Un Presidente del Consiglio degno di questo nome non passerebbe il tempo a fare degli show con Bruno Vespa o nella sua Firenze. Un Presidente del Consiglio degno della nostra Costituzione invierebbe al commissario ai Servizi Finanziari Jonathan Hill, ex lobbista londinese, l’articolo 47 della nostra Costituzione e si rifiuterebbe di obbedire a questo genere di folli ordini. Che altra motivazione non possono avere se non quello di esperimenti sociali sulla pelle degli italiani.

Arriva in Umbria l’ottimo lavoro cinematografico di Ruggero Arenella: dalle origini fino all’affermazione con Reagan, Thatcher e il colpo di Stato in Cile. Tanti i protagonisti, le dichiarazioni e i documenti storici portati in luce. Cercate di essere presenti e di portare vostri conoscenti

Se il denaro del Quantitative Easing fosse adoperato nell’economia reale e non per far speculare il sistema finanziario, una famiglia di 4 persone riceverebbe un bonifico di 21.600 euro. E se quei soldi fossero adoperati per un lavoro transitorio per i 17 milioni di disoccupati dell’Eurozona, essi avrebbero un reddito di 1.000 euro al mese per 9 anni. Non ci sarebbero disoccupati fino al 2025! E’ la truffa del secolo, e voi state zitti a subire i politici che dicono “non ci sono soldi”…

Poniamo doveste combattere una guerra. Di quelle vere, come abbiamo conosciuto nella storia. Un esercito da una parte della trincea, un esercito di fronte. Fucili, cannoni, aereoplani, mine, filo spinato.
Ad un certo punto uno dei due eserciti viene privato di tutte le armi. Può combattere soltanto dei corpo a corpo con i coltelli e arnesi da cucina. L’altro esercito invece progredisce negli armamenti tecnologici.
Il generale dell’esercito disarmato vi farà un po’ pena. Sposta le truppe, studia le mappe, la configurazione del terreno, i punti deboli dell’avversario, i tempi dei rifornimenti di cibo e acqua. Ma non potrà vincere mai quella guerra.
Il generale dell’esercito disarmato, non ha il coraggio di ordinare il rompete le righe. Deve diffondere tra i soldati la convinzione che le cose stiano andando meglio, e che riusciranno comunque a battere il nemico.
Tuttavia se fosse onesto, il generale dell’esercito disarmato dovrebbe dire ai soldati e alla sua nazione: “Non possiamo combattere né difendere il nostro suolo. Senza armi sarà impossibile ricacciare i nemici oltre i confini”.
La colpa principale, e grave, del generale è l’omissione della verità. L’esito finale della sua omissione sarà una carneficina tra le sue truppe. Così sarà ricordato dalla storia.
Matteo Renzi è l’ultimo generale dell’esercito disarmato chiamato Italia. La miccia accesa alla bomba è in mano sua, da quasi due anni. Non può fare nulla, e infatti nulla fa, se non spostamenti di truppe, ranci girati un po’ qua e un po’ là. Il suo esercito è totalmente sottomesso alle decisioni del nemico, che si chiama Mercato Globalizzato e ha un centro direzionale iper-attrezzato di nome Mercato Finanziario Globalizzato.
Nel caso delle “4 banche” CariChieti, CariFerrara, Banca Marche e Banca Etruria, il generale Matteo Renzi può parlare e può studiare. Non può agire come sarebbe previsto dalla nostra Costituzione. Parla e dice: “Il Governo italiano quando ha visto che quattro banche rischiavano di chiudere e rischiavano di perdere migliaia di posti di lavoro e i soldi dei contribuenti è intervenuto e sono molto lieto delle misure che ha preso perché ha salvato i soldi dei conti correnti e i posti di lavoro
(fonte Huffington Post).
Può studiare: “Matteo Renzi dice sì all’apertura di una commissione di inchiesta parlamentare su ciò che è avvenuto nel sistema bancario italiano ed europeo negli ultimi 15 anni“. Ma non ha le armi per agire.
Le armi sono saldamente in pugno di un esercito del nemico non democratico, infatti i generali rispondono al nome di Commissari e non di Ministri. Il generale che ha di fronte Renzi si chiama Jonathan Hill. Nonostante sia a capo di un potere immenso, avendo il “Commissariato” più potente, quello ai Servizi Finanziari, nessuno nell’esercito di Renzi e nella popolazione da lui difesa sa quale sia il suo volto, figuriamoci la sua storia. La distanza è Potere.
Jonathan Hill si può permettere di irridere una nazione intera perché non ha alcun rapporto con i governati da Renzi, e infatti dice che le banche “vendevano alla gente prodotti inadatti” e questo ha avuto “conseguenze personali per alcune persone in Italia”, e ancora: “Hill non ci gira intorno: è il governo italiano a essere alla guida” del processo di salvataggio delle 4 banche italiane “ed ha la responsabilità per questo“. “Il governo ha discusso a lungo con la Commissione, in particolare con la Direzione generale concorrenza” che ha “ritenuto che le misure prese erano compatibili con la legislazione Ue” sui salvataggi bancari.
Fine della guerra.
Jonathan Hill è un politico conservatore inglese fondatore di una società di lobbying Quiller Consultants, nel 1998. Qui alcune informazioni sintetizzate da Filippo Abbate di Me-Mmt.

Tutti coloro che vi parlano di libero mercato, di responsabilità individuale dei piccoli risparmiatori, di aiuti di Stato, va bene, sono tutte cose buone. Ma omettono di dire che anche questa è una guerra, combattuta con strumenti sofisticatissimi, dove i Matteo Renzi di turno fanno sistematicamente la figura dei pagliacci (meritandosela in pieno, sia detto). Nessuna società si regge a lungo sui libri di testo, perché l’umanità è sempre più complessa del più illuminante dei saggi, e i libri di testo di chi è oggi al comando sono pura astrazione matematica chiamata economia. Qualcosa esattamente speculare al socialismo reale, quando si riteneva che l’umanità potesse conformarsi a rigidi modelli intellettuali. 
Qui alcune risposte:
Video, Ben Bernanke, capo della Fed, Banca Centrale Usa, spiega che il salvataggio delle banche americane è avvenuto senza chiedere un centesimo di tasse ai cittadini: Le tasse non pagano la spesa pubblica

Articolo di Giacomo Bracci, Quanto ci costa (non) salvare le banche, 22 ottobre 2015.
Articolo di David Lisetti, La Germania salva i suoi risparmiatori. L’Italia offre il loro scalpo alla Ue, 10 dicembre 2015.
Video della conferenza “Lasciateli Fare”, registrato a Recanati sabato 5 dicembre 2015, si ascolti dopo 1 ora e 20 il trader e blogger Giovanni Zibordi su questioni bancarie:

Fonte: Riviera Oggi

Un governo responsabile delle sorti del paese non avrebbe mai permesso un salvataggio così insensato, un governo saggio avrebbe ricapitalizzato con fondi governativi le banche e fatto immense pressioni a livello comunitario per creare dei meccanismi di salvaguardia dei risparmiatori. Lo avevamo scritto appena lo scorso mese di ottobre. Governo responsabile. Governo saggio. Mondo dei sogni.

Che coraggio, che eroe: si erge solitario contro la perfida UE! Ah, davvero? Non è che invece ha letto i dati del crollo dell’export in regioni come Veneto, Piemonte, Emilia Romagna e sa perfettamente che alla prima occasione gli imprenditori, e tutti i loro dipendenti che rischiano il posto di lavoro, voteranno Lega perché, pare, ora voglia uscire dall’Eurozona, creando così moleste tensioni al’interno dell’Unione che i suoi cari colleghi non tarderebbero a fargli notare (e pagare)?

Sabato 5 dicembre si è svolto a Recanati un importante convegno organizzato dall’associazione Me-Mmt Marche Economia per la Piena Occupazione. Patrocinato dal Comune di Recanati e appoggiato dalla Confartigianato, l’evento si è svolto nell’Aula Magna del Municipio e si è incentrato sulla proiezione del docu-film “Lasciateci fare” realizzato dal regista Ruggero Arenella, e sul seguente dibattito che ha visto coinvolti oltre che lo stesso Arenella, il trader e blogger Giovanni Zibordi, l’economista Nino Galloni, con la moderazione e partecipazione di Pier Paolo Flammini, giornalista e referente regionale della Me-Mmt.
 
Proponiamo di seguito il video integrale del dibattito. Nei prossimi giorni proporremo delle interviste realizzate a Zibordi, Galloni e Arenella prima della proiezione.

Alcuni dei temi affrontati sono stati:

  • l’evoluzione del pensiero neoliberista, la conquista del suo predominio a livello mondiale fino al Trattato di Maastricht;
  • le ragioni dell’attuali crisi economica;
  • come riconquistare la sovranità monetaria e qual è il modo migliore a livello tecnico;
  • i CCF-Certificati di Credito Fiscale;
  • oltre la tecnica, come agire a livello politico.

Si raccomanda a tutti gli attivisti della MMT, se possibile, di attivarsi per la proiezione del docu-film di Arenella, in quando realizzato con passione, serietà, competenza e aderenza alle vicende storiche. Particolarmente rilevanti i passaggi storici con le dichiarazioni di Milton Friedman, Margaret Thatcher, Ronald Reagan, il colpo di Stato nel Cile di Allende nel 1973.
L’associazione Me-Mmt Marche ringrazia particolarmente l’associata Cristina Di Massimo per il grande impegno speso nella realizzazione dell’evento.

Dismissione debito più tassazione. Anni di surplus di bilancio. E finalmente nei primi del 1600 Venezia fu senza debito. Ma impoverita. Nel 1600 si tentò di tornare all’antico ma la società veneziana era stata modificata. L’interesse pubblico fu sostituito dall’interesse per la rendita speculativa. Dai mercanti ai rentiers. Vi ricorda qualcosa?

Un’insegnante di Palermo ci scrive per criticare il sistema ideato dal governo: “Il sistema di reclutamento degli insegnanti va bocciato, fa acqua da tutte le parti”. Ma il Presidente del Consiglio scrive una lettera a suo nome che inizia così: “Benvenuto fra le donne e gli uomini che lavorano a tempo indeterminato per lo Stato”…

Venerdì alle 21 Giulio Betti e Mario Volpi della Me-Mmt relazioneranno sulla crisi economica e sulle vie di uscita economiche e giuridiche. Sabato alle 17 docu-film sulle austerità con la moderazione di Pier Paolo Flammini e dibattito con Nino Galloni e Giovanni Zibordi