La scuola che chiede il denaro per pennarelli, carta igienica e sapone; l’ospedale che riduce i posti letto; le strade piene di buche, che le Province ci sono ma non hanno più un centesimo. E ancora: l’Iva che non scende dal 22%, le addizionali regionali e comunali al massimo livello.

Gli 80 miliardi al mese che la Bce “gira” al sistema bancario. E tanto altro.

Noi ce la prendiamo coi sindaci, con gli assessori, persino con i parlamentari – spesso giustamente. Tuttavia queste figure sono soltanto un riflesso, anzi diciamo degli esecutori, di indirizzi politici che arrivano da lontano. Di seguito ad esempio il “piano contabile introduttivo”, per spiegarci, al quale deve conformarsi un qualsiasi comune italiano al momento di presentare il proprio Programma di Mandato. 

E se oggi il “braccio di ferro” tra governo Renzi e Commissione Europea verte su un oltraggioso 0,1% di deficit in più o in meno, si ricordi che la strada intrapresa resta sempre quella di un aumento dell’austerità, come confermato dai numeri sotto esposti in merito alla riduzione del deficit italiano. six-pack-per-i-comuni

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

nove + 19 =

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.