Fonte: http://emiliaromagna.mmtitalia.info/?p=828

Tutti i giorni da mattina a sera ci vengono propinati i dogmi: “privato più efficiente”, “mercato libero non ha bisogno di regolamentazione”, “mercato libero si regge con le proprie gambe”.

Vi proponiamo una breve news riportata oggi dal Wall Street Italia che ripropone gli ultimi dati Istat, che dimostrano come il mercato non abbia in sé i famosi e ventilati “anticorpi” in grado di renderlo immune dal bisogno di correttivi, quanto meno:

Nel corso del 2015, la pressione fiscale dell’Italia è calata -0,1 punti su base annua, attestandosi al 43,5%. Tuttavia, rispetto alla stima precedente, la variazione è stata di un rialzo di 0,2 punti.  Lo ha reso noto l’Istat, spiegando che la modifica è da imputare alle operazioni che sono state messe in atto per risolvere la crisi delle quattro banche, salvate dal crac: ovvero Banca Etruria, CariFerrara, CariChieti, Banca Marche.

Le risorse che dal sistema bancario italiano sono andate a rimpimguare il Fondo Nazionale di Risoluzione (pari a circa 2,3 miliardi di euro) sono state registrate nell’ambito delle imposte indirette (nello specifico “altre imposte sulla produzione”), mentre i fondi trasferiti dal Fondo stesso per coprire le perdite delle banche commissariate (pari a circa 1,7 miliardi) sono stati contabilizzati all’interno delle uscite in conto capitale.

Data la revisione delle entrate, la pressione fiscale è stata così rivista al rialzo di 0,2 punti percentuali.

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