Ecco le slide di Mathew Forstater (tradotte in italiano): Finanza funzionale – Deficit di bilancio del governo e Debito pubblico (Summit MMT di Cagliari, ottobre 2012).

0 commenti
  1. alessio
    alessio dice:

    ragazzi…mio padre mi dice che negli anni 80-90 i tassi d’interesse erano molto più alti di oggi…mi dite se è vero?e se si come mai?…in quegli anni non si attuava, seppur in maniera restrittiva, una spesa a deficit?

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  2. Dario
    Dario dice:

    ciao,
    qui dei dati: http://www.dt.tesoro.it/it/debito_pubblico/_link_rapidi/archivio_dati_storici.html
    Tasso Minimo, Massimo e Rendimento Medio Ponderato dal 1980 al 2007
    anche se un Paese e’ monetariamente sovrano potrebbe non comprendere il reale funzionamento del sistema monetario post gold standard, quindi immaginare di dover alzare i tassi per incentivare gli investitori ad acquistarli, senza capire che la Banca d’Italia puo’ assumere il ruolo di prestatore di ultima istanza. Negli anni ’80 si tento’ di eliminare questa pratica.

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  3. alessio
    alessio dice:

    Scusa dario non mi riferivo al debito pubblico, ma ai tassi di interesse sui prestiti…forse faccio confusione, ma io ho capito che quest’ultimi dipendono dal tasso di interesse interbancario overnight, pur non comprendendo il perchè…quindi se la spesa a deficit, e il conseguente aumento di riserve, spinge verso il basso i tassi di interesse overnight e quindi anche quello dei prestiti…come mai negli anni in cui si operava, anche se in una misura insufficiente per la piena occupazione, attraverso la spesa a deficit, i tassi di interesse, ripeto sui prestiti, erano maggiori a quelli odierni?….scusa ma è importante per me chiarire questo punto…

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    • Dario
      Dario dice:

      io credo che il problema nasca dal fatto che, dal 1981, Tesoro e BdI non operano più in concerto, di conseguenza i tassi sono lasciati al mercato.

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  4. andpig
    andpig dice:

    Gli elevati tassi di quegli anni sono da attribuire (non esclusivamente) agli elevati tassi di inflazione, in quegli anni a due cifre anche.
    E’ difficile piazzare un titolo ad un tasso di interesse reale negativo (leggasi ad un tasso nomimale, quello a cui si riferisce Alessio, inferiore al tasso di inflazione)

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