presenta precisione e raffinatezza nell’analisi dei sistemi monetari moderni e delle sottostanti interazioni, un impianto teorico robusto e puntualmente accompagnato dai riscontri reali, s’imponga anno dopo anno sempre più all’attenzione del panorama accademico internazionale (anche degli economisti più “recalcitranti”). Possiamo dire infatti che oggi la MMT è conosciuta a livello mondiale, da Occidente a Oriente se ne parla e si diffonde il lavoro di ricerca di economisti come Warren Mosler già citato, Stephanie Kelton, Randall Wray, Mathew Forstater, Pavlina Tcherneva, o l’australiano Bill Mitchell, per citare solo alcuni fra gli esponenti più importanti. Oltre a ciò, la MMT è una teoria di buon senso e dalla enorme valenza sociale. Questo la rende veramente eccezionale. Non capita tutti i giorni, infatti, che intorno a una scuola di economia si formi non solo un’attenzione e un consenso a livello popolare sempre crescenti, ma che addirittura cittadini comuni decidano liberamente e spontaneamente di coordinarsi in forme organizzate di attivismo, per sostenerla e divulgarla, come accade, oltre che negli U.S.A., in Cile, Australia, Regno Unito, Francia, Bulgaria, Spagna e, sicuramente in prima fila, in Italia. Per fare arrivare il messaggio MMT alla politica si genera quindi una “manovra a tenaglia” in cui, senza accordo preventivo, si preme da entrambi i fronti, accademico e popolare.

  • Cosa prevede la MMT?

La MMT descrive il sistema monetario e le dinamiche fra i soggetti istituzionali principali – Banca Centrale, Tesoro e sistema bancario privato. Questi economisti ci spiegano che oggi la moneta moderna (cioè una moneta che lo Stato non s’impegna a convertire in predeterminate quantità di oro o altri beni) è più capace che in passato e, se sfruttata per tutte le sue potenzialità, permette ai Governi di superare alcuni tradizionali limiti di politica economica tra cui quello del limitare il deficit pubblico o non creare un’economia in cui tutti possano lavorare, ossia la piena occupazione. Il lettore immagini cosa vorrebbe dire vivere in una nazione in cui nessun lavoratore deve più temere di essere disoccupato. Per giungere a questo risultato di politica economica lo Stato farebbe leva principalmente sulla politica fiscale o di bilancio, cioè spesa pubblica e gettito fiscale.

  • Quali sono i principi cardinali?

Sono tre: Cartalismo (la moneta è un documento che attesta l’esistenza di un debito nella società; non è, né si rifà, a un pezzo di metallo prezioso), Finanza Funzionale (politica fiscale misurata e scelta in base al riscontro positivo in termini di aumento di benessere della popolazione), Piena Occupazione (garanzia universale di lavoro).

  • MMT vorrebbe la sovranità monetaria? Gli Stati devono essere liberi a stampare la moneta? (Anche Kelton sostiene che quando i soldi finiscono si stampano. E’ cosi? E il deficit non deve essere più un tabu?)

La MMT è una indagine economica e spiega che l’uso non limitato – e limitante – della moneta si ha in una situazione di Moneta Sovrana in cui 1) lo Stato è monopolista della moneta che spende con il Tesoro e raccoglie con il fisco (uno Stato, una moneta); 2) non converte la propria moneta in oro o in alcunché; 3) detta valuta è in regime di cambio libero o flessibile, vale a dire che la si scambia con le valute estere in base al rapporto di cambio variabile che liberamente si determina di volta in volta in base alla domanda e all’offerta dei mercati valutari. La mancanza di uno o più di tali elementi, potenzialmente ci espone prima o poi a problemi anche gravi. La MMT quindi indica l’assetto. La scelta sul se e sul come realizzarlo, appartiene alla politica.

  • MMT che approccio ha per il dollaro, moneta della riserva e per l’euro, moneta comune degli Stati UE?

Qui si entrerebbe nel tecnico. Diciamo per semplificare che, una volta in possesso di una Moneta Sovrana, il Governo di uno Stato può portare l’economia nazionale ad avere un assetto di piena occupazione permanente (è questo che conta in primis). Inoltre, può sempre finanziare il settore privato del Paese nella misura che serve a generare un’economia che ha come baricentro la domanda complessiva di beni e servizi generata internamente dalla nazione stessa, e della corrispondente offerta di beni e servizi. Gli scambi con l’estero avvengono, con il sostegno della politica fiscale pubblica e in regime di cambio flessibile, grazie alla capacità d’acquisto di beni esteri richiesta dal settore privato nazionale e alla volontà delle aziende private dello stesso Paese di lavorare con l’export. Per tali motivi, la MMT non dà grande enfasi alla qualità di moneta di riserva internazionale del Dollaro Statunitense, bypassando varie preoccupazioni – e supposte tragiche conseguenze – di volta in volta palesate da commentatori economici e mezzi d’informazione, oltre che da politici, circa le possibili circostanze che potrebbero far perdere alla valuta americana il ruolo di riferimento internazionale. Per quanto riguarda l’Euro, che dire? Erano gli anni ’90 quando Warren Mosler prevedeva la deflazione per l’Eurozona prima ancora che il sistema Euro fosse varato. L’Euro, – e, sopra di esso, l’Unione Europea – è stato un autentico disastro, un fallimento sotto gli occhi di ognuno. Innanzitutto, non è una moneta sovrana (manca “uno Stato, una moneta”) e poi il sistema è sottoposto a restrizioni e limitazioni contabili (manca la Finanza Funzionale). Inoltre, la stabilità dei prezzi prevale sulla piena occupazione anzi, nel sistema Euro per mantenere bassa l’inflazione si mantiene (anche in misura alta come in Italia) la disoccupazione laddove la MMT semmai prevede di usare la piena occupazione come elemento stabilizzatore della domanda e dell’offerta di beni e servizi e, conseguentemente, dei prezzi. In sintesi, nell’Euro lo Stato non può rilassare il deficit tarandolo alle effettive esigenze, e lo vediamo anche di questi tempi in cui i soldi che stanzia lo Stato italiano sono largamente insufficienti per risollevare l’economia abbattuta dalla gestione dell’emergenza sanitaria Covid, mentre in paesi come U.S.A. o Regno Unito, con Moneta Sovrana, il deficit e il finanziamento degli interventi statali mirati a sostegno dell’economia non sono un problema. In economia i problemi ci sono, arrivano prima o poi, e non dotarsi degli strumenti per affrontarli e gestirli è da masochisti.

  • Per le politiche di austerity cosa prevede MMT?

Si escludono a vicenda. Diciamolo chiaro: l’austerity porta asfissia per la maggior parte di noi, avvantaggia solo pochi squali e comunque è depressiva per l’economia, un avvitamento senza fine verso il basso e stop. Senza sufficienti soldi che possano essere spesi e girare, dimentichiamoci la piena occupazione o la crescita economica e prepariamoci alla povertà e alla stagnazione. Viceversa, la MMT ricorda che quando uno Stato fa deficit lascia soldi, quindi risparmio, al privato. Le economie nazionali tendenzialmente crescono di anno in anno e richiedono più moneta, quindi il deficit pubblico è la naturale posizione di bilancio di uno Stato. Questa è la Finanza Funzionale che eleva il suo canto: la sostanza (piena occupazione, produzione, vendite…) sulla forma (il “bel bilancio” a prescindere da tutto il resto). La quadratura del bilancio lasciamola alle famiglie. Lo Stato che quadra il bilancio e per conseguenza sconvolge l’economia della sua Nazione, tradisce il suo compito e la sua ragion d’esistere. Questo non significa che la MMT neghi che ci possano essere circostanze eccezionali in cui sperimentare un pareggio o un avanzo di bilancio pubblico, insomma situazioni in cui fare un po’ di austerity serva per raffreddare un’economia che galoppa troppo. Guardiamoci intorno e chiediamoci: ci troviamo in questa condizione eccezionale?

  • MMT che ricetta ha per i debiti degli Stati? Cosa avrebbe proposto?

Il debito pubblico è ricchezza finanziaria in mano ai privati. Eliminare l’uno significa eliminare l’altra. Ecco perché è opportuno che uno Stato s’indebiti nella stessa valuta che produce. Avrà sempre le risorse per pagarlo. Il debito pubblico è “sostenibile”. Ora pensiamo all’Euro. Se la “fabbrica” dei soldi, la banca centrale, non è a disposizione dello Stato, come la BCE e il SEBC per gli Stati membri dell’Eurozona, il debito può diventare “elevato”, “insostenibile”, mettendo lo Stato in una posizione di vulnerabilità. E se uno Stato diventa vulnerabile, la popolazione di quello Stato non ha più difese. Ora, pensiamo alla soluzione del problema dal punto di vista monetario: se a una persona è stata legata una busta di plastica intorno alla testa e si sente soffocare, è forse più ragionevole dirle di respirare meno o piuttosto di levarle la busta dal capo? Ecco perché il debito deve essere il più possibile contratto nella valuta del Paese che lo contrae. Per non avere carenze di ossigeno e/o mettersi nelle mani degli spacciatori di ossigeno. La stessa regola vale ovviamente anche per i Paesi del Terzo Mondo

  • Politiche monetarie o politiche fiscali?

L’olio motore o il motore? Servono entrambi. La MMT ricorda che la politica monetaria non ha gli strumenti efficaci per impattare in modo determinante sull’economia reale, la politica fiscale sì.

  • Governo o banca centrale?

Similmente alla risposta precedente, la MMT concepisce un soggetto pubblico composito che denomina Government, che ha un cervello (noi diremmo il Governo) e due braccia (Tesoro e Banca Centrale). Il braccio-Tesoro, in esecuzione del volere del cervello-Governo, spende i soldi che il braccio-Banca Centrale fabbrica. Quindi direi: Governo E Banca Centrale E Tesoro.

  • Stampare i soldi forse fra un po’ sarà un meccanismo del passato visto che ora si comincia ad usare “moneta digitale”… Possiamo dire che sta arrivando l’epoca o l’era di moneta digitale. Che ne pensa?

La moneta stampata è già oggi la minima parte della moneta del sistema, quindi da questo punto di vista non è futuro, è presente. In prima approssimazione, la valuta digitale è una mera modalità di produzione monetaria. Con questo non voglio dire che la moneta cartacea sia da considerare superata e che vada abolita. Occorre approfondire le modalità e le possibili conseguenze, questo sarà prossimamente tema di approfondimento per la nostra associazione.

  • Si parla molto che il capitalismo – il neoliberismo sia in crisi nel nostro secolo. Cosa ne pensa? Che problemi strutturali irrisolvibili ha il neo-liberismo?

Da quanto sopra detto, la MMT riconosce nella moneta un monopolio pubblico e riporta lo Stato a coprotagonista dell’economia e al suo ruolo di equilibratore e compensatore dei limiti congeniti dell’economia sviluppata dal settore privato e del capitalismo nelle sue varie forme. Il problema del liberismo economico, nelle varie epoche e manifestazioni, è la negazione di questi limiti e il rifiuto dell’ingerenza dello Stato. Come non pensare che competizione e profitto non generino la massimizzazione del benessere collettivo o portino con sé gravi controindicazioni? Ne erano consapevoli i Padri Costituenti italiani che nel 1948 varavano la Costituzione italiana, strutturata al rigetto del liberismo economico e all’instaurazione di un’economia mista pubblica e privata, orientata e subordinata ai principi della dignità umana, al rispetto e alla tutela del lavoratore, con lo Stato che estende il suo controllo fin dentro al singolo rapporto di lavoro. La Costituzione ammette il profitto e la libera iniziativa privata e allo stesso tempo la indirizza e coordina a fini sociali, non individuali… Aggiungo che, per certi versi, si può dire che la MMT è strumento tramite cui portare fino in fondo l’attuazione della Costituzione italiana.

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