Seconda e ultima parte

Uso del modello

Adesso procederemo con un esempio di come tale modello possa essere integrato all’interno di un’analisi del circuito monetario. In questo esempio, cominciamo con le seguenti assunzioni:

1. lo Stato impone un’imposta principale eguale per tutti gli individui;

2. lo Stato assume soltanto il fattore lavoro;

3. non vi è alcuna disposizione al risparmio netto di attività finanziarie nette (niente
spesa a deficit né relativa disoccupazione involontaria — cfr. FEAPS, JPKE Dic. ’97);

4. lo Stato non assume tutta la forza lavoro disponibile (vi è un settore privato);

5. i produttori beneficiano del credito bancario;

6. i consumatori non hanno accesso al credito.

Il circuito monetario inizia con la componente verticale, allorquando lo Stato chiarisce quello ch’esso accetterà per i pagamenti fiscali. L’imposta principale è pagabile esclusivamente in unità di tale valuta. Questo induce i contribuenti ad offrire beni e servizi in cambio di unità della valuta. Lo Stato adesso è quindi in grado di utilizzare la propria valuta per acquistare beni e servizi. Questo processo si risolve nella monetizzazione delle transazioni nella valuta dello Stato. Con ciò i contribuenti continuano a offrire beni e servizi in vendita, e in breve altri agenti del settore privato che desiderano ciò che viene offerto in vendita cercheranno i mezzi per ottenere le unità della valuta che viene domandata dai venditori. Le forze in gioco nella componente verticale sono sufficienti ad indurre i venditori di beni e servizi a denominare le loro offerte in unità della valuta dello Stato. Quivi segue uno scambio in unità di conto dallo Stato al settore privato, e dal settore privato allo Stato, allorché lo Stato spende e le tasse vengono pagate.

Il credito (attività orizzontale) sorge non appena un compratore desidera acquistare prendendo in prestito ciò che i venditori domandano. L’acquirente potrebbe direttamente prendere a prestito dal venditore. Ciò si tradurrebbe nella cessione degli oggetti venduti in cambio di un pagherò cambiario del compratore, denominato nella valuta statale, che viene accettato dal venditore. Questa cambiale può essere considerata una forma di moneta, dipende da ciò che si vuole definire come tale. Il pagherò presumibilmente avrà un suo valore, altrimenti il venditore non l’avrebbe accettato. Chiaramente, però, ogni valore è soggetto a variazioni, poiché le condizioni finanziarie dell’acquirente possono cambiare. Peraltro non vi è nessun motivo per cui una tale promessa di pagamento non possa essere negoziabile, in quanto ogni nuovo detentore di essa tenterà di utilizzarla per effettuare acquisti da altri venditori. Il riflusso potrebbe verificarsi quando l’emittente originario del pagherò lo ottiene nuovamente indietro tramite vendita di beni o servizi, oppure quando l’emittente originario se ne libera in cambio della valuta dello Stato.

Si noti che anche se la promessa di pagamento è in circolazione, essa non è un mezzo accettabile per il pagamento delle imposte. Essa è, tuttavia, un esempio di leverage con la valuta dello Stato; è attività orizzontale endogena. Il detentore ha una posizione “lunga” e l’emittente una “corta”. Il saldo è sempre 0. Essa, però, è denominata in unità della valuta statale. L’attività orizzontale è sempre denominata in unità di un componente verticale.

La medesima transazione potrebbe essere intermediata da una banca. Forse il venditore non accetterà il pagherò dell’acquirente, però accetterebbe un deposito bancario. L’acquirente potrebbe allora recarsi in una banca e chiedere un prestito. Se verrà concesso, il risultato sarà che la banca deterrà il pagherò dell’acquirente e concederà al venditore un deposito presso di essa. L’attività bancaria dunque si assume il rischio creditizio del compratore (presumibilmente espresso dal tasso d’interesse applicato). Le banche che svolgono questo tipo di attività sono simili alle compagnie assicuratrici, le quali gestiscono il rischio mediante la verifica e la diversificazione. Di nuovo, ciò costituisce attività orizzontale.

I depositi bancari sono le registrazioni contabili dei prestiti. Vi è una grossa espansione di asset finanziari, ma il saldo rimane sempre 0. Per ogni deposito esiste un prestito dal quale esso trae origine. Si osservi, tuttavia, che poiché i depositi bancari sono accettati per il pagamento delle imposte, essi possono fungere come parte della componente verticale. Di nuovo, le banche che esercitano tale funzione, nel caso in cui i depositi vengano utilizzati per i pagamenti fiscali, intermediano l’attività verticale.

I contribuenti che non gradiscano un impiego statale, o che non ne beneficino, ne cercheranno altri, altri modi alternativi per procurarsi la valuta. In ultima analisi, date le assunzioni di cui supra, i fondi occorrenti devono, direttamente o indirettamente, promanare da qualcuno che è stato impiegato dallo Stato. Nel caso più semplice, i singoli offrono beni e servizi agli occupati dallo Stato in cambio di parte della valuta originariamente guadagnata dallo Stato.

Gli esenti dalle tasse, pure, sono propensi a divenire usufruttuari della moneta, dato che allorquando essi notano i beni e i servizi in vendita, desiderano pure unità della valuta dello Stato per il suo valore nominale. Essi possono, ad esempio, vendere la loro forza lavoro a coloro i quali sono occupati dallo Stato, e poi, con le unità valutarie così ottenute, effettuare acquisti dai contribuenti non impiegati dallo Stato.

Ad un certo punto, può emergere un imprenditore che tenti di organizzare la produzione con l’obiettivo di trarne un profitto, il quale può poi essere sfruttato per effettuare acquisti personali. Ciò potrebbe cominciare con il prendere in prestito da una banca per pagare il monte salari, e finire con il recupero delle spese e con un profitto attraverso le vendite dell’output finale. L’esempio di questo paragrafo è rappresentativo dell’esistente analisi del circuito. Adesso però possiamo andare oltre, dato che persino le interazioni più complesse tra imprese, consumatori, contribuenti e lo Stato sono prontamente esaminate nel contesto del nostro modello.

In questo esempio abbiamo assunto un’imposta principale. Avremmo potuto assumere un’imposta sui consumi, come un’imposta sul reddito. Si noti, tuttavia, che un’imposta reddituale, sui redditi guadagnati dal settore privato in virtù di un impiego statale, smetterà di far funzionare il modello. Lavorando per lo Stato, si otterrebbe semplicemente un pagamento netto in unità valutarie per le quali non vi sarebbe alcun utilizzo ulteriore. Quello che si richiede è un’imposta reddituale simbolica sulle transazioni all’interno del settore privato. Queste transazioni — occupazione del settore privato — genererebbero dunque una passività fiscale netta nel settore privato che richiederebbe la vendita di beni e servizi allo Stato. Da notare che ciò comporterebbe il dover includere un’imposta figurativa, altrimenti il settore privato commercerebbe (ancora) tramite altri mezzi di scambio.

È peraltro chiaro che le imposte sui consumi hanno l’effetto di scoraggiare le transazioni soggette ad imposizione fiscale. Pertanto il modello si presta all’analisi delle differenze fra le varie imposte sul patrimonio e sui consumi.

Equilibrio fiscale

Sin da principio, lo Stato deve spendere o quantomeno fornire ciò che è necessario per pagare le imposte. Nonché, a fini pratici, il settore privato vorrà ottenere più unità valutarie dallo Stato in cambio di beni e servizi reali del minimo occorrente per pagare le proprie passività fiscali. Le unità valutarie accumulate in eccesso vengono definite risparmio netto di attività finanziarie denominate in unità di conto da parte del settore privato. Altrove ho utilizzato il termine H (Mosler 1997-98). Ciò è analogo all’acquisto da parte del settore privato di più grano dal coltivatore rispetto proprio all’ammontare esatto di consumo corrente.

Se lo Stato (o il coltivatore) non proponesse di fornire l’ammontare desiderato dai contribuenti (o dai consumatori), vi sarebbe, per definizione, una carenza. L’attività orizzontale non è in grado di provvedere a nessuna accumulazione netta. Un desiderio collettivo nel settore privato può essere ovviato solamente nella componente verticale. Come sostiene Moore (1988), solamente la banca centrale può risolvere uno squilibrio di riserve. Con tono simile, Keynes dimostrò che, tranne che nell’improbabile caso di un imprevisto, il risparmio netto effettivo e quello desiderato saranno eguali solamente in regime di piena occupazione, “deliberatamente”, ovverosia, quando lo Stato incorre in un deficit di bilancio (Keynes, 1936, p. 212 [ed. it.]).

Questo non significa che l’attività orizzontale non possa determinare una variazione nella disposizione al risparmio netto. Ad esempio, un incremento del prezzo del grano sui mercati a termine, dovuto ad una carenza, riduce di certo la disposizione al risparmio netto di grano. Il mercato del grano può stabilizzarsi ad un prezzo più elevato. Tale stabilità si verifica quando il risparmio netto effettivo di grano eguaglia il rispettivo risparmio desiderato. Similmente, una riduzione nella spesa a deficit dello Stato può portare una deflazione che si stabilizzerà quando i prezzi si ridurranno abbastanza da permettere agli agenti del settore privato di diminuire il loro desiderio collettivo di risparmio netto effettuando acquisti, spendendo il risparmio netto accumulato o indebitandosi.

La componente orizzontale è un leverage della componente verticale. Ciò implica una sensibilità dei prezzi all’offerta e variazioni della domanda che possono avere origine nella componente verticale. Le variazioni nell’equilibrio fiscale sono analoghe ai cambiamenti nel raccolto atteso o negli scavi minerari attesi. Le variazioni nella tassazione sono analoghe alle variazioni nella domanda di consumi. L’equilibrio fiscale si verifica solamente allorquando lo Stato intraprende una politica fiscale che consenta all’H effettivo di eguagliare l’H desiderato (Mosler, 1997-98). Con la maggior parte delle altre merci, è consentito al mercato di mantenere tale equilibrio. Le variazioni dei prezzi sono continue poiché le scorte delle varie merci aumentano e diminuiscono.

La valuta dello Stato, tuttavia, è un caso di singolo offerente. Perciò, per un’analogia maggiormente accurata, dobbiamo considerare altri esempi di singoli offerenti, per quanto attiene ai processi che rendono eguali il risparmio netto desiderato e il risparmio netto effettivo. Un esempio può essere quello di un monopolista dell’acqua, che ha un offerta illimitata senza alcun costo marginale di produzione. Tale monopolio sarebbe così situato in una zona priva di alcun’altra offerta disponibile, con una popolazione sufficientemente “prigioniera”.

La teoria microeconomica riconosce che tale singolo offerente dell’acqua necessaria stabilisce un prezzo e poi lascia che la popolazione acquisti tanto più desidera a quel dato prezzo. Un prezzo più elevato ridurrebbe probabilmente le vendite, così come un prezzo più basso le incrementerebbe, dipendendo ciò dall’elasticità della domanda. Talune fluttuazioni delle vendite sono da ascriversi a variazioni nell’acqua tenuta negli impianti di stoccaggio, e alcune al consumo discrezionale, come quello per bagni e docce. Il volume di acqua venduto e usato per bere, ad esempio, potrebbe essere meno elastico di quello venduto per l’autolavaggio. In ogni caso, comunque, il singolo offerente d’acqua verosimilmente non sceglierà una strategia di vendita alternativa come vendere una quantità fissa di acqua e lasciare determinare il prezzo al mercato. Se lo facesse, si troverebbe in una situazione molto difficile da gestire. A seconda dell’elasticità, fissare una quantità un po’ troppo elevata potrebbe causare un’ampia caduta del prezzo, così come fissare una quantità un po’ troppo bassa potrebbe causare una brusca lievitazione dei prezzi. E, poiché le condizioni del mercato e la domanda sono cambiati, la volatilità potrebbe risultare elevata, in particolar modo se i litri desiderati tenuti negli impianti di stoccaggio fossero soggetti a trepidazioni mutevoli. Infatti, anche se il monopolista dell’acqua si accingesse a preventivare la quantità di litri che spera di vendere e lasciasse decidere il prezzo al mercato, verosimilmente esso cambierebbe presto politica. Un prezzo alle stelle risulterebbe probabilmente in un incremento della quantità offerta, ed un prezzo in caduta potrebbe comportare un declino della quantità immessa sul mercato. Quindi, in ogni caso, il monopolista verosimilmente finirebbe per agire come decisore del prezzo. La posizione di price setter viene erosa solamente se e quando lo status di offerente singolo decade.

Nel caso di uno Stato singolo offerente della propria valuta di emissione, esso è nella posizione di decisore del prezzo della valuta. Esso può unilateralmente stabilire i termini di scambio che proporrà a chi è in cerca della sua valuta. Ironia della sorte, attualmente nessuno Stato sembra riconoscerlo. Al contrario, gli Stati agiscono come se fossero in competizione con altri compratori quando realizza acquisti con la propria valuta. Essi credono e, di fatto, agiscono come se dovessero aumentare le entrate fiscali o prendere a prestito per finanziare la spesa. Hanno scelto l’opzione di stabilire la quantità di valuta che desiderano spendere, tramite un processo di bilancio, per poi scambiare tale valuta a prezzi di mercato in cambio dei beni e servizi desiderati. Come il monopolista dell’acqua, spendere troppo farà salire i prezzi (ridurrà il valore della moneta) e spendere troppo poco innescherà una deflazione (incrementa il valore della moneta). Per di più, non vi è un “ammontare giusto”, poiché la disposizione (a livello mondiale) al risparmio netto di tale valuta può essere in costante variazione. Ne consegue un NAIRU [Non Accelerating Inflation Rate of Unemployment, tasso di disoccupazione al di sopra del quale l’inflazione si mantiene stabile o, semplicemente, tasso di disoccupazione “naturale”; NdT] oscillante, privando dunque tale concetto della maggior parte della sua rilevanza pratica.

L’altra opzione pratica per lo Stato, in quanto singolo offerente della propria valuta, se desidera mantenere un’economia di mercato, è amministrare una scorta di riserva [buffer stock; NdT]. Tradizionalmente è stato l’oro a svolgere questo ruolo. Lo Stato stabilisce il prezzo al quale esso compra o vende oro, conducendo poi una politica fiscale e monetaria che consenta a tale scorta di rimanere credibile. Graham (1937), molto tempo fa, suggerì che le merci diverse dall’oro potrebbero svolgere una funzione simile. In “Full Employment and Price Stability” fu presentata l’opzione di utilizzare il lavoro come buffer stock dello Stato (Mosler, 1997-98). Chiaramente, quando si gestisce un buffer stock, gli acquisti effettuati ai prezzi stabiliti non sono inflazionistici; essi evitano la deflazione al di sotto di quel livello. Né sono deflazionistiche le vendite dal buffer stock; piuttosto, esse servono ad inibire l’inflazione.

Deficit spending e tassazione futura

È stato continuamente obiettato e ampiamente accettato che la spesa a deficit dello Stato rappresenta una forma di tassazione futura. Il nostro modello, tuttavia, dimostra chiaramente che ciò non ne raffigura il caso. Per esempio, se i coltivatori vendono più grano di ciò che la popolazione vuole consumare in quel periodo, si può dire che essi stiano effettuando una spesa a deficit di grano che andrà a costituire scorte di magazzino. Ciò implica che in futuro il consumo salirà o che la produzione futura verrà ridotta? Non necessariamente. Si può obiettare che il valore futuro del grano prima o poi cadrà, però ciò dipende dalle scorte desiderate per il futuro. Infatti, i commercianti di grano considerano attentamente le scorte. Essi hanno qualche percezione del “giusto” ammontare, coerente con prezzi stabili. Tale ammontare “giusto” naturalmente fluttuerà di pari passo con la dimensione della popolazione, la disponibilità di beni sostituti, etc. Nel caso del singolo offerente, come il monopolista dell’acqua che stabilisce il prezzo e lascia che il mercato compri tutto ciò che vuole, le vendite eccedenti il consumo corrente, di nuovo, non necessariamente significano aumenti futuri del consumo o produzione futura inferiore. Né significano necessariamente una caduta nei prezzi futuri dell’acqua.

Stesso dicasi per lo Stato in quanto emettitore della propria valuta. Lo Stato non costringe nessuno a scambiare beni e servizi per la propria valuta. Lo scambio avviene con i venditori volontari che desiderano tale valuta. La spesa a deficit si verifica solamente se il settore privato vuole accumulare unità della valuta al fine di risparmiare al netto. L’iperinflazione è la condizione nella quale il settore privato non desidera più l’unità valutaria (come riflesso dal livello dei prezzi).

La crisi asiatica del 1997

La crisi asiatica del 1997 si presta ad essere analizzata secondo gli schemi dell’impianto generale per le merci qui presentato. Ciò che accadde può essere descritto come un dollar squeeze [“stretta” di dollari; NdT]. A fronte di un deficit di bilancio federale USA in declino, l’espansione orizzontale in Asia continuò attraverso la prima metà del 1997. Gli agenti prendevano in prestito dollari e, o li spendevano direttamente in progetti, o li usavano per acquistare valuta locale per far procedere i loro affari. Ciò significava che essi erano in posizione corta sul dollaro e in posizione lunga sulle loro valute locali, le quali venivano generalmente investite in imprese locali. Spesso erano le banche centrali locali ad incoraggiare questo tipo di assunzione del rischio stabilendo tassi d’interesse interni più elevati di quello degli Stati Uniti e mantenendo simultaneamente un tasso di cambio fisso. Mentre gli affaristi locali prendevano in prestito dollari per scambiarli in valute locali, le banche centrali erano più che volenterose di accomodarli e di accumulare riserve in dollari. Tuttavia, quando il settore privato cominciò a divenire venditore netto delle valute locali per pagare le proprie obbligazioni in dollari, le banche centrali furono riluttanti a perdere le proprie riserve in dollari per sostenere le valute locali, così le lasciarono fluttuare al ribasso. A quei tassi di cambio esteri più bassi gli affaristi locali non erano più in grado di adempiere alle loro obbligazioni in dollari e ne conseguì una crisi di liquidità, non ancora risolta.

Continuando con il nostro modello d’analisi per le merci, ciò era simile all’essere in posizione corta sul grano mentre le scorte di magazzino andavano finendo. Adesso, con le valute locali in crisi, molti di questi paesi stanno incorrendo in notevoli surplus commerciali in dollari. Ciò significa che qualcun altro sta incorrendo in deficit in dollari, poiché la componente orizzontale fra nazioni ha sempre un saldo nullo. Fintantoché il saldo di bilancio statunitense rimane per com’è, vi è poco da fare per alleviare il dollar squeeze mondiale, tranne che un decremento nella disposizione al risparmio netto di attività denominate in dollari. I prezzi in caduta possono ridurre la disposizione al risparmio netto, inducendo una spesa addizionale, ma ciò non è solito avvenire. Infatti, è difficile trovare un settore dell’economia statunitense che sia in grado di continuare ad incrementare il proprio indebitamento abbastanza da aumentare la crescita del PIL statunitense. I due ampi settori di crescita furono l’espansione dei sub prime  e del credito asiatico, entrambi in drammatico rallentamento. Inoltre, sembra che tutte le nazioni stiano imponendo riduzioni dei deficit (fiscali) allo stesso istante, precludendo la possibilità di un’espansione condotta dall’export.

Devo ancora leggere tutte quelle menzioni della politica fiscale USA come una causa di preoccupazioni e come una colpevole complice nella crisi asiatica. Nessuna sembra riconoscere l’importanza dei deficit allo stesso modo di come riconoscono l’importanza del volume delle scorte di altre merci. Ciò forse perché i mercati non reagiscono in anticipo alla inevitabile stretta di posizioni corte, in quanto nessuno dei partecipanti al mercato è consapevole del nesso. Pertanto, soltanto dopo che la carenza diviene grave il mercato finalmente reagisce, poiché coloro in posizione corta non hanno altra scelta che coprire le loro posizioni vendendo altri asset per ottenere i dollari necessari. Così essa colpisce duramente e velocemente. Si noti che l’economia giapponese si è espansa abbastanza rapidamente negli ultimi anni ’80 da portare il bilancio in surplus. Subito dopo, il mercato azionario e il mercato immobiliare crollarono poiché gli agenti furono costretti a vendere questi asset per ottenere gli yen necessari. Otto anni dopo il mercato azionario è ancora fuori di oltre il 60% dai suoi massimi e il mercato immobiliare continua a cadere annualmente a tassi a cifra doppia, a dispetto degli anni di tassi d’interesse prossimi allo 0%. Una brusca stretta di yen può essere risolta solamente nella componente verticale. E gli obiettivi di bilancio di lungo termine contrastano con tale necessità.

Conclusione

Questo paper traccia un modo alternativo di vedere il circuito monetario che prende in considerazione il ruolo centrale dello Stato sin dall’inizio dell’analisi. Sono state introdotte le componenti orizzontale e verticale del circuito monetario ed è stata analizzata la loro relazione. È stato mostrato che questo impianto è applicabile non solo alle valute, ma ad ogni merce. Ciò in quanto, sebbene la valuta non ottiene il suo valore in virtù del suo status di merce, una volta munita di valore una valuta guidata dalle tasse può essere analizzata alla stessa stregua di ogni altra merce. In aggiunta, per sfatare il mito che i deficit implicano tassazione futura, è stato mostrato anche che tale impianto è altamente applicabile all’attuale crisi finanziaria asiatica.

Bibliografia

Deleplace, Ghislain, and Edward J. Nell (eds.), 1996, Money in Motion: The Post Keynesian and Circulation Approaches, London: Macmillan.

Graham, Benjamin, 1937, Storage and Stability, New York: McGraw Hill.

Graziani, Augusto, 1988, “Le financement de l’économie dans la pensée de J. M. Keynes,” Cahiers d’Economie Politique, 14-15.

Keynes, John Maynard, 1936, The General Theory of Employment, Interest, and Money, New York: Harvest Harcourt Brace.

Lavoie, Marc, 1992, Foundations of Post-Keynesian Economic Analysis, Aldershot: Edward Elgar.

Lerner, Abba P., and David C. Colander, 1980, MAP: a market anti-inflation plan, New York: Harcourt Brace Jovanovich.

Moore, Basil, 1988, Horizontalists and Verticalists, Cambridge: Cambridge University Press.

Mosler, Warren, 1997-98, “Full Employment and Price Stability,” Journal of Post Keynesian Eco-nomics, Vol. 20. No. 2., “Soft Currency Ecomonics” http://www.warrenmosler.com

Wray, L. Randall, “Money and Taxes: The Chartalist Approach,” Working Paper No. 222, Jerome Levy Economics Institute.

Fonte: qui

Traduzione a cura di Marco Sciortino

 

Comments

  1. Da insegnare nelle nostre scuole di economia: ma i nostri docenti (intendo nelle scuole italiane) conoscono questa materia?

    1. A cosa serve allora tutto questo discorso che avete tradotto qui su Moneta Esogena e Endogena ? Se mi permettete un osservazione ragazzi dovete rendere la materia più viva, dubito che molti leggano questa roba capendo a cosa serve questo schema che invece tratta di una cosa fondamentale. In sostanza la moneta la crea lo stato e anche le banche e allora come interagiscono tra loro questi due tipi di moneta ?

      Questo che avete tradotto è il saggio che Mosler mi ha consigliato quando si è fermato a pranzo a Modena durante il tour in giugno a parlare con me e Marco Cattaneo che gi abbiamoi chiesto la prefazione al libro che stiamo scrivendo per Hopli. Io gli dicevo “Warren… e le banche ? Com’è che parli così poco del fatto che le banche attualmente creano il 90% della moneta e che sono loro che muovono l’economia e hanno creato la Crisi Finanziaria del 2009 ?”

      E Warren mi ha fatto lo schizzo a matita della Moneta Verticale che lo stato crea e che aggiunge come dice lui NFA (net financial assets, cioè ricchezza finanziaria) e della Moneta Orizzontale che è creata dalle banche e che essendo crediti verso debiti alla fine somma ZERO e appunto indicato questo articolo

      Bene, se lo leggi noti una cosa, quando si parla ad un certo punto di PRESTARE, del credito, si parla di due privati che possono prestare l’uno all’altro, cosa che non succede mai eccetto che tra padre e figlio e poi si introducono le banche, solo per poche righe per dire che sono come delle assicurazioni che intermediano tra due persone, di cui uno ha soldi da prestare e un altro vuole credito

      Ma le banche hanno creato negli ultimi 20 anni circa 40 trilioni di credito,ad un ritmo di 3 volte la crescita del PIL, come fai a dire che intermediano i risparmi ? Warren, Bill Mitchell e il resto in altre sedi dicono che “LOANS CREATE DEPOSIT” CIOè LE BANCHE CREANO MONETA, perchè come tutti sappiamo il 90% della moneta oggi sono depositi bancari

      Allora: la sintesi è: oggi il 5% della moneta sono contanti e il 4-10% sono “riserve bancarie”, ma il restante 85-90% della moneta sono DEPOSITI BANCARI. Questa è la situazione attuale

      Se guardi ad esempio questo eccellente blog dove di discute di moneta endogena ed esogena con esempi contabili vedi che è vero che il deficit spending dello stato crea alla fine net financial assets (diciamo che un tizio alla fine ha dei BTP), ma anche che il totale dei DEPOSITI BANCARI NON VARIA CON IL DEFICIT SPENDING FINANZIATO CON BONDS
      Cioè, quando lo stato spende in deficit e poi si finanzia con BTP ad es il risultato finale è che si crea un “conto-deposito” come dice Warren che sonio BTP che prima non c’era, ma il totale del depositi bancari, cioè della moneta nell’economia non cambia

      Questo lo deduci da quello che scrive Warren: il deficit spending fa aumentare la ricchezza finanziaria di chi investe in bonds, in BTP; ma come moneta in circolazione il totale è invariato, c’era un deposito di 100 all’inizio e c’è un deposito di 100 alla fine, di qualcun altro

      Se invece finanzi il deficit vendendo i BTP a qualche estero, la moneta nell’economia nazionale aumenta, perchè il deposito bancario iniziale che compra BTP proviene dall’estero, per questo Irlanda Spagna, Portogallo e Grecia hanno avuto un boom perchè finanziavano dall’estero, la moneta gli entrava, come debito, dall’estero

      Dato che MMT sta per “Moneta Moderna” quindi è importante capire che se finanzi un deficit con bonds, BTP comprati da investitori e risparmiatori locali, la moneta NON aumenta, aumenta la ricchezza finanziaria investita. La differenza è che un saldo di conto corrente è moneta, spendibile in qualsiasi momento e un conto titoli con dentro BTP è un “asset”, lo puoi spendere se lo liquidi, ma di solito chi lo ha non lo fa

      Dal punto di vista pratico hai che in UK e USA ad es ora i deficit stanno calando, ma l’economia per ora non rallenta, anzi in UK migliora, perché il CREDITO STA AUMENTANDO, sia immobiliare e al consumo che per le imprese e il credito è potere d’acquisto ed è “moneta”

      Il punto cruciale di tutto il dibattito è qui: quando lo stato si finanzia i deficit con bonds crea asset finanziari (cioè c’è gente che accumula BTP alla fine), ma se sono comprati da residenti non aumenta la moneta in circolazione. Siamo d’accordo ? E se le banche aumentano il credito aumenta invece la moneta in circolazione, aumentano i c/c, i depositi bancari, che sono moneta

      Quindi puoi avere per anni paesi con defici in calo o ridotti che non creano quindi “net financial asset” come dice Warren, ma se le banche aumentano il credito dato che “LOANS CREATE DEPOSIT” CIOè LE BANCHE CREANO MONETA (W. Mosler) la moneta aumenta

      1. Il fatto è che il deficit spending in uno stato a moneta sovrana non è affatto finanziato con i bonds, che hanno tutt’altra funzione, ossia, quella del controllo del tasso di prestito interbancario a breve termine.

      2. Non mi risulta che il PIL sia in ripresa significativa negli USA e anche in UK la situazione è abbastanza stazionaria. Tuttavia questi sono due paesi che hanno attuato forti politiche monetarie espansive (quantitative easing) e mantengono bassi tassi di interesse.
        Se ci sono condizioni meno stringenti per il credito allora si può determinare momentaneamente una maggiore circolazione di denaro, che però è costituito da un corrispettivo in debito. Se le riserve bancarie non coprono il debito allora scoppiano le bolle finanziarie come accadde nel 2007 con i mutui subprime. Lo stato (Tesoro + FED) sono dovuti intervenire per il salvataggio delle banche di investimento con iniezioni di liquidità le cui stime arrivano al massimo a 29 trilioni di dollari.

  2. LA MMT di Mosler parla quasi sempre della moneta che crea o dovrebbe creare lo stato tramite i deficit pubblici, in modo assolutamente corretto. Non parla quasi mai della moneta che creano le banche allargando il credito a dismisura.

    Ma esiste un movimento anche molto più ampio che include tanti autori e organizzazioni da Positive Money di Dyson e Jackson, a Richard Werner che è ora consigliere di Shinzo Abe, a Zarlenga, Steve Keen, Mario Seccareccia in Canada, Marc Lavoiee, Ellen Brown, ma anche pezzi grossi come Bernard Litaier ex banchiere centrale, Charles Goodhart che era alla Banca di Inghilterra, Michael Kumhof economista del FMI, Martin Wolfe al Financial Times, l’ex capo economista di Pimco, Richard Smith di Rax Reform in UK ecc… che in modo variegato criticano in modo radicale il sistema monetario attuale, in cui le banche creano il 90% della moneta

    E’ importante quindi rendersi conto che la MMT di Mosler, Forstatter, Kelton, Wray, Gailbraith, Mitchell… è parte di un movimento molto molto più ampio e crescente come influenza e numero che ne condivide la stessa ispirazione, di far capire alla gente che la creazione della moneta oggi è un imbroglio colossale ed è invece se uno la capisce diventa la chiave per uscire dalla crisi, che è FINANZIARIA, creata dagli interessi finanziari.

    A proposito oggi c’è sul Financial Times la notizia che il ministro del Tesoro USA uscente Tim Geithner ha incassato 400mila dollari in pochi giorni tenendo tre discorsi di un ora a Citigroup, BlackRock un altra banca. I politici sono comprati dalle banche nel senso che sanno che appena escono dalla carica queste li fanno ricchi e quindi quando sono in carica fanno i loro interessi). L’appproccio di Mosler è troppo “buonista” in armonia con il suo carattere, bisogna essere più maliziosi e vedere come il mondo occidentale sia dominato da Wall Street, le mega banche e i grandi fondi. Se non parli del ruolo delle grandi banche e fondi, del dominio della finanza di Londra e NY e ti limiti a al deficit dello stato fai un discorso più debole

    Barnard ha finito per dare un impostazione abbastanza chiusa al movimento che parlava di moneta in Italia, ha organizzato decine di incontri e importanti, ma con l’approccio: “qui non si discute, si impara solo la MMT di Mosler”. Questo può essere utile per fare breccia all’inizio e per evitare la solita confusione all’italiana, ma poi diventa limitativo

    E’ importante invece capire che si è parte di un movimento molto più ampio, centrato sul funzionamento della moneta e del debito, e che discussioni come questa sono oggi la cosa più importante in giro nel mondo economico

    1. Analisi e considerazioni davvero utili ed illuminanti, aggiungo solo che su Mosler anch’io avrei preferito sentire da lui qualche attacco più forte e netto nei confronti del sistema bancario e della grande finanza (che forse ha fatto e non ne sono a conoscenza), mentre in genere lui sposta il problema nelle mani dei governanti che dotati di adeguati poteri possono assoggettare tutto al pubblico interesse, ho provato a darmi una risposta e credo plausible (forse ovvio) che abbia scelto di non attaccare direttamente il settore nel quale (almeno in parte) ha lavorato per decenni … ma forse mi sbaglio e del resto chiedo al dottor Zibordi: lei si esprimerebbe in modo avverso agli operatori, soggetti ed istituzioni che operano e governano il suo ambito professionale? magari lo fa da tempo in modo feroce ed è persino fautore di proposte di riforma e regolamentazione avanzate con grande coraggio e determinazione …

    2. Caro Zibordi,

      premetto innanzitutto che da quando seguo e divulgo la MMT trovo in cobraf.com uno dei blog più stimolanti che ci siano in rete.
      Tuttavia a vlte quando leggo i tuoi interventi sulla MMT rimango spesso un pò interdetto e mi sono quindi deciso ad intervenire in questo dibattito. E per fare ciò faccio qualche osservazione alle tue critiche.
      1) Nel programma di salvezza nazionale c’è esplicitamente scritto che le banche (commerciali) vanno fortemente regolamentate, e che devono essere demandate esclusivamente all’intermediazione creditizia nell’Interesse Pubblico. Non capisco, quindi, perchè si continui ad affermare che la MMT non tiene conto del “problema banche-finanza”.
      L’endogenità della moneta circolante è stata uno dei capisaldi della MMT fin dall’inizio, e alla fine quasi tutti si sono allineati a questa visione, che in pratica afferma che le banche centrali non riescono in realtà da decenni a controllare la quantità di moneta circolante in maniera soddisfacente. La regolamentazione delle banche private va appunto nella direzione di limitare questo fenomeno.
      Inoltre, è bene non sottovalutare che la HPM non è moneta a debito e quindi sarà sempre ricchezza finanziaria netta, mentre il prestito è moneta prima o poi da restituire e a ben vedere è un drenaggio di liquidità (leggi interessi) nel medio lungo termine.
      Infine, e chiudo con questo punto, come ci insegna il grande Minsky, le banche sono pro-cicliche e quindi non si può MAI fare affidamento sulla moneta da loro creata per rilanciare economie in crisi. L’unico soggetto che può operare in maniera anti-ciclica all’inifinito è lo Stato Sovrano.
      Considerando tutte queste cose, direi che fa molta differenza sapere quanta moneta è HPM e quanta è “moneta a debito”, e sopratutto limitare l’influenza della seconda sull’economia reale!

      2) Continui a parlare di titoli di stato quando nel programma è prevista l’abolizione dei titoli di stato. Viene detto nel tuo commento che i Bond acquistati da soggetti nazionali sono, per farla breve, drenaggio di spesa pubblica e quindi non aumentano ricchezza al netto, ma questo è impreciso, in quanto per la MMT i Bond vengono venduti eventualmente solamente se c’è un desiderio di risparmio garantito da parte del cittadino.
      In altre parole, se il cittadino desidera risparmiare, la liquidità non sarebbe spesa comunque e il discorso non sarebbe assolutamente imputabile ai Titoli di Stato!!

      P.S. Sono d’accordo con te che noi attivisti dovremmo continuare ad approfondire i temi più complessi tipo quello che sollevi tu. Ma non dimentichiamoci che in giro c’è ancora tanta gente (purtroppo) che pensa che “lo Stato è come una Famiglia”!!
      Interessanti i dibattiti su endogenità della moneta e TDS etc etc… ma i post sulle basi della MMT sono ancora prioritari a mio avviso.

      Saluti!!

  3. Leggo dal sito di Paolo la seguente:

    E’ di nuovo l’Opus Dei vs Barnard

    Mi è stata comunicata da un presunto membro dell’Opus Dei, che si è firmato/a e ha dato altre referenze, la seguente cosa:

    “Volevo metterla in guardia su alcuni dei suoi collaboratori. L’attacco che sta ricevendo su più fronti è studiato apposta perché Lei si è inimicato alcune persone importanti dell’Opus Dei… Stia molto attento, perché alcuni dei suoi collaboratori più stretti sono stati contattati per voltarle le spalle.”

    http://paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=692

    …quindi volevo esprimere tutta la mia solidarietà e vicinanza a Paolo, sicuro che gli amici della ME-MMT, si uniranno a queste righe di solidarietà. Paolo non mollare e sempre grazie per averci aiutato ad aprire gli occhi!

  4. “…cui prodest scelus, is fecit” – “colui al quale il crimine porta vantaggi, egli l’ha compiuto”

  5. Condivido i post di G.Zibordi senza per questo rifiutare le tesi e le proposte della MMT. Si possono integrare benissimo. Un sistema monetario basato, come ora, sulla moneta creata dalle banche con il credito-debito, ci sta distruggendo quanto l’austerità della UE e l’euro così come è, da quando è nato. Non basta solo la sovranità monetaria e la spesa in deficit.

  6. Zibordi: la differenza tra moneta verticale ed orizzontale noi la conosciamo bene! sei te che l’hai capita solo oggi perchè non hai avuto l’umiltà di metterti a studiare. Che la politica fiscale è l’unica che può provocare un arricchimento finanziario netto del settore non governativo mentre la politica monetaria comporta soltanto una modifica nella composizione della ricchezza finanziaria netta detenuta dal settore non governativo (contante, riserve, TDS) ma non determina un aumento dell’arricchimento finanziario netto, noi lo sappiamo da un pezzo. Sei te che hai avuto bisogno che Mosler te la spiegasse di persona per capirlo (bastava studiare 1 oretta… Hai un Q.I. dieci volta superiore al mio e se lo ho capito io…) Continui a criticare la Memmt dicendo che è troppo buona con le banche e non si preoccupa di questa problematica… Ancora una volta critichi senza sapere cosa studiamo ed affermiamo… pazienza! Hai criticato la Memmt in passato su falsi pretesti e mettendo in bocca all Memmt concetti che non afferma! Hai scambiato l’Abenomics per applicazione della Memmt! hai scambiato il QE per applicazione della Memmt e solo in seguito hai realizzato che si trattasse di mera politica monetaria che non ha nulla a che fare con la spesa a deficit ed operazioni di politica fiscale! Continui ad affermare che i TDS finanziano la spesa pubblica quando ciò è incontrovertibilmente falso in uno stato dotato di moneta fiat! Il lavoro prodotto in questo sito è frutto dell’attività gratuita di attivisti che si fanno un culo come un mazzo! Prima di indicargli cosa devono o cosa non devono scrivere sarebbe corretto se rettificassi le tue critiche passate alla Mosler Economics!
    Scusa ma io oltre a stimarti, ti leggo!

  7. Non sento più nessuno… Cos’è ci siamo afflosciati?
    Forza, sveglia, al lavoro!!!
    Il CRISTIANESIMO ha impiegato centinaia di anni per essere, finalmente riconosciuto da milioni di credenti. Nel frattempo, i propugnatori, hanno subito vessazioni di ogni genere. Al tempo, però, non esistevano i media e le notizie viaggiavano e si diffondevano molto lentamente. Non posso ancora credere che nel 2013 non si è in grado di far ASCOLTARE la ME MMT alla gente.
    Siamo tanti ma siamo ancora pochissimi. ALLORA? CHI E’ SVEGLIO?

  8. @Zibordi: punto 1) anche con spesa finanziata con bond, si legga seven deadly, il risparmio aumenta (e anche la moneta, anche se non immediatamente). Poi, opinione mia personale, non credo proprio che la crisi finanziaria sia causata dalla (eccessiva) creazione di moneta di per sé, bensì dal comportamento eccessivamente imprudente delle banche e da fenomeni di moral hazard che ignorano completamente la valutazione del rischio creditizio, oltre a tutti gli strumenti finanziari dalla volatilità estrema, che fanno sì che un’aspettativa di rientro ripagamenti di p. es. 100 € in realtà si tramuta nella realtà in 30€…
    Poi c’è da considerare che, secondo me, in parte l’andamento dei cicli economici si spiega proprio dal meccanismo di prendere a prestito e restituire il debito (quando si prende a prestito l’economia cresce, quando si ripaga il debito tende a contrarsi e così via).

  9. Mosler è un genio, è uno come Keynes, e non ha interessi personali nemmeno in termIni di vanità nel promuovere la MMT e guai a chi lo tocca

    Detto questo, se tu trovi una presentazione di Mosler in pubblico in cui appaia la parola “BANCHE” ti pago una cena

    Guarda l’ultima qui a New York http://moslereconomics.com/2013/07/17/july-18-presentation/ dove è il keynote speaker ad un evento di BNP Paribas che è una banca con un bilancio di 2mila miliardi, maggiore del PIL dell’Italia.

    Parla in diversi punti di “private sector borrowing” e “private sector credit demand” cioè le aziende e famiglie che domandano credito e nella slide
    “History the Way I See It” riassume la storia degli ultimi 50 anni in termini di “private sector borrowing”, cioè dice che dagli anni ’70 in poi ondate di “credit expansion” hanno determinato la storia dell’economia

    CIOE’ implicitamente dice CHE LA MONETA CREATA DALLA BANCHE FINORA E’ STATA QUELLA CHE CONTAVA E MUOVEVA L’ECONOMIA creando espansioni,boom e crash

    La MMT è una spiegazione del meccanismo della moneta attuale giusto ? E finora la moneta che muove l’economia è stata quella creata dalle banche. Siamo d’accordo ? “private sector borrowing” e “private sector credit demand” come dice Mosler è anche un modo di chiamare la moneta “endogena”, quella creata dalle banche, che costituisce circa il 90% della moneta OGGI

    In futuro, idealmente, andrebbe sostituita con MONETA CREATA DALLO STATO MA OGGI SONO LE BANCHE CREANO MONETA

    Se non lo spieghi però a chi ascolta sembra che viviamo in un sistema in cui la moneta la crea lo stato e quando non fa deficit a sufficienza l’economia automaticamente si contrae e questo spiega le recessioni e espansioni. Ma la storia degli ultimi 50 anni, come indica nella sua slide Mosler, è stata quella di successive ondate di
    “private sector borrowing” o “private sector credit demand” o “credit expansion”. Cioè le banche hanno creato i cicli dell’economia creando moneta.

    E come è composto il credito ? All’80-85% è credito ipotecario, per immobili e per il consumo e speculazione e per il resto solamente per attività produttive.

    Questo però uin problema molto grosso. perchè ?

    Perchè vuole dire che l’80-85% della moneta che viene creata va a creare debito improduttivo che strangola l’economia con gli interessi su interessi che si cumulano

    Perchè vuole dire ad es che le grandi banche creando moneta e avendo bilanci di 4mila miliardi in Italia e di 6 mila miliardi in Francia e credo 9mila miliardi in Inghilterra comandano loro oggi

  10. ———
    @Zibordi: punto 1) anche con spesa finanziata con bond, si legga seven deadly, il risparmio aumenta (e anche la moneta, anche se non immediatamente).
    ———–
    Il risparmio è un “leakage”, una perdita di moneta che esce dal flusso della produzione di reddito, guarda il modello interattivo dell’economia messo su per spiegare la MMT online qui http://econviz.org/macroeconomic-balance-sheet-visualizer/ Macroeconomic Balance Sheet Visualizer

    Tu mi stai obiettando quello che ti ho appena detto…. cioè che la spesa pubblica in deficit finanziata con vendita di bonds al pubblico di residenti aumenta il risparmio,ma NON AUMENTA LA MONETA

    Solo la spesa pubblica in deficit finanziata con moneta o vendita di bonds all’estero aumenta la MONETA che circola. OK ?

    1. Innanzitutto scusi per il ritardo nella risposta..
      Comunque sia, Zibordi, tutto dipende da ciò che si considera come moneta, secondo me al giorno d’oggi dare una definizione rigida di moneta (in termini di asset finanziari che vi rientrino) non ha più molto senso (come considerare, anche in prospettiva futura, l’e-coin?); Mosler equipara i bond, come BOT, BTP, Treasury bills ecc. ai depositi bancari (in senso lato), che rientrano nella definizione dell’aggregato monetario M2, quindi veda un po’ lei..

      Inoltre un’ulteriore considerazione, la creazione endogena di moneta, alias credito bancario, non è altro che il riflesso della combinazione di potenzialità produttive, dotazione di ricchezza e propensione al rischio di una collettività; tutte variabili suscettibili in qualche misura di influssi da parte della “componente verticale”.

  11. —-
    Zibordi: la differenza tra moneta verticale ed orizzontale noi la conosciamo bene! sei te che l’hai capita solo oggi perchè non hai avuto l’umiltà di metterti a studiare.
    ———
    la distinzione tra orizzontale e verticale non aiuta a capire, perchè sembra che la moneta che arriva dallo stato si accumula e quella che creano le banche no perchè si annulla… devi parlare di endogena e esogena come fanno Lavoie e Godley che hanno appena pubblicato il testo definitivo di Economia Monetaria (2012) che include tutta la MMT, ma è un tomo di 500 pagine che integra in 30 modelli diversi di complessità crescente tutto con stock e flussi. Godley come sai è quello da cui sono partiti e che venerano nella MMT specie Wray …
    Se sfogli questo testo che nei prossimi anni sarà il libro di riferimento per tutti vedi che moneta endogena ed esogena vanno considerate entrambe assieme, ma devi far entrare nel modello l’espansione del credito delle banche sempre altrimenti non capisci cosa succede

    ———–
    Che la politica fiscale è l’unica che può provocare un arricchimento finanziario netto del settore non governativo mentre la politica monetaria comporta soltanto una modifica nella composizione della ricchezza finanziaria netta detenuta dal settore non governativo (contante, riserve, TDS) ma non determina un aumento dell’arricchimento finanziario netto, noi lo sappiamo da un pezzo. Sei te che hai avuto bisogno che Mosler te la spiegasse di persona per capirlo (bastava studiare 1 oretta
    —–
    Scusa ma cosa te ne frega che aumenti la ricchezza finanziaria, negli ultimi 4 anni è aumentata sai in Italia e nel mondo di molto, sai cosa vuole dire ? che i ricchi diventano più ricchi!
    Quello che occorre è che aumenti la moneta che circola nell’economia, non la ricchezza finanziaria cioè l’accumulazione di BTP da parte dei benestanti e degli anziani!. Ragiona ogni tanto un poco anche con la tua testa, lo sai che anche Keynes o Gesu cristo o persino Mosler non possono essere sempre al 100% perfetti ?

    ————
    Hai scambiato l’Abenomics per applicazione della Memmt! hai scambiato il QE per applicazione della Memmt e solo in seguito hai realizzato che si trattasse di mera politica monetaria che non ha nulla a che fare con la spesa a deficit ed operazioni di politica fiscale!

    Abenomics sta funzionando per ora, guarda i numeri del giappone di spesa, inflazione, investimenti, case ecc… guarda che non è acqua fresca, come anche il QE degli USA e UK ha dato degli effetti, non è stato uno zero

    Sai perchè ? PERCHE’ ASSORBENDO DEBITO DALLE BANCHE, COMPRANDO BONDS, stimolano la creazione di credito e l’incremento di credito è un incremento di moneta e muove l’economia

    Questi post illustrano quello che sto dicendo, che voi ora avete interpretato la MMT come se solo i deficit pubblici creino moneta e abbiano effetto. Non è così!!!! C’è il credito che creano le banche che è moneta e muove l’ecoonomia

    Ma lo fa in modo parassitario e speculativo, crea capital gain e nuovo indebitamento ipotecario e al consumo e speculazione, è creazione di moneta, ma di tipo “cattivo”

    Guarda che sto scrivendo cose note, restringendo l’orizzonte solo ai testi di Mosler che sono poi 100 pagine in tutto e assumendo che il suo focus sul deficit sia tutto perdi di vista il fatto macroscopico che intanto però sono le banche a creare moneta (“endogena” ma che è moneta quanto quella endogena e ne esiste 10 volte tanto)

    1. Ma è proprio sicuro che la moneta verticale sia ininfluente rispetto quella orizzontale ?
      A me risulta che l’aggregato monetario M1 non sia affatto insignificante rispetto gli altri, anzi, dal 2008 al 2010 li ha superati di molto (perlomeno nell’area euro).
      Ad ogni modo la moneta orizzontale dipende strettamente da quella verticale dal momento in cui una volta che le banche erogano credito devono poi pareggiare entro fine giornata il corretto ammontare di riserve che devono obbligatoriamente detenere presso la Banca Centrale e le riserve non le creano le banche, possono solo concedersele in prestito tra di loro od ottenerle come prestito dalla Banca Centrale (moneta verticale in tale caso).
      Le crisi finanziarie sono dovute al fatto che alle banche è stato concesso di emettere crediti molto maggiori alle corrispondenti riserve e questo ha causato il fallimento del sistema bancario, di fatto mantenuto in vita in modo artificiale dalla valuta verticale creata dalle Bance Centrali e dal Tesoro. Per ricapitalizzare le banche USA dopo la crisi del 2007 Tesoro e Banca Centrale hanno erogato qualcosa come 29 trilioni di dollari, quindi altro che moneta verticale ininfluente. Di fatto senza la creazione di moneta verticale l’intero sistema bancario sarebbe già fallito da un pezzo. Pensiamo poi alle continue iniezioni di liquidità verticale realizzate tramite QE e LTRO rispettivamente in America e Giappone e in Europa.
      Sono d’accordo che il settore bancario va regolamentato e che vada gestito unicamente nell’interesse dei correntisti e dell’economia reale e questo il Programma ME-MMT lo dice esplicitamente, insieme alla necessità di eliminare il settore finanziario speculativo e i titoli di stato.

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