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  1. Quel che proprio non capisco è come si possa sostenere che in caso di uscita dall’euro si avrebbe una grande svalutazione, quando già ora lo Stato spende meno di quanto incassa e la bilancia commerciale italiana risulta in forte attivo…

  2. Se lo stato spende meno di quello che incassa perchè il debito pubblico continua a crescere? Siamo fermi da vent’anni come crescita economica quindi il debito e il deficit sono destinati a crescere. Se uscissimo dall’euro la svalutazione crescerebbe in quanto la moneta sostitutiva (lira, zecchinino o baiocco che sia) sarebbe svalutata nei confronti delle più forti. Chi vuoi che accetti la lira anzichè i dollari quando compri petrolio. Le banche fallirebbero in quanto i titoli di stato in portafoglio diventa carta straccia. Posti di lavoro azzerati perchè il crollo dei consumi sarebbe fatale alla produzione. Non si salvano neanche gli immobili, perchè se la gente è senza soldi chi vuoi che li compri?

  3. Ma dr. Abbate Lei trascura alcune cose fondamentali, sta elencando cose giuste ma Le mancano dei passaggi importanti. A tutte queste belle percentuali che Lei ha elencato bisogna aggiungere che dopo il default finanziario del 2006, che è costato ai risparmiatori italiani 400 miliardi di lire, l’Argentina è di nuovo in default oggi, anche a causa di un procuratore americano. E’ facile crescere prendendo soldi altrui e non restituirli più.Ho operato a lungo col paese. I residenti non portano più i soldi in banca perchè non si fidano più. E le assicuro che 10 anni fa i bambini dei quartieri più poveri si nutrivano nei cassonetti dei quartieri più ricchi di Buenos Aires. Le lascio immaginare se dovessimo fare default in Italia col debito che abbiamo, con la classe politica più corrotta del mondo e con il crollo dei posti di lavoro.I ricchi non contano, hanno già preso le contromisure loro si salvano sempre. Viva l’euro e viva Draghi che stanno sorreggendo un paese ucciso da trent’anni di saccheggio politico. L’economia non può far nulla, è la politica che decide dove e quanto spendere. Spero in una Sua risposta.

  4. Non si può citare i dati del PIL dell’Argentina, tipo +7% all’anno, come se fossero veri. E’ invece ben noto che la Kirchner ha fatto falsificare i dati di inflazione, tipo quando era al 17% faceva scrivere 11%… e ha licenziato il capo dell'”Istat argentina” quando si rifiutava di farlo. La famosa crescita REALE (cioè al netto dell’inflazione) del PIL argentino di cui parla Abbate è frutto di dati truccati…

    Dai.. non indichiamo sempre come modello l’Argentina che ci tagliamo le palle da soli, la gente in Italia mica è stupida e intuisce che questa mirabolante crescita in Argentina è un poco fasulla. Perchè non indichiamo invece come modelli Malesia, Korea, Thailandia, Taiwan, Giappone ecc.. in Asia ? Sono più seri dell’Argentina

  5. Ha perfettamente ragione, sig. Ezio, è la politica che decide. Il modello di sviluppo economico scelto ed applicato dalla politica è solo uno strumento che deve essere valutato in funzione dei risultati concreti che raggiunge. Ma la politica, a sua volta, è lo strumento che deve essere utilizzato per realizzare gli obiettivi fissati nelle regole del patto sociale che abbiamo deciso di darci, ovvero la Costituzione Italiana, al cui vertice troviamo proprio noi cittadini. Alla luce dei dati degli indicatori economici e di benessere degli ultimi anni, appurato come lei sostiene “che la classe politica più corrotta” non può decidere per il benessere dei cittadini, ritiene che il sig. Draghi e l’euro, due entità che non hanno alcuna rappresentatività democratica , riusciranno a realizzare la nostra Costituzione? Se pensa di sì, bhè allora la sua è una rispettabilissima opinione così come quella di qualsiasi altro. Saluti

    1. Ma non spetta a Draghi o alla moneta realizzare la Costituzione. I continui attacchi e i tentativi di smantellamento della stessa sono fatti dalla politica delinquenziale e cialtrona italiana. La modifica scellerata dell’art.81 e capitolo V è della politica. Le proposte di modifica di cambiamento sono proposte dalla politica che fa leggi anticostituzionali, anzichè modificare le leggi vuole modificare la Costituzione. E’ diventata una palla al piede. Insomma vogliono fare quello che pare a loro. Lunga a vita a Draghi che ci compra debito pubblico se no saremmo saltati da un pezzo. L’euro è vero che è stato costruito maluccio ma ha permesso di pagare lo 0,80% sul btp. E col debito pubblico si capisce la manna che ci è caduta dal cielo.

  6. Siamo nel 2015, perchè ti limiti al periodo fino al 2007 ? E’ ben noto che negli ultimi sette anni il dato ufficiale di inflazione era al 10% medio e quello “non ufficiale al 20%” medio. Questo non succede PER NESSUN ALTRO PAESE AL MONDO. Vuole anche dire che il PIL reale dell’Argentina dal 2008 era più basso di quello ufficiale del 10% in media !!!
    “Argentina’s new inflation index” Economist
    Pricing power
    Will the country’s statisticians now be allowed to do their work?
    Feb 22nd 2014 | BUENOS AIRES

    “Don’t lie to me, Argentina”, Economist
    Feb 25th 2012 |
    Since 2007 Argentina’s government has published inflation figures that almost nobody believes. These show prices as having risen by between 5% and 11% a year. Independent economists, provincial statistical offices and surveys of inflation expectations have all put the rate at more than double the official number (see article). The government has often granted unions pay rises of that order. ….In 2010 we added a precautionary footnote to our statistical tables. From this week, we have decided to drop INDEC’s figures entirely. We are tired of being an unwilling party to what appears to be a deliberate attempt to deceive voters and swindle investors. For Argentine consumer-price data we will look instead to PriceStats, an inflation specialist…

    Devo insistere ? Ci sono dozzine di report e articoli sui dati truccati dell’Argentina, fai una ricerca. Per il buon nome della MMT sarebbe meglio di smetterla con l’Argentina come il modello da seguire perchè è molto facile smontare tutta la storia della sua miracolosa crescita dopo il 2002… Era in buona parte truccata. Quando ai ministri delle finanze in Argentina gliene chiedono conto se ne vanno dalla sala

  7. Gentile Giovanni, il caso Argentina è preso come riferimento esclusivamente per sottolineare che negli anni successivi allo sganciamento del peso dal dollaro, anche grazie al supporto di un team di macroeconomisti accademici MMT, applicando il Piano Jefes, il Paese tornò a crescere a ritmi elevati e ridurre notevolmente lo stato di indigenza del popolo argentino.
    Peccato che nel 2006 il Piano Jefes fu notevolmente depotenziato per diverse altre scelte di politica economica.
    Per cui nessuno sostiene che il modello da seguire sia quello dell’Argentina, si vuole semplicemente evidenziare che il recupero del potere di emissione monetaria da parte di uno Stato se non è accompagnato dall’adozione di scelte di politica economica corrette, è una conquista non funzionale al pubblico interesse. Saluti.

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