Tutto così semplice semplice da essere capito da panettieri, baristi, imprenditori, fornai, muratori, casalinghe, insegnanti, disoccupati, studenti, nonne, impiegati pubblici e privati, operai… ma a fatica dai principali giornali nazionali

Un nuovo capitolo di Modern Money Theory con Giacomo Bracci, giovane attivista di Epic e di Me-Mmt.
Il video è stato realizzato da Vox Populi.
 

 

Ti danno 18 con la mano destra e ti tolgono altrettanto con la sinistra. Con la mano destra getto un salvagente, con la sinistra tolgo il tappo e lo sgonfio. Sono alle prese con l’enorme sforzo di spostare 100 chilogrammi di piume dalla loro tasca destra alla tasca sinistra, e, contemporaneamente, 100 chilogrammi di pietre dalla tasca sinistra alla destra

Riproponiamo l’intervento di Paolo Barnard avvenuto a notte fonda durante la trasmissione “La Gabbia” su La 7, condotta da Gianluigi Paragone.

 
 

Senti le promesse roboanti e vai a controllare le previsioni scritte una decina di giorni fa dal governo: nel 2013 la pressione fiscale con Letta toccò il 44%, quest’anno salirà al 44,3% e l’anno prossimo – se tutto va bene, il che è dubitabile – eccoci al 44,2%. Il gioco delle tre carte sta confondendo il banco

Il Ministro dell’Economia messo alle strette dal collega tedesco Schäuble ammette: “Sul mercato del lavoro sarà introdotto un cambiamento significativo che aumenterà la flessibilità in entrata e anche nel licenziamento dei lavoratori”.

Per L’Aquila non ci sono i soldi.
Per il fango di Genova non ci sono i soldi. Anzi no, ci sono 2 miliardi, ma non sono stati spesi. Ora ci pensa Renzi a spalarli, meno male.
Con una moneta sovrana (cambio flessibile sui mercati valutari, non convertibile in oro o altri beni, monopolio di Stato) la soluzione del problema del dissesto idrogeologico a Genova (o in altre città italiane) o ad esempio la ricostruzione de L’Aquila avverrebbe attraverso uno stanziamento di denaro pubblico con centinaia di imprese e migliaia di lavoratori coinvolti.
Uno stanziamento siffatto:
a) renderebbe le due città (e l’Italia intera) più sicure, vivibili e quindi in grado di attrarre nuova ricchezza e cultura;
b) non provocherebbe alcun problema alle finanze pubbliche;
c) produrrebbe reddito per circa 3 volte lo stanziamento iniziale (chi riceve il denaro lo rispende in consumi e quindi la ricchezza “circola”);
d) non provocherebbe inflazione in quanto la quantità di moneta immessa sarebbe pari ai beni e servizi prodotti.
e) fondamentale, il denaro stanziato sarebbe uno stanziamento garantito dallo Stato senza la necessità di reperire il denaro con nuove tasse o con prestiti da ripagare con gli interessi
Non capendo la Mmt e non applicandola, avendo anzi l’euro come moneta che impedisce queste operazioni di investimento pubblico persino in casi di urgenza come questi, dobbiamo accettare di ascoltare barzellette come “abbiamo finito i soldi“, oppure “i soldi c’erano ma sono bloccati dalla burocrazia“, o addirittura “non possiamo vivere sulle spalle dei nostri figli“.
Ma ad esempio David Cameron, premier inglese, in una situazione simile a quella che sta colpendo Genova, ovvero le alluvioni nel sud dell’Inghilterra lo scorso mese di febbraio, non fu costretto a scrivere barzellette su Facebook su 2 miliardi improvvisamente comparsi (…) ma poté annunciare, di fronte alle proteste dell’opinione pubblica: “Qualsiasi cosa serva, il denaro non sarà un problema – ha detto Cameron – Siamo un paese ricco, abbiamo un’economia in crescita. Se c’è bisogno di soldi per il risanamento, questi saranno messi a disposizione. Se il denaro è necessario per aiutare le famiglie a rimettersi in piedi, che il denaro sia reso disponibile”.
Fango a Genova foto ilgiornale
 

In dieci righe l’economista della Modern Money Theory esprime il punto di vista della scuola post-keynesiana: “Disavanzo e debito non sono numeri magici, non esiste una soglia che una volta superata sia insostenibile. Se ci sono disoccupati significa che il disavanzo è troppo basso”

Imbarazzante editoriale sul Corriere della Sera: “La Francia deve mettere mano alla mastodontica spesa pubblica, l’Italia senza l’euro tornerebbe a spendere come una cicala. Senza le norme Ue, chi governerebbe il nostro paese non potrebbe resistere alle pressioni di sindacati, industriali, amministratori”

Una pillola da “far girare” per comprendere facilmente quale è la caratteristica di base della Modern Money Theory e perché nell’Eurozona non sono possibili politiche pubbliche che mirano alla piena occupazione