Rimaniamo sbalorditi delle crisi derivanti da alto indebitamento privato (crisi 2008) senza renderci conto che sono frutto dell’accanimento contro il debito pubblico. Lasciamo bellamente lo sviluppo delle nostre economie all’ingegneria finanziaria privata odiando la politica con l’illusione che un mondo migliore possa essere gestito da un gruppo di amministratori delegati

Cinque minuti di ascolto della trasmissione “Di Martedì” di Giovanni Floris: Stefano Feltri, vicedirettore de Il Fatto Quotidiano: “L’Italia ha un problema di alto debito pubblico”. Maurizio Belpietro, direttore di Libero: “Il debito pubblico continua a salire”. Il conduttore Floris: “Il debito pubblico non scende”.Paola De Micheli: “Il nostro sarà il primo governo nella storia che ridurrà il debito pubblico, nel 2016”. Non poteva mancare Antonio Polito: “Abbiamo elementi di debolezza strutturale, quando si fa deficit si aumenta il debito pubblico”

L’obiettivo non dichiarato ma palese, e i ripetuti viaggi all’estero in cerca di approvazione ne sono la prova evidente, è quello di creare un Potere Esecutivo che va concentrandosi nelle poche teste che dirigono, centralmente, il partito vincente. In questo modo i poteri anti-democratici e sovranazionali che denunciamo da anni avranno la strada spianata nel controllare una nazione intera, impotente a liberarsi. Basterà esercitare il proprio influsso su un ristretto numero di persone che decideranno tutto, e 60 milioni di cittadini saranno costretti a subire passivamente. Una telefonata da Berlino, una da Francoforte, una da Bruxelles o magari dai centri decisionali delle corporation mondiali, e i giochi saranno decisi.

Quindi l’arcano è svelato: se si desidera che l’immaginazione di una società e di un governo futuri non rimangano delle mere speculazioni teoriche o comunque dei magnifici sogni, è necessario prima di tutto conoscere la reale natura della moneta ‘fiat’/moderna, il reale funzionamento delle operazioni di debito governativo sotto un regime monetario ‘fiat’/moderno, ossia le operazioni che intercorrono in coordinamento tra il Dipartimento del Tesoro, la Banca Centrale e il sistema bancario di un Paese. Da lì possono partire tutte le più suggestive ed affascinanti ‘economic view’. Ma senza percorrere il primo step, si finisce per restare impantanati nella fossa di una fragile speculazione teorica.

La seconda parte del documentario del regista Ruggero Arenella riguarda il periodo che va dal 1992 ad oggi, ovvero da Maastricht alle austerità dell’euro. Come vedere l’opera, come contattare i curatori, come organizzare una proiezione e come raccogliere i fondi per terminare in maniera ultra-professionale il lavoro

Randall Wray intervistato da un’emittente coreana: “Noi della Mmt descriviamo come funziona uno Stato con moneta sovrana: questo aspetto è stato perso ed economisti e politici parlano come se non esistesse. Sanders propone una politica a favore del 99%, e non dell’1%. Con lui avremmo un aggiornamento del New Deal di Roosevelt, proietteremmo l’America nel 21° secolo, come Roosevelt fece nel 20°”