Nella prima parte dell’articolo abbiamo cercato di spiegare cos’è, concettualmente, la moneta, il denaro di cui ci serviamo quotidianamente, definendolo un BENE FINANZIARIO che crea automaticamente una situazione di DEBITO/CREDITO (IO DEVO A TE) nel momento in cui viene emesso.

Ma chi è che crea il denaro e di conseguenza una condizione di DEBITO? In che modo può gestire questa faccenda?
Per rispondere a queste domande è necessario fare un’ulteriore distinzione tra i vari tipi di moneta esistenti.

Tutte le monete utilizzate nel mondo, al giorno d’oggi, possono essere racchiuse in due grandi categorie: Monete SOVRANE e Monete NON SOVRANE. Il concetto è molto semplice e senza scendere in dettagli che potrebbero complicare il nostro discorso, si può sintetizzare come segue.

Una moneta può definirsi SOVRANA quando risponde a tre caratteristiche:

  • È di proprietà dello Stato che la emette. Per esempio il Dollaro australiano è di proprietà del governo australiano che decide di stamparlo come e quando vuole.
  • Il suo valore, nei confronti delle altre monete, è stabilito dal mercato e non imposto a priori. Per esempio oggi il Dollaro australiano equivale a 0,64 sterline inglesi, ma questo valore non è fisso, cambia in base a scambi e leggi di mercato. Domani potrebbe scendere o salire.
  • Non è convertibile in alcunché. Quel pezzo di carta che avete in mano (o quel numero elettronico sul vostro conto corrente) non ha un corrispettivo valore prefissato in oro, o altri metalli preziosi. In altre parole se andate in banca con una banconota da 50 sterline e la consegnate allo sportello non avrete diritto ad un automatico corrispettivo in oro (o in qualsiasi altra cosa).

Soffermiamoci in particolare sul primo punto, perché è il più importante per capire la differenza con una moneta non sovrana. Quest’ultima, infatti, non può essere CREATA DAL NULLA E SENZA VINCOLI dallo Stato che la utilizza, cosa che può comportare una serie di grossi problemi. Cerchiamo di spiegare come funziona la creazione di moneta nei due casi citati prendendo come esempio due tra le monete più utilizzate nel mondo in questo periodo storico: la sterlina e l’euro.

STERLINA, MONETA SOVRANA
Come abbiamo detto sopra, è di proprietà esclusiva del governo del Regno Unito che decide di stamparla/immetterla come e quando desidera. È una condizione di monopolio, solo il governo può prendere questa decisione. Quindi è il governo di uno Stato a moneta sovrana che CREA DENARO. Che cosa fa esattamente?

Tramite la propria banca centrale, emette la quantità di moneta occorrente agli scopi che in quel momento deve perseguire. Si noti bene che il quantitativo di MONETA che un governo può creare è virtualmente illimitato. Non esiste alcun vincolo da questo punto di vista, proprio perché LA MONETA È di sua proprietà. Uno Stato a moneta sovrana non può MAI finire i soldi nelle proprie casse, semplicemente perché ne può creare in quantità illimitata e soprattutto, proprio per lo stesso motivo, non ha bisogno di prenderli in prestito da nessuno (dai cittadini con le tasse o dalle banche per esempio). Li crea come e quando vuole. In questo contesto il titolo di Stato non è uno strumento con cui lo Stato si finanzia, ma è un “conto risparmio” in cui i privati possono depositare della liquidità che poi “riottengono” dopo un certo periodo di tempo maggiorata da un tasso di interesse (che è un altro piccolo quantitativo di moneta “extra” creata dal nulla dallo Stato). E’ evidente che lo Stato che crea la propria moneta sarà sempre in condizioni di onorare questo “debito”.
Lo Stato con moneta sovrana non ha “bisogno” dei titoli di Stato per finanziarsi, evidentemente. Ragioniamo: se io posso stampare in quantità illimitata una moneta, per quale motivo dovrei chiederla in prestito o addirittura comprarla da qualcun altro? Non avrebbe senso.

EURO, MONETA NON SOVRANA
Il sistema dell’Euro, al contrario del dollaro australiano, funziona in maniera del tutto diversa, perché la moneta euro non è di proprietà di alcuno Stato. Se vi state chiedendo come sia possibile una cosa del genere sappiate che la struttura monetaria dell’eurozona è un esperimento senza precedenti dove gli Stati che utilizzano questa moneta, non potendola CREARE a loro piacimento, sono costretti a “comprarla” da privati (banche e altri soggetti del mercato valutario), pagandola sonoramente. In particolare, tramite un complesso sistema di emissione di titoli di Stato pagano degli interessi molto alti a chi concede loro questo prestito di denaro. In questo contesto il titolo di Stato è uno strumento che serve allo Stato per prendere dei soldi in prestito, che poi dovrà restituire.

Chiarire questo punto fondamentale ci permette di introdurre un altro concetto che ascoltiamo tutti i giorni nei dibattiti politici: il DEBITO PUBBLICO, ovvero il DEBITO DELLO STATO, che ha un significato e una gestione totalmente diversa a seconda se un governo possa EMETTERE o meno la propria moneta. Uno Stato che non può creare da zero la propria moneta ed è costretto a chiederla in prestito, si comporta come una famiglia che va in banca per un mutuo sul quale pagherà interessi per anni e anni. Gli Stati membri dell’eurozona fanno esattamente questo: chiedono soldi in prestito che poi dovranno restituire. L’unico modo che uno Stato ha per rientrare di questo debito, non potendo creare denaro da zero, è chiedere altri prestiti o risparmiare tagliando tutto ciò che è spesa pubblica: sanità, istruzione, giustizia, etc..etc.. con lo scopo di spendere il meno possibile e nei casi più gravi (il nostro Paese per esempio) tassare tassare e tassare i cittadini. Oppure, ancora, l’ultima strada è quella di vendere i beni pubblici: strade, acquedotti, porti, etc.
Questo discorso, di molto semplificato per esigenze di spazio e immediatezza, dovrebbe però essere sufficiente a capire per quale motivo sia preferibile essere uno Stato che ha la facoltà di poter stampare la propria moneta.  Nei prossimi articoli cercheremo di spiegare nel modo più semplice possibile altri concetti base per chiudere il cerchio.

Moneta e debito – Parte I

Comments

  1. Non è proprio vero che la sterlina o il dollaro sono monete sovrane.
    La moneta è stampata dalla banca centrale, che è una banca privata.

    In pratica lo stato si indebita con dei privati. Per questo che il debito pubblico è un problema anche in UK.

    Infatti c’è anche una battaglia in corso per abrogare le banche centrali per restituire la vera sovranità monetaria alle nazioni.

    1. Lo stato delega alla banca centrale la gestione della politica monetaria del paese, come un imprenditore delega un direttore a dirigere la sua azienda. Il direttore decide ma alla fine si fa come vuole il capo.
      Ma comunque quello che importa non è capire chi stampa la moneta e chi no ma è capire che il denaro viene dal nulla esattamente come i punti assegnati in una competizione sportiva. Questo è il punto fondamentale e tutto quello che viene dopo sono decisioni politiche che possono essere cambiate.

      1. anche io sono convinto che ne dollaro ne sterlina siano montete sovrane!
        infatti una moneta sovrana per essere chiamarla tale deve appartenere al popolo (sovrano), come le 500 lire di moro, con attestazione “repubblica italiana” e non la banca di turno!
        inoltre le banche non hanno come “capo” gli stati in quanto sono delle aziende, e come tali decide chi ha la quota più “grossa”, ad es la banca di italia oramai appartiente al popolo italiano per il 5% tramite inps e inail per il resto sono tutte altre banche o casse di risparmio e assicurazioni! questo anche prima di entrare nell’euro (bce), ora è ancora peggio…
        poi se si vogliono coniare nuovi termini per fare ulteriori distinzioni bene, ma per me usare il termine sovrano è piuttosto fuorviante

        1. Non c’entra niente. LA FED e la Banca Centrale del Regno Unito NON SONO PRIVATE perchè destinano PER LEGGE la MAGGIORANZA dei loro UTILI NETTI ANNUI ai rispettivi Ministeri del Tesoro/Finanze.

    2. Non c’entra niente. LA FED e la Banca Centrale del Regno Unito NON SONO PRIVATE perchè destinano PER LEGGE la MAGGIORANZA dei loro UTILI NETTI ANNUI ai rispettivi Ministeri del Tesoro/Finanze.

  2. <>

    Lo stato non si indebita con nessun privato. Ogni anno più dell’80% degli utili delle BC private tornano allo stato per legge. Il resto è utilizzato per la gestione amministrativa degli enti stessi. I guadagni netti dei privati si aggirano intorno a percentuali bassissime, irrisorie rispetto a quanto vorrebbero far credere i sostenitori del complotto del signoraggio.

    I possessori delle quote delle BC privatizzate non decidono proprio niente, stessa cosa vale per i dirigenti che, tra l’altro, sono nominati dai governi e lavorano per gli stessi. E’ sufficiente approfondire certi argomenti per non cadere in isterie da complottismo di massa.

    Una moneta è sovrana quando è di proprietà dello Stato che la emette creandola dal nulla. Lo Stato, per rispondere a Mattia, non è un’entità astratta ed eterea, ma è formato dai cittadini di una nazione, che votando contribuiscono a creare un governo, che appunto, ha il monopolio sulla politica economica e monetaria di un paese. Un governo, a sua volta, è formato da cittadini non dai banchieri di tutto il mondo riuniti per complottare ai nostri danni.

  3. Ma a quale legge si fa riferimento?

    la mia intenzione è quella di confrontarsi con il fine di fare chiarezza, non di alimentare polemiche, ne tantomeno ipotesi di complotti, parola un pò troppo abusata

    poi sui meccanismi di nomina inutile parlarne in quanto si sa perfettamente il modello di persona che scala nelle BC o chi sia incaricato di fare queste scelte, o come si comporta il governo di turno eletto da cittadinidi in queste politiche

    se ci fosse questa legge, non so a quale diritto nazionale-internazionale o bancario possa appartenere, sarebbe interessante studiarla; perchè lo stato dovrebbe pagare prima per poi avere indietro qualche utile (o la maggioranza di essi) dopo??
    non dovrebbe farsi carico delle spese di produzione e della quantita di denaro circolante da se??

    il discorso è sempre lo stesso, non si riesce a capire perchè si debba pagare il prezzo che la moneta andrà a misurare, invece di pagarne esclusivamente i costi di produzione!!

    1. Ciao Mattia, fai ancora molta confusione, ti consiglio vivamente di ristudiare la MMT attentamente dall’inizio, vedrai che dopo ti sarà tutto più chiaro.
      Ciao.

  4. Ragazzi, siccome questo è un punto fondamentale, va chiarito assolutamente.
    Vi prego di portare qualche riferimento oggettivo in cui venga chiarita questa faccenda delle monete sovrane una volta per tutte.
    Qualche link o fonti uffficiali.
    Grazie.

  5. @Mattia, prova a leggere lo Satuto della Banca d’Italia tanto per cominciare. In particolare gli art. 39 e 40.
    Dopodichè ti consiglio la lettura di Mitchell e Godley.

    @Johnny la differenza tra moneta sovrana e non sovrana è chiarissima. Anche la tanto vituperata FED non può creare ed emettere moneta senza il consenso del congresso degli Stati Uniti che si riunisce e con una LEGGE convalida l’eventuale proposta monetaria. Il concetto alla base è che il governo di una nazione a moneta sovrana è l’unico soggetto in grado di decidere la creazione di moneta. Come poi utilizzi il denaro creato è un discorso politico, può favorire dei soggetti privati (banche per esempio) piuttosto che i cittadini, ma qui entriamo in un altro campo.

    1. ragazzi, temo che qui ci sia un pò di confusione. Ogni nazione moderna che ha una banca centrale (USA, GIAPPONE, INGHILTERRA ecc) non è uno stato a moneta sovrana ed è INDEBITATO con i privati e soprattutto non emette nuova moneta nel sistema, ma semplicemente la fa girare tra gli attori privati in gioco (banche, cittadini, imprese). In Italia questo era vero anche prima del divorzio con la Banca d’Italia, quando i titoli di stato erano emessi, messi all’ asta con i privati (banche) e venduti a loro. Solo i titoli invenduti all’ asta (quelli che avrebbero richiesto tassi d’ interesse troppo elevati) erano comprati dalla Banca d’Italia che CREAVA la moneta necessaria per pagarli dal nulla .

  6. Scusate, ma volevo che chiariste a chi ha dei dubbi portando dei riferimenti ufficiali, penso che state qui per questo.

    Voglio aggiungere, per chi non lo sapesse, che i nostri guai sono iniziati un pò prima dell’avvento dell’euro.

    1981, governo Andreatta, divorzio Stato- Banca d’Italia.

    Da quel momento la Banca d’Italia non garantiva più l’acquisto dei titoli di stato invenduti, perciò bisognava rivolgersi ai mercati privati proprio come oggi con l’euro. Vi risulta?

    Conseguenze?

    Aumento dei tassi d’interesse sui titoli, nascita dei bond-people, ve li ricordate?
    Speculazione 1992, aumento del debito pubblico dal 98 al 121,5 % dal 1992 al 1994.
    (Mi direte che comunque non era un problema, sono d’accordo.)

    Svalutazione del 30% della lira e conseguente privatizzazione a saldo.
    Gli introiti Fiat sono per il 57% dovuti ai guadagni da titoli di stato ecc.ecc.

    Certo le cose sono peggiorate e molto con l’euro, ma sono scelte politiche, potrebbe funzionare molto meglio anche con l’euro se ci fosse una “vera” banca centrale come la Fed.

    Gli Usa ce l’hanno ma stanno peggio di noi, la gente comune, intendo.
    E’ chiaro,scelte politiche.
    Questo per dire che euro o dollaro o sterlina non cambia molto, se hanno deciso di tenerci in miseria una moneta vale l’altra.
    Rendo l’idea?

    P.s.
    Non sto cercando di denigrare la MMT, era giusto per allargare il quadro.
    Avanti!

  7. @Johnny

    Fai benissimo a chiedere se hai dubbi, ci mancherebbe altro.
    Dobbiamo sempre distinguere i problemi tecnici da queli politici. Uno Stato a moneta sovrana ha la possibilità tecnica di attuare politiche economiche e sociali finalizzate alla piena occupazione, alla crescita del PIL e dell’economia di un paese. Gli Stati dell’eurozona NON POSSONO FARLO NEANCHE VOLENDO. Per due motivi:

    1) Mancanza di sovranità monetaria
    2) Mancanza di sovranità politica

    Questa è una differenza ABISSALE.

    Il divorzio tra BC e Tesoro del 1981 è stato certamente un problema, ma qui stiamo parlando di un futuro ritorno alla moneta sovrana che dovrà comportare una riforma totale delle Istituzioni preposte a quei fini. Stiamo cercando di spiegare che la sovranità monetaria permetterebbe all’Italia di fare delle scelte tra cui le politiche di piena occupazione teorizzate dalla MMT, cosa che oggi non potrebbe fare.
    La MMT è uno strumento che deve necessariamente essere messo nelle mani giuste, questo è chiaro, ma senza sovranità monetaria neanche il più onesto e preparato dei politici potrebbe gestire bene la res publica.

  8. Inoltre vorrei concludere una volta per tutte il capitolo BCE/FED.
    Tra le due BC ci sono delle differenze enormi: Gli Stati Uniti d’America sono una nazione con una storia e una cultura omogenea, la popolazione parla la stessa lingua, gli stati federali si sono formati in tempi brevissimi. Ciò che li divide sono solamente le differenze geografiche di un territorio enorme. L’eurozona è tutt’altra cosa. Prima di tutto è un esperimento, un imposizione politica fondata su un’idea di libero mercato e unione monetaria che non tiene minimamente conto dei millenni di storia precedenti. Questo per il semplice fatto che, come sostiene il Prof. Alain Parguez, è stata creata con degli scopi ben precisi che tendono a favorire soggetti ben specifici ed a sfavorirne altri. E’ pure utopia, se non, passami il termine, ingenuità, pensare ad un Europa stile USA. Non esisterà mai questa possibilità, è del tutto fuorviante anche parlarne.

    1. Principio fondamentale per capire l’obbrobrio EU.
      Hai perfettamente ragione, ma la gente è troppo ignorante per non sapere che l’Europa è un insieme di nazioni dalla storia millenaria, quando non solo parti delle nazioni. Mentre gli USA non avevano nessuna storia o come direbbero loro “background”, qunado si sono formati en già a suon di guerre. Anche oggi la loro storia spazia al massimo (escludendo i pellerossa che è un altro discorso) 200 – 300 anni e di cosa? di far-west, gangster, hollywood e guerre su guerre. Avranno inventato i Pc e gli eletrodomestici e ….Ma quando mai!! Andate a vedere da dove arrivano le fonti delle loro genialità: italiani, francesi, inglesi etc. Questo per dire che loro non annullavano un bel niente unendosi nei vari stati, l’Europa invece …hai voglia. e mi fermo qui.

  9. Vabbe’ anche io andrò a studiare.
    Però almeno un semplice si o no lo si può anche anticipare, secco, senza troppe premesse e cautele! o no?
    Se un governo stampa 100 unità monetarie, non resta indebitato con nessuno. Se emette obbligazioni per ricevere le stesse 100 unità monetarie, si ritrova debitore di 100+interessi. Si o no?
    Mille grazie.
    Poi, lo giuro, studio quello che volete, ma per favore è possibile cominciare a sapere questo “mistero di Fatima”?

  10. Chiedo se è possibile avere un riferimento più preciso delle pubblicazione dei due autori segnalati (Mitchell e Godley).
    Grazie.

  11. E’ il mio primo intervento e confesso una ignoranza mostruosa sul funzionamento della moneta unito ad un interesse per la MMT. Il mio primo dubbio, leggendo l’articolo riguarda l’emissione di titoli del Debito Pubblico da parte di paesi a moneta SOVRANA. Se questi paesi possono emettere moneta sovranamente ed illimitatamente, a quale scopo attingere al mercato per avere altri soldi e quindi incrementare il DP?
    Grazie

    1. Caro Giancarlo,
      i paesi a moneta sovrana non emettono titoli di stato (tds) per accaparrarsi denaro. Questo vale solo per i Paesi non monetariamente sovrani.

      I tds sono, oggi, la prassi adottata dagli Stati per spendere.

      non sono obbligati ad emetterli, ma molto spesso sono stati realizzati percorsi legislativi che. di fatto, permettono la spesa dello Stato attraverso l’emissione di obbligazioni; questa modalità costituisce una sorta di gimcana legislativa alla spesa.

      La pratica del tds è un retaggio del periodo del gold standard. In quel caso, i tds erano utilizzate per “distogliere” il cittadino dalla voglia di convertire il denaro in oro. Lo Stato aveva interesse a mantenere riserve in oro tanto maggiori quanto poteva perché da tale ammontare dipendeva la sua capacità di spesa.

      1- Oggi, il motivo principale per cui uno Stato emette tds è per fissare il tasso di interesse interbancario.

      Scrive Wray, in “Is Euroland next Argentina” pagina 6 “i bond sono venduti per drenare un eccesso di riserve in modo da raggiungere il tasso di interesse prefissato (…) Quando il tasso overnight è zero, il Tesoro può sempre vendere bond che offrono un interesse poco superiore allo zero e troverà compratori perché questi titoli offriranno un interesse superiore all’alternativa (di 0)”.

      Il Giappone ha tassi di interesse prossimi allo zero perché il Governo lascia, da tempo, un eccesso di liquidità nelle riserve bancarie. Se volesse aumentare il tasso di interesse, potrebbe vendere un ammontare di bond tale da drenare l’eccesso.

      2- L’emissione di bond rappresenta, inoltre, un investimento sicuro, in uno Stato monetariamente sovrano, per qualsiasi risparmiatore.

      3- Infine, rappresenta una modalità in più per incentivare uno Stato a investire in un determinato Paese. L’esempio più classico è quello di Cina-Usa. La Cina trova profittevole vendere beni negli Usa anche perché gli Usa vendono tds e il Governo cinese può investire quanto accumulato in dollari. Altrimenti, l’appetibilità del mercato statunitense potrebbe essere considerata minore se non ci fosse la possibilità di investire, appunto.

      1. Ciao,

        il discorso che l’emissione dei titoli di stato sia un opzione e non un obbligo per uno stato con sovranità monetaria fiat mi è abbastanza chiaro.

        Tuttavia, finanziarsi così o “stampando moneta”, sono a mio avviso due modalità con implicazioni molto diverse.

        Nel primo caso lo stato si “inventa” i titoli (securities) e li da alla banca centrale che, attarverso le banche commerciali, li deve “piazzare” sul mercato… quindi tanta moneta esce tanta ne entra, interessi a parte (ricordiamoci che oggi più dell’80% dei della BCI è privata… e loro gli interessi mi sa che li vogliono) lasciando tranquilli gli “inflazio-fobici”.

        Nel secondo caso invece, se non c’è un reale aumento di produzione di beni e servizi (motivo per cui forse si parla di “piena” occupazione) si richia di aumentare il prezzo di mercato delle cose… (che potremmo chiamare inlfazione?)

        Quindi, in linea teorica (per poter imporre una politica economica) uno stato (dando per scontata l’integrità morale e la competenza in materia) dovrebbe avere si una moneta sovrana, ma forse anche una partecipazione statale di maggioranza nella BCI.

        G-

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