Per il nostro premier la parola dell’anno 2015 sarà “ritmo”. Si sa, le parole sono contenitori vuoti se non seguite da atti che ne sostanziano concretamente il senso.

Matteo Renzi da Espresso

In questo sito di informazione economica capiamo davvero che la parola ritmo è stata al centro dell’anno che fra poche ore giungerà al termine: non c’è ombra di dubbio che sia stato un 2014 di intenso “ritmo” per la nostra economia e per la nostra società. Per questo vorremmo analizzare il  ritmo appena trascorso perché da ciò che possiamo determinare anche il ritmo che ci aspetta per il prossimo anno, quindi vi forniamo una serie di dati in modo che tutti siano coscienti su cosa intende il nostro premier di palazzo per ritmo.
Fallimenti aziendali:
il numero di fallimenti aziendali nel 2014 è aumentato del 10% rispetto al 2013 
(fonte CRIBIS D&B)
Aumento suicidi per motivazioni connesse alla crisi economica:
in questo anno si è rivelato un’aumento di suicidi legato a motivazioni economiche del 59,2% rispetto al 2013
(fonte Link campus University)
Rapporto debito pubblico/pil:
il rapporto debito pubblico/pil è aumentato del 5.5% rispetto al secondo trimestre del 2013
(fonte eurostat)
Disoccupati:
i disoccupati in Italia sono passati da 3 milioni e 124 mila nell’ottobre del 2013 ai 3 milioni e 410 mila del 2014
(fonte Istat)
Disoccupazione Giovanile:
la disoccupazione giovanile è passata al 43.3% in aumento di 1.9% rispetto a settembre 2013
(fonte istat)
Questi sono i dati, questo è il ritmo dell’ultimo anno e l’anno prossimo ci è stato promesso ancora più ritmo. Evidetemente abbiamo concezioni diverse per ritmo: il risultato delle politiche imposte dalla commissione europea (la C di commissione e la E di europea sono scritte in minuscolo volontariamente, io non riconosco questa istituzione, per me sono solo due parole in sequenza prive di qualsiasi valore e riconoscimento istituzionale) porta a questo risultato e a questo ritmo.
Buon Anno, quando sarà mezzanotte dedicate un pensiero ai vostri amici, famigliari, colleghi e sperate che anche loro (come voi)  non rientrino nel grande valzer della disoccupazione che oramai dal 2008 è la colonna sonora di questo sciagurato continente.
Anzi se invece di sperare per loro e per voi, giurate  a voi stessi che per il 2015 dedicherete una parte consistente del vostro tempo ad informarvi ed ad informare su quelli che sono i veri mali dell’economia italiana ed europea forse veramente possiamo cambiare ritmo.
www.mmtitalia.info è qui per voi.
Di nuovo Buon Anno.