Agenda Monti
Con l’avanzo primario raggiunto, il debito è posto su un sentiero di riduzione costante a partire dal prossimo anno. (…) occorre un impegno, non appena le condizioni generali lo consentiranno, a ridurre il prelievo fiscale complessivo, dando la precedenza alla riduzione del carico fiscale gravante su lavoro e impresa (…) Se la corsa della spesa pubblica non viene fermata e la dinamica del debito non è invertita, il Paese non può ripartire. Ma i tagli devono avvenire in modo intelligente e selettivo. Spending review non vuol dire solo “meno spesa”, ma “migliore spesa”. Vuol dire eliminare ciò che non è efficace e creare spazi per la spesa che produce crescita. E’ necessario creare gli spazi per aumentare gli invesmenti pubblici per la crescita e l’occupazione, invertendo il trend discendente di questi  ultimi anni. La spending review ha permesso risparmiare 12 mld e ulteriori risparmi saranno consegui nel 2013.
ME-MMT
L’Italia è in avanzo primario (le entrate dello Stato superano le spese, al netto degli interessi corrisposti sul debito pubblico) dal 1991, in maniera anche consistente e continuata: tuttavia il debito pubblico è sempre cresciuto a causa del peso degli interessi composti. Questo impedisce e impedirà, con il vincoli di Maastricht, qualsiasi riduzione delle tasse; è accaduto così per 17 anni e così continuerà, come previsto dallo stesso governo: nel 2013 la pressione fiscale salirà a livelli record pari al 45,3% (fonte: Def del Governo, settembre). La spiegazione di “spending review” dell’ Agenda è contraddetta dai dati: Spending review significa solo “meno spesa” , come dimostrano i dati del Def*, infatti si tagliano gli investimenti pubblici (-7,8 mld dal 2010 al 2013, pari a -17%). Tutto questo comporta una riduzione della moneta circolante e un avvitamento dell’economia perpetuo. Il Def addirittura prevede un aumento consistente per la spesa degli interessi passivi (dai 71 mdl del 2010 ai 105 del 2015…), che potrebbero essere leggermente più contenuti nell’eventualità di una riduzione dei tassi d’interesse sui titoli di Stato emessi.

 
 
DAL PROGRAMMA DI SALVEZZA NAZIONALE ME-MMT PAG. 14
“Ne risulta che se lo Stato spende per noi più di quanto ci tassa (deficit), esso ci lascia beni finanziari che sono esattamenteil nostro attivo e il nostro risparmio al netto.Se lo Stato spende per noi tanto quanto ci tassa (pareggiodi bilancio), esso ci lascerà nulla, e questo ci impoverisce impedendoci  proprio  il  risparmio. Non si dimentichi che nessuno nel settore non-governativo di cittadini e aziende può creare il denaro dello Stato e con esso arricchirci al netto (le banche creano prestiti ma anche debiti). Se lo Stato poi spende per noi meno di quanto ci tassi (surplus di bilancio) il nostro impoverimento sarà ancora più estremo”
–TRATTO DAL DOCUMENTO AGENDA MONTI: COSA DICE E COME RISPONDE LA ME-MMT (SCARICA LA VERSIONE INTEGRALE IN PDF)
 

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