Gli accadimenti successivi alla crisi finanziaria del 2008 hanno dimostrato due verità inconfutabili:

1) Non ci sono limiti fisici all’emissione di valuta (trilioni di yen, dollari, euro, sterline, rubli, yuan sono stati creati per salvare il sistema bancario dalla crisi finanziaria)

2) Le istituzioni che hanno il potere di emettere le valute, cioè le banche centrali, sono i soggetti in assoluto più potenti al mondo e, VOLENDO, possono risolvere qualsiasi crisi di natura finanziaria colpisca il sistema economico.

Fino a due o tre decenni fa, tali istituzioni (le banche centrali) sottostavano al potere dei governi/parlamenti.

Negli ultimi decenni sono cambiati gli assetti istituzionali: da un lato abbiamo paesi che ancora mantengono una qualche forma di controllo del potere politico sulla propria Banca Centrale (Usa, Uk, Giappone, Russia, Cina); dall’altra abbiamo una Unione di Stati (Eurozona) che ha rinunciato a questa forma di controllo creando una Banca Centrale (la BCE) totalmente indipendente dall’influenza dei governi.

Risultato di questo esperimento è che la BCE:

– Non può finanziare la spesa pubblica dei governi attraverso l’emissione di valuta (euro)

– Non garantisce il debito pubblico dei governi (debito denominato in euro)

– Non può in alcun modo essere influenzata/obbligata dai governi nelle sue decisioni

Quindi nell’Europa della fratellanza e della solidarietà, nell’Europa dei diritti, del welfare, delle democrazie evolute, delle Costituzioni più belle al mondo, ci troviamo oggi in una situazione in cui l’istituzione può potente che abbiamo, cioè la BCE che ha il potere di emettere euro, sfugge totalmente al controllo politico/democratico.

Tale istituzione è posizionata sopra i governi/parlamenti democraticamente eletti e per questo motivo è indipendente da essi; contemporaneamente è fortemente dipendente dagli interessi bancari/finanziari.

Il risultato di questo cambiamento avvenuto negli ultimi decenni è che:

– da un lato, i paesi che hanno mantenuto una qualche forma di controllo politico sulla propria Banca Centrale, pur avendo assecondato le esigenze della grande finanza, sperimentano oggi tassi di disoccupazione intorno al 5%;

– dall’altro, l’Eurozona, che ha abdicato a questo controllo, sperimenta una disoccupazione intorno all’11% e contestualmente i profitti delle multinazionali e della grande finanza sono esplosi.

Strano? No, se si analizza la questione in questi termini.

Quanto ci metteranno i nostri eroi a capire che questo modello istituzionale è folle?

Quanto ci metteranno i nostri eroi a capire che l’integrazione tra i popoli europei NON può passare per la moneta unica, il mercato unico deregolamentato, l’unione degli interessi del grande capitale e della grande finanza?

Quanto ci metteranno i nostri eroi a comprendere che questo modello istituzionale è la strada più breve per riportare l’odio tra gli Stati e la guerra in Europa?

In estrema sintesi condivido l’opinione di chi afferma quanto segue: “Ti raccontano che ci sia una crisi. Ma quale crisi! Non siamo in crisi: è solo un cambiamento deliberato e pianificato di sistema economico”.

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