Sabato scorso il Times ha riferito su un fenomeno apparentemente in crescita in Europa: “il suicidio da crisi economica”, persone che perdono la vita per disperazione dovuta a disoccupazione e fallimento. E’ una storia straziante. Ma sono sicuro che non sono stato l’unico lettore, in particolare tra gli economisti, a chiedersi se la storia più grande non riguardi tanto i singoli individui quanto la determinazione apparente dei leaders Europei a un suicidio economico del continente nel suo complesso.
Solo pochi mesi fa avevo qualche speranza per l’Europa. Vi ricorderete che alla fine dello scorso autunno l’Europa sembrava essere sull’orlo del tracollo finanziario, ma la Banca Centrale Europea, la controparte Europea della Fed, è venuta in soccorso del continente. Ha offerto alle banche Europee linee di credito aperte, se portavano a garanzia i bonds dei governi Europei; questo ha sostenuto direttamente le banche ed indirettamente i governi, ed ha messo fine al panico.
La domanda allora era se questa azione coraggiosa e efficace rappresentava l’inizio di un ripensamento più ampio, se i leaders Europei avrebbero utilizzato questo respiro concesso dalla banca per riconsiderare in primo luogo le questioni politiche che avevano portato la situazione a precipitare.
Ma non l’hanno fatto. Invece, hanno raddoppiato le loro idee e politiche fallimentari. E sta diventando sempre più difficile credere che qualcosa li possa indurre a cambiare rotta.
Si consideri la situazione in Spagna, che ora è l’epicentro della crisi. Non si parla di recessione, la Spagna è in piena depressione, con un tasso di disoccupazione globale al 23,6 per cento, paragonabile all’America nel fondo della Grande Depressione, e il tasso di disoccupazione giovanile superiore al 50 per cento. Non può andare avanti – e il segno che non può andare avanti è che i rendimenti dei bonds spagnoli crescono.
In un certo senso, non importa come la Spagna sia arrivata a questo punto – ma per quello che vale, la storia Spagnola non ha alcuna somiglianza con le storielle morali così popolari tra i funzionari Europei, soprattutto in Germania. La Spagna non era fiscalmente in disordine – alla vigilia della crisi aveva un basso debito e un avanzo di bilancio. Purtroppo, aveva anche una enorme bolla immobiliare, una bolla resa possibile in gran parte dagli enormi prestiti delle banche Tedesche alle loro controparti Spagnole. Quando la bolla è scoppiata, l’economia Spagnola è stata lasciata a bocca asciutta; i problemi fiscali della Spagna sono una conseguenza della depressione, non la causa.
Tuttavia, la prescrizione proveniente da Berlino e Francoforte, sì, avete indovinato, è una maggiore austerità fiscale.
Questo è, per non usare mezzi termini, una cosa folle. L’Europa ha avuto diversi anni di esperienza con duri programmi di austerità, ed i risultati sono esattamente ciò che gli studiosi di storia avevano detto che sarebbe successo: questi programmi spingono le economie depresse ancor più nella depressione. E perché gli investitori guardano allo stato dell’economia di un paese nel valutare la sua capacità di ripagare il debito, i programmi di austerità non hanno nemmeno funzionato come modo per ridurre gli oneri finanziari.
Qual è l’alternativa? Ebbene, negli anni ’30 – un’era che l’Europa moderna sta iniziando a replicare in maniera sempre più fedele – la condizione essenziale per il recupero era l’uscita dal gold standard. La mossa equivalente adesso sarebbe l’uscita dall’euro, e il ritorno alle valute nazionali. Direte che questo è inconcepibile, e davvero sarebbe un evento estremamente distruttivo, sia economicamente che politicamente. Ma, proseguire sulla strada attuale, imponendo sempre più severe austerità a dei paesi che stanno già soffrendo una disoccupazione da grande depressione, è questo che è veramente inconcepibile.
Quindi, se i leaders Europei volessero davvero salvare l’euro sarebbero alla ricerca di un percorso alternativo. E questa alternativa è in realtà abbastanza chiara. Il continente ha bisogno di politiche monetarie più espansive, sotto forma di una volontà – una volontà annunciata – da parte della Banca Centrale Europea di accettare un’inflazione leggermente più elevata; ha bisogno di politiche fiscali più espansive, sotto forma di programmi di bilancio in Germania, che compensino l’austerità in Spagna e nelle altre nazioni in difficoltà nella periferia del continente, piuttosto che rafforzarla. Anche con tali politiche, le nazioni periferiche si troverebbero ad affrontare anni di tempi duri. Ma almeno ci sarebbe qualche speranza di ripresa.
Quello che stiamo vedendo in realtà, tuttavia, è completa mancanza di flessibilità. Nel mese di marzo, i leaders Europei hanno firmato un patto fiscale che in effetti vincola all’austerità fiscale come la risposta a qualsiasi e tutti i problemi. Nel frattempo, i principali funzionari presso la banca centrale stanno a sottolineare la volontà della banca di alzare i tassi al minimo accenno di rialzo dell’inflazione.
Quindi è difficile evitare un senso di disperazione. Piuttosto che ammettere che hanno sbagliato, i leaders Europei sembrano decisi a guidare la loro economia – e la loro società – verso una scogliera. E il mondo intero pagherà il prezzo.
Fonte: http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=10175
Versione originale:
Paul Krugman
Fonte: www.nytimes.com
Link: http://www.nytimes.com/2012/04/16/opinion/krugman-europes-economic-suicide.html?_r=1&hp
15.04.2012

L’Apocalisse ? In Italia una catastrofe finanziaria è da ieri garantita nella Costituzione stessa


..il Senato ha approvato in seconda lettura e con la maggioranza dei due terzi dei parlamentari (dunque senza richiedere un referendum confermativo) la legge che introduce nella nostra Costituzione l’obbligo del bilancio in pareggio. A distanza di meno di 24 ore il governo ha varato il Documento di Economia e Finanza (Def) che sancisce che l’obiettivo del pareggio di bilancio non verrà raggiunto nel 2013, come il nostro Paese si era impegnato a livello europeo, ma nel 2015…


Imporre per legge, nella Costituzione addirittura, che lo stato spenda di meno di quello che incassa e includendo nelle spese anche circa 70 miliardi di euro l’anno di interessi, è simile come soluzione a cercare di fermare un autobus che abbia rotto il freno buttando gente sotto le sue ruote. La nostra Costituzione da ieri contiene l’harakiri economico. Non è un modo colorito di esprimerssi, vedi la notizia di due giorni fa (“Non trovo lavoro»: a 20 anni fa harakiri”). Negli anni ’60, ’70 e ’80 non succedeva. (” L’Italia non deve finire come la Grecia. Dove “1.725 persone si sono tolte la vita negli ultimi due anni per la disperazione”..)
L’Elite Globale finanziaria che ha in mano i mass media ha deciso di sacrificare qualche milione di italiani, spagnoli, greci, portoghesi perchè pensa che poi ci sono decine di milioni di cinesi, indiani, turchi, indonesiani…per sostituirli.
Tutto questo è stato spiegato con alcune dozzine di pezzi qui, vedi ad esempio:
Sfatare il Mito del Deficit
La Trappola del Debito
Fissarsi sulla differenza tra spese dello stato e tasse, un numero che è solo il 3 o 6% del PIL e totalmente irrilevante logicamente, è assurdo e demenziale. E’ una credenza come quella degli aztechi, maya e inca che se non facevi sacrifici umani il raccolto sarebbe stato un disastro, come quelle nei vaticini degli oracoli greci, negli elfi, nelle streghe, nella terra che gira intorno al sole. Il succo è semplice: ad un Deficit o Passivo dello stato corrisponde sempre un Surplus o Attivo delle famiglie e imprese e viceversa. Per cui ora imponi nella Costituzione che famiglie e imprese siano in aggregato in deficit, questo mentre le banche riducono il credito a tutti e mentre l’euro ci ha mandato in deficit cronico verso l’estero. Risultato: da tutti i lati, fisco, commercio estero e credito il settore privato viene soffocato
In ogni caso, anche senza voler capire come funziona veramente il debito, basta notare che l’Italia ha MENO DEBITO, se guardi al totale (debito di famiglie, imprese, banche e stato) degli altri paesi. Ma anche un bambino dovrebbe capire che dei quattro soggetti economici quello che ha meno problemi a finanziarsi è lo stato. I paesi che dovrebbero essere sotto accusa sono quelli le cui famiglie, imprese e banche sono più indebitate. Invece impongono all’Italia che lo stato d’ora in poi risucchi di tasse molto di più di quello che spende (se tieni conto degli interessi…) per cui automaticamente famiglie e imprese saranno in deficit perchè lo vuole la Costituzione

FONTE: http://cobraf.com/blog/default.php?idr=123468378#123468378

Analizziamo quanto abbiamo imparato da un esempio reale: l’economia clintoniana dei riccioli d’oro per cercare il seme della crisi finanziaria globale. Utilizzeremo l’approccio dei bilanci settoriali. Già nel 2002, io (Randall Wray, nda), parlavo di una crisi di bilancio sia a livello statale che locale. L’economia era caratterizzata da una bolla guidata da un’insostenibile spesa a deficit privata. Dal 1996 al 2006 il settore privato ha speso più del suo reddito. Fino a quando l’economia è collassata; quello che non avevo chiaro era quanto depravata era diventata Wall Street. Hanno condotto la bolla-debito attraverso ogni sorte di frode. Oggi vediamo le conseguenze.
Dal periodo “riccioli d’oro” possiamo tratte una lezione. Con Bush senior il deficit era del 5% rispetto al PIL. Questo era utile per attuare una ripresa economica ma nel frattempo il settore privato si è spostato verso un deficit alimentato dai prestiti-frode che hanno permesso un boom immobiliare e dei consumi. Utilizzando l’approccio dei bilanci settoriali, nell’era di Clinton lo stato aveva un surplus di bilancio.
Tale surplus rappresenta l’immagine riflessa del deficit privato + deficit delle partite correnti (import>export, nda).
Dopo il collasso finanziario:
il settore privato è andato in surplus;
il deficit del saldo delle partite correnti è diminuito (i consumatori hanno comprato meno prodotti importati);
il deficit di bilancio è cresciuto perché è crollato il gettito fiscale come conseguenza del collasso delle vendite domestiche che ha aumentato la disoccupazione.
Purtroppo la lezione dell’era Clinton basata sul surplus di bilancio e quella della crisi finanziaria globale non è bastata. I politici sono convinti che il problema nasca da sperpero statale. Quindi procedono con tagli alla spesa e aumento delle tasse per ridurre il deficit di bilancio.
La realtà: gli eccessi di Wall Street hanno condotto all’aumento dell’indebitamento privato. La bolla, una volta esplosa, ha fatto crollare l’economia e ha causato la diminuzione delle entrate fiscali. Questo ha prodotto un notevole aumento del deficit di bilancio statale. La crisi ha ferito le entrate dello stato, che ha tagliato i servizi e ha aumentato le tasse (capirete in seguito che uno stato a moneta sovrana non  fronteggia problemi di solvibilità).
Ricordate sempre che:
Bilancio privato + Bilancio statale + Bilancio estero = 0
Primer 3 tratto da:
Recent USA Sectoral Balances: Goldilocks, the Global Crash, and the Perfect Fiscal Storm
http://neweconomicperspectives.org/2011/06/recent-usa-sectoral-balances-goldilocks.html

LA RICCHEZZA FINANZIARIA DI UN SOGGETTO E’ IL DEBITO DI UN ALTRO SOGGETTO
Il deposito bancario è un asset finanziario, a fronte del debito della banca verso il depositante (IoTiDevo)
Il Titolo di Stato o l’obbligazione di una Società è un debito dell’emittente e un credito del detentore.
SOMMA ASSET FINANZIARI DETENUTI – SOMMA DEBITI FINANZIARI EMESSI = RICCHEZZA FINANZIARIA NETTA.
Se ha valore > 0, abbiamo Ricchezza finanziaria al netto.
SUDDIVISIONE IN 2 SETTORI
Dividiamo l’economia in 2 settori:
Governativo (tutti i livelli di governo e amministrazione): GOV
Privato (famiglie+imprese): PRIV
Consideriamo tutti i debiti e crediti emessi nel settore privato: la somma dei debiti emessi deve essere uguale a una corrispondente somma di crediti esistenti. La ricchezza complessiva del settore quindi deve essere obbligatoriamente Ricchezza interna = 0.
Per avere Ricchezza interna>0, deve esistere credito di PRIV verso un settore esterno in debito: GOV.
Il debito di GOV (ITD) è detenuto da PRIV come “ricchezza finanziaria”: moneta o Titoli di Stato.
NOTA SU BENI REALI (NON FINANZIARI)
Se la ricchezza finanziaria di uno è debito di un altro, a livello aggregato la ricchezza finanziaria netta deve essere = 0.
Il bene reale è una ricchezza di un soggetto non controbilanciata da un debito di un altro soggetto.
Quindi a livello aggregato la ricchezza netta è uguale al valore dei beni reali (non finanziari).
RICCHEZZA FINANZIARIA NETTA = DEBITO PUBBLICO
I flussi di reddito o spesa si accumulano in stocks. Il settore privato può accumulare ricchezza finanziaria netta nel corso dell’anno se spende meno di quello che guadagna. Questi “assets” finanziari (crediti) accumulati sono debiti di GOV: moneta e titoli di stato.
Questi ITD emessi da GOV possono essere accumulati da PRIV solo se GOV spende più di quello che raccoglie con le tasse, ovvero solo se GOV è in deficit.
Se GOV spende verso PRIV meno di quello che incassa da PRIV (e ottiene un surplus), PRIV deve andare in deficit.
Nel modello a 2 settori è impossibile che entrambi, pubblico e privato, ottengano un surplus.
DA 2 A 3 SETTORI
Passiamo a una divisione dell’economia in 3 settori: PRIV, GOV, e Estero (EST).
EST è costituito da governi, privati, imprese ubicate all’estero.
Se GOV spende quanto incassa (spesa=tasse), l’accumulo di ricchezza finanziaria netta di PRIV è uguale all’indebitamento di EST.
PRIV quindi può cumulare ricchezza finanziaria consistente nel deficit di GOV o EST.
Inoltre PRIV può accumulare Debito di GOV come ricchezza, ed emettere debito verso EST (riducendo così la propria ricchezza netta).
BASI DELLA CONTABILITA’SETTORIALE, RELAZIONI STOCKS-FLUSSI
Ogni settore (PRIV,GOV,EST) ha un flusso di entrate e un flusso di uscite lungo un certo periodo di tempo, poniamo 1 anno.
Il settore non deve bilanciare obbligatoriamente entrate e uscite nello stesso anno. Può spendere meno delle entrate, e ottenere così un surplus, che è accumulazione di ricchezza finanziaria netta. Un deficit invece riduce la ricchezza finanziaria netta. Il settore in deficit deve usare parte della ricchezza accumulata in precedenza, o deve emettere nuovi ITD.
ANNOTAZIONE SUI BENI REALI
Se i risparmi (surplus finanziario) sono usati per acquistare beni reali, questi asset finanziari passano da un soggetto a un altro. Se spendi meno del tuo reddito, accumuli depositi sul tuo c/c. Puoi decidere di convertire queste somme in un bene reale acquistando un quadro, ad esempio.
Contestualmente, il venditore converte il suo bene reale in una ricchezza finanziaria. All’interno dello stesso settore tutte le transazioni spostano gli assets finanziari da una tasca all’altra. Perché il settore nel complesso abbia un surplus, deve esserci qualcuno che accumula assets finanziari VERSO UN ALTRO SETTORE.
IL DEFICIT DI UN SETTORE E’ UGUALE AL SURPLUS DI UN ALTRO SETTORE (W.Godley)
BILANCIO INTERNO PRIVATO + BILANCIO INTERNO GOVERNATIVO + BILANCIO ESTERO = 0
Esempio 1:      ipotizziamo che EST abbia un bilancio=0 (Entrate=uscite). Se PRIV incassa 100 e spende 90, ottiene un surplus di 10 nell’anno in corso. Da dove provengono questi 10? GOV deve essere in deficit di 10, per identità matematica.
Esempio 2:     EST spende meno di quanto incassa, e ha un surplus di 20.
Contemporaneamente GOV spende meno di quanto incassa, e ha un surplus di 10
PRIV deve essere in deficit di 30 (20 verso ESTERO, 10 verso GOVERNO)
Se un settore va in surplus, almeno un altro settore deve essere in deficit. Perchè un settore accumuli uno stock di ricchezza finanziaria, almeno un altro settore deve incrementare il proprio stock cumulato di debito, dello stesso importo. E’ come se ci fossero 3 bambini: se uno è più alto della loro altezza media, deve per forza esisterne un altro che è più basso della loro altezza media.
TERMINOLOGIA:
MONETA: è “moneta unità di conto”
OGGETTI MONETA: moneta, banconote, conto corrente. Possono essere tangibili o registrazioni elettroniche su un bilancio. Sono “IoTiDevo” denominati in “Moneta”
MONETA NAZIONALE DI CONTO: $, Yen, Yuan, €
VALUTA: monete metalliche, banconote, riserve bancarie emesse dal Governo (Tesoro e Banca Centrale)
RICCHEZZA FINANZIARIA AL NETTO: ricchezza finanziaria meno debiti finanziari. NON si considerano i beni reali
ITD (IoTiDevo) : debito/obbligazione finanziaria denominate in moneta unità di conto. E’ una ricchezza finanziaria del detentore. Può essere tangibile (stampato, scritto su carta) o registrato elettronicamente (su un bilancio bancario.
Il primer 2 è tratto dall’articolo di L. Randall Wray:
MMP Blog 2: THE BASICS OF MACRO ACCOUNTING
http://neweconomicperspectives.org/2011/06/mmp-blog-2-basics-of-macro-accounting.html
I saldi settoriali
 

Cara Signora Ida, Caro Signor Ugo.

Lo dovete sapere, il governo Monti vi sta ingannando, e con lui i telegiornali e i giornali. Vi abbassano la pensione tassandovi, tutto costerà di più dalla benzina ai servizi, siete già più poveri oggi, e domani sarà peggio, per voi e per tutti. Ecco cosa succede.

Quante volte avete sentito le parole “risanare i conti dello Stato, per tornare a crescere”? Ok, tante volte, ogni giorno in Tv. Bene. Signora Ida e Signor Ugo, in che modo il governo di Monti sta facendo il “risanamento”? Spendendo di meno per noi (i famosi tagli) e tassandoci di più. Ok. Ma cosa accade esattamente?

Accade che ciò che il governo non spende per noi (ad esempio servizi o stipendi e pensioni), saremo noi a doverlo spendere pescando nei nostri risparmi o facendo debiti, oppure facendo rinunce anche serie. Semplice, non si scappa. Ma attenti alla trappola: pescare dai risparmi significa impoverirsi un po’, fare debiti significa impoverirsi molto – fare rinunce significa esattamente la stessa cosa, cioè essere più poveri di prima. Risultato: milioni di cittadini diventano un po’ più poveri o molto più poveri. Ok?

Ma il governo che ci “risana” ha deciso che oltre a spendere di meno, ci tassa di più. Noi, che già siamo diventati tutti un po’ più poveri come detto sopra, dovremo anche sborsare altri soldi in tasse, sempre dai risparmi o soldi che non abbiamo. Cioè, sempre meno risparmi, e per molti ancor più debiti. Logicamente, sempre più poveri. Non si scappa.

Ma che fa la gente in massa se gli calano i risparmi o addirittura va a debito? Smette di spendere in tutto quello che non è proprio essenziale. Va meno al cinema, compra meno scarpe, non cambia l’auto, compra meno case, meno cosmetici, meno vestiti, rinuncia alla piscina dei figli, non compra più la carne come prima, beve meno vino, disdice l’abbonamento alle riviste, non ristruttura più la casa, va meno a mangiar fuori ecc. Voi direte: una vita più come ai vecchi tempi. Forse, ma state attenti che per ciascuna di quelle rinunce significa che altrettanti negozi e aziende vendono molto di meno o lavorano molto di meno, finiscono a fallire, tantissimi oggi. E cosa significa? Che tagliano gli stipendi, o licenziano, creano disoccupati, e magari non assumono vostra nipote, che si è laureata e non ha lavoro. Questo è come un effetto domino, cioè cade una pedina e iniziano a cadere tutte le altre, in tutt’Italia, e quindi sempre più impoverimento, che crea incertezza, che crea sempre meno lavoro, che crea sempre più impoverimento.

Badate bene. Eravamo partiti dallo Stato che fa il “risanamento”, PER IL NOSTRO BENE. Dove siamo arrivati? Ecco dove:

Masse di impoveriti in generale che spendono di meno, questo mette in crisi i negozi e le aziende, questo cala gli stipendi e crea più disoccupati, tutti costoro di nuovo spendono molto di meno, e la ruota ricomincia da capo, meno denaro che gira, meno stipendi, licenziamenti… Ma non dovevamo essere “risanati”?

Ah!, ma alla televisione hanno detto che questi sono i “sacrifici” necessari perché poi DOPO tutti torneremo a star meglio, ci sarà la “crescita”!  No, dico, Signora Ida e Signor Ugo, vi pigliano per scemi? Come faremo a iniziare a star meglio stando peggio? Cos’è, un trucco del mago Merlino? I soldi sbucheranno dall’orto, misteriosamente… ? Non c’è altra possibilità. Forse Monti è un mago.

Eh sì, perché guardate bene le cose: Monti ha anche deciso che lo Stato smetterà per sempre di darci più soldi di quello che ci tassa, e questo si chiama il “pareggio di bilancio”. Significa: lo Stato, da qui in eterno, ci darà ogni anno 100 soldi e ci tasserà per 100 soldi. A noi rimane ZERO. Addirittura Monti metterà questa regola nella Costituzione fra pochi giorni! Quindi ZERO soldi dallo Stato, e allora da dove verranno i soldi per la magica “crescita”? Da noi cittadini e dalle aziende? Ma come? Ci hanno impoveriti tutti per anni per fare il gran “risanamento”, come diavolo facciamo a inventarci i soldi che non abbiamo più?

Guardate la scena: in una stanza c’è il governo Monti, ci siamo noi cittadini e aziende, e c’è il resto del mondo, cioè le altre nazioni. Allora, per riassumere i concetti:

–       Monti come prima cosa ci toglie soldi e ci tassa di più, noi siamo più poveri (il “risanamento”)

–       poi Monti ci darà ZERO soldi (ne spende 100 e ci tassa 100, il “pareggio di bilancio”)

–       a quel punto noi cittadini e aziende dobbiamo trovarli da soli i soldi, ma siccome Monti ci ha tutti impoveriti e non possiamo inventarceli i soldi, siamo con le braghe in mano (la “crescita”!!)

–       Il resto del mondo ci guarda.

Fantastico, ci vuole un genio per pensare a una economia così.

Signora Ida e Signor Ugo, non si sta scherzando. Vi distruggono la vita in sto modo, e la distruggono ai vostri nipoti. E indovinate perché lo fanno? Sì, sì, fuoco, fuochino, esatto, perché così un nugolo di miliardari ne approfittano. Lo sapete questi speculatori quanto ci hanno rubato in tre anni, da quando c’è la crisi? 457 miliardi di Euro, spariti dall’Italia esattamente nel modo che vi ho descritto. Lei Signora Ida quanto prende di pensione?

Signora, faccia una cosa: prepari una torta al mascarpone, attraversi quella stanza e vada davanti a Mario Monti. Gliela spiaccichi in faccia. Poi gli dia anche un bel calcio negli attributi maschili… lei può farlo, a 78 anni non l’arrestano.
FONTE:  http://paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=353

La parte tecnica, e agghiacciante, più sotto. Fra l’altro, io l’avevo già tutta anticipata in precedenti articoli avvisandovi, ora è legge europea ed italiana. Ma prima un commento.
Questo non è più un Colpo di Stato Finanziario. Questa è la ‘Coventry-zzazione’ dell’Italia a firma Mario Monti, e con un esecutore materiale: il medesimo Paese che nella notte del 14 novembre 1940 rase al suolo la cittadina inglese con una violenza mai impiegata prima nella storia bellica. Una violenza da cui nacque il temine ‘Coventry-zzazione’.
Leggendo le pagine del Treaty on Stability, Coordination and Governance in the Economic and Monetary Union, comunemente conosciuto come Fiscal Compact firmato il 31 gennaio dai capi di Stato e di governo della zona Euro, ho compreso che qui non stiamo più parlando di un golpe per controllare gli Stati sovrani d’Europa, ma proprio di un bombardamento a tappeto che non lascerà che cenere di tutto ciò che conoscevamo come democrazia, redditi e Stato di diritto in Italia. Ed è per me sbalorditivo che un Santoro, o un Ferruccio De Bortoli, o una Camusso possano aver letto quelle righe senza inorridire (perché le hanno lette, vero? è il loro mestiere, no?). Che il parlamento italiano le possa aver lette senza esplodere in una ribellione addirittura violenta, barricandosi alla Camera e al Senato (perché le hanno lette, vero? è il loro mestiere, no?). Ma tant’è. Offro qui un tributo al genio dell’accademico americano Edward Herman, che ha coniato quella che è forse la più cruciale definizione mai data della nostra epoca, un’epoca “dove hanno reso plausibile l’inimmaginabile”, e dove la gente lo ha accettato.
Sono 11 pagine, questo Fiscal Compact. Entrerà in vigore il 1 Gennaio del 2013. Negli 11 mesi che rimangono non nascerà alcuna rivolta. Gli italiani, e soprattutto gli italiani di Gad Lerner, di Fazio (sia Fabio che Lorenzo), di Saviano, di Travaglio, di Grillo, di Bersani, di Vendola, della CGIL-Fiom, del popolo viola ecc. sono troppo stupidi, incorreggibili e meschini per capire. E sono una massa enorme che potrebbe invece agire. Ergo, siamo finiti, perché gli altri italiani, quelli di Sky e degli Outlet, non contano come forza civica, mai sono contati, si lamentano ma se ne fregano. Questa è la realtà. Il 24-25- 26 Febbraio a Rimini un gruppo microscopico di italiani si informerà su cosa si può fare per salvare i redditi, i diritti e l’Italia da questa catastrofe, e, fra questi, un gruppo ancor più microscopico forse porterà avanti una battaglia in futuro (http://www.democraziammt.info/). Come dire: ci sarà il Diluvio Universale e quattro gatti in Italia sapranno costruire una barca. Dai, fa ridere. Ok, ecco Coventry:
COSA DICE IL FISCAL COMPACT (tradotto e semplificato da Paolo Barnard).
– uno Stato che dà ai propri cittadini e alle proprie aziende più denaro di quanto gliene tolga in tasse, cioè che spenda a deficit di bilancio, sarà illegale e anti costituzionale. Dovrà come minimo fare il pareggio di bilancio (cioè darci 100 e toglierci subito dopo 100), ma meglio ancora se farà il surplus di bilancio (ci darà 100 e ci toglierà 150), cioè dovrà impoverirci, matematicamente. Questa regola dovrà essere inserita nella Costituzioni degli Stati firmatari, o in leggi egualmente vincolanti. Sancito dal Fiscal Compact nel TITOLO III art. 3/1 a) – 3/2.
– Se uno Stato non iscrive nella Costituzione o in leggi egualmente vincolanti l’obbligo di impoverire i propri cittadini e aziende attraverso il pareggio di bilancio o il surplus di bilancio, verrà giudicato dalla Corte Europea di Giustizia, che ha potere di sentenze sovranazionali, cioè vincolanti per tutti gli Stati aderenti. Sancito dal Fiscal Compact nella premessa a pag. 2.
– uno Stato che volesse ignorare questo scempio verrà messo sotto accusa automaticamente (excessive deficit procedure), e automaticamente dovrà correggersi presentando un piano dettagliato di correzioni, che sono le famigerate austerità che ben conosciamo. Le correzioni saranno dettate dalla Commissione Europea di tecnocrati non eletti (che, come ampiamente dimostrato, rispondono alle lobby finanziarie di Bruxelles, nda). Sancito dal Fiscal Compact nel TITOLO III art. 3/1 e) – 3/2.
– se lo Stato sotto accusa non si corregge, e cioè se  si rifiuta di impoverire i propri cittadini e aziende attraverso il pareggio di bilancio o il surplus di bilancio, la Commissione Europea lo denuncerà agli altri Stati, che lo denunceranno alla Corte Europea di Giustizia, che ha potere di sentenze sovranazionali, cioè vincolanti per tutti gli Stati aderenti. Se questa Corte condannerà lo Stato recalcitrante, e se quest’ultimo comunque si rifiuterà di impoverire i propri cittadini e aziende attraverso il pareggio di bilancio o il surplus di bilancio, la Corte potrà condannare lo Stato disubbidiente a una multa che per l’Italia sarebbe di 2 miliardi di Euro. Sancito dal Fiscal Compact nel TITOLO III art. 5/1 a) – art. 8/1 – 8/2.
– il potere di denunciare alla Corte Europea di Giustizia uno Stato che si rifiuta di impoverire i propri cittadini e aziende attraverso il pareggio di bilancio o il surplus di bilancio, e quindi di sottoporlo al processo ulteriore della Corte per le punizioni monetarie finali, è riservato anche a un solo singolo Stato della zona Euro, e anche se la Commissione Europea non ha dato alcun parere negativo conto lo Stato sotto accusa. (diritto quindi del tutto arbitrario che sarà esercitato senza pietà dalla Germania, nda). Sancito dal Fiscal Compact nel TITOLO III art. 8/1 – 8/2.
– il risultato della condanna da parte della Corte Europea di Giustizia di uno Stato che si rifiuta di impoverire i propri cittadini e aziende attraverso il pareggio di bilancio o il surplus di bilancio, non sarà solo una pesantissima multa di miliardi di Euro, ma si traduce anche in una costrizioneassoluta per questo Stato di correggere il bilancio verso il pareggio o il surplus. Sancito dal Fiscal Compact nella premessa a pag. 3.
– quando scatta la procedura di denuncia di uno Stato che si rifiuta di impoverire i propri cittadini e aziende attraverso il pareggio di bilancio o il surplus di bilancio, gli altri Stati della zona Euro si prendono l’impegno di sostenere quella denuncia. Potranno rifiutarsi solo se troveranno un sostegno da parte di una maggioranza qualificata dei medesimi Stati. Cioè, per contrastare l’azione punitiva e arbitraria anche di un solo Stato (es. la Germania, nda) tutti gli altri dovranno trovare una maggioranza (impossibile, nda). Sancito dal Fiscal Compact nel TITOLO III art. 7.
– dalla firma di questo Fiscal Compact in poi, uno Stato della zona Euro dovrà chiedere approvazione alla Commissione Europea e al Consiglio Europeo prima di emettere i propri titoli di Stato. Anche qui la funzione primaria di autonomia di spesa dello Stato sovrano è cancellata. Sancito dal Fiscal Compact nel TITOLO III art. 6.
–  all’unico organo europeo legittimamente eletto dai cittadini, cioè il Parlamento Europeo, è riservato questo: il suo presidente “potrebbe” essere invitato ad ascoltare le decisioni dei tecnocrati della Commissione e del Consiglio. Basta. Ai parlamenti nazionali (ex sovrani, nda) e al Parlamento Europeo è concesso di formare una conferenza di rappresentanti che potranno “discutere” (non bocciare, nda) le decisioni prese dai tecnocrati. Sancito dal Fiscal Compact nel TITOLO V art. 12/5 – art. 13.
– il Fiscal Compact richiede a tutti gli Stati della zona Euro di promettere sostegno e fedeltà alla Moneta Euro e all’unione economica, al fine di promuovere “crescita, impiego e competitività” (cioè come dire: sostenere un’alluvione per promuovere l’agricoltura, nda). Sancito dal Fiscal Compact nel TITOLO I art. 1/1.
– se uno Stato dovesse aver bisogno si sostegno finanziario europeo attraverso un salvataggio da parte del Meccanismo Europeo di Stabilità, non avrà un singolo Euro se prima non avrà firmato il Fiscal Compact e non lo avrà obbedito in toto. (la Grecia dovrà quindi farlo e comunque morirà sotto tortura, i prossimi siamo noi, nda) Sancito dal Fiscal Compact nella premessa a pag. 4.
in ultimo, il Fiscal Compact impone il rispetto a tutti gli Stati firmatari dell’Europact. Adottato dai capi di governo dell’Eurozona il 24 marzo 2011, stabilisce che la competitività sia giudicata solo in rapporto al contenimento degli stipendi e all’aumento della produttività; che gli stipendi pubblici debbano essere tenuti sotto controllo per non danneggiare la competitività; che la sostenibilità del debito nazionale sia giudicata a seconda della presunta generosità di spesa nella Sanità, Stato Sociale, e ammortizzatori sociali; che le pensioni e gli esborsi sociali devono essere riformati “allineando il sistema pensionistico alla situazione demografica nazionale, per esempio allineando l’età pensionistica con l’aspettativa di vita”. Sancito dal Fiscal Compact nella premessa a pag. 4.
Conclusione.
L’Italia perde tutta la sua sovranità di spesa per i cittadini (che andava a favore di tutti i servizi essenziali, delle tutele sociali, di tutta la nostra economia salariale, degli sgravi ecc.) e la sua sovranità di spesa per le aziende (cha andava a favore di modernizzazione, infrastrutture, acquisti diretti, sgravi ecc.). E sarà costretta al meglio a darci 100 e toglierci 100, cioè a lasciarci a zero di ricchezza netta. Di conseguenza: Il Fiscal Compact impone per legge sovranazionale l’impoverimento sistematico e automatico da parte dello Stato dell’Italia produttiva e delle nostre famiglie. In tal modo lo Stato perde totalmente la sua funzione democratica primaria. Il parlamento italiano non conta più nulla in questo, è di fatto esautorato. Non controlleremo più in nostri titoli di Stato, altra sciabolata alla nostra sovranità. Siamo alla mercé delle punizioni inflitte da tecnocrati non eletti da noi, e del giudizio devastante della Germania, che com’è noto ed ampiamente provato, lavora da 40 anni per distruggere le economie dell’Europa del sud, dell’Italia in particolare (si legga Il Più Grande Crimine 2011). Saremo costretti ad austerità continue imposte dalla Commissione Europea che nessun italiano elegge. Questo significa povertà imposta su altra povertà, e solo per gli interessi Neomercantili di Berlino e di pochi speculatori internazionali. Infine, questo crimine contro un intero popolo e nazione è stato firmato da Mario Monti, che dovrebbe essere arrestato per alto tradimento. Ma c’è di peggio.
Gli italiani stanno concedendo un’abbondante maggioranza di gradimenti al governo Monti. I media difendono l’Euro come sacro, e neppure quelli ‘liberi’, da Santoro al Fatto di Travaglio, permetteranno mai a questi fatti documentati, e salva vita, di essere esposti. Tutta la componente maggioritaria dei cittadini ‘impegnati’ crede di aver salvato l’Italia dal terribile pericolo democratico numero uno della nostra storia: Silvio Berlusconi. Il resto degli italiani non sa, non se ne cura.

 C’è una profonda giustizia nel fatto che il Vero Potere ci pisci in testa. E ci condanni alla disperazione. Ce lo meritiamo.

 

p.s. piange il cuore per quei pochissimi che non se lo meritano, http://www.democraziammt.info/.
FONTE: http://paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=327