CONTROLLO DELL’INFLAZIONE: NAIBER vs NAIRU

NAIBER e NAIRU, ossia i due sistemi per controllare l’inflazione

Tratto dall’articolo di Bill Mitchell, Università di Newcastle del Nuovo Galles del Sud, Australia.

Riguardo la parte prescrittiva, gli elementi centrali della proposta MMT sono la Piena occupazione e la stabilità dei prezzi.

La piena occupazione è l’obiettivo della politica economica senza se e senza ma; spesso ci viene chiesto: “i governi dovrebbero preoccuparsi della stabilità dei prezzi?”

La risposta è: SI.

MA Come?

Bisogna, in primo luogo, considerare necessariamente questi punti:

  1. LA DISOCCUPAZIONE E’ SEMPRE UN PROBLEMA MAGGIORE DELL’ INFLAZIONE
  2. La disoccupazione comporta perdite macroeconomiche in produzione e reddito che si convertono immediatamente in perdite personali, familiari e di comunità: sono drammi sociali che PERSISTONO NELLE GENERAZIONI.

DEFINIAMO L’INFLAZIONE

Consideriamo, in relazione all’ oggetto di questo articolo, solo le pressioni inflazionistiche derivanti dalla crescita della domanda di beni in misura maggiore alla produzione;

non consideriamo quindi ora gli shock esterni ( ad es. gli shock petroliferi degli anni 72 e 79 in italia).

E premettiamo: Cosa NON e’ inflazione?

  • Un aumento dei salari NON e’ INFLAZIONE
  • Un aumento dei prezzi di beni e servizi NON e’ inflazione
  • Il deprezzamento della valuta che causa un aumento dei prezzi delle importazioni NON e’ inflazione
  • L’ aumento di un’ imposta NON e’ inflazione.

Il SOLO aumento dei prezzi NON e’ inflazione.
L’ INFLAZIONE E’ IL CONTINUO AUMENTO DEI PREZZI.

Portiamo degli esempi:
Se il livello dei prezzi aumenta ogni mese del 10% E’ inflazione.

E nello specifico:
1) Se ogni mese aumenta del 10% e’ inflazione STABILE;
2) Se il primo mese aumenta del 10%, il secondo mese aumenta del 11%, il terzo mese aumenta del 12% e’ ACCELERAZIONE dell’inflazione;
3) Se il primo mese aumenta del 10%, il secondo aumenta del 9%, il terzo aumenta del 8% è DECELERAZIONE dell’inflazione.
L’ IPERINFLAZIONE e’ l’ aumento del 50% dei prezzi ogni mese.

Anche gli aggiustamenti CICLICI dei livelli dei prezzi delle imprese da livelli di attività DEPRESSI a livelli NORMALI di capacità operativa NON sono inflazione. Questo perché se l’economia e’ in cattive condizioni, le imprese riducono i prezzi nel tentativo di restare a galla nel mercato pur riducendo i margini di profitto; a mano a mano che le condizioni della domanda tornano favorevoli, le aziende iniziano ad aumentare i prezzi fino a quando non tornano a livelli di normale utilizzo della capacità produttiva.

Tutt’al più le pressioni sui prezzi potrebbero emergere poco prima che
venga raggiunta la PIENA occupazione.
L’ INFLAZIONE E’ DOMANDA CRONICA IN ECCESSO RISPETTO ALLA REALE CAPACITA’ DI PRODUZIONE.

Mitchell analizza i 2 modi per controllare l’inflazione:

1. NAIRU

(Non accelerating Inflation Rate of Unemployment)
DISOCCUPAZIONE STOCK DI RISERVA
L’ inflazione viene controllata tramite politiche monetarie e di bilancio rigorose che creano disoccupazione strutturale.
disoccupazione strutturale = bassi salari = crollo domanda interna = abbassamento dei prezzi.
Si tratta, come tutti sanno, del metodo adottato dalla politica economica dell’unione europea.

2. NAIBER

(Non accelerating Inflation Buffer Employment Ratio)
STOCK DI SCORTE DI OCCUPAZIONE
L a piena occupazione viene assicurata dall’ intervento dello Stato con la creazione di lavoro pubblico: la garanzia di un salario minimo –a livelli più che dignitosi – fissato dal governo ancora I prezzi:
IL LIVELLO GENERALE DEI PREZZI E’ ANCORATO AL PREZZO DEL LAVORO.

Senza dimenticare ovviamente lo strumento tradizionale della politica fiscale: In uno Stato a moneta sovrana la tassazione gioca un ruolo fondamentale nel regolare l’inflazione.
Approfondiamo le due soluzioni, palesemente antitetiche.

1. NAIRU:
E’ un concetto figlio principalmente degli economisti Milton Friedman ed Edmund Strother Phelps.
La stabilità dei prezzi viene prima della piena occupazione.
Il Nairu e’ la risposta di concezione liberista e postula l’ esistenza di un tasso di disoccupazione coerente con un’ inflazione stabile, detto “naturale.
Gli Stati tagliano drasticamente la spesa pubblica (= salari del settore privato) per contenere la domanda interna. La politica fiscale espansiva passa in secondo piano rispetto alla politica monetaria, estensiva solo quando il punto di rottura è prossimo ed in anno ad una banca centrale non più soggetta al controllo degli ordinamenti nazionali con la conseguente privatizzazione degli enti pubblici e la deregolamentazione dell’economia.

2. NAIBER
La stabilita’ dei prezzi è la CONSEGUENZA della piena occupazione ed è la soluzione proposta della MMT, con evidenza antitetica al Nairu.
Per generare stabilità dei prezzi si deve attuare un programma di occupazione per disoccupati in attività nel settore reale. In questo modo il livello dei prezzi si ancora al prezzo del lavoro perché la spesa del lavoratore si basa sul prezzo del salario percepito.
Teniamo sempre presente che se il settore privato si sta gonfiando, si ricorre ad un inasprimento delle politica fiscale prima (la doppia leva spesa pubblica/tassazione) e monetaria poi (tassi d’ interesse di banca centrale applicati al rifinanziamento di riserve)
L’ obbiettivo politico e’ la PIENA OCCUPAZIONE: Piena occupazione significa garanzia di lavoro; un lavoro a salario base di dignità (vera) dev’essere SEMPRE disponibile.
Il governo dev’essere datore di lavoro di ultima istanza e la banca centrale
dev’essere ente pubblico, in altri termini, mero strumento della politica della
Repubblica.

Il Naiber è infatti detto ‘’impiego non accelerante l’ inflazione’’.

Con un’ occupazione nel settore pubblico detta ‘’ elastica’’ ed anticiclica, lo Stato assorbe i disoccupati del settore privato in lavori pubblici quando l’attività del settore privato diminuisce: lo stato ‘’CONSERVA’’ il lavoratore nel settore pubblico.
Viceversa quando l’ economia del settore privato riprende, lo Stato permette al lavoratore di impiegarsi nel settore privato.

LA NAZIONE RIMANE SEMPRE OCCUPATA: CAMBIA SOLO IL RAPPORTO FRA
OCCUPAZIONE PUBBLICA E PRIVATA.

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