La privatizzazione deve partire adesso

“…la spesa pubblica va ridotta e rallentata...”

Un futuro senza debiti crescenti all’infinito per i nostri figli…”

“E’ umano opporsi a riduzioni del reddito. Ma dipende: se spieghiamo nel modo giusto che accettare ciò è importante per il futuro, credo che compromessi per il futuro potranno essere raggiunti

Parole di Alenka Bratusek, primo ministro sloveno, leader del partito di centro-sinistra “Positive Slovenia”.

Il leit motiv è sempre lo stesso. Provocare una emergenza affinché la popolazione accetti l’azzeramento dei diritti e la riduzione del benessere raggiunto, con la falsa promessa che ciò renderà il futuro migliore. Alenka Bratusek sembra avere tutte le carte in tavola per generare movimenti migratori e per far si che chi si trovi nella mezz’età abbia più di un problema a raggiungere la pensione dignitosamente. Alenka Bratusek si vanta che non hanno bisogno dell’aiuto della Troika ma contemporaneamente attua tutto ciò che la Troika auspicherebbe.

1 – Privatizzare –  È una storia che ho già sentito a metà degli anni ’90 in Italia. La strategia è la seguente: assegno poche risorse per effettuare il servizio in modo che la carenza istituzionalizzata (artificiale in un Paese a moneta sovrana) induca il consumatore a credere che il privato lo possa gestire con risultati migliori. Contemporaneamente parte una martellante sequenza di pillole sui mass media, risultato del lavoro certosino svolto dalle think tank. L’attacco avviene proprio perché per un elemento dell’élite è un problema non poter ottenere rendimenti facili in settori che presentano una domanda rigida, pensiamo ai servizi idrici, al gas, al trasporto pubblico, per esempio. Oltre alla svendita del patrimonio si registra, per il cittadino, la beffa. Mentre lo Stato può agire senza il vincolo di rendere il servizio necessariamente profittevole, lo stesso non si può certo dire per il privato e le conseguenze in termini di prezzo sono facili da intuire. Infatti lo Stato opera nei settori che sono strategici per mantenere adeguati standard di vita per la collettività mentre darli ad un privato significherebbe essere alla mercé di persone che vogliono fare affari sui servizi indispensabili alla vita. Aggiungo che con l’euro, la svendita del patrimonio pubblico rappresenta solo una breve e temporanea boccata d’ossigeno. Terminata la cessione dei beni non necessariamente le banche saranno disposte a finanziare a tassi vantaggiosi il governo, che si ritroverebbe nuovamente da subito con l’acqua alla gola. Il dramma è la perdita della sovranità monetaria e dalla Slovenia all’Italia si registra il tentativo omicida di distrarre l’opinione pubblica con problemi secondari.

2 – La spesa pubblica va ridotta e rallentata – La Slovenia ha una disoccupazione del 13,4% e l’ultima cosa che dovrebbe fare è quella di diminuire la spesa governativa. Ridurre la spesa pubblica  è un mantra neoliberista. Un governo che spende creando prosperità e lavoro provocherebbe un temuto innalzamento dei redditi che potrebbero tendere a ridurre il margine di profitto delle corporation e a ciò si aggiunge un odio ideologico molto forte da parte dell’élite verso le persone comuni. Il governo sloveno, con l’euro, si trova nell’impossibilità di spendere poiché ha adottato una moneta straniera, l’euro, il cui accaparramento prevede l’acquisto presso le banche  che accettano di comprare i titoli di Stato al tasso di interesse che loro stabiliscono. Da qui, una serie di disastri su cui non mi dilungo, stavolta.

3 – Un futuro senza debiti crescenti all’infinito per i nostri figli – Ammetto che questa frase funziona sempre, far credere al cittadino che nulla capisce di economia che si sta tentando di eliminare i problemi delle future generazioni. In realtà, Alena Bratusek creerà parecchi grattacapi ai giovani in procinto di cercare un’occupazione o di mettere su famiglia, magari non proprio ai suoi due figli specificatamente. I Letta, gli Hollande, le Merkel, i Samaras non hanno a cuore questi problemi e giocano con la vita di esseri umani per  rendere fortunati poche decine di individui. Un Paese a moneta sovrana non lascia nessun debito pregresso a nessuno, infatti io non lavoro per ripagare la spesa fatta dallo Stato nel 1960 o nel 1980. Poi, è da comprendere che io sono molto contento di sfruttare ponti e gallerie fatti con quel debito pubblico il quale significa scuole, strade, caserme dei pompieri, pronto soccorso, bonifiche, rimboschimenti, ecc. ecc. e meno male che sono avvenuti. Con la scusa del “lo faccio per i tuoi bambini” li condannato a emigrare.

4 – E’ umano opporsi a riduzioni del reddito. Ma dipende: se spieghiamo nel modo giusto che accettare ciò è importante per il futuro, credo che compromessi per il futuro potranno essere raggiunti – Opporsi è umano, meno male. La riduzione del reddito necessariamente comporta una crisi economica gravissima e effetti benefici sono impensabili. Chi afferma che dobbiamo accettare riduzioni del reddito giustificandolo con il fatto che a ciò conseguirà un beneficio futuro, o è pazzo o è in malafede. Probabilmente per le élite c’è una commistione delle due.

Alena Bratusek è un sicario dell’economia perfetto. Sta mirando, almeno spostati. Portogallo, Spagna, poi noi?