Il declassamento dei debiti sovrani da parte delle agenzie di rating è lo spauracchio degli Stati eurozona. L’Italia lo ha subito ad opera di Moody’s nell’estate 2012, e a seguito delle elezioni 2013 la stessa Moody’s ha già minacciato un ulteriore possibile downgrade del rating Italia perché c’è “il rischio che la fase di riforme avviata dal governo Monti possa sospendersi, se non completamente bloccarsi”.
Le “riforme” sono cruciali per i mercati: lo scopo dell’esistenza dei debiti pubblici è rendere disponibili asset sicuri per i fondi d’investimento. Il debito non serve per pagare scuole, ospedali, servizi, ma come cassaforte per “i mercati”.
Quindi occorrono governi feroci che impongano le misure di austerità per “ripagare i debiti” sempre e a qualsiasi costo.Non è un complotto, è stato tutto scritto e pubblicato in uno studio BIS (Bank of International Settlements), pubblicato sul Financial Times e riportato in Italia su Cobraf, quasi due mesi fa. Quando gli Stati sgarrano le agenzie li declassano, e una volta declassati vengono percepiti come più “rischiosi” per cui devono offrire rendimenti più elevati per trovare acquirenti dei Bonds che emettono.Questo succede agli Stati che usano l’Euro, come l’Italia.Se invece parliamo della Gran Bretagna, succede questo:

Il 22 febbraio Moody’s declassa la Gran Bretagna. Il rendimento dei bonds britannici (Gilt 10 anni) è 2.11%. Quattro giorni dopo, il 26 febbraio, il rendimento dei Gilt è 1.96%. Il tasso d’interesse che deve riconoscere ai detentori di titoli non sale e non si ha notizia del fatto che mercati le impongano l’austerità (questo non esclude che la stessa UK possa autoinfliggersela) perché la Gran Bretagna emette la propria valuta, e non corre il rischio di “finire i soldi”. Inoltre currency issuers necessarily set their own interest rates (W. Mosler): chi emette la valuta inevitabilmente fissa il proprio tasso d’interesse. Il tasso d’interesse dei titoli UK lo fissa l’UK, non i mercati. Forse così è più chiaro cosa intendeva David Cameron quando dichiarava “noi non rinunceremo mai alla nostra sovranità”. Peccato che alla fine la sovranità a cui non ha rinunciato la usi così:
Guardian.co.uk – 26.02.13 “ Cameron giura di tirare dritto con la riduzione del deficit”

0 commenti
  1. aigsil
    aigsil dice:

    ottimo articolo veramente…
    … vi chiedo se anche l’ Argentina può essere considerato come uno stato che ha “sgarrato”.,, in quanto ora tutti i giornali economici finanzari dicono che è a un passo dal default. E’ veramente vicino al default?….come falsifica la teoria MMT?..come ne mina la credibilità?..
    grazie

    Rispondi
    • IO
      IO dice:

      L’Argentina ha dei problemi ma NON CORRE ALCUN RISCHIO DEFAULT nella sua MONETA SOVRANA. Quella controversia di cui parli riguarda Titoli DENOMINATI in DOLLARI ( conseguenza del DEFAULT del 2001 ) che 1 giudice di New York ha sentenziato debbano essere onorati dal Governo argentino. Ovviamente il Governo argentino contro questa sentenza ha fatto ricorso alla Corte Suprema americana ed il suo ricorso è stato accolto. I soldi per PAGARE pensioni, stipendi, servizi pubblici e infrastrutture il Governo argentino CE LI HA: sono i PESOS ( emessi dallo stesso Governo ), non i DOLLARI

      Rispondi
    • IO
      IO dice:

      Ecco la sequenza:
      -l’Argentina nel 2001 esce dal currency board ( cambio fisso ) col Dollaro, ristruttura oltre l’80% dei suoi Titoli ( a un valore ed il 93% dei creditori accetta tali condizioni.
      -il restante 7% dei creditori ( soprattutto titolari di fondi speculativi/hedge funds ) non accettano tale condizione e fanno causa al governo argentino
      -nel dicembre 2012 il Giudice Thomas Griesa della Corte di New York dà loro ragione condannando l’Argentina a risarcire TUTTI i creditori ( compresi quelli che non hanno accettato la ristrutturazione ), pena il blocco dei pagamenti anche al restante 93% dei creditori che hanno accettato la ristrutturazione.
      -il Governo argentino fa ricorso contro tale sentenza e la Corte d’Appello USA la accetta annullando il blocco dei pagamenti istituito dal Giudice Griesa rimandando il giudizio invece sugli hedge funds ( il 7% dei creditori rifiutatisi di accettare la ristrutturazione ).
      -ora si attende il verdetto finale sugli hedge funds. Qualunque sia la sentenza il Governo argentino ha già fatto sapere che PAGHERA’ SOLO alle condizioni stabilite con il restante 93% degli investitori.
      Indi per cui gli hedge funds SI ATTACCANO al C++++.

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    • IO
      IO dice:

      Inoltre c’è un’altra notizia dall’Argentina passata praticamente inosservata:
      è stata fatta approvata la cosiddetta “Ley de Mercado de Capitales”.
      In base a questa legge viene istituita la Comisiòn Nacional de Valores ( CNV ) che regolamenterà la borsa. Essa svolgerà l’azione di registro, supervisione e sanzione dei mercati e degli operatori/agenti di borsa.
      Da qui la citazione del Ministro dell’Economia Lorenzino:
      “investire attraverso strumenti semplici ed economici, e finanziare le imprese attraverso l’emissione di obbligazioni e azioni. Lo Stato garantirà i risparmi/investimenti attraverso la maggiore regolazione operata dal CNV. La regolamentazione del mercato sarà in mano al governo, che avrà potere di attribuzione discrezionale.”
      In pratica tutto questo trambusto mediatico su un ipotetico nuovo default argentino è funzionale a nascondere l’istituzione di questa legge che potrebbe fungere da esempio per altri paesi ( non facciamo nomi perchè li sappiamo già ).

      Rispondi
      • aigsil
        aigsil dice:

        “Io” …grazie mille!..
        avevo letto anche io dei fondi avvoltoi che non hanno accettato la ristrutturazione.e della sentenza di dicembre…inoltre ho parlato anche con alcuni argentini (classe media)che,.. oltre che citarmi della forbice tra cambio ufficiale e reale con il $ non mi hanno manifestato grandi preoccupazioni sul paese…
        comunque continuo a cercare statistiche recenti affidabili su trend disoccupazione/inflazione…per ora senza successo..

        Rispondi
  2. Arianna
    Arianna dice:

    Ecco, ma la mia domanda è proprio questa: PERCHE’ la GB tira dritto per la strada della riduzione del deficit?
    Siamo poi così sicuri che il deficit sia una cosa così auspicabile, anche in una condizione di sovranità monetaria?
    Lo chiedo perché anche Wray non sembra esserne convinto, e lo stesso Keynes auspicava il pareggio a medio termine, se non erro.
    Ringrazio chi mi risponderà.

    Rispondi
    • IO
      IO dice:

      Ecco, ma la mia domanda è proprio questa: PERCHE’ la GB tira dritto per la strada della riduzione del deficit?” molto semplice: perchè ridurre il deficit in fase recessiva fa COMODO a corporations e multinazionali. Se lo Stato riduce il deficit deve PRIVATIZZARE beni e servizi, TAGLIARE gli stipendi e le PENSIONI. Indovina:
      – a chi VENDE i beni e servizi che PRIVATIZZA?
      – a chi fa comodo avere a disposizione 1 gran massa di forza lavoro DISOCCUPATA o SOTTOPAGATA?
      – a chi fa comodo che i pensionati integrino le loro magre pensioni ( tagliate dal Governo ) con FONDI INTEGRATIVI quotati in borsa?
      – a chi fa comodo che la gente CONTRAGGA DEBITI per PAGARSI le SPESE ESSENZIALI per vivere, dato che con l’AUSTERITY e il TAGLIO di SALARI, STIPENDI e PENSIONI il POTERE D’ACQUISTO dei loro redditi è CALATO?
      E’ così difficile fare 2+2?
      Ma come fai a pensare che i politici siano in BUONAFEDE?

      Rispondi
      • Arianna
        Arianna dice:

        No, scherzi? Io non penso affatto che i politici siano in buona fede. E’ solo che cerco, per quanto possibile, di evitare complottismi; ma vedo che è proprio impossibile.
        Grazie comunque per la risposta.

        Rispondi
        • IO
          IO dice:

          Questa è VERITA’, non COMPLOTTISMO.
          Sono cose che SI SONO GIA’ VERIFICATE, indi per cui non capisco di quale COMPLOTTISMO parli.
          Più che di COMPLOTTO si può parlare di SISTEMA.
          Tra l’altro i COMPLOTTI sono sempre esistiti nella storia. Non vedo dove sia la cosa strana. Casomai la questione è saper DISTINGUERE tra COMPLOTTI REALI e COMPLOTTI INVENTATI sul web da qualche buontempone.

          Rispondi
    • IO
      IO dice:

      “Lo chiedo perché anche Wray non sembra esserne convinto, e lo stesso Keynes auspicava il pareggio a medio termine, se non erro.” no Keynes ed anche la ME-MMT auspicano la RIDUZIONE del DEFICIT DOPO che la DISOCCUPAZIONE è stata AZZERATA. Quando tutti lavorano ed hanno 1 REDDITO che permette loro di VIVERE DECENTEMENTE non c’è più bisogno di ulteriore liquidità nel sistema perchè è stata raggiunta la PIENA CAPACITA’ PRODUTTIVA. In quel caso se aggiungi liquidità allora determini 1 aumento dell’inflazione.

      Rispondi
  3. Alessandro Scarponi
    Alessandro Scarponi dice:

    Io non sono economista, ma seguendovi da alcuni mesi, ho compreso la logica su cui si basa la teoria della MMT. Allora mi domando: come possiamo far comprendere alla gente il problema con semplicità e con esempi reali, vicini a noi, anziché sventolare i soliti America e Giappone che molti vedono come mondi diversi ed astratti? Si potrebbe, come in questo caso, prendere in esame più frequentemente la GB per sottolineare il fatto che pur facendo parte dell’Unione Europea “si può permettere” una moneta nazionale? Quali differenze ci sono tra noi e loro che ci impediscono di avere una moneta nazionale o non ce ne sono? E’ una volontà del Governo italiano (di stare al gioco) o è un dogma economico senza cui non potremmo più vivere? La gente vuole sapere questo. La gente va rassicurata perché il terrorismo mediatico è forte. Se si riuscisse a dimostrare che l’introduzione di una valuta nazionale affiancata all’Euro, potrebbe far ripartire l’economia e soprattutto potrebbe realmente garantire la piena occupazione allora molti potrebbero rivedere il loro pensiero senza paura. Non so’ se dico una castroneria immane, ma vi domando: si può riuscire a simulare, con uno studio il più possibile accurato e basato sui bilanci statali, l’introduzione della moneta nazionale? Penso che il problema basilare dello scarso seguito del tema (a parte l’omertà della classe politica ed alla paura delle conseguenze) è che non ci sono ancora, o almeno non ho avuto modo di conoscerli, prospetti economici pratici e previsioni economiche che la gente comune potrebbe valutare. Numeri. Pongo il problema perché se veramente il movimento 5 stelle, riuscirà a proporre il referendum sulla permanenza nell’Euro, o quanto meno riesca a sollevare il problema, si dovrà fare una propaganda precisa e chiara, affinché la gente capisca l’immoralità dell’attuale sistema economico. Saluti.

    Rispondi

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