Un video di cinque minuti di Alessio Farinella, Memmters toscano, per “vaccinare” le menti dalla propaganda.
 

Primo: l’abolizione dello Stato come sostegno all’economia. Secondo: l’abolizione della moneta nazionale come difesa rispetto alle economie più forti dell’Eurozona. Terzo: stessa moneta, inflazioni differenti. Quarto: Pigs, il Bengodi per le banche franco-tedesche che fanno super-profitti. Quinto: arriva la crisi, i crediti inesigibili e i fallimenti bancari vengono scaricati sugli Stati. Sesto: più tasse e meno spesa pubblica, l’austerità garantisce la finanza e distrugge la società

da Me-Mmt Emilia Romagna. La gestione della ristrutturazione di un debito pubbico è più pressante che mai. Il sistema attuale ripone una fiducia eccessiva nelle virtù del mercato, con inutili conflitti e costosi ritardi nell’affrontare i problemi. Gli esempi sono molti: in Argentina lo scontro tra le autorità e un numero ristretto di “investitori” (fondi avvoltoio/hedge fund) […]


Oggi voglio raccontarvi una storia,
La nostra storia parla di un addestratore di cani.
Egli ha 10 cani, e li vuole addestrare a cercare ossa nel bosco.
Li fa correre, saltare, annusare le ossa.
Fa in modo che diventino bravissimi.
Poi, finito l’addestramento, nasconde nel bosco 9 ossa, e libera i cani.
Dopo un pò, i cani tornano, tutti con un osso, tranne uno!
“Questo cane non è adatto”, pensa l’addestratore.
“Perché dovrei continuare a dargli da mangiare, e ad addestrarlo se non è capace a trovare ossa?”, si chiede.
La soluzione è semplice.
BANG! Colpo di fucile in testa. Morto.
Quel cane non era produttivo e andava abbattuto.

L’addestratore riprende la preparazione, e i suoi 9 cani diventano ancora più bravi a trovare ossa.
Finita la seconda fase della preparazione, nasconde nel bosco 8 ossa, e libera i cani.
Ed anche questa volta un cane torna senza osso! 
“Anche questo cane non è granché” pensa l’addestratore. “Anche lui è solo un peso.”
BANG! Fucilata in testa, le cervella volano per aria fumanti.
Il cane giace morto, a terra, con il cervello spappolato.
Quel cane non era produttivo e andava abbattuto.
L’addestratore ricomincia l’addestramento con gli 8 cani rimasti, e poi nasconde 7 ossa nel bosco…
Ora, se hai un un minimo di intelligenza, penserai: “è ovvio che ci sarà sempre qualche cane che torna senza osso. Perché l’addestratore sta facendo questo?
Ed anche i cani, se solo parlassero, potrebbero fare questa sacrosanta domanda all’addestratore.
Ma i cani purtroppo non parlano, al limite abbaiano e guaiscono.
Sotto vedete il grafico della spesa pubblica dello Stato Italiano, dal 1992 al 2013, confrontato con Spagna, Germania e Francia.
Ogni volta che il saldo è positivo lo stato tassa più di quel che spende (austerità): si tolgono ossa dalla nostra economia.
Ogni volta che il saldo è negativo lo stato spende per i cittadini più di quel che li tassa (deficit pubblico): si aggiungono ossa alla nostra economia.
Come vedete, il nostro Stato si sta comportando da più di vent’anni come questo stupido addestratore.
Ed i cani continuano a non parlare.
Essi continuano imperterriti ad andare nel bosco, ogni volta, senza fare storie, pur sapendo che se tornano senza osso sono morti.
E se la politica dell’addestratore rimane questa, le uniche domande che avranno senso saranno:
chi sarà il prossimo cane improduttivo?
chi sarà il prossimo cane da abbattere?
Sappi che se non ti svegli, se non inizi a pretendere un vero cambiamento, il prossimo cane senza lavoro potresti essere TU!

Riportiamo un documento relativo al recente “Mosler Tour”, in riferimento ad un incontro avvenuto in Trentino

di Trentino MMT.

Ha toccato anche Pergine Valsugana, il tour trentino dell’economista americano Warren Mosler, padre della Modern Money Theory (MMT). Nella serata di mercoledì 20 maggio è stato ospite della Cassa Rurale di Pergine, che lo ha invitato per parlare della struttura neoliberista del sistema europeo e delle sue conseguenze sull’economia reale.

Mosler, sollecitato anche dalle domande del moderatore – il professor Michele Andreaus dell’Università di Trento – e del numeroso pubblico accorso, ha ribadito alcuni concetti che, ormai, stanno diventando familiari alla popolazione trentina che lo ha seguito in questo mese.

Innanzi tutto, ha evidenziato l’assurdità del vincolo di bilancio europeo del 3% (rapporto deficit/Pil) che impedisce all’Italia e agli altri Paesi europei di abbassare la disoccupazione. Il tasso italiano del 13% di disoccupati, secondo l’economista americano, è dovuto al fatto che, dopo la crisi del 2008, l’indebitamento privato si è arrestato, contraendo i consumi e condannando alla chiusura moltissime aziende. Dal momento che ogni risparmio deve essere equilibrato da un corrispettivo indebitamento, se tale indebitamento non proviene dal settore privato, deve essere lo Stato ad aumentare il proprio deficit di spesa, attraverso il taglio delle tasse e l’aumento della spesa. Solo tali operazioni permettono di lasciare all’economia privata (cittadini e aziende) il denaro da investire in nuovi consumi, facendo ripartire il circolo economico. Se, al contrario, lo Stato è “soffocato” dal vincolo del 3%, i consumi restano bassi e il tasso di disoccupazione rimane alto. Nemmeno le politiche di taglio dei tassi di interesse della Banca Centrale Europea (pari allo zero, da molto tempo) consentiranno di abbassare la disoccupazione, per il semplice fatto che non è mai accaduto nella storia, e non si vede perché tale tendenza debba magicamente cambiare.

Di fronte alle perplessità di chi, presente in sala, ha espresso i timori verso il debito dello Stato, Mosler ha ribadito che il debito pubblico corrisponde al denaro in mano all’economia privata non ancora raccolto con le tasse, quindi azzerare il debito pubblico (come previsto dalla Costituzione italiana riformata, quasi all’unanimità, dal Parlamento nel 2012) significa impedire qualsiasi possibilità di risparmio ai cittadini. Senza tutti questi vincoli e con un’adeguata spesa pubblica, invece, la crisi italiana potrebbe finire in soli 90 giorni.

L’economista MMT, inoltre, ha posto l’attenzione sui rischi delle politiche mercantiliste basate sull’export: esse, infatti, non solo hanno costretto alle cosiddette riforme strutturali che hanno peggiorato le condizioni dei lavoratori, comprimendo i salari e deprimendo la domanda interna, ma alla fine tendono a rafforzare la moneta del Paese esportatore, rendendo inefficaci le stesse riforme strutturali e costringendo a ulteriori restrizioni salariali. Insomma, un circolo vizioso che grava soprattutto sulle spalle delle classi medio-basse e delle piccole aziende, vero tessuto nevralgico dell’economia italiana.

L’ultimo intervento, Mosler l’ha dedicato al concetto di “consumo” che, a suo avviso, deve trainare l’economia. Esso non coincide per forza di cose con la distruzione delle risorse naturali o con lo spreco, anzi. La spesa pubblica ha la possibilità di finanziare consumi immateriali e sostenibili, in grado di migliorare il benessere delle persone come, ad esempio, la sanità e la cura della persona, l’istruzione e la cultura, l’arte e l’intrattenimento, la tutela ambientale e paesaggistica. In fondo, tutto dipende dalle scelte politiche. Perché, con una moneta sovrana e l’assenza di vincoli arbitrari alla spesa pubblica, ogni Stato (o anche l’Unione Europea) ha la facoltà di progettare e costruire un sistema finalizzato al benessere dei cittadini. Ma senza moneta sovrana e libertà di spesa, allora il destino dei cittadini assomiglia, come ha detto Mosler, a quello di un podista che potrebbe vincere la gara, ma che si trova a correre con un sacchetto in testa che gli toglie il respiro fino a soffocarlo.

Diecimila persone si sono suicidate dall’inizio della crisi, è come se fosse scomparso dalle mappe un intero paese, un’intera città, un intero comune. Lo ha affermato in una intervista video che riproponiamo sotto il Direttore dell’Ospedale Elpis di Atene, Theodoros Giannaros.

In uno spazio di privazione materiale, di disoccupazione e di sotto-occupazione di massa, di assenza di servizi essenziali di qualità, di contrazione sempre maggiore dei diritti della nostra oramai defunta Carta Costituzionale, l’immigrazione non è altro che uno strumento di cui il capitalismo scriteriato si serve per poter esercitare pressione al ribasso sui salari

Domande e Risposte con Filippo Abbate, referente economico dell’associazione Me-Mmt Toscana.
Interviste a cura di Gianni Nencini Giubbolini (M5S Val di Pesa).
Riprese di ManimanGiri

 
 
 

Un articolo di eccezionale valore filosofico, economico, sociologico: lo ha scritto il presidente di Trentino Mmt Mattia Maistri. Frasi da sottolineare e rileggere: “L’obiettivo politico che la MMT consente di raggiungere è la garanzia della sovranità pubblica al di là di qualsiasi ingerenza oligarchica. Nella situazione attuale italiana neanche le persone migliori potrebbero lavorare per il bene pubblico: ignorarlo come molte ‘anime belle’ fanno, significa parlare al vento e condannarsi ad essere inutili e dannosi”

Di Me-MMT Emilia romagna.
Anche per i dipendenti della Mondadori di Villa Verucchio in provincia di Rimini, una messa in mobilità potrebbe essere un fisiologico evento della propria vita lavorativa anziché un dramma personale e familiare.
L’ennesima vicenda di una riorganizzazione aziendale che si ripercuote sui lavoratori, costretti a una scelta ingrata: o accettare il trasferimento a centinaia di chilometri da casa propria o restare a casa senza più lavoro.
Tentativi di mediazione dell’amministrazione comunale, approccio dei sindacati probabilmente teso a ridurre un impatto negativo dato in pratica per inevitabile, sui lavoratori.
 
Come abituarsi a queste storie di ordinaria crisi che in Italia spuntano come funghi da sette anni a questa parte?
Chi come il sottoscritto ha vissuto in prima persona una “riorganizzazione aziendale” del suo datore di lavoro sa fin troppo bene che per nove famiglie di Villa Verucchio si apre un periodo di angosciosa e tragica incertezza. Piena solidarietà e l’augurio che l’azienda abbia un ripensamento sulla sua decisione.
Eppure, in casi come questi continuo a pensare alla stessa cosa: lo scenario potrebbe essere radicalmente diverso se l’Italia applicasse la Modern Money Theory e i suoi schemi di piena occupazione garantita dai PLG, i Programmi di Lavoro Garantito.
Ipotizziamo il caso di un’azienda che si riorganizza e propone al lavoratore un trasferimento in una sede di altra regione.
In una situazione come l’attuale, con la crisi che obbliga a tenersi stretto qualsiasi lavoro uno abbia, il lavoratore è sotto ricatto (sia o non sia questo l’intento dell’azienda). Possiamo immaginare le sue notti insonni con il cervello in subbuglio, tormentato dal dubbio sul da farsi, eventualmente anche il peso della responsabilità di una famiglia sulle spalle…
Applicando la MMT, le cose cambiano di molto.
Alla “richiesta” di trasferimento da parte dell’azienda, il lavoratore risponde: no grazie. L’azienda a questo punto potrebbe essere costretta a licenziare.
Il lavoratore risponde: arrivederci e grazie.
La sera cena sereno con la famiglia. Il giorno seguente, dopo un buon sonno, si alza, fa colazione, si prepara ed esce. Si presenta presso l’ufficio di collocamento o altra agenzia del lavoro predisposta dallo Stato italiano e formalizza la sua iscrizione a uno dei Programmi di Lavoro Garantito. Caratteristiche del PLG: lavoro di tipo entry level da svolgersi nell’ambito comunale in cui il lavoratore risiede (disponibili anche programmi di formazione per incrementare il proprio curriculum). Tipo di trattamento retributivo: salario minimo di dignità (in accordo a quanto sancito dalla nostra Costituzione ex art. 36 I comma), ferie, permessi retribuiti, malattia retribuita, benefit vari (per esempio asilo pubblico gratuito per figli delle lavoratrici). I lavori, finanziati dallo Stato, sono scelti sulla base delle esigenze emerse dalla comunità locale e raccolte dalla municipalità per esempio su segnalazione di onlus appositamente costituite. Chi partecipa al PLG ha, oltre a quella del lavoro, la certezza di rendere un servizio vero e concretamente utile alla comunità in cui vive. Tra l’altro, trattandosi di attività a bassa profittabilità, come tale non appetibile per il privato, non ci sarebbe altro modo per la comunità di beneficiare di quel servizio.
Mentre si trova nel PLG, il lavoratore guarda le offerte di lavoro nel settore privato, manda curriculum, fa colloqui. Può anche produrre al datore di lavoro privato una lettera di referenze del supervisore del PLG. Quando trova quello che fa per lui, abbandona il lavoro transitorio e comincia la nuova esperienza lavorativa.
Insomma, il passaggio da un lavoro a un altro è sostenuto dallo Stato italiano che dà al disoccupato la possibilità di non essere tale (a meno che non sia una sua libera scelta). Né appigli per ricatti aziendali, né angosce e insicurezze sul futuro, né preoccupazioni delle amministrazioni comunali per le ricadute in ambito locale derivanti dal licenziamento o trasferimento, né battaglie contro i mulini a vento per i sindacalisti territoriali.
Solo una transizione, una normale transizione in un contesto di piena occupazione e piena produzione.
Il diritto al lavoro realizzato come da Costituzione italiana.
Queste sono alcune delle applicazioni e dei benefici dei PLG predisposti dagli economisti della Modern Money Theory e applicabili, con contenuti, specifiche, e varianti da noi voluti, in Italia.
Il compito degli attivisti italiani della MMT (così come di quelli statunitensi, cileni, spagnoli, bulgari, polacchi…): fare capire ai propri connazionali che una nuova e migliore economia è possibile, a partire dalle condizioni di lavoro.
Caro Lettore, se vuole, ci dia una mano a raggiungere più persone possibili e a farle partecipare ai nostri incontri divulgativi pubblici gratuiti.
In un mondo di disinformazione e propagandismo, Lei può fare la differenza.