«Non credo agli Stati Uniti d’Europa». Non sono le parole di Nigel Farage o qualche altro “euroscettico”. Questa frase è stata dichiarata pochi giorni fa da un membro di spicco dell’establishment eurocratico, tant’è che è stato nominato nuovo presidente della Commissione Europea (su designazione della cancelliera tedesca Angela Merkel).

Il suo nome è Jean Claude Juncker, lussemburghese, che in passato da presidente dell’Eurogruppo non si era risparmiato in dichiarazioni che la dicono lunga sul modus operandi di Bruxelles: «Prendiamo una decisione, poi la mettiamo sul tavolo e aspettiamo un po’ per vedere cosa succede. Se non provoca proteste né rivolte, perché la maggior parte della gente non capisce niente di cosa è stato deciso, andiamo avanti passo dopo passo fino al punto di non ritorno».

Nel suo discorso di fronte al Parlamento Europeo, Juncker ha aggiunto altre “perle”. Due su tutte: «Sono orgoglioso di aver contribuito a far rimanere la Grecia nell’euro». E: «Dobbiamo rendere la Troika più democratica». Un’ammissione che conferma l’antidemocraticità delle riforme imposte agli Stati in difficoltà.

Ma tornando agli Stati Uniti d’Europa, quella di Juncker sul futuro dell’Ue potrebbe essere vista come una risposta a distanza al Partito Democratico e al premier Matteo Renzi che nei giorni scorsi aveva detto: «Realizziamo il sogno degli Stati Uniti d’Europa».

Ma quanto si parla di “Stati Uniti d’Europa” in Europa? Effettivamente il dibattito sulla futura unione politica è vivo o no nel Vecchio Continente?

I risultati di un’indagine effettuata elaborando i risultati di ricerca di Google e riassunti nel grafico sottostante parlano chiaro: tra gli europei sono gli italiani i campioni nel dibattito sull’unione politica. Un fatto che non sorprende. Il dato che spicca sugli altri è quello tedesco. Infatti la traduzione in lingua di “Stati Uniti d’Europa” ovvero “Vereinigten Staaten Von Europa” è poco presente su Google, sia in termini assoluti, sia in proporzione alla popolazione di lingua tedesca (Germania e Austria) connessa a internet. Questo sta a significare il pressoché inesistente dibattito sulla questione nel Paese considerato “la locomotiva d’Europa”. Insomma, ai tedeschi di Stati Uniti d’Europa interessa davvero poco. D’altronde Frau Merkel, non molto tempo fa, intervenuta nel dibattito sul mettere in comune il debito degli Stati Ue aveva detto: «Mai Eurobond finché vivo».

Come i tedeschi anche alla maggior parte dei cittadini degli Stati dell’Unione Europea il dibattito sugli Stati Uniti d’Europa interessa poco. A eccezione di italiani, francesi, sloveni e britannici-irlandesi. E teniamo conto che il dato relativo a questi ultimi è “viziato” dal fatto che l’inglese è la seconda lingua più parlata del mondo dopo il cinese.


 

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[Metodologia – L’indagine è stata effettuata empiricamente inserendo nel campo di ricerca di Google il termine virgolettato “Stati Uniti d’Europa” tradotto in tutte le lingue parlate nell’Ue*. Il numero massimo di risultati ottenuto da ciascun termine (dato assoluto) dopo 10 rilevazioni** è stato ponderato in base al numero di cittadini che utilizzano internet (ultimi dati disponibili tratti dagli istituti di statistica nazionali sul numero di abitanti e da Eurostat).

(*) Italiano “Stati Uniti d’Europa”; inglese “United States of Europe”; sloveno “Združene države Evrope”; ungherese “Európai Egyesült Államok”; francese “Európai Egyesült Államok”; greco “Ηνωμένες Πολιτείες της Ευρώπης”; rumeno “Statele Unite ale Europei”; portoghese “Estados Unidos da Europa”; spagnolo “Estados Unidos de Europa”; ceco “Spojené státy evropské”; tedesco “Vereinigten Staaten von Europa”; estone “Euroopa Ühendriigid”; bulgaro “Съединените щати на Европа”; lituano “Jungtinės Valstijos Europos”; lettone “Eiropas Savienotās Valstis”; slovacco “Spojené štáty európske”; polacco “Spojené štáty európske”; finlandese “Euroopan Yhdysvallat”; svedese “Europas förenta stater”; olandese “Verenigde Staten van Europa”; danese “Europas Forenede Stater”; croato “Sjedinjene Države u Europi”. (**) Nel corso di varie ricerche effettuate su uno stesso termine, Google può fornire un numero di risultati completamente diverso. Esempio: “Stati Uniti d’Europa” può essere visualizzato con «circa 8.600.000 risultati», «circa 4.350.000 risultati» o «circa 299.000 risultati». Questo è dovuto al fatto che Google invia la ricerca del termine al server Google che nel momento della ricerca è meno occupato, in modo da fornire il risultato nel più breve tempo possibile. Le rilevazioni sono state fatte tra il 07/07/2014 e il 11/07/2014 in vari momenti della giornata (mattina, pomeriggio, sera).]

Fonte: www.matteobernabe.info/blog

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