La visione della moneta civilizzata (cioé MMT, o Modern Monetary Theory) ha precedenti storici:

In primo luogo, la nozione sviluppata da Adam Smith: la ricchezza di una nazione è misurata non dal valore monetario ma dalla sua capacità di produrre beni e servizi. In secondo luogo, la nozione del denaro sviluppata da John Maynard Keynes: ogni Stato moderno ha il diritto di dichiarare ciò che è la sua moneta. Mentre il concetto di Smith accenna alla piena occupazione come primario obiettivo politico, quello di Keynes fa riferimento alla gestione della moneta come uno strumento per raggiungere tale scopo. Inoltre, la MMT riconosce esplicitamente che la valuta è un monopolio pubblico. Questo ci porta a distinguere il sistema monetario attuale dal tradizionale paradigma monetarista-keynesiano. Ciò che segue è un sunto di ogni punto di lettura chiave sulle differenze tra i due modelli: il paradigma monetarista-Keynesiano (KM) e la visione civilizzata della moneta (o MMT)

1. KM – La Banca Centrale controlla l’offerta della moneta indirettamente attraverso il suo potere di controllare la base monetaria.

MMT – Il settore privato usa i depositi bancari come moneta e i depositi bancari non sono controllati direttamente dalle Banche Centrali: essi derivano sia dalla spesa del governo sia dalla concessione dei prestiti.

2. KM – Poiché la Banca Centrale controlla l’offerta di moneta, controlla anche il tasso di interesse nominale nel mercato monetario.

MMT – Poiché è il monopolista della moneta, la Banca Centrale controlla il tasso di interesse.

3. KM – Il tasso di interesse nominale è determinato dalle preferenze dei privati in termini di risparmi reali e investimenti, come pure dalle aspettative sull’inflazione.

MMT – La  ha il potere di controllare il tasso di interesse ad ogni scadenza: il tasso di interesse è, semplicemente, un fenomeno monetario.

4. KM – Un’espansione monetaria può incrementare la produzione e l’occupazione e, a un certo punto, generare inflazione.

MMT – Qualsiasi operazione con cui la Banca Centrale compra o vende asset finanziari non rende il settore privato più ricco e ha piccole o nessuna conseguenza sulle decisioni di spesa privata.

5. KM – Le decisioni del governo sono ampiamente guidate da obiettivi politici di breve periodo, cosi la gestione della moneta dovrebbe essere responsabilità di una istituzione indipendente con un orizzonte di lungo termine.

MMT – Mentre la politica monetaria può solo fissare il tasso di interesse, la politica fiscale è molto più potente dal momento in cui qualsiasi deficit del settore governativo genera un equivalente surplus finanziario del settore privato influenzando le decisioni sulla spesa.

6. KM – La tasse servono a finanziare la spesa governativa.

MMT – Poiché la spesa del governo preleva risorse dal settore privato e simultaneamente genera redditi e ricchezza nello stesso, causerà inflazione dovuto a un eccesso di domanda a meno che un adeguato ammontare di tasse non dreni denaro dal settore privato.

7.KM – Se il governo spende più di quanto tassa, deve prendere in prestito fondi dal settore privato, e questo riduce i capitali del settore privato.

MMT – A meno che non perde il suo potere di definire cosa sia la moneta, il governo è l’emettitore della valuta: non fronteggia vincoli finanziari e prima spende o presta, dopo l’economia ha le risorse necessarie per pagare le tasse e comprare i titoli di Stato.

8. KM – La stabilità dei prezzi è una precondizione per la crescita economica e la creazione del lavoro.

    MMT – Il deficit del governo, nella misura in cui garantisce il soddisfacimento del desiderio del settore privato di accumulare risparmi, è una precondizione per la piena occupazione.

Fonte: http://www.mecpoc.org/2012/02/a-civilized-money-view-vs-keynesian-monetarism/

Comments

  1. il punto 7 MMT va cambiato in:
    “DOPO l’economia ha le risorse necessarie per pagare le tasse e comprare i titoli di Stato.”

  2. Attenzione a chiamare “balle” le intuizioni di JMK!!! Oggi viviamo in un mondo diverso ma all’epoca furono geniali. Probabilmente oggi è superato ma i suoi studi aprirono la mente di molti economisti permettendo loro di affrontare i problemi reali in un’ottica del tutto nuova. E’ un pò quello che fa oggi Mosler, mostrare soluzioni geniali affrontando il problema in un’ottica diversa e più giusta.

    1. qui c’è un fraintendimento. Le balle non sono certo quelle di Keynes ma bensì di quelle correnti che hanno mutato il senso di quello che disse, tra cui i neo-keynesiani

  3. Cari signori,
    ma vi siete mai chiesti che tipo di societa configura sta roba folle di cui discutete?
    Vi siete mai resi conto che quando parlate di spesa pubblica dovete necessariamente parlare degli apparati burocratici che decidono su come spendere e amministrano questa spesa e che mettere l’intera economia in mano dello stato altro non e’ che l’unione sovietica (con i suoi polit-buro, i gulag, le caste, i privilegi, e distese sterminate di poveracci col cervello candeggiato)?
    Siete sicuri di volere l’unione sovietica? Beh sappiate che l’unione sovietica poteva contare sulle piu grandi riserve di metalli e fonti di energia del mondo al contrario di paesi come l’italia che non hanno NIENTE che possa sostenere qualsiasi attivita’ produttiva e devono vivere in una economia fatta di scambi.

    Non riscontro nessun barlume di assennatezza in cio’ che scrivete.

    1. Mai detto che vogliamo l’URSS. Hai mai pensato che la prosperità di un Paese non dipende dalle ricchezza che possiede?
      Dario

    2. Se legge bene, la ricchezza di una nazione si misura dalla capacita’ di produrre bene e servizi.
      I 40 anni che hanno seguito la grande depressione negli Stati Uniti, e che li hanno portati ad essere la prima econmia del mondo, fino allo shock petrolifero, le sembrano forse L’Unione Sovietica?
      Adottarono il keynesismo, demonizzato ingiustamente anche nelle universita’.

  4. E l’Italia come può produrre ricchezza sufficiente se circa la metà della popolazione è improduttiva, ha uno stato inefficiente e con un’evasione fiscale pari ad oltre 1/4 del PIL. Se non si cambia questo stato di cose il resto è discussione sterile.

    1. L’evasione è poco più della metà di quanto lei afferma. Se ha proposte per rendere lo Stato più “efficiente”, non capiamo perché noi dovremmo contrastarle. Secondo lei ridurre la pressione fiscale e realizzare servizi peggiorerà la situazione?

    2. L’Italia “improduttiva” con la sua moneta sovrana è arrivata ad essere la quinta potenza economica mondiale. La metà della popolazione improduttiva è una ignobile bugia, i dipendenti pubblici sono un minimo rispetto i lavoratori totali e sono molto meno improduttivi di come la vostra falsa e supponente propaganda anti-italiana li descrive. Quanto alla produzione di ricchezza, bisogna fare la distinzione tra beni reali (producibili col lavoro del settore non governativo) e ricchezza finanziaria (che il settore privato non può produrre, ma solo scambiarsela al fine di realizzare il primo fine).

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