Fonte: http://cas.umkc.edu/econ/economics/faculty/Forstater/papers/CEFPS/Speical%20Report/SpecialReport2004-1.pdf

Traduzione a cura di Giulio Betti


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PERCHE’ BISOGNA CREARE POSTI DI LAVORO?

di Mathew Forstater

Associate Professor of Economics e Direttore,

Centro per il pieno impiego e stabilità dei prezzi, UMKC

 

Ogni progetto di sviluppo della comunità è limitato, se non si pone come priorità assoluta la creazione di posti di lavoro. La disoccupazione infatti danneggia i singoli individui, le famiglie, il vicinato, e le comunità; la creazione di posti di lavoro porta benefici sociali ed economici reali e tangibili, sia diretti che indiretti, non solo per per chi lavora, ma per tutti i membri della comunità e per la comunità nel suo insieme. I benefici economici sono di tipo sia macroeconomico che microeconomico, e c’è anche un’importante forte relazione tra i benefici economici e i benefici sociali.

Il vincitore del premio Nobel Amartya Sen ha evidenziato come vi sono tre differenti aspetti dell’occupazione: l’aspetto del reddito—l’occupazione fornisce la sicurezza del reddito per chi lavora; l’aspetto della produzione—l’occupazione garantisce un aumento di produzione di beni e servizi; e l’aspetto del riconoscimento—la persona impiegata effettua un’attività utile. Quando i membri della comunità sono occupati in lavori produttivi, la persona impiegata ha un reddito e si sente utile, e la comunità ottiene beni e servizi migliori in quantità maggiore.

Inoltre, non ci sono solo i benefici iniziali dei posti di lavoro, della sicurezza del reddito, e dell’aumento dei servizi più qualitativi per la comunità. Ci sono anche numerosi benefici di tipo indiretto—i moltiplicatori economici e sociali—che accompagnano i benefici diretti. Dal lato economico, la creazione di lavoro e le entrate aumentate insieme al lavoro si traducono in ulteriori aumenti della spesa privata e in maggiori guadagni per tutta la comunità. I moltiplicatori sociali riguardano i benefici per gli individui, per le famiglie, e per i quartieri, che sono dati da una minore criminalità, minor spaccio di droga, minori crisi familiari, oltre ad una maggiore e rinforzata sicurezza, istruzione, sanità per gli infermi e per gli anziani, e anche la cura e protezione dell’ambiente.

Guardiamo in breve 16 benefici potenziali della reale creazione di lavoro nelle nostre comunità.

1.     Creare lavoro aumenta la sicurezza finanziaria e promuove una qualità di vita più alta.

Quando gli individui sono disoccupati, rimangono senza mezzi di sostentamento per loro e le loro famiglie. Per curare i loro bisogni e necessità, oltre a quelle dei loro figli, devono pertanto far ricorso a: 1) erosione dei risparmi; 2) caricarsi di altri debiti 3) affidarsi a dell’assistenza pubblica o privata per determinati generi. Ovviamente, come vedremo più avanti, sappiamo anche che una piccola percentuale di individui di fronte a questa situazione risponderanno cercando di guadagnare denaro da atti criminali. In tutti questi casi, gli individui e le famiglie hanno a che fare con una sempre maggiore insicurezza finanziaria e con uno stile di vita più basso, con tutte le conseguenze immaginabili.

La creazione di lavoro invece aumenta la sicurezza finanziaria e promuove degli stili di vita più alti. Le famiglie saranno in grado di risparmiare, o al massimo di non erodere i propri risparmi. L’accumulo di debiti diminuirà. La spesa pubblica per sussidi di disoccupazione diminuirà. La qualità di vita aumenterà, con tutte le conseguenze positive, come vedremo tra poco.

 

2.     Creare lavoro garantisce una maggior spesa privata, che si tramuta in stipendi più alti e profitti per le aziende.

Quando una comunità soffre di alta disoccupazione, molte possibilità di acquisti e consumo sono negate. Gli imprenditori locali soffriranno per la mancanza di vendite che gli servono per fare gli investimenti necessari e per assumere nuovi lavoratori. Possono anzi esserci nuovi licenziamenti, peggiorando così la situazione.

Fornendo un flusso continuo di entrate, la creazione di lavoro supporta la spesa privata. Infatti una parte di questa spesa aiuterà gli imprenditori locali, da cui deriveranno altri benefici per gli individui e le famiglie della comunità stessa. Le fabbriche e le aziende locali usufruiranno del giro d’affari creatosi, rilanciando i propri investimenti e creando ulteriori posti di lavoro.

 

3.     Creare lavoro è la chiave per una buona salute fisica e mentale.

Gli individui disoccupati molto probabilmente non riusciranno ad avere un’assicurazione sanitaria. I genitori sono molto più restii a portare i loro bambini dal dottore se non hanno la possibilità di pagare delle cure costose. Degli studi hanno evidenziato come la disoccupazione è direttamente collegata a malattie fisiche e psichiche.

Le persone disoccupate spesso si sentono colpevoli della loro situazione, trascinandosi verso la depressione. L’insicurezza finanziaria insieme alla carenza di lavoro porta stress e ansia. I disoccupati spesso non riescono a seguire una dieta salutare, e neanche i loro figli. Oggi ci sono molti studi che dimostrano la relazione diretta tra la disoccupazione e vari problemi psichici, incluso il suicidio.

La creazione di lavoro aiuta la salute fisica e mentale delle persone. Le persone occupate hanno più possibilità di pagare cure particolari, o avere delle assicurazioni sanitarie. Essere impiegati in attività produttive aiuta la salute mentale (ricordiamoci dell’aspetto del riconoscimento del lavoro di Amartya Sen prima citato—la sensazione che si sta contribuendo alla società, e alla cura di se stessi e dei propri cari).

 

4.     Creare lavoro è l’arma migliore nella battaglia contro la povertà.

La disoccupazione è la causa maggiore di povertà. Chi è disoccupato molto probabilmente sta vivendo sotto la soglia di povertà. Creare lavoro è il miglior antidoto contro la povertà—come detto prima, incoraggia i risparmi, diminuisce l’accumulo di debiti, e aiuta la spesa privata.

 

5.     Creare lavoro significa ridurre la criminalità.

Oggi molti studi dimostrano la relazione diretta tra la disoccupazione e l’aumento della criminalità. Il fattore più importante nella diminuzione di molti tipi di crimini in varie regioni negli anni 90′, fu un minore tasso di disoccupazione e una più forte crescita economica. La maggior parte delle persone vorrebbe provvedere al proprio sostentamento in una maniera legale, piuttosto che vivere una vita in costante pericolo e nella paura, come conseguenza di un’attività criminale.

Creare lavoro riduce i tassi di criminalità. Questo ha molti aspetti secondari forti e positivi. Meno crimine vuol dire meno persone nei tribunali, nel sistema carcerario. Meno crimine significa meno vittime dei crimini. Meno crimine equivale ad una società più sicura.

 

6.     Creare lavoro promuove uno stato sano e i bilanci degli enti locali in ordine.

La disoccupazione comporta una maggiore spesa pubblica da parte del governo centrale e minori entrate tributarie. Il governo spende di più per le varie forme di sussidi ai disoccupati e per le persone a loro carico, così come spende di più per gli effetti indiretti della disoccupazione (maggiori tassi di criminalità, ecc.). Le entrate fiscali crollano perché la disoccupazione diminuisce le entrate e quindi la spesa privata. Sia le tasse sui redditi che le tasse sui consumi crollano. Una maggiore spesa del governo e minori entrate fiscali portano ad un bilancio pubblico non in ordine. Per cercare di risolvere questo problema, il governo cercherà di aumentare le tasse e tagliare la spesa pubblica, aumentando ancora di più i problemi economici della nazione.

Creare lavoro porta maggiori entrate fiscali e alleggerisce la spesa del governo in certe aree. I lavoratori pagano tasse sui propri redditi e acquistano beni e servizi che sono tassati, aumentando le entrate locali e statali. Gli impiegati non necessiteranno più di assistenza pubblica, quindi la spesa pubblica calerà. La spesa pubblica calerà anche per quanto riguarda gli aspetti secondari (minore criminalità, ecc.). Creare lavoro promuove dei bilanci pubblici sani, permettendo una minore imposizione fiscale e permette di spendere il denaro pubblico in altre aree.

 

7.     Creare lavoro aumenta la produttività.

Quando c’è alta disoccupazione, la sicurezza del lavoro è bassa. Questo può condizionare la produttività del lavoratore. L’occupazione inoltre porta ad una forza lavoro più in salute, e studi hanno dimostrato che una migliore salute porta ad una maggiore produttività. C’è una forte relazione tra reddito e alimentazione, e alimentazione e produttività. Tra questi fattori e la comprensione che la creazione di lavoro aumenta la produttività, il passo è breve. In aggiunta a questi “micro” fattori che riguardano la crescita della produttività, ci sono anche dei “macro” fattori. Una maggiore occupazione significa una forte crescita della domanda che determina un aumento della produttività. Una maggiore produttività significa più efficienza e minori costi, che può portare a prezzi più bassi, maggiori profitti, e più investimenti, assunzioni e prosperità.

 

8.     Creare lavoro è positivo per gli anziani.

Creare lavoro aiuta gli anziani in molte forme. Molti anziani sono a carico di qualcun altro, e quindi creare lavoro aumenta la loro sicurezza. Creare lavoro migliora il bilancio statale, altra chiave per molti servizi da cui gli anziani dipendono. I lavoratori stessi sono dei futuri anziani, quindi la sicurezza a lungo termine dell’anzianità è assicurata dalla creazione di lavoro, incoraggiando l’accumulo di risparmi e scoraggiando l’accumulo di debiti.

 

9.     Creare lavoro aiuta i servizi pubblici.

Come abbiamo già visto, la disoccupazione diminuisce le entrate fiscali e richiede uno sforzo maggiore al governo nella sua spesa, con minori beni e servizi pubblici di cui usufruire. Questo include meno persone impiegate in questo tipo di lavori. Favorendo il bilancio statale in ordine, la creazione di lavoro aiuta i beni e i servizi pubblici. In aggiunta, alcuni dei nuovi lavori possono (e dovrebbero!) aiutare direttamente questi servizi.

 

10.                        Creare lavoro facilita la distribuzione della ricchezza e riduce l’ineguaglianza.

C’è una diretta relazione tra disoccupazione e ineguaglianza. Creare lavoro pone come obiettivo la distribuzione della ricchezza e la riduzione dell’ineguaglianza. I benefici sociali della diminuzione dell’ineguaglianza sono stati ben documentati. Di particolare rilevanza sono i modi in cui l’ineguaglianza rende tutti più poveri, inclusi i ricchi. Una maggiore disuguaglianza può minacciare le istituzioni democratiche e danneggiare la coesione sociale. Anche solo il valore simbolico della creazione di lavoro non deve essere sottovalutato.

 

11.                       Creare lavoro può migliorare le condizioni e promuovere investimenti nelle regioni più povere.

Creare lavoro può migliorare le condizioni economiche e sociali nelle aree più povere. E’ risaputo che i lavoratori a basso stipendio tendono a vivere nelle zone più povere e spendono la maggior parte dei loro soldi in quella stessa area. Così la creazione di lavoro garantirà una maggiore spesa privata nelle aree più bisognose, che potrà oltretutto aumentare l’occupazione dove la disoccupazione è a livelli massimi ed è molto gravosa. Abbassare il tasso di povertà aumenterà la propensione a investire in quartieri poveri, con un impatto positivo nelle condizioni economiche e sociali.

 

12.                       Creare lavoro permetterà ai bambini di tornare a scuola o terminare il ciclo di studi, e garantisce anche altri benefici per i bambini.

La disoccupazione è direttamente correlata ad un aumento dell’abbandono degli studi. Le famiglie dove i genitori sono disoccupati spesso hanno bisogno che i loro figli  lavorino per aiutare il sostentamento della famiglia. Creare lavoro permetterà così ai bambini di tornare a scuola per completare il loro ciclo di studi. A lungo termine, questo porta ad una gioventù più istruita, più preparata al mondo del lavoro, aumentando così la produttività, con effetti benefici per tutti.

La creazione di lavoro aiuta i bambini anche in altri modi. La disoccupazione è direttamente correlata alle crisi familiari come i divorzi, quindi creare lavoro aiuta le famiglie. I bambini godono anche di migliore salute e sono meglio nutriti, avendo dei modelli di comportamento. Questi benefici dati dalla creazione di lavoro dovrebbero essere enfatizzati.

 

13.                       Creare lavoro favorisce la produzione, i guadagni, i consumi e gli investimenti.

La disoccupazione porta meno produzione, meno guadagni, meno consumi e meno investimenti. Creare lavoro aumenta la produzione e gli introiti, che danno vita a più consumi e più spese, e infine aumenta la propensione all’investimento.

 

14.                       Creare lavoro aumenta il morale dei lavoratori, riduce lo scontento e i conflitti sul posto di lavoro.

L’impatto psicologico della carenza di lavoro, così come l’effetto che la disoccupazione ha nella sicurezza lavorativa per gli impiegati, sono già stati evidenziati. Creare lavoro e alti livelli di occupazione aumenta il morale dei lavoratori e riduce lo scontento e i conflitti aziendali. Questo può anche avere un impatto positivo sulla produttività.

 

15.                       Creare lavoro può incoraggiare l’innovazione tecnologica e organizzativa.

La disoccupazione porta ad una minore domanda e a salari stagnanti, che si traducono in bassi stimoli ad innovare per le aziende. La creazione di lavoro, attraverso il suo effetto positivo sulla domanda e sugli stipendi, aumenta la propensione delle aziende a riorganizzarsi e ad implementare delle innovazioni tecnologiche e organizzative. Questo porta un’ulteriore crescita della produttività, prezzi più bassi, maggiori profitti e  investimenti.

 

16.                       Creare lavoro rilancia la comunità.

La disoccupazione non solo deprime i singoli: l’alta disoccupazione può deprimere l’intera comunità, non solo economicamente ma anche nel senso stesso del termine comunità. Creare lavoro riaccende la speranza sia negli individui che nelle comunità. Promuove la coesione politica e sociale. Creare lavoro crea delle persone interessate ai quartieri, aumentando la stabilità sociale e politica. Questi effetti non devono essere sottovalutati.

 

Forti relazioni reciproche tra micro e macro benefici sociali

I benefici totali della creazione del lavoro potrebbero non essere una semplice somma degli effetti sociali micro e macroeconomici. Potrebbero esserci dei forti e reciproci benefici tra un area e l’altra. Un buon esempio può essere la crescita della produttività. Ci sono sia micro che macro fonti di crescita della produttività e queste potrebbero essere correlate. Il numero dei benefici sociali può anche ricadere sulla produttività attraverso un’aumentata sicurezza lavorativa, ecc. L’effetto totale può quindi essere maggiore che la somma degli effetti individuali. Questi sono i moltiplicatori sociali ed economici che sono conseguenza della creazione di lavoro, e beneficiano gli individui, le famiglie, il vicinato e la società in vari modi.

Comments

  1. Formidabile Spiegazione di come tutto torna e il benessere si diffonde tra il popolo e l’educazione individuale migliora..l’economia funziona e da vantaggi tangibili a tutti….me mmt , la moneta sovrana, il popolo sovrano e gente seria, motivata come gli uomini di me mmt a distribuire la ricchezza tra tutti (il contrario esatto di quello che fanno i nostri attuali aguzzini…)

    1. Intende che grazie ai progressisti dell’epoca, poi nel secolo successivo le condizioni sociali generali sono migliorate (al contrario di oggi, ad esempio)?

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