Loro lo sanno. Torni a casa sfinito/a dopo 8 10 ore di lavoro, grazie a Dio che c’è ancora quel lavoro, preparare la pappa ai bimbi, chiamare l’idraulico che la lavatrice è rotta, ma prima devi passare da tua madre che ha difficoltà a deambulare, e cosi via, sempre, una corsa. Ti fermi intorno alle 22, sfinita, svuotata, il tempo di uno sguardo con chi condividi la vita e si ricomincia. Loro lo sanno che non ce la puoi fare e ti imboccano con menzogne. Tu purtroppo ci credi. Questo articolo è dedicato a te, perché ci hanno soggiogato con la malafede. È necessario difendersi dai falsi miti che ci propugnano. La MEMMT, oggi, è legittima difesa.

1 – Il problema sarebbe il debito pubblico (…secondo loro)

1A –  Il problema è come denomini il debito pubblico e l’ammontare di debito privato. Ci dicono che il disastro dell’Euro-zona sia causato dal debito pubblico. Chiedo: perché Spagna o Irlanda con debiti pubblici “virtuosi” (per Bruxelles) sono andate completamente in tilt? Il debito pubblico in sé non c’entra nulla. Un’analisi seria prende come riferimento il debito privato.

2 – Dobbiamo fare le riforme per recuperare competitività – Ogni giorno ci dicono che non siamo competitivi

2A -In verità l’Italia è competitiva già adesso – L’European Round Table of Industrialists (ERT) è una lobby che racchiude presidenti e amministratori delegati delle 50 multinazionali europee più importanti. Focalizzano la loro attenzione sulla competitività, per capire dove è meglio per loro delocalizzare.

ULC sta per costo unitario del lavoro ed è dato dal rapporto tra il costo medio del lavoro orario e la produzione oraria. La Germania, super-competitiva, ha 0,65, noi 0,69. Non esiste criticità alcuna per giustificare riforme lacrime e sangue. Il Giappone, il Paese con il più alto rapporto debito pubblico/PIL del mondo, ha l’ULC pari a 0,56! Forse perché debito pubblico significa anche infrastrutture ultra moderne che influiscono positivamente sulla produttività facendo diminuire il rapporto stesso.

3 – “Abbiamo vissuto al di sopra dei nostri mezzi
disoccupazione 3A – Stiamo vivendo molto al di sotto delle nostre possibilità – Il grafico a sinistra mostra che la disoccupazione nell’euro-zona è sopra al 24%, quello di destra i tassi di disoccupazione giovanile nazionali. Ora andiamo insieme da un 50enne metalmeccanico  cassaintegrato e gli diciamo che ha vissuto al di sopra dei suoi mezzi, lui e la sua famiglia. Stessa cosa facciamo con un neo-laureato in biologia senza lavoro.

4 – I problemi dell’Italia sono il frutto dei costi della politica.
4A -I costi della politica sono insignificanti, ma nulla toglie che la spesa pubblica deve essere virtuosa. Dire che il problema dell’Italia sono le auto blu o le province è un affronto all’intelligenza umana. L’Italia ha ratificato il Fiscal Compact che prevede la riduzione del debito pubblico di circa  €45 miliardi all’anno. Un disastro che avviene nel silenzio totale dei tradizionali canali d’informazione.

5 – “Dobbiamo fare come la Germania” (sic!)

5A – Non dobbiamo assolutamente seguire l’esempio tedesco perché la Germania ha aumentato la sua competitività riducendo i salari. Anche questo ha reso “l’euro tedesco” più economico di quello francese o italiano. Non potendo svalutare la moneta, la Germania è artefice di una spinta al ribasso dei redditi e questo causa la deflazione in corso. Per maggiori dettagli, qui il paper di Brenke.

6 – “Gli italiani non hanno voglia di lavorare, sono sfaticati, al pari degli altri Paesi del sud-Europa”.

6A – Il popolo italiano è fatto di gente volitiva. Molti italiani hanno doti imprenditoriali eccelse e gli operai altamente qualificati sono sparsi su tutto il territorio nazionale. Da notare il dato della Grecia, il popolo meno sfaticato d’Europa perché quando sei con l’acqua alla gola accetti tutto, sei disposto a tutto, sei facilmente ricattabile. Quello che vogliono. Chi disse: “l’europeo deve abituarsi a condizioni di lavoro alla cinese”?

7 – “La spesa pubblica italiana è eccessiva rispetto agli altri Paesi europei“.