Introduzione
È necessario dire questo: l’economia Keynesiana funzionava prima, e la versione migliorata – generalmente conosciuta come “post-Keynesiana” – funzionerà ancora per offrire ciò che i fondamentali del mercato delle passate tre decadi hanno pazientemente e in maniera persistente fallito di offrire *ovunque nel mondo*. Semplicemente – la prosperità che e’ condivisa da tutti. Lo scopo principale della Modern Monetary Theory e’ di spiegare, nel dettaglio, perché ha funzionato nel passato e come fare per farlo funzionare anche in futuro, nuovamente.
Qui sta il come: iniziare con un taglio del cuneo fiscale pari al 100% sia per gli imprenditori sia per i dipendenti – e potrà scomparire (se necessario, del tutto) una volta raggiunta la piena occupazione. Questo non comporterà eliminare fondi al sociale. Torneremo su questo punto e lo esamineremo in dettaglio nel corso dei prossimi scritti. Ma adesso, fermati e pensa bene all’effetto che hanno avuto i trasferimenti fiscali sull’economia nel 2009 e nel 2010. Se stai pensando che ci sono meno insegnanti, infermiere, poliziotti e pompieri licenziati, hai ragione. Se stai pensando che più strade, dighe, ponti e sistemi fognari sono stati riparati, hai ancora ragione. Ma se tu consideri che aggiungere 800 milioni di dollari al deficit in 2 anni è una via garantita per generare iper-inflazione, interessi a due cifre e il fallimento delle aste per i titoli di Stato e una corsa mondiale per sbarazzarsi delle attività finanziarie denominate in dollari, allora, e; giunto il momento che tu ti chieda come mai hai creduto a queste cose.
Un ulteriore elemento in questo programma di tre punti per riavere un sistema monetario sano basato sul buon senso: offrire un lavoro a chiunque sia disposto a lavorare e sia in grado di farlo. Un governo che emette la sua valuta può comprare qualsiasi cosa sia in vendita in quella valuta, inclusa la forza lavoro di qualsiasi disoccupato in cerca di una occupazione. Quindi, una raccomandazione politica chiave della Modern Monetary Theory è basata sul “Job Guarantee”. Il governo dovrebbe prendere l’iniziativa e organizzare un programma di transizione per le persone che non riescono a trovare lavoro nel settore privato, per come lo intendiamo oggi. Perché la battutina che inizia e finisce con: “il governo non può creare lavoro – solo il settore privato può!” è la cosa meno divertente al mondo, ora.
I governi creano già milioni di posti di lavoro. Fare il militare non è un lavoro? Non è un lavoro far volare il Presidente con l’Air Force One intorno al mondo E tutti i dottori e gli infermieri giù al V.A. hospital, e chi lavora negli asili delle basi militari? Questi sono certamente occupati. Quando vai al supermercato per comprare qualcosa – uh – quanto attentamente il cassiere esamina i soldi che gli diamo? Qualsiasi cassiere ti ha mai guardato storto mentre gli dai 5 dollari chiedendoti “Hmm..sei sicuro che questi soldi vengono dal settore privato?” No. Non te lo chiedono. Perché i soldi che il governo usa per pagare i suoi dipendenti sono esattamente gli stessi con cui viene pagato qualsiasi altro soggetto.
Un programma transitorio di lavoro ha bisogno di essere diverso rispetto agli esempi appena citati. È fondamentale essere sicuri che un programma del genere assume persone “dal basso”, non quelli altamente specializzati. Questa è un’importante via per far si che il programma non creerà colli di bottiglia in merito alle risorse reali entrando in competizione col settore privato per lavoratori con competenze significative. Perciò, un programma transitorio di lavoro assomiglia a lavori entry-level in un impianto della difesa USA. Un lavoro simile esiste esclusivamente perché il Pentagono ordina aerei o caschi o cibo per cani per le unità K-9. Non c’è ambiguità su dove vanno a finire le cose o per cosa vengono pagate. E quando le persone che tagliano l’erba o puliscono il parcheggio vengono pagate, essi sanno, senza starci a pensare, che i loro salari saranno spesi al supermercato esattamente nella stessa maniera di qualsiasi altro lavoratore pagato.
La spesa per la difesa è, realmente, più o meno una buona idea di programma di lavoro transitorio [questa è l’opinione dell’autore dell’articolo, non di mmtitalia.info, ndr] in grado di fornire lavoro a qualsiasi persona volenterosa di lavorare.1 L’unico periodo in cui l’economia americana ha raggiunto, in un periodo significativamente lungo disoccupazione zero, inflazione bassa e sotto controllo, nessun shock finanziario, fu alla fine della seconda guerra mondiale – includendo il programma Lend-Lease del 1940 e del 1941.2 Questa soluzione al problema della disoccupazione di massa funzionò nel 1940 e funzionerebbe anche oggi. Nel 1940 quasi tutti i lavori avevano a che fare col conflitto bellico . Ma, economicamente, questo non comporta nessuna differenza.
Il legame tra la guerra e la prosperità economica è stato già notato. Conduce a pensatori del 19° secolo (come Jimmy Carter) cui si chiedevano se potesse esistere “un equivalente morale alla guerra”. Bene, ci potrebbe essere – col Job Guarantee. La pre-condizione più grande è stata incontrata, perché un risultato delle guerre è stato quello di forzare i Paesi in conflitto a uscire dal sistema aureo. Oggi tutte le nazioni lo hanno abbandonato. Fatto questo, ciò che importa è valutare se ci sono sufficienti risorse reali disponibili per produrre beni e servizi che siano l’equivalente in valore alla spesa del governo per il job-guarantee. Se le risorse fossero disponibili, – se non fossero già state usate per produrre qualcos’altro – allora l’incremento della domanda conseguente ai salari generati dal job-guarantee non produrranno inflazione, a prescindere da ciò che si produrrebbe.
La moneta è fungibile al 100%. Se il job-guarantee fosse destinato alla produzione di aerei da guerra o turbine eoliche non ci sarebbe una differenza economica, – gli occupati spenderebbero i loro salari sulle stesse cose acquistate dagli altri lavoratori. Ciò che conta è se ci sono o meno sufficienti risorse reali e lavoro disponibile per produrre questi beni e servizi in linea con il corrispondente incremento della domanda. Se tale incremento fosse presente, nessun intervento del governo sarebbe necessario. La stesa motivazione che caratterizza il privato a cercare il profitto che induce l’azienda a produrre un widget può essere la base per indurre la produzione di qualcos’altro.
Le principali idee sbagliate sul job-guarantee, intendendolo come una maniera inefficiente di “creare lavoro”, ignorano il dinamismo del settore privato. Si assume semplicemente che se i lavoratori finanziati dal pubblico non contribuissero a fare scarpe o sapone, i loro salari risulterebbero in “più soldi a caccia degli stessi beni” – e questo causerebbe automaticamente inflazione. Questo è un errore che è stato empiricamente reso falso molte volte ma le persone continuano a considerarlo come un a fede economica. Quindi, uno dei compiti più pressanti per la MMT è evidenziare come sia possibile cessare l’esistenza della disoccupazione di massa garantendo allo stesso tempo la stabilità dei prezzi.
Ci sono molti altri problemi economici e sfide al giorno d’oggi. la Modern Monetary Theory non è la panacea per loro. Anche se i suoi spunti e le raccomandazioni politiche divenissero ampiamente diffuse, e anche se un giorno fossero totalmente realizzate, la società avrà altre sfide di fronte a se come la disuguaglianza, la regolazione per catturare i comportamenti finanziari predatori, inclusi quei comportamenti basati sulla concessione di credito per i mutui causa della crisi mondiale del 2008. Per comprendere i problemi e gli ulteriori pericoli, dobbiamo guardare al contesto economico in maniera allargata, e porre la Modern Monetary Theory all’interno di una struttura più ampia.
La Modern Monetary Theory spiega la relazione tra lo Stato e la sua moneta – e alcune idee derivano da ciò che è conosciuto come Cartalismo. La MMT rimane fermamente salda alla tradizione macroeconomica, e riconosce un’estesa interconnessione con altri economisti il cui lavoro è inserito nella categoria dei “post-Keynesiani”. Alcuni dei principali accademici pro-genitori della MMT includono Hyman Minsky, Abba Lerner e, più recentemente, l’economista inglese Wynne Godley, la cui eccitazione sul raggiungimento della coerenza nell’analisi degli stock economici e di flusso, presagiva l’enfasi che gli economisti pongono oggi su di essa.
L’etichetta “Modern Monetary Theory” non è particolarmente adatta. Gli è stata attaccata commento dopo commento su internet e non perché qualcuno considerasse questo nome particolarmente utile o inerente. In altre parole, gli è stata appiccicata. Infatti, l’identità della prima persona che ha usato questo acronimo su internet è sconosciuto alla storia. Cosi, per essere chiari, MMT è moderna solo nel senso ampio per cui cominciare qualcosa in Occidente nel 19° secolo è considerabile moderno. La MMT non è esclusivamente monetaria, ha qualcosa da dire anche in materia fiscale. E inizialmente non era teorica – ebbe inizio con una serie di osservazioni empiriche sulle dinamiche dei sistemi monetari e le varie vie in base alle quali era fraintesa. La MMT ha un pedigree doppio che è esso stesso qualcosa di veramente notevole.
Dall’altro lato, il paziente lavoro accademico decennale di circa, otto, dieci economisti (all’inizio erano tre o quattro, più i loro studenti) Ma la MMT era scoperta indipendentemente dal resto, da una persona. Una persona che non aveva un background accademico specifico in economia – il businessman americano e costruttore di automobili da corsa Warren Mosler. Come ha fatto a capire che la spesa di uno Stato sovrano fosse diventata operativamente indipendente dalla tassazione e dal prestito è raccontato nel suo libro del 2101, “Le sette innocenti truffe mortali della politica economica”. Nel 1996 aveva già pubblicato “Soft-Currency Economics,” lanciando la MMT come un movimento online. E mentre gli accademici MMT non lo conoscevano all’inizio, non passò molto tempo prima che si incontrassero, e questo ha condotto ad una prolungata collaborazione nel corso degli anni.
Oggi, la MMT, gode di un audience su internet sempre maggiore. E la crescita di interesse verso la MMT è evidente anche in altre maniere. Una delle leader, Dr. Stephanie Kelton dell’Università del Missouri – Kansas City, è stata spesso ospite dello show del fine settimana di MSNBC. Lei, e gli altri economisti MMT, sono frequentemente ospiti di programmi radio – sia in USA sia nei Paesi in cui l’inglese è la lingua madre. Il libro di Warren Mosler del 2010 è stato recentemente pubblicato in italiano.
(Per ovvie ragioni,essendo i Paesi del sud Europa quelli più danneggiati dalla austerità, la gente qui è diventata più aperta verso nuove idee economiche. Una conferenza di tre giorni, a Rimini, nel 2012, con quattro economisti MMT/post-Keynesiani hanno parlato di fronte a 2.000 persone, in un palazzetto dello sport. Molti degli spettatori sono arrivati da lontano pur di partecipare).3

La MMT è stata menzionata , senza essere accuratamente ancora descritta, da Paul Krugman in molti suoi articoli per il New York Times. E certamente altri aspetti sono stati notati in maniera ancor maggiore dai media – per l’approccio teorico del “trillion-dollar coin”sul fiscal cliff. (L’idea fu proposta e dibattuta prima sul blog di Warren Mosler). In breve, sta diventando sempre più difficile ignorare la MMT. E fino a quando avrà le risposte alle più urgenti questioni mondiali, sembra che la MMT diventerà quasi impossibile da nascondere. Questi post sono scritti nel tentativo di far avvicinare quel giorno rapidamente.
La seguente esposizione sarà intenzionalmente semplice e non tecnica e conterrà i principi della MMT. La versione senza algebra, per intenderci. È intesa come una guida per i non economisti, e per le persone pigre che magari hanno sentito una frase o visto un video clip sulla MMT e che desiderano imparare di più. Questi scritti non sostituiscono manuali tecnici più completi e necessari, disponibili in giro, come i Primer.
Confido su esempi ampiamente conosciuti a tal punto che nessuno sentirà la mancanza delle note. E dal momento in cui non affermo che tutto ciò è farina del mio sacco, dico fin dall’inizio che ho imparato queste cose da persone che le hanno insegnate prima di me. Ma invece di interrompere il post o complicarlo cercando di stabilire chi disse cosa, io spero che questo sia sufficiente per ringraziare la comunità MMT per i materiali sfruttati da me lungo il cammino.
Inoltre, comincerò dalle posizioni più neutre della MMT sul contesto politico e sulle questioni ideologiche. Mentre i principi MMT si applicano ugualmente, indipendentemente da cose come la dimensione di un governo o la questione relativa a chi è al governo, esiste un pregiudizio politico che nessuno è in grado di ignorare. Io tenterò dui enfatizzare piuttosto che nascondere il pregiudizio politico – e a volte lo sottolineerò in maniera forte. Spero che nessuno la prenda come un rimprovero. Penso che abbiamo semplicemente raggiunto un punto in cui le applicazioni pratiche hanno bisogno di essere poste sullo stesso piano dei loro fondamenti teorici.
Per qualcuno, magari da qualche parte in Italia – in un giorno speriamo non troppo lontano, la MMT sta andando davvero a rivoluzionare il mondo.
1 Qui va sottolineato come, durante le guerre, gli Stati spendano dimenticandosi “di non avere i soldi”, come affermano di fronte al comune cittadino. Le guerre sono una prova concreta di come i governi non abbiano vincoli finanziari alla spesa, solo ideologici, che scompaiono, appunto, per vincere i conflitti. Noi siamo favorevoli a PLG destinati al sociale e all’ambiente, in particolare, ndr.
2 Legge firmata da Franklin D. Roosevelt  che prevedeva la fornitura di armi da parte degli USA al Regno Unito e altri Paesi. Fonte: http://militaryhistory.about.com/od/industrialmobilization/p/lend-lease-act.htm Consultato il 23/03/2013
3 Evento nato da un’idea e frutto dello sforzo di Paolo Barnard, ndr.
Originale disponibile qui.
-Cos’è la Modern Money Theory, o “MMT”? (Prima parte)

0 commenti
  1. Marco Cavedon
    Marco Cavedon dice:

    Ottimo Dale Pierce.
    Sono rimasto positivamente colpito anche dal suo affetto per la nostra martoriata Italia (e anche per gli altri stati del sud Europa).

    Rispondi
  2. rossi pier giuseppe
    rossi pier giuseppe dice:

    OK DALE
    daccordo ed entusiasta
    Parli di STATO ma la MMT può trovare applicazione in una realtà microeconomica NONOSTANTE lo STATO ??????

    Rispondi
    • Marco Cavedon
      Marco Cavedon dice:

      No perchè uno stato sovrano (che possono essere gli USA come anche una regione piccola come Veneto e Sicilia che acquistino l’indipendenza) è l’unico che può creare denaro al netto senza indebitarsi, al contrario di famiglie ed aziende ed è quello il suo scopo; cioè dare a noi cittadini e aziende il denaro al netto necessario affinchè possiamo produrre e consumare tutto ciò di cui abbiamo bisogno fino al regime di piena occupazione.

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