Bambini in Sudanfonte: http://paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=770

 

Un amico, @GrecOfficial , sta componendo un libro reportage sulle vittime più innocenti della guerra civile in Siria, i bambini di quel Paese.

Ci sono le foto di quei piccoli, orrore liquido che ti entra nelle vene dai polsi appoggiati al pc, impossibile premere il tasto cancella dopo averle viste. Bambini siriani, congolesi, ceceni, palestinesi, afghani, sudanesi… O semplicemente quelli fotografati da Steve McCurry in Africa, con gli intestini espulsi dal retto su cui si nutrivano le mosche. Fame. Ne ho visti anche io di miserabili.

Come ho scritto nella prefazione al sopraccitato libro, la barbarie si ferma solo quando una elite di buone intenzioni si adopera per farla conoscere, e facendo leva sull’opinione pubblica (altrimenti inutile e morta), dà l’impressione al Potere che ci sia una sollevazione di opinioni contro di essa, contro la barbarie. Allora il Potere è costretto ad agire. Agirà prima o poi per la Siria, per il Sudan, per la Cecenia (non agirà mai per il Congo, lì l’orrore di Dio sarà quasi eterno).

Nella mia vita ho fatto la mia parte contro la barbarie, libri e inchieste, e continuo a farla, ma ultimamente mi sono reso conto che c’è un nemico micidiale da sconfiggere prima di salvare i bambini siriani, congolesi, sudanesi ecc. Ed è La Crisi. Se le opinioni pubbliche che contano, e che sono quelle occidentali, vengono a loro volta assoggettate a uno stato di tensione e precarietà quotidiana, di timore e di affaticamento, allora tutti gli sforzi delle elite per sensibilizzarle sui bambini straziati, sulle guerre o sulle stragi di animali e ambiente saranno inutili. Immaginate che tempo hanno un operaio della Zanussi sul filo del licenziamento, o un precario verticale a 800 euro e un affitto da pagare, o ragazzi spremuti nello studio e con la certezza di non trovare lavoro, o donne spaccate fra lavoro, figli e anziani da badare, di adoperarsi per la Siria, per il Congo, per la Cecenia. L’insicurezza economica paralizza le coscienze e non dà tempo di fare altro, essa è la nemica della civilizzazione. La civilizzazione è quella che, secondo il processo sopraccitato, ferma le stragi in Siria, Congo, Sudan.

Ecco che io, proprio quello che ha girato il mondo e filmato alcuni suoi orrori, oggi lotto con l’arma di un’economia di giustizia, la ME-MMT, per fermare la precarietà e la crisi dell’occidente, perché so che altrimenti neppure un miliardo di foto dell’orrore risolveranno mai nulla. Ricordatevi che il grande impeto di civilizzazione sui diritti umani e contro le guerre fiorì negli anni ‘60 e ‘70 e ‘80, quando le opinioni pubbliche occidentali stavano bene, o almeno molto meglio di ora. Il Potere le ha fermate, con la paura. Prima la paura dell’Islam, poi ora della Crisi. Sono certo di ciò che dico. Se non riportiamo la nostra gente alla tranquillità, l’altra gente, quella nata dalla parte sbagliata del pianeta, non ha speranza.

Comments

  1. Caro Paolo, so bene di cosa parla è il sistema privato delle banche centrali.

    Immaginiamo se esistesse una tassa sul patrimonio. Questa tassa sarebbe graduata in base ai patrimoni in possesso, nel senso che se qualcuno possedesse due milioni di Euro, percepirebbe più entrate da questa tassa di un’ altro che disporrebbe solo di un milione di Euro. E tutti gli altri senza nessun tipo di beni e ricchezze, dovrebbero pagare € 10.000,00 (diecimila) all’anno come imposta patrimoniale.

    Sono convinto che, se qualcuno proponesse ufficialmente una tassazione del genere, non riceverebbe un gran consenso da parte del popolo, a meno che non la si camuffi bene, creando un meccanismo che quasi nessuno è in grado di capire.

    Stiamo subendo un meccanismo del genere già da parecchio tempo, solo che non si chiama tassa sul patrimonio, ma sistema monetario, ed è questo che Lei sta cercando di fare comprendere all’opinione pubblica.

    Questo effetto è installato solidamente nel nostro sistema monetario, al di là di ogni ragionamento di politica fiscale. La struttura di questo sistema, all’epoca concepita intenzionalmente, crea una corrente finanziaria immensa ed in continua espansione, dal diligente al ricco. Questo trasferimento finanziario è una conseguenza sia di un sistema monetario basato sugli interessi, sia del modo di generare e di mettere in circolazione il denaro.

    Da persona senza un titolo accademico, ma interessato dalla gioventu in poi’ al sistema monetario, mi sono dedicato allo studio di Silvio Gesell e Ludwig Mises. Dalla contraposizione di queste due scuole di pensiero, volutamente oscurate ed ignorate dal establishment accademico, ho potuto evincere che il sistema delle banche centrali, in primis FED, ed conglomertati industriali aggregati, non permetterano mai che la società civile si svegli da questo torpore mediatico, accademico-scientifico. Piuttosto, la storia insegna, insceneranno una qualche guerra.

    Auguri e grazie.
    Michele

    1. Invece ho notato che sempre + gente se ne intende e parla di questo: moneta creata a debito,signoraggio e tasse dove e a chi vanno…Per esempio in UK sta prendendo piede un progetto simile al MMT,si chiama Positive Money ed è anche diffuso in Svizzera.Il progetto spiega con parole semplici il sistema monetario attuale e ne evidenzia le pecche per la società,seguono le proposte che se non garantiscona comunqye estendono il progetto verso la pienaoccupazione.In effetti,non ci serve tanto la crescita(la crescita interessa i mercati,ma non le persone) quanto la piena o quasi piena occupazione.D’accordo che chi ha creato e difende i mercati a costo di genocidi difficilmente accetterà il cambio e preferirà la distruzione del pianeta piuttosto di perdere “il loro tesoooro”

  2. Paolo, la tua analisi veritiera ha lasciato molti senza parole dato che nessuno ha commentato il tuo post. Condivido a pieno quello che hai scritto. Grazie!!

  3. Concordo. Risolvere tutti i problemi del mondo temo sarà ahimè impossibile ma senz’altro nella condizione attuale facciamo molta fatica ad essere d’aiuto anche a loro, anche perchè qui si rischia di andare pure noi in quella direzione. Certamente non c’è (spero) il rischio di arrivare ai livelli della povertà assoluta dell’Africa Sub Sahariana (foto sopra), ma senz’altro ai livelli della povertà dei paesi più miseri dell’est europa senz’altro.

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